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LA RICARICA
(PARTE Ia - marzo 2012)

Una vecchia passione


 

Queste brevi pagine sono dedicate ai principianti e a chi si affaccia al mondo della ricarica per la prima volta.

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La Legge attuale regolamenta in maniera superficiale la materia, la nuova norma voleva imporre una licenza per tutti i ricaricatori casalinghi (luglio 2011 - decreto n°.204) e la norma esiste da anni nella legislazione Francese sulle armi. Per il momento alla luce dell'attuale Legge sulle Italiana, che non è ancora stata modificata, il ricaricatore deve denunciare innanzi tutto la polvere detenuta, in qualsiasi quantità essa sia, non potrà comunque detenerne più di cinque chili subordinati a zero cartucce cariche o caricate, da questi cinque chili lui inizierà a ricaricare avendo di conseguenza all'aumentare delle cartucce cariche sempre meno polvere, Per semplicità diremo che possono essere calcolati 3,33 gr. per ogni cartuccia per arma lunga caricata e 0,25 gr. per ogni cartuccia per arma corta. Le cartucce progettate o prodotte espressamente per arma corta detenibili sono al massimo duecento, mentre le cartucce per uso venatorio possono essere detenute in numero massimo di 1500, quelle a palla si devono sempre denunciare, quelle a pallini o "munizione spezzata" solo se superano le 1000 unità. Le cartucce a palla a questo punto si sommano a quelle a pallini e comunque il limite di 1500 cartucce non può essere mai superato in alcun modo, infatti per superare questo limite si dovrebbe avere licenza Prefettizia di deposito ; 557/PAS.6340-10171(1)e 557/B.20013.10171(1). La licenza per gli agonisti rilasciata a coloro che fanno tiro agonistico, permette di detenere fino a 1500 cartucce per arma corta (per tiro sportivo) da sommare alle altre 1500, facendo parte di una licenza a parte.

Una volta sparate un po' di cartucce possono essere ricaricate ma la quantità detenuta in qualsiasi momento non può superare le quantità massima permessa o indicata nella denuncia fatta alle autorità. Cosi chi ha denunciato di detenere 150 cartucce dovrà ricaricare nei limiti di tale quantitativo oppure modificare la denuncia stessa portando il limite a 200 cartucce se si tratta di cartucce per arma corta, chi carica munizioni per caccia può detenerle nel quantitativo che ha indicato in denuncia e comunque mai al di sopra di 1500 cartucce.

Mentre per le munizioni a pallini la quantità detenibile è di mille cartucce senza bisogno di denuncia e fino ad un massimo di 1500, la le cartucce che superano il numero di 1000 e quindi da 1001 in su' dovranno essere denunciate e andranno a sommarsi alle altre da caccia. E' libera la detenzione dei bossoli vuoti o innescati e dei proiettili sciolti o pallini nonchè di tutto il restante materiale per ricarica attrezzatura compresa; (inneschi, presse, bilance, dosatori, calibratori, trafilatrici, ecc.) salvo, come detto, la polvere che deve essere sempre denunciata in qualsiasi quantitativo essa sia presente nel nostro domicilio. E' chiaro che chi ha denunciato il possesso di un numero di cartucce (ad es: 200) può detenenrne anche meno e lo stesso vale per la polvere senza il bisogno di tenere a mente dove vengono utilizzati tali materiali. Circolare 557/PAS.10611-10171.(1).

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RICARICA UNA VECCHIA PASSIONE: la più grande risorsa sono i vecchi e nel mondo del tiro, i vecchi tiratori e ricaricatori sono un bene da tenere a conto, è facile oggi ricaricare seguendo internet ma quando qualcosa non va ? Certi trucchi, certe sottigliezze te le deve insegnare un "vecchio" che le ha già sperimentate sulla sua pelle e le ha perfezionate con il tempo.

Vediamo intanto dove possiamo trovare materiale e attrezzature online.

Midway ITALIA srl VENDITA ON-LINE -  Via Mezzavilla 4, 25043 Breno BS Tel 0364 22985 - Fax 0364 1955146
SIARM canna liscia
Paganini

 

Nell'acquisto dell'attrezzatura per la ricarica puntiamo innanzi tutto su una serie di attrezzi base che dovranno essere sempre presenti nell'officina del buon ricaricatore, chiunque egli sia e qualunque munizione metallica ricarichi:
1) una pressa per la lavorazione dei bossoli sparati, preferibilmente di tipo in lega di ghisa robusta e adatta a tutte le esigenze, tornerà spesso comoda anche quando avremo a disposizione l'ultimo ritrovato della tecnica di ricarica. Sceglietela di tipo ad "O", tra le più resistenti,
2) una bilancia di precisione, di quelle a bascula (quelle usate dai cacciatori per canna liscia non vanno bene)
3) un dosatore per polvere da sparo, di tipo a tamburo rotante in lega metallica.
4) uno o più "DIE" che servono alla calibratura e preparazione della munizione ricaricata,
5) un innescatore manuale,
6) un martello cinetico.

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Il die, solitamente in gruppi o kit da tre pezzi per bossoli cilindrici e due per bossoli a bottiglia, servono a ricalibrare il bossolo sparato, a svasarlo e infine inserire il proiettile e bloccarlo al suo posto. Ogni die (o kit) serve a ricaricare un tipo di munizione, quindi se ricarichiamo più calibri dovremo acquistare più die, (tenendo conto che con il die del 357 Mag. possiamo ricaricare sia il 38 Sp. sia il 357 Max. con il 9x19 ricaricheremo il 9x21, 9x22, 9 styer ecc.). Attenzione anche allo Shellolder (portabossolo) che viene spesso venduto a parte, in quanto molti Shell possono essere utilizzati per vari tipi di bossolo; spesso si ha un singolo shell holder e vari die (kit). Ad esempio lo shell holder del .308 va bene anche per il .30-06, l'8x57, .280Rem. .270Win.
La bilancia deve essere di ottima fattura, le dosate vanno da poco più di 2,5 grani (0,16 grammi) in su, quindi la precisione delle pesate è spesso essenziale.

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Solitamente chi inizia la prima volta acquista un kit completo per la ricarica, sarebbe megio scegliere i vari componenti tra quelli indicati per non ritrovarci con una bilancia non adatta o un dosatore inservibile. Insieme all'attrezzatura di solito si acquistano anche un migliaio di proiettili e altrettanti inneschi, (tutto ordinabile per posta), poi presso l'armeria di fiducia della propria città, almeno 1 o 2 Kg. di polvere.
La polvere deve essere di tipo adatto alla cartuccia che ricaricherete. I manuali oggi forniscono una lunga lista di polveri e nel nostro sito potete scaricare moltissimi altri manuali, Italiani e stranieri o verificare sulle nostre pagine direttamente la munizione desiderata e i tipi di polvere per essa utilizzati. Diffidate degli armieri che spesso vogliono vendere quello che hanno in magazzino senza sapere nemmeno se poi quel tipo di polvere si adatterà alla munizione ricaricata. Non sarebbe la prima volta che un ricaricatore provetto si ritrova a ricaricare cartucce da pistola con polveri vendute quali ottime dall'armiere di turno ma non adatte alle munizioni che invece si stanno per ricaricare. Non potete caricare cartucce da pistola con polveri per carabina e viceversa.

La polvere chiaramente servirà per ricaricare e come detto va denunciata, 2 ... 3 Kg. saranno utili per non rimanere senza sul più bello, finito il primo chilo, possiamo ordinare la polvere nuova senza rimanere completamente asciutti, visto che spesso le armerie non ne hanno disponibilità immediata ma solo su ordinazione. In taluni casi ci vogliono diversi mesi prima di avere un nuovo barattolo a disposizione.

Fate sempre capo ad un amico esperto che possa accompagnarvi nei primi passi........................... oppure seguite il nostro piccolo corso teorico che da qui ci ripromettiamo di portare avanti.

Per domande o dubbi CLICCATE QUI .

RICORDA:........................................l'utilizzo improprio o la troppa confidenza con l'esercizio della ricarica porta a queste conseguenze se non a più gravi incidenti:

Revolver esploso
Una canna spezzata

semiautomatica esplosa
La canna di una semiauto completamente distrutta

Fucile militare esploso
La canna di un fucile esplosa

canna liscia esplosa
Una semiauto rotta


Un revolver in cui tamburo è esploso


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RICARICA:
PRIMI PASSI

Come cominciare a ricaricare da soli le proprie cartucce; beh! certo non è così semplice ma sicuramente come tutti, ognuno con un po' di attenzione può riuscire nell'intento. Tutti o quasi abbiamo cominciato da zero e qualche consiglio può anche darcelo un amico serio che già da tempo ricarica, non fidatevi del primo esperto conosciuto nei poligoni di tiro, fidatevi di amici che conoscete e sapete praticano da decenni questa arte, diffidate dei "rambo" del tiro, i "superesperti" che tutto sanno: controllate sempre prima i loro bersagli, un esperto si vede innanzi tutto da quello. 

Come detto, dobbiamo procurarci l'attrezzatura necessaria che è di libera vendita e quindi acquistata in armeria da chiunque, o rivolgendoci ad una ditta specializzata anche via web; questa ci potrà essere spedita per posta direttamente a casa;
abbiamo detto che serve: 

la pressa, essa serve da supporto ai calibratori o DIE e svolge il lavoro più duro,

LEE ULTIMO MODELLOLEE IN LEGA LEGGERAHORNADY IN LEGA DI GHISAREDDING IN LEGA DI GHISA

  il suo costo non è elevato ma è il componente essenziale di tutta l'attrezzatura per questo dovremo puntare ad un prodotto resistente, fatto in metallo pesante piuttosto che in lega leggera, opteremo comunque per una pressa ad O cioè come quelle in figura (la prima e la seconda da sinistra di colore rosso in lega della LEE, adatte a munizioni per pistola; ma vediamo più a destra, tra le più resistenti in metallo pesante (lega di ghisa) una pressa della Hornady e una della Redding a cui si affiancano quelle della RCBS tutte adatte per munizioni da carabina.

HORNADY 500LYMAN 500

 La bilancia di precisione, ricordate che quelle per la ricarica delle munizioni per armi a canna liscia non vanno bene, acquistiamo una bilancia di precisione specifica per munizioni di piccolo calibro, anche questa con un basamento solido e pesante per renderla stabile e precisa nelle misurazioni, essa dovrà misurare anche i centesimi di grano cioè 0,00648 grammi, questo da un'idea della sensibilità e l'importanza di usarla in luogo stabile senza che subisca urti né correnti d'aria che spesso fanno oscillare il braccio dando misurazioni errate. Ricordate di custodirla in luogo asciutto e sceglietela con tre contrappesi, queste sono tra le migliori. La scala di misure dovrà essere da un minimo di 1/10 di grano ad almeno 500 grani fondo scala. Mantenete sempre la bilancia in un luogo chiuso, anche smontata nella scatola o sotto una protezione in plexiglas, visto che il suo utilizzo è saltuario è meglio non esporla al rischio di urti o a cadute. Un suo errore si ripercuoterà pericolosamente sulla catena di ricaricamenti.  La bilancia a sinistra della Hornady è tra le più precise in commercio. Evitate l'offerta di bilance elettroniche o le piccole bilancine a poco prezzo.

Insieme alla bilancia acquistate anche un dosatore, possibilmente a cilindro rotante in quanto migliore nel funzionamento e nel dosare bene quasi tutti i tipi di polvere; così le dosate saranno uguali e precise sia a recipiente pieno che quasi vuoto. 

1LYMANRCBS

Tutti questi attrezzi sono in lega di ghisa o leggera. All'etrema destra un dosatore RCBS capace di erogare dosi precise sia di piccola quantità per pistola che per carabina. Di ottimo materiale in lega di ghisa ha sicuramente una durata eterna, evitate quei dosatori a "cassetto" o a dischi rotanti che spesso sono montati sulle presse progressive e che sono totalmente in plastica.

Se poi abbiamo la possibilità di fare un'ulteriore spesa consigliamo di acquistare un innescatore manuale, questi sono in lega leggera (a parte particolari tipi) ma per il lavoro che svolgono vanno benissimo. Ricordiamoci di ordinare insieme all'innescatore anche il relativo shell-holder o portabossolo per il calibro usato, la dove non si possa usare quello della pressa, anche questo è spesso venduto separatamente. Nell'innescatore qui sotto nell'immagine, la RCBS utilizza lo stesso Shell della pressa con ottimo risparmio, inoltre adotta un distributore degli inneschi automatico che velocizza il lavoro, tutto compreso.

RCBS INNESCATORE MANUALE


Non resta che ordinare anche i DIE o set di calibratori per i calibri che vogliamo ricaricare, spesso compreso già nel prezzo della pressa (quindi attenzione), per le munizioni per arma corta, di tipo cilindrico (per capirci), il set è composto almeno da tre DIEs' mentre per i bossoli da carabina, quelli tipicamente a bottiglia i DIEs' sono solitamente solo due. Anche qui scegliete sempre ottimi utensili, RCBS, DH, Lyman sopporteranno migliaia di ricaricamenti senza problemi. (spendere poco di più è la scelta migliore, non esagerate ne' troppo poco ne' troppa spesa: il giusto per avere un'ottima attrezzatura).

DIE PER CARABINA O BOSSOLI A BOTTIGLIADIE PER PISTOLA O REVOLVER

(Chiedete un catalogo su cui sono indicati tutti i tipi di DIE e i calibri che si possono riformare con essi), es: con il DIE del 38sp possiamo ricalibrare il 38SW, 357Mag, 357Max, con il 9x21 ricalibreremo anche il 9x19, 9 styer, 38auto ecc. I dies della LEE sono buoni ma meglio ancora sono quelli CH o RCBS.

Nell'attesa dell'arrivo dell'attrezzatura procuriamoci la polvere, dando uno sguardo ai siti riservati alle industrie di polveri per ricarica che trovate anche in queste pagine, potete avere un'idea delle polveri più utilizzate per la ricarica dei calibri scelti e richiedere le stesse al vostro armiere. Andrea Bonzani scrisse un ottimo libro su come si ricarica, "tecnica della ricarica" edito da San Sebastiano s.a.s., mentre la Fiocchi distribuì un "manuale di ricarica" edizioni c.a.f.f. Milano, in cui sono esposte le tabelle di ricarica per le principali munizioni per arma corta e le polveri più in uso, ma è possibile scaricare i manuali in formato *.zip e *.pdf da questo sito e dopo averli stampati, rilegarli - DOWNLOAD MANUALI DI RICARICA - oppure verificare on-line le tabelle per la munizione che desiderate ....

TABELLE


 Ricapitolando; pressa, bilancia, dosatore, innescatore, set di DIE, inneschi, polvere, proiettili ecco tutto, ed ecco sotto un kit completo della Hornady in lega di ghisa di ottima fattura, riteniamo sia indistruttibile visto che lo usiamo dal 1980 (oltre 30 anni). Un martello cinetico chiude il cerchio, sarà utile quando sbagliamo.

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Passiamo alla pratica: anche qui non possiamo addentrarci troppo nello specifico, anche per lo spazio limitato che queste pagine devono avere per poter essere lette da chiunque, per delucidazioni o approfondimenti potete sempre contattarci CLICCA QUI per semplicità QUINDI, spieghiamo come calibrare un solo bossolo, il tutto andrà moltiplicato per tutti i bossoli che dovrete calibrare.

 


 

LA RICARICA
(PARTE IIa - lug.2011)

1) Tornati dal poligono (dove avrete sparato le prime cartucce acquistate in armeria), prendete i bossoli e se molto sporchio ripuliteli quanto basta agitandoli con gli altri dentro uno straccio o un sacchetto di stoffa, impazzire per avere dei bossoli lucidi come nuovi non è valso mai la fatica e poi la pistola nemmeno se ne accorge, ora prendete il ricalibratore (il die con la punta che sporge) inseritelo sulla pressa, avvitatelo fino a che alzando il pistone lo shell (la testina portabossolo) va a toccare il die stesso a fondo corsa del braccio/pistone, introducete il bossolo nello shell, mandate su il pistone e poi estraete; il bossolo è calibrato e decapsulato, ATTENZIONE per bossoli da carabina molto lunghi, prima di questa operazione, fateli rotolare su un panno umettato di olio da motore (olio auto) altrimenti si gripperanno nel die. Eseguite l'operazione per tutti i bossoli che dovete ricaricare.

2) Introducete un nuovo innesco nel bossolo con l'innescatore, questo lavoro potete farlo anche comodamente seduti davanti alla tv grazie al sistema (innescatore manuale) che abbiamo indicato; conviene ricalibrate tutti i bossoli che si possono e quindi comodamente, innescarli seduti in poltrona.

3) Prendete il secondo die per svasare il bossolo, (se caricate proiettili blindati, semiblindati ecc. non serve svasare e crimpare il bossolo quindi saltate questa operazione), avvitatelo sulla pressa e svitate il suo svasatore all'interno, cioè l'astina, mandate il bossolo tutto nel die come nel primo caso, lo shell deve toccare la base del die, avvitate lo svasatore fino a fargli toccare il bossolo, abbassate il bossolo e date un giro allo svasatore, riportate su il bossolo, si sarà formato cosi sul bordo del bossolo una svasatura. Lo svaso deve essere appena sufficiente a far entrare il fondo del proiettile di piombo nel bossolo, troppa svasatura rovinerà il bossolo, poco trafilerà il proiettile quindi avvitate o svitate fino a trovare la misura giusta e poi fissate bene il tutto, in modo che quella misura rimanga fissata per tutti i bossoli di quel tipo.

4) Pesate la dose di polvere che esce dal dosatore, quindi calibrate il dosatore stesso attraverso la vite di regolazione, fate sempre scendere diverse dosate prima di pesare, quindi regolata con esattezza la dosatura introducete una dose nel bossolo, inserite l'ultimo die sulla pressa, (provate prima con bossoli vuoti svasati) avvitate il die senza asta centrale, con il bossolo tutto alzato fermatevi quando il die tocca il bossolo, abbassate il pistone e date mezzo giro al die, (se il bossolo è stato svasato), alzate il bossolo; la bocca deve essersi ristretta a sufficienza per trattenere il proiettile. Prendete il bossolo con la polvere e un proiettile introducendoli nella pressa tenendoli fino a che spariscono nel die, avvitate ora l'astina spingipalle, alzate il bossolo al massimo e abbassate l'astina fino a toccare la palla, abbassate leggermente il bossolo e cominciate a ruotare l'astina e rialzate il bossolo con la palla, questa comincerà ad inserirsi dentro al bossolo stesso. Ripetetelo tante volte fino a raggiungere l'esatta misura della munizione finita; (es: 9x21 = 29.0 mm.) i die così preparati non dovrebbero avere più bisogno di ritocchi se si utilizzano materiali identici, bossoli, proiettili, ecc. Al termine ripassate (fate rotolare) tutte le cartucce in un panno pulito per renderle più presentabili e il gioco è fatto.

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In queste vecchie foto, si vedono ancora delle munizioni ricaricate con palla forata o HP, ricordiamo che queste palle oggi sono vietate se montate su una munizione carica, anche se la commissione Europea ne ha permesso l'uso per sport, in Italia questa delibera non è stata ancora adottata.

 

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RICARICA; vecchia passione.
(PARTE IIIa - lug.2011)

Le cose cambiano, venti, venticinque anni fa la ricarica era cosa di pochi appassionati, il materiale in Italia arrivava con il contagocce e ci si doveva accontentare di ciò che si trovava, tanto che molte delle dosi che oggi si trovano sottolineate su molti siti e manuali, fatte con polveri cosiddette "povere" molto spesso create esclusivamente per la canna liscia, nacquero dalla sperimentazione di quegli anni fatta da molti di noi che dovettero puntare proprio su quelle polveri, non avendo altro a disposizione, per "sparare quattro colpi": Vihtavuori, Rex, Hodgdon erano un sogno, c'erano solo la GM3, la SIPE, la SIDNA, apparve la prima R1 della Norma, e solo molto tempo dopo la Vectan arrivò con le sue polver come la BA9 e BA10 . 

Solo da pochi anni l'importazione di polveri americane, francesi o svedesi ha raggiunto un livello soddisfacente, anche i prezzi sono precipitati e con pochi euro, oggi si può già avere un buon kit per iniziare la ricarica le proprie munizioni.

Ciò che non cambia sono sempre loro, le munizioni. Hanno un bossolo, un innesco, polvere e proiettile, tutto da unire nelle giuste proporzioni per farne una buona munizione. "Si", certo, molti materiali sono cambiati, migliorati, ma spesso questi miglioramenti non hanno dato i risultati aspettati e dopo una breve apparizione sul mercato, sono scomparsi cosi come sono venuti. E' risaputo che molte ricariche non "digeriscono" le palle teflonate, altre quelle molicootate (le nuove palle di color nero per il tiro di precisione), altre quelle in piombo di una data ditta o di un'altra, o certi bossoli anziché altri, per non parlare del munizionamento originale come quello con bossolo in alluminio della CCI che non è ricaricabile o quello con bossoli in acciaio verniciato prodotto nell'Est Europeo.

Per esperienza sappiamo che nel vasto universo delle munizioni ricaricate, difficilmente la ricarica fatta da un tiratore per la propria arma va bene ad un'altro nella sua, anche se questa è dello stesso tipo e marca. Abbiamo raccolto centinaia di dosi fatte dai ricaricatori di tutta Italia (ma anche dall'estero) e poche erano sovrapponibili, ognuno aveva la propria dose "speciale" o perfetta che variava da quella dell'altro, o nella dose di polvere vera e propria, o nel peso o tipo di proiettile. Eppure ogniuno giurava di aver trovato la dose perfetta. Questo senza soffermarsi all'uso dell'innesco, perché in questo caso forse, non troveremmo una dose uguale all'altra su mille per la stessa munizione.

Ma allora come si deve comportare chi comincia l'arte della ricarica in questo mare di dati sempre diversi ?
Con prudenza, appoggiandosi, per le prime ricariche ad un amico fidato e serio che già ricarica da anni, ma non fidarsi di coloro che affermano di ricaricare da tempo mentre hanno acquistato la pressa solo l'anno prima. Un buon ricaricatore conosce bene la balistica, specialmente quella interna, ricarica più munizioni, meglio se produce in casa i propri proiettili, riconosce una munizione a "colpo d'occhio" e partecipa a molte gare annuali di tiro. Per far ciò non basta certo un anno di attività, nemmeno se intensa, ma svariati anni e almeno cinquantamila cartucce ricaricate. "Se si pensa che molti di noi solo negli anni '90 avevano già raggiunto o superato il numero di 150.000...... un buon tiratore e ricaricatore non spara meno di 9.000 cartucce ogni anno".

Bisogna anche sfatare l'idea che la ricarica sia difficile, piena di segreti da scoprire, che richieda permessi speciali o camere blindate. Nulla di tutto questo; sempre oltre trenta anni fa chi cominciava si trovava solo, non era facile trovare chi ti aiutasse a cominciare, pochi erano quelli che ricaricavano munizioni metalliche, sul territorio i ricaricatori si trovavano spesso distanti tra loro, tutti i manuali erano in inglese per non parlare delle polveri: introvabili, almeno quelle indicate su di essi. Il ricaricatore diventava allora uno sperimentatore, un espero balistico, un ricercatore nel vero senso della parola, imparava l'arte sulla sua pelle. Piano, piano, provando e riprovando, la dose giusta saltava fuori. Tutti noi "vecchi" abbiamo il nostro personale manuale di ricarica, gelosamente custodito in un cassetto. In esso ci sono tutte le dosi di ricarica con le più svariate componenti sperimentate nel tempo. Oggi quelle dosi le trovate semplicemente sfogliando le nostre pagine, perchè alla fine quei segreti custoditi non erano altro che "segreti di Pulcinella", con gli anni altri ricaricatori partendo dai nostri dati, si portarono avanti utilizzando le nuove polveri in commercio, quei manuali cosi ben custoditi, piano, piano sono stati divulgati e le dosi "segrete" svelate. Ma fate sempre attenzione ai ricaricatori dell'ultim'ora: in fondo un buon curriculum non lo si forma in pochi mesi di poligono o in un'intensa lettura. 

Anche molte ditte Italiane come la Fiocchi hanno pubblicato il loro manuale (già alla seconda edizione), completo di dosi per le più consumate munizioni in commercio e con le più usate polveri, dalle italiche Bascheri & Pellagri passando per le Francesi sino alle Americane.

Ma allora come ci si basa per l'acquisto dei materiali per la ricarica oggi rispetto a ieri ? Direi nello stesso modo già indicato, con la differenza che esso si trova molto più facilmente in commercio e vi è molta più scelta a prezzi ridotti rispetto al passato. Grazie a internet si può ordinare direttamente dalla fabbrica a casa nostra a prezzi veramente bassi, cosi rimane conveniente, come allora, ricaricare le proprie munizioni, usando un certo tipo o marca di attrezzatura e polvere, palle e inneschi, scegliendo tra quello che permette un approvvigionamento sicuro in tutti i periodi dell'anno. Ad esempio: la polvere è tra i prodotti che richiede un sicuro approvvigionamento, non potendo essere detenuta in quantitativi superiori ai cinque chilogrammi e ordinata on-line o per posta. Diventa d'obbligo quindi scegliere tra quelle tenute dalle armerie in cui ci serviamo e che possibilmente sia sempre dello stesso tipo, evitando cosi noiose prove di tiro alla ricerca delle dosi perfette per la nostra arma. Se la nostra armeria detiene e vende solo certe polveri da caccia, converrà ricaricare con quelle sapendo che ne avremo a disposizione sempre, se l'armeria è più disponibile e ci fornisce polveri più adatte alle munizioni per la nostra arma potremo acquistarle con la sicurezza di non rimanere a secco per lunghi periodi. Ma attenzione, non è detto che con le polveri da caccia non si possa raggiungere ugualmente un buon risultato, i miglioti tiratori del passato usavano tutti polveri per canna liscia. Per la polvere quindi contattate sempre le armerie più vicine a voi, rifornitevi e ordinate in anticipo cio che vi serve, se possibile on-line, potete richiedere proiettili, inneschi, bossoli e altro materiale d'uso; qui la scelta è sicuramente più vasta.

Tutto questo vale anche per i proiettili, ma in questo caso, avere a disposizione l'occorrente per la fusione in casa, è un ottimo salvacondotto per non rimanere senza all'improvviso, specialmente per chi fa gare. In questo caso però è sempre possibile rivolgersi a ditte esterne, in quanto la vendita di questo materiale per corrispondenza è priva di problemi.

Chi inizia questa pratica del ricaricare le proprie munizioni, deve tener presente questi fattori basilari, per assicurarsi una stabilità continua nell'opera di ricarica, garantendosi materiali sempre compatibili se non identici ogni volta che li riacquista nuovi, inneschi, palle, polveri. Non sarebbe la prima né l'ultima volta che cambiando un componente il tiratore si trova con un lotto di munizioni con prestazioni peggiori che gli fanno perdere tempo e magari gare, anzi questo è proprio il problema maggiore, per coloro che fanno gare importanti è di basilare importanza che le munizioni forniscano sempre la stessa resa balistica. In più il materiale si paga in anticipo e poi se non va rimane spesso li inutilizzato o va ceduto ad un amico, ma sempre a prezzo ridotto con una certa perdita, di denaro e tempo. Molti di noi (un tempo) hanno acquistato cosi grandi quantitativi di inneschi, che occupano pochissimo posto, usavano fondersi in casa i propri proiettili avendo cosi una fonte inesauribile di palle della stessa forma e peso, raggiungendo con il tempo, standard di ricarica di alto livello e vincendo moltissime gare. Ma allora il tiro dinamico era un illusione, il piombo lo si trovava ad ogni angolo di strada e internet era un miraggio.

E' anche da sfatare la consueta diceria che le munizioni vanno caricate con polveri buone, o che le polveri migliori sono solo quelle di certe marche o a certi prezzi. Le polveri sono in fondo simili salvo la loro forma, velocità di combustione o base chimica e nella ricarica di munizionamento per arma corta, dove il vasto mercato di esse copre anche quelle da caccia per canna liscia, scegliere una polvere "minore" anzichè una "blasonata" da tiro è solo una scelta personale basata spesso sul prezzo e sulla sua reperibilità, ma che non fa cambiare il risultato balistico del tiro, specialmente la dove il tiro si limita ai 25 metri di un poligono. Un vecchio direttore di tiro ricaricava con la "vetusta" S4 il 7,65B, il 7,65Parà, il 9Corto, il 9x21 e il 9 Stayer, il 38Sp. e il 357M, il 32SWL, il 45Hp e il 45 Colt. Alcune volte anche il 44M. con palle in piombo spesso fuse da lui ed era capace di rimanere costantemente nel nero anche quando la sua vista cominciò a calare, insomma come si vede riempire la casa di barattoli colorati sembra inutile se l'esperienza acquisita sull'uso di poche polveri permette tanta vastità nella ricarica. Certo sarebbe bello conoscere tutte le polveri, sperimentare tutte le dosi, ma questo lasciamolo fare alle ditte di munizioni e di inneschi; noi specializziamoci nel nostro piccolo, sull'arma che abbiamo e la munizione che ricarichiamo, usando i pochi prodotti da noi scelti e che ci danno fiducia e le migliori prestazioni.

Non vogliamo ripeterci nell'elencare l'attrezzatura che si dovrebbe acquistare per cominciare, cosa già fatta in altra parte di queste pagine, ma consigliare sempre di informarsi prima su ciò che è essenziale acquistare per cominciare, questo per non trovarsi con un'attrezzatura inutilizzabile perchè manca la cosa essenziale come ad esempio la bilancia. Spesso, i ricaricatori "novelli", che dopo aver acquistato l'occorrente, ci chiamano perchè non sanno come controllare la dose di polvere scoprono che non hanno affatto comprato tutto l'occorrente ma solo parte di esso. L'armiere gli ha venduto un kit per la ricarica ma non ha considerato il problema della misurazione della dose, indicando il dosatore come unico sistema per farla;....... ma è la bilancia che serve per controllare la dose fornita dallo stesso attrezzo, senza di essa egli è inservibile. 

Questo ci riporta al discorso armieri/venditori, propensi alla vendita del prodotto, ma non ricaricatori e quindi poco esperti nel settore, si affidano al loro sentito dire, al loro aver letto sui manuali, ma nella realtà più spesso, vendono materiale incompleto o inutile alle esigenze del cliente, (utile solo a quelle del profitto). Se questi novelli ricaricatori si fossero rivolti prima a noi o ad un altro esperto per l'acquisto, avrebbero forse risparmiato e acquistato il materiale strettamente necessario e adatto al loro uso. Strettamente necessario vuol dire che si deve acquistare prima di tutto solo quello che serve per iniziare a ricaricare e a sparare, solo dopo, con l'esperienza, si provvederà a completare l'attrezzatura di quegli utensili che si ritengano ulteriormente necessari.

Che si sappia, in Italia, sono poche le ditte che si posso considerare "sicure" per l'acquisto da parte di sprovveduti neo-ricaricatori, anche  a causa dei dipendenti che spesso ne sanno meno di chi ne sa poco. Un esempio è la Bignami (il più grande distributore Italiano); alcuni dipendenti conoscono la ricarica e possono consigliare sull'acquisto del materiale, ma se si finisce nelle mani del "garzone" sbagliato si rischia di arrivare a casa con il materiale inutilizzabile perchè senza la parte essenziale per il suo funzionamento; stessa cosa è capitata da Palmetto, blasonata ditta di materiale per la ricarica, la persona al banco non ha saputo consigliare l'utente che si è ritrovato una Pro1000 completa ma senza una bilancia per misurare le dosi di polvere e una serie di piattelli pre-forati per il dosatore in cui i fori presenti non avrebbero mai fornito una dose di polvere adatta alla munizione da ricaricare, ciò non toglie che le Ditte forniscano comunque buon materiale ma spesso chi tratta la ricarica ... di lei non sa nulla.

Non fasciamoci però la testa ora, sappiamo per certo che per cominciare a ricaricare l'elenco assoluto del materiale base esiste e lo abbiamo illustrato poco sopra, aggiungiamo adesso un oggetto in più, il martello cinetico, che serve a scaricare le munizioni non utilizzate e recuperare i componenti. Costa pochi euro ma è essenziale nell'officina del buon ricaricatore.  

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LA RICARICA
(PARTE IVa - lug.2011)

E' oggi di moda avere la pressa automatica (progressiva), che sforna tante cartucce con poco sforzo, (forse), ma ci sono due buoni motivi per acquistare come prima pressa una semplice monostazione: primo perché una pressa di questo tipo è sempre utile, anche l'esperto ne ha sempre una montata vicino a quella automatica, avendo maggior ampiezza di utilizzo anche per calibri molto diversi, e poi non è facile per chi comincia, partire subito usando una pressa automatica .

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Ma punto cruciale, per chi comincia, è l'organizzare un angolo in cui praticare la ricarica isolato dal resto della casa e da chi potrebbe disturbarlo durante il lavoro. Per non parlare dei banchi di lavoro assolutamente inadeguati, traballanti dove mentre si fa funzionare la pressa, i bossoli corrono sotto le vibrazioni trasmesse al tavolo finendo spesso negli angoli più inaccessibili o per terra. Ho sempre notato che non serve moltissimo spazio per ricaricare, spesso è sufficiente un piccolo sgabuzzino, ma ciò che è importante avere è un banco di lavoro resistente e ben fisso, lasciamo agli hobbisti i tavolini in multistrato o compensato, puntiamo su un piano di lavoro spesso almeno 4 cm. in legno massiccio, ben fissato al muro con resistenti staffe e a terra con robuste gambe in ferro o legno, che resista non solo alle sollecitazioni di spinta verso il basso, ma che non si sollevi se tentiamo di farlo. Ricordiamo che la pressa ha uno sforzo diretto verso il basso durante il lavoro di ricalibratura quando abbassando la leva il bossolo viene spinto nel die, ma il lavoro diventa contrario, cioè verso l'alto quando terminiamo questo compito, estraiamo il bossolo cosi incastrato, con questo movimento il banco, se non fissato adeguatamente tende a sollevarsi con conseguente ribaltamento di tutti gli oggetti non stabili appoggiati sopra di esso ma cosa peggiore, con il rischio di rompersi o se abbiamo bossoli con polvere all'interno, il loro ribaltamento seminerà sul banco e in terra tutto.

Evitiamo banchi in ferro, troppo rumorosi e pesanti, in marmo, difficili da lavorare, forare ed estremamente pesanti, riduciamo piuttosto le sue dimensioni, ma usiamo legno massiccio almeno per la parte che sosterrà le presse.

  

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Ecco due presse posizionate sullo stesso bancone, trova posto una serie di tre dosatori (non visibili), una morsa, un trapano a colonna, una trafilatrice e rimane posto per lavorare manualmente su vari oggetti o armi. 
i due generosi bulloni che fissano la pressa, garantiscono un sicuro fissaggio
al di sotto una piastra in metallo impedisce che essi si sfilino sottoposti a intensi sforzi.
Il banco è largo solo 40 cm. ma sufficienti per lavorare comodamente anche seduti. Tutto lo spazio è sfruttato nella lunghezza di oltre 2 mt.


 Come si può vedere si possono usare spazzi veramente ristretti, per comodità (e chi soffre di schiena) può aggiungere un alto sgabello e lavorare cosi seduto, ma molto spesso il tempo riservato alla ricarica non è cosi elevato e continuo da richiedere troppe comodità.

Con questo terminiamo queste pagine, suggerendovi di contattarci per fugare i vostri dubbi.

 


 

Riportiamo di seguito un articolo apparso su Armi e Tiro a firma R.Pettinelli su:
LE CIRCOLARI DEL U.I.T.S. IN MATERIA DI MUNIZIONI RICARICATE

DIFENDIAMOLA!
Di: Ruggero Pettinelli
Da: Armi E Tiro n° 9 del 2002

Poligono che vai, usanza che trovi: così si potrebbe riassumere il risultato di un breve sondaggio che abbiamo condotto presso alcune sezioni TSN, volto a conoscere gli adempimenti richiesti ai tiratori che intendano utilizzare munizioni ricaricate. Il quadro è quantomeno sconcertante, nella sua varietà: si va dalla semplice firma di una dichiarazione liberatoria, fino all’obbligo di stipulare una assicurazione per la copertura dei danni a terzi. Ma la disposizione che desta più sconcerto è quella adottata recentemente da un pugno di sezioni: Roma, Rapallo (Ge), Gardone Vai Trompia (Bs) e Livorno. In sostanza, i presidenti di queste sezioni hanno cominciato a richiedere, ai ricaricatori, una certificazione del Banco Nazionale di prova comprovante il fatto che le cartucce utilizzate rientrino nei parametri Cip di pressione.

Una storia contorta

Tutto ha origine il 24 aprile 1992, allorché l'UITS, per bocca del proprio presidente Antonio Orati, decise di diramare una circolare (n° 4.313) in cui, oltre a disporre il divieto per le sezioni di vendere munizioni ricaricate, autorizzava l’utilizzo di cartucce confezionate in proprio dai tiratori, con alcune semplici precauzioni: assicurando "l’incolumità dei terzi con adeguate predisposizioni tipo pannelli separatori di cui alla normativa Dt P1 dell’ispettorato Arma del genio edizione 1988" e facendo firmare al tiratore "una dichiarazione agli effetti della responsabilità civile e penale". Si tratta, a ben vedere, di norme perfettamente logiche e coerenti, soprattutto considerando che l’articolo 2.043 del codice civile prescrive che qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un fatto ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno". L’articolo 2.050 del codice civile prescrive, poi, il risarcimento del danno da parte di chi, nello svolgimento di una attività pericolosa, per stia natura o per la natura dei mezzi adoperati, cagiona danno ad altri, a meno che non provi di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno" (è la cosiddetta responsabilità oggettiva, che agisce cioè anche in assenza di dolo o colpa, solo perché il fatto si è verificato nell’esercizio di una attività pericolosa). La norma fa indubbiamente riferimento al tiratore, ma anche al presidente della sezione che, quindi, è giusto tutelare per mezzo delle operazioni precedentemente descritte.

Le cose cominciano a complicarsi nel 1996, quando cioè la circolare del 1992 viene integrata da una nuova circolare UITS (n° 6.865 del 20 giugno 1996), che dà inizio alla lunga e inesorabile "uscita dal seminato" che ha prodotto l’attuale situazione. In sostanza, nel ribadire le cautele espresse nel 1992, la nuova circolare rende noto che, in base a ‘informazioni pervenute dal Banco nazionale di prova, il munizionamento ricaricato nella maggior parte dei casi non è collaudato". Per ovviare a questa mancanza, l'UITS sollecita un controllo capillare da parte dei "responsabili, sottoponendo le cartucce ricaricate alla verifica del potenziamento della carica di lancio con apposita apparecchiatura elettronica". Il presidente rincara la dose dichiarando, in ultimo, il divieto dell’esercizio del tiro con cartucce ricaricate di cui "non siano stati accertati data e collaudo".

Ma non è, purtroppo, ancora tutto: nel 1998, infatti, un’ulteriore circolare (n° 10.540 del 7 ottobre 1998) ha reso noto che "si è avuto notizia dal Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili di Gardone Vai Trompia che in alcuni casi la ricarica avviene utilizzando un quantitativo di polvere superiore ai consentito". In conseguenza di ciò l'UITS, oltre agli adempimenti e ai controlli già prescritti, ha introdotto un ulteriore adempimento a carico del ricaricatore, e cioè "una dichiarazione di responsabilità con l’indicazione del quantitativo e del tipo di polvere impiegata nella ricarica, che comunque non superi i limiti riportati nelle tabelle delle Case costruttrici e non abbia subito manipolazioni di sorta". Resta da chiarire cosa si intenda con "manipolazioni" quando si parla di una cartuccia prodotta manualmente da un soggetto privato...

L’indicazione è seguita, comunque, da una frase dal contenuto ancor più oscuro: "qualora non si disponga delle tabelle che caratterizzano il limite di sicurezza per le polveri impiegate, è necessario fare riferimento al tipo di munizionamento da gara realizzato dalle stesse Case costruttrici". Qui si avrebbe bisogno quantomeno di un’interpretazione autentica da parte del presidente Grati, perché confessiamo di non essere riusciti a cogliere il senso della proposizione. La conclusione della circolare ripete il consiglio, già espresso nel testo del 1996, di "estendere il riscontro anche alla energia cinetica mediante apposita apparecchiatura".

Meglio di un ministero

Dopo aver riportato fedelmente il testo delle circolari "incriminate", vediamo di commentarle e di porre in evidenza quelle che, a nostro parere, sono le maggiori incongruenze. Innanzitutto, l’indicazione di controllare le cartucce con "apposita apparecchiatura elettronica", espressa dalla circolare del 1992, è talmente generica da fare invidia a un regolamento ministeriale. Cosa si intende per apparecchiatura elettronica? Un cronografo? Una canna manometrica con sistema piezoelettrico di misurazione della pressione? Un telefono cellulare? Un ferro da stiro a vapore? A parte gli scherzi, l’indicazione della circolare del 1998, che fa riferimento alla misura dell’energia cinetica, sembra far intendere che sia proprio il cronografo lo strumento prescelto. Il cronografo, però, è uno strumento che misura la velocità di un proiettile: conoscendo il peso di quest’ultimo, basta applicare la formula E=(mV2)/2 per conoscere l’energia cinetica. Tutto questo sarebbe perfettamente sufficiente a garantire la sicurezza, se non fosse per un piccolo particolare: la pressione (che è l’unità di misura che ci interessa, quella che fa scoppiare le armi), non è legata alla velocità da un rapporto di proporzionalità: lo stesso Banco nazionale di prova ci ha infatti, confermato che in base a prove eseguite, la sola sostituzione di un innesco ha causato l’aumento della pressione di una cartuccia di ben 1.000 bar, a fronte di un aumento velocitario trascurabile. L’unica strada percorribile, a questo punto, sarebbe quella di dotare ogni sezione TSN di un kit di canne manometriche con rilevatore di pressione crusher o piezoelettrico: un’operazione dai costi a dir poco proibitivi, ed ecco perché alcune sezioni hanno pensato bene di "impacchettare" i tiratori e di spedirli a far provare le loro ricariche al Banco (seppure, in alcuni casi, sopportando le relative spese o contribuendo a esse). È evidente che a essere soggetto alla prova non è solo ciascun calibro, ma anche ciascuna ricarica: ne consegue che se un tiratore allestisce per la propria pistola in 9x2 i due ricariche con stesso peso di palla ma polveri differenti (o anche dosi differenti della stessa polvere) dovrà effettuare due prove distinte. Il test viene effettuato, di norma, su un campione di cinque colpi (più due da smontare, per pesare e controllare le componenti), con un costo di 4,64 euro a cartuccia, Iva inclusa. Il risultato? Il tiratore non solo dovrà sborsare un sacco di soldi per continuare a sparare come faceva prima, ma si troverà anche nell’impossibilità di testare nuove neanche. Si tratta, indubbiamente, di un onere gravosissimo che, oltre a incidere a livello economico, potrebbe causare una "fuga di massa" dei tiratori dalle strutture UITS, a favore dei poligoni privati. Ma il punto è: serve a qualcosa?

Con le sue circolari, l'UITS non ha fatto altro che equiparare il tiratore - ricaricatore al fabbricante industriale di munizioni. Anche ammettendo che ogni tiratore sia perfettamente rispettoso delle regole e utilizzi solo ed esclusivamente le cartucce assemblate con le dosi mandate al Banco di prova per il test, c’è un vizio fondamentale nel ragionamento UITS: il tiratore non è un "fabbricante" e, quindi, non potrà mai avere gli standard di qualità richiesti da una struttura professionale destinata alla produzione in grande serie. Ne consegue che, se la prova di un campione di cartucce all’interno di un lotto commerciale dà sufficienti garanzie di sicurezza sulle caratteristiche dell’intero lotto, lo stesso discorso non vale (e non potrà mai valere) nei confronti di un privato che assembla in modo manuale le cartucce, una a una. Per avere la certezza che non ci siano anomalie o cariche doppie in una scatola di 50 cartucce ricaricate, bisognerebbe testarne almeno... 50!

Rispetto al 1992, quindi, si è imposta sulle spalle del ricaricatore una procedura ben più gravosa rispetto alla semplice dichiarazione di assunzione di responsabilità (con l’eventuale stipula di una assicurazione per la responsabilità civile), senza aumentare di una virgola la sicurezza per gli altri tiratori. Anche volendo tutelare il presidente della sezione, non si capisce come si possa ritenere "misura idonea a evitare il danno", ai sensi dell’articolo 2.050 del codice civile, una siffatta documentazione, palesemente inidonea a provare alcunché: in caso di esplosione dell’arma per doppia carica, infatti, sarà lo stesso incidente a invalidare quanto stabilito nel certificato prodotto dal Banco di prova.

Conclusioni

La serie di circolari in questione e, ancor peggio, l’interpretazione restrittiva datane da alcune sezioni del TSN, ha il sapore di un semplice "scaricabarile": la procedura alla quale si vuole assoggettare i ricaricatori, infatti, è perfettamente inutile ai fini della sicurezza, ma offre ai presidenti un comodo "parafulmine" contro eventuali cause civili di risarcimento danni. A noi non sembra, però, che questo possa giustificare l’oggettiva "estinzione" della ricarica in Italia o, più semplicemente, la fuga dei tiratori dalle strutture UITS a favore delle molte strutture private che, operando nella legalità ma senza ipocrisie, crescono e prosperano. Forse i piani alti dell'UITS credono di poter gestire i tiratori come semplici pedine, ma sarebbe opportuno che si rendessero conto che una simile condotta porterà alla "desertificazione" degli iscritti all'UITS. Forse, a quel punto, qualcuno scoprirà che un poligono ufficialmente ultra - sicuro e deserto non serve a nessuno.

 


 

LA RICARICA
(PARTE Va - lug.2011)

La ricarica oramai è entrata nel mondo del tiro a pieno titolo, sicuramente più del 60% degli utilizzatori di armi in Italia fanno uso di questa arte vecchia quanto la polvere da sparo. Consegnata all'olimpo del risparmio, il tiratore opta per essa proprio in previsione di risparmiare molto, evitando l'acquisto di munizioni in armeria o al poligono, sempre meno convenienti, questo gli permette di sparare di più, divertirsi di più e diventare anche più bravo.

 

Ma vi è un aspetto preso poco in considerazione dai tiratori: la CARTUCCE THV DA SINISTRA UNA 45HP-9X21-38SP-357MAG. DA OLTRE 800 MT/SECpossibilità di progettare, inventare, preparare, assemblare, sperimentare munizioni per uso speciale che spesso non sono mai state viste o commercializzate. Parliamo di sperimentazione e non di un uso di queste munizioni che in questo frangente risulterebbe vietato dalle leggi internazionali. Questo non è quindi un articolo che spiega come produrre munizioni speciali - "vietate" - ma al contrario informa e punta l'attenzione verso coloro che della ricarica fanno un uso sconsiderato, mentre essa può essere usata con ottimi risultati a scopi utilitari, vedi ad esempio gli esperti che studiano la materia (periti); anche essi devono passare per la branca della sperimentazione prima di poter mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, specialmente i periti balistici dovrebbero essere ben coscienti della materia e conoscerla a fondo.

 

 


 

3 proitiili .45 sparati e finiti nello stesso punto uno dopo l'altro, prova inequivocabile di buona precisione

TIRATORI

Un errore tipico dei tiratori di oggi è quello di farsi dare la dose per le proprie munizioni da un amico e usare questa indiscriminatamente e per sempre, senza chiedersi se vi è di meglio per la propria arma e per il proprio modo di sparare. Cosi la sperimentazione, le prove che un tempo erano d'obbligo per tutti i ricaricatori, si vanno a fare benedire, con buona pace di esperienza e capacità acquisita. Questi non si possono certo chiamare "ricaricatori". La ricarica dovrebbe essere un continuo "provare e riprovare" dose dopo dose ogni possibile combinazione di polveri, proiettili, bossoli e inneschi alla ricerca del meglio, quel meglio per noi e la nostra arma.

Non ci stanchiamo mai di dire che la ricarica fatta da un tiratore va bene solo per lui (in senso teorico) e per la sua arma e non per forza deve andare bene per un altro, anche se questo ha lo stesso modello e calibro di arma. La sperimentazione fatta sulle Beretta 92 ha dimostrato che molte hanno bisogno di dosi diverse della stessa polvere e con la stessa palla per poter funzionare adeguatamente.

 

PROIETTILI CAL. 9MM DA SINISTRA FMJ-GALVANICO.FOX-FMJ.NATO

 


 

SPERIMENTARE

Le sperimentazioni più tipiche sono quelle che vedono coinvolti i proiettili, l'utilizzo di Cartuccia 9x21 con proiettile .357" SJHP (vietata)proiettili di varia provenienza o destinazione è un tipico modo di sperimentare la ricarica, come questa 9x21 Cartuccia 9x21 con palla WC cal. 357"(foto a sinistra), assemblata con un proiettile da 148grs. calibro .38" (.357), perfettamente funzionante in canne calibro 9 mm. con l'accortezza di caricare tutto con dosi adeguate di polvere. Cosi è possibile assemblare anche una "mezza" palla wadcutter (foto a destra), sempre nel bossolo del 9x21 per provare questa cartuccia da tiro che sul bersaglio fa il suo tipico foro "fustellato" impossibile da fare con le classiche cartucce del 9. Un chiaro esperimento visto che queste cartucce non gradiscono le armi semiauto che tendono a inceppare.

Proiettili THV cal. 9 e .45 prodotti in casa

 

Inutile dire che si possono caricare anche proiettili al Cartuccia .357Mag. con proietto WCHB caricato al contrario (vietata)contrario come (foto a sinistra) questo Cartuccia 9x21 con proiettile WCHB caricato al contrario (vietata)wadcutter a base cava inserito in una 9x21 (naturalmente è solo mezza palla) ma qui a destra è in "assemblaggio completo" con tutti i carismi del caso: già, era molto usato ricaricare munizioni di questo genere per difesa abitativa prima dell'entrata in vigore della legge Italiana che vieta l'uso e la detenzione delle munizioni con palle espansive. Pazienza, si dovrà tornare a ricaricare le WC con la faccia piana in avanti (sigh!).

(qui ricordiamo che una norma Europea consente l'uso e la detenzione per tiro sportivo, ma questa non è stata ancora recepita nel nostro Paese inoltre anche il privato cittadino oggi deve adottare munizionamento non espansivo nella difesa privata)

 

Cartuccia a pallini 9x21

 

9x21 a palliniLe possibilità di muoversi nel mondo della ricarica vanno di pari passo con le capacità, possibilità e fantasie dell'esecutore: che dire di questa cartuccia 9x21 a pallini tipicamente progettata per il 38sp. ?!! Naturalmente ci vuole un poco di manualità per accorciare questi contenitori quanto basta a farli stare nei corti bossoli per semiauto. Non di meno si dovrà caricare manualmente l'arma per evitare che durante l'alimentazione automatica il contenitore in plastica venga rotto o deformato con chiaro inceppamento della stessa, oltremodo l'esiguo peso del proietto non consente un perfetto funzionamento degli automatismi... ma la sperimentazione spesso non richiede un perfetto risultato ma solo la risposta a una domanda: "si può fare ?" Molte volte no, altre volte si ma in taluni casi la risposta rimane a metà tra un si e un no, si può fare, si, ma la cosa non è funzionale in quell'arma, servirebbe quell'altra. Cosi come le cartucce a pallini nacquero per l'uso in revolver.

.357 Mag. con sabot da 1200 mt/sec

Cosi chi si può permettere un piccolo tornio da hobbysti, potrà prepararsi in casa i propri proiettili che come abbiamo visto all'inizio di questa pagina possono spaziare da quelli ad alta velocità (THV), ricavati da tondini in ottone, a proiettili di tipo "sabot" con camicia in teflon (utili solo sperimentalmente per prove di tiro), come questa cartuccia con proiettile in teflon e inserto in ottone, copiata dalla palla asciutta in cal. 12" per canna liscia a "sabot".

Qui le velocità ottenibili superano i 1.000 metri-secondo in revolver con canne da 15 cm. sperimentate da noi hanno poi in realtà poco valore visto che per forgiare pochi proiettili ci vogliono ore di lavoro alla macchina.

9x21 con palla sferica da 9mm.Il divertimento è assicurato quando si riescono a caricare due proiettili in un solo bossolo (colpo), giocarsi il caffè sulle linee di tiro scommettendo a chi fa più buchi in meno colpi è come portare via le caramelle ai bambini ....

Cosi basta caricare le proprie cartucce con i classici pallettoni cal. 9mm. usati anche nella canna liscia, calcandone due o anche tre dove possibile, separandoli dalla polvere con un piccolo cartoncino. Se ogni dieci colpi farete venti fori o anche trenta, ci vorrà un fucile caricato a pallettoni per battervi ... difficile però sarà fare centro.

 


 

Altre sperimentazioni possono vedervi coinvolti nel produrre munizioni traccianti (vietate) se pur in alcuni casi lo sono solo per scherzo; inserire la testa di un fiammifero ditro ad un proiettile provoca allo sparo un sottile filo di fumo che rimane nall'aria della bocca dell'arma al proiettile segnando il suo percorso. Difatti la produzione di proiettili traccianti è assai complicata, quasi impossibile, vedi l'esperienza Americana: http://www.traccianti.pdf.

La fantasia non ha limiti, dalle traccianti, alle perforanti, alle esplosive, qualunque esperto ricaricatore potrebbe sperimentare oltre ogni immaginazione sempre con la testa sulle spalle e attenzione alla legislazione vigente: la sperimentazione prevede il tempo di sperimentare ma non di detenere tale materiale che va distrutto comunque o usandolo durante i test o disassemblandolo e rendendolo cosi innocuo.

Proiettili esplosivi in .45 (vietati)Il primo manuale di Andrea Bonzani nel lontano 1987 presentava i proiettili esplosivi. In realtà di esplosivo hanno ben poco se non la capacità di espandere il proiettile all'inverosimile se sparato in blocchi di plastilina o carta.

Il suo capitolo sui "caricamenti speciali" si basava sull'attrezzatura reperibile in Italia a quel tempo, assai limitata. Oggi nuovi contributi arrivano quotidianamente dagli USA e non solo, ma anche dall'Est Europeo, cosi i caricamenti speciali (cosi detti da Bonzani), diventano più semplici e alla portata di tutti.

Naturalmente queste "divagazioni sul tema" servono solo a togliere quella patina di opacità che tutti hanno nell'approfondire questi argomenti, anche se il periodo storico rende l'argomento "of-limit" questo non impedisce ai tiratori di avere curiosità o dubbi e spesso di parlarne a bassa voce nei corridoi dei poligoni, spesso di cose che in realtà i più vecchi ed esperti hanno già fatto da anni. Quindi, pur non avendo svelato nulla di nuovo, abbiamo sicuramente invogliato molti a fare di testa propria (si fa per dire), specialmente nella preparazione delle proprie munizioni da tiro, perchè il bello della ricarica è proprio questo, la sperimentazione per giungere finalmente (da soli) al massimo del risultato sperato. Sperimentazione non è però organizzarsi per una guerra atomica e ricaricare centinaia di cartucce di tipo vietato, per la sperimentazione bastano poche cartucce e utilizzate in breve tempo, fotografati i risultati tutto finisce li, di ciò che si è fatto rimangono solo le foto e la pratica acquisita. Il materiale la cui detenzione è vietata non deve essere parte dell'attrezzatura di un onesto ricaricatore.

Cosi si scoprirà presto, che fare la "croce" con il seghetto sui proiettili blindati oltre che a essere controproducente è anche uno sciocco modo per far capire quanto si è ignoranti in materia.

I "supergeni" che nei poligoni si spacciano per esperti, ma lo sono solo per aver letto e mai aver sperimentato, valgono quanto un manuale delle "giovani marmotte" per un disperso nella foresta vergine, prima di prendere per "oro colato" tutto quello che vi si dice, provate sempre personalmente, scoprirete quante "leggende metropolitane" vengono divulgate tra le linee di un poligono e diverrete voi fautori di un modo di divulgare la ricarica più reale e consono allo sport che fate.

 

100 lire colpite con una Thompson 223 Rem.

 


luglio 2011 - RICARICA VECCHIA PASSIONE

PRECISIONE
VIa parte

Non meno, un tiratore, deve dare peso alla precisione, che non è solo dell'arma, ma è chiaramente una combinazione di tutti i fattori riguardanti il tiro, tiratore, arma, munizione e distanza del bersaglio. Anche qui la sperimentazione di cartucce capaci di "radenza" elevata, cioè capaci di passare per il centro di un bersaglio a distanze che variano da pochi metri a un numero sempre più elevato di essi, insegna e mostra con grande chiarezza, quanto conta conoscere la "balistica esterna" toccandola con mano piuttosto che leggendola sui libri. Molti poligoni sono attrezzati con linee a 50 e 100 mt. eppure sono pochi quelli che hanno sperimentato le proprie cartucce (per arma corta) a queste distanze. Comunque una 9mm. può essere sparata con precisione su un bersaglio a 50mt. cosi come una .45" o una .40" già sperimentate da noi a 70mt. con risultati di radenza eccezionali, abbattendo il mito dell'elevata parabola delle palle pesanti, dell'mprecisione delle semiauto, del tiro ravvicinato piuttosto che il tiro di precisione a lunga distanza con canne estremamente corte ... .

Non è poca la soddisfazione in questo "hobby" specialmente se ci si prefigge una meta, quando questa è raggiunta, oltre al piacere si acquisisce un punto in più di esperienza, un gradino a salire nella scala dei ricaricatori esperti. Nei poligoni potete chiedere quanti hanno fatto prove di tiro come quelle elencate sopra, essi si conteranno sulla punta delle dita di una sola mano, se tra essi scartiamo anche i bugiardi, quelli che dicono di averlo fatto ma lo hanno solo letto, magari in queste pagine, forse ad oggi sono veramente pochissimi.

.45 FMJ espansa come una SP

 

E' CIO' CHE NON E'
VIIa parte

Proiettile SJHPNon è un proiettile espansivo, quello nella foto sopra, ma una .45 FMJ !! Solo sperimentando si può capire e arrivare a vedere e toccare con mano quanto la balistica sia inesatta. Una pura teoria che spesso, anzi, troppo spesso non combacia con la realtà del tiro. Lo sanno bene i vecchi cacciatori "alla piuma" che combattevano con cartucce che funzionavano fino a una certa ora dopidiché si doveva cambiare. Cosi avevano cartucce per la pioggia, per il secco, per il sole e magari per le nuvole ... (parliamo di munizioni per canna liscia naturalmente), anche se le cartucce metalliche soffrono meno questi cambiamenti i cacciatori più esperti conoscono bene le differenze che si hanno sparando munizioni "fredde" o cartucce che sono state tenute al caldo nella tasca dei pantaloni ... specialmente su tiri molto lunghi.

CONCLUSIONE

Nessun tiratore-ricaricatore può essere abbandonato a se stesso all'inizio dell'attività, ma questo deve pur sempre fare attenzione a ciò che gli viene insegnato, chi insegna deve avere la giusta esperienza da passare ha chi impara e moltissima umiltà nel farlo ... (rambo non è dei nostri); è comunque comprovato che il tiratore che sperimenta in proprio come sottolineato in queste pagine, ha meno bisogno di aiuto sia prima e tantomeno dopo. L'esperienza inoltre aguzza l'ingegno, utile per le piccole riparazioni o "customizzazioni" che spesso capita di fare alle proprie armi, quando si è capito il gioco della ricarica e tutto ciò che gli gravita attorno, si riesce spesso a naso, a capire dove sta l'errore quando questo si presenta. Qui il caso vuole che moltissimi armieri si "fingano" ottimi operatori ma non abbiano mai fatto una delle prove sopracitate o altre sulla stessa scia se non letto vagoni di riviste che se pur utili per chi è sul mercato, non hanno nessuna utilità in questo campo (se non teorica). Eppure il mercato è pieno di improvvisati ed è da questi che il tiratore-ricaricatore provetto deve tenersi alla larga, la parte commerciale del problema spesso porta l'armiere a vendere materiale molto costoso e con un suo ricarico maggiore a chi non ne ha bisogno solo per puro introito personale, polveri o proiettili sbagliati la dove un po' di esperienza avrebbe fatto risparmiare al tiratore molti euro.

Una vecchia pubblicità diceva "... meditate gente, meditate ...": noi diciamo ... sperimentate gente, sperimentate!!

 


 

FUSIONE

oltre la frontiera

Per chi vuole essere assolutamente autonomo o cerca l'estremo nell'arte della ricarica, produrre in proprio i proiettili è quasi un passo obbligato. L'arte non è difficile da imparare, alcuni manuali la spiegano con estrema dovizia di particolari ma vederla da uno che già la esegue da sempre è ben altra cosa. Chi intende fondere in casa i propri proiettili non si affidi solo al suo armiere ma ricerchi un esperto che possa indirizzarlo con precisione sulla giusta via.

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Un centinaio di proiettili fusi in pochi minuti e pronti per essere trafilati
I proiettili appena trafilati e pronti per essere ricaricati
Alcune munizioni .38 appena ricaricate con palle fuse in casa

 

Anche se sembra impossibile con queste palle abbiamo vinto moltissime gare di tiro, nell'insieme (e si parla di anni di gare e allenamenti), abbiamo risparmiato moltissimo denaro, cosa che ci ha permesso di fare il nostro sport anche nei momenti di maggior crisi finanziaria o quando il materiale non era disponibile in armeria o presso le Ditte produttrici. Non abbiamo mai puntato alla bellezza della fattura di ogni cartuccia ma alla sua reale funzionalità, cosa essenziale per chi ricarica. La cartuccia lucidata, colorita e brillante fornisce le stesse prestazioni di una cartuccia sporca perchè l'arma non ha occhi per vedere ne orecchie per sentire. E' solo il tiratore troppo spesso a diventare uno schiavo della moda o del look di grido: fatica sprecata quando non serve.


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