CARICATORI

normativa

  • 03 sett.. 2016

I caricatori NON sono considerati parti essenziali di armi e quindi non più soggetti a tutte le restrizioni sul trasporto, l'acquisto, la detenzione. Rimangono però in fondo sempre una "parte di arma" anche se non essenziale ma destinati ad essa e solo ad essa dato che non hanno altro uso a differenza di una molla che può anche essere la parte di un altro meccanismo come una serratura ad esempio. Se troviamo un bambino in possesso di una molla di una pistola difficilmente possiamo dire che quella è parte di un arma, dato che una molla può essere parte di un qualsiasi altro meccanismo, al contrario un caricatore non fa parte che di un arma e un bambino trovato in possesso di tale oggetto desta sicuramente apprensione se non sospetto.

LA NUOVA NORMATIVA

Il Decreto Legge n.7 del 2015 prevede che tutti i caricatori per armi corte contenenti più di 15 colpi e quelli per armi lunghe contenenti più di 5 colpi debbano essere denunciati (art.38 del TULPS). La norma non prescrive i caricatori in dotazione alle armi quindi tutti i caricatori di cui si è in possesso che superino tali quantità vanno denunciati. Un esempio sono le armi corte che furono prodotte con caricatori da 17 colpi, questi (anche se parte della dotazione) vanno tutti denunciati, infatti l'articolo 38 del TULPS aggiornato specifica che: " La  denuncia  e'  altresi' necessaria per i soli caricatori in  grado  di  contenere  un  numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe e un  numero  superiore  a  15 colpi per le armi corte, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n.  110,  e  successive modificazioni ."

Per quanto riguarda l'uso, nessuna norma vieta di usare i caricatori con più di 5 colpi (per armi lunghe) e 15 (per armi corte) nei campi di tiro purchè se ne sia lecitamente i possessori, cioè siano stati regolarmente denunciati.

L'obbligo di ridurli a 5 o a 15 colpi (secondo il tipo) entra in essere solo per i caricatori per armi comuni e nel solo caso in cui si volesse cederli oltre che nell'uso venatorio (ma qui valgono le norme sulla caccia già in vigore da anni cioè erano già previste dalla Legge 157 (Legge Quadro).

Cosa Fare

Chi possiede un caricatore o ha trovato un caricatore per arma corta contenente più di 15 colpi o un caricatore per arma lunga contenente più di 5 colpi, dovrà indicare sulla denuncia (art.38 TULPS) il numero di caricatori detenuti ....... es. scrivendo: "...il sottoscritto inoltre dichiara di detenere n°. xx caricatori contenenti più di 5 colpi per arma lunga e n°. xx caricatori contenenti più di 15 colpi per arma corta." Dato che la Legge obbliga a denunciare sia quelli per arma comune che quelli per arma sportiva sarà inutile fare distinzioni in denuncia anche perchè molto spesso quelli per arma comune vanno benissimo anche su quelle sportive il che li trasforma in caricatori per armi sportive (forse). Come accennato, dato che la Legge non dice nulla, vanno denunciati tutti i caricatori, anche quelli venduti con l'arma
(Il dott.Mori nel suo sito esprime parere contrario ma poi a fine articolo consiglia di denunciare tutto anche le piastrine).

Piastrine - caricatori

Le piastrine non sono caricatori, le piastrine al contrario dei caricatori non partecipano attivamente al funzionamento dell'arma, esse servono unicamente a riversare nell'alloggiamento dell'arma le munizioni, esse durante il funzionamento non sono nell'arma a differenza dei caricatori che sono inseriti nell'arma per permetterne il funzionamento. (chidere conferma all'ufficio armi della V.s. Questura), la norma si rifa però ai serbatoi fissi, quindi le armi che attraverso l'inserimento di munizioni con l'aiuto delle piastrine o a mano contengono più dei colpi indicati dalla Legge, prima di essere cedute, (queste armi funzionano a prescindere dalla piastrina), devono essere limitate nella capacità di contenere tali cartucce, non serve a nulla ridurre o tagliare le piastrine in quanto l'arma continuerà a contenere il numero originario di colpi.
Per il Garand invece, (e armi a funzionamento similare), non si tratta di piastrine ma di veri caricatori che rimangono inseriti nell'arma fino all'ultima munizione sparata, (l'arma senza di essi non funziona), essi vanno sicuramente denunciati. Alcune ditte distribuiscono da tempo piastrine per queste armi contenenti 5 colpi.

Per saperne di più: http://www.tiropratico.com/normativa/ARCHIVIO/CARICATORI%20PIASTRINE%20CLIP.html


Si possono acquistare, importare e produrre (dopo il 5 novembre 2015), i caricatori che possono contenere più di 15 colpi se sono per armi corte e più di 5 colpi per armi lunghe solo se prodotti per armi sportive per i quali il limite rimane di 29 colpi. Tali caricatori vanno denunciati ma ciò non obbliga ad avere una licenza per trasportarli non essendo parte essenziale di un arma.

Norma precedente

Il Decreto Legislativo  26 ottobre 2010 n. 204 – Recepimento direttiva 2008/51/CE, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi e modifiche alla leggi sulle armi (G.U. 10 dicembre 2010 n. 288) ha eliminato la parola "caricatore" dall'elenco delle parti di arma. Questo è sufficiente a classificarli semplici pezzi di metallo detenibili liberamente se pur destinati alle armi fatto salvo, quelli di maggior capienza che vanno denunciati come sopra descritto dal Decreto n.7 del 2015 che obbliga alla denuncia del possesso di caricatori il cui contenuto di munizioni superi quello consentito per i vari tipi di armi, 5 per le lunghe e 15 per le corte, mentre per quelli contenenti più di 29 colpi, se per armi da guerra (cioè con attacco originale), è vietata la detenzione.

Norme aggiornate

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - TULPS

Art. 31 - (art. 30 T.U. 1926) Salvo quanto è disposto per le ARMI da guerra dall'art. 28, non si possono fabbricare altre ARMI, assemblarle introdurle nello Stato, esportarle, farne raccolta per ragioni di commercio o di industria, o porle comunque in vendita, senza licenza del questore. La licenza è necessaria anche per le collezioni delle ARMI artistiche, rare od antiche. Salvo quanto previsto per la collezione di ARMI, la validità della licenza è di 3 anni. Ai titolari della licenza di cui al periodo precedente e nell'ambito delle  attivita'  autorizzate con la licenza medesima, le autorizzazioni e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente non sono richiesti per i  caricatori  di  cui all'articolo 38, primo comma, secondo periodo.

Art. 38 - (art. 37 T.U. 1926) Chiunque detiene ARMI, parti di esse, di cui all’articolo 1-bis, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n 527,MUNIZIONI finite o materie esplodenti di qualsiasi genere, deve farne denuncia entro le 72 ore successive alla acquisizione della loro materiale disponibilità, all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, quando questo manchi, al locale comando dell’Arma dei carabinieri, ovvero anche per via telematica alla questura competente per territorio attraverso trasmissione al relativo indirizzo di posta elettronica certificata.aggiornato DL.121/13. Sono esenti dall'obbligo della denuncia:
a) i corpi armati, le società di tiro a segno e le altre istituzioni autorizzate, per gli oggetti detenuti nei luoghi espressamente destinati allo scopo;
b) i possessori di raccolte autorizzate di ARMI artistiche, rare o antiche; c) le persone che per la loro qualità permanente hanno diritto ad andare armate, limitatamente però al numero ed alla specie delle ARMI loro consentite. La  denuncia  e'  altresi' necessaria per i soli caricatori in  grado  di  contenere  un  numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe e un  numero  superiore  a  15 colpi per le armi corte, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n.  110,  e  successivemodificazioni. L'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo anche nei casi contemplati dal capoverso precedente, e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico. Chiunque detiene le ARMI di cui al primo comma, senza essere in possesso di alcuna licenza di porto d’ ARMI, deve presentare ogni sei anni la certificazione medica di cui all’articolo 35, comma 7. La mancata presentazione del certificato medico autorizza il prefetto a vietare la detenzione delle ARMI denunciate, ai sensi dell’articolo 39. La denuncia di detenzione di cui al primo comma deve essere ripresentata ogni qual volta il possessore trasferisca l’arma in un luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia. Il detentore delle ARMI deve assicurare che il luogo di custodia offra adeguate garanzie di sicurezza. aggiornamento aprile 2015

LEGGE 18 aprile 1975, n. 110
ART.2 (già modificato dal D.L. 121 del nov.2013) ... OMISSIS...

Salvo che siano destinate alle Forze armate o ai Corpi armati dello Stato, ovvero all'esportazione, non e' consentita la fabbricazione, l'introduzione nel territorio dello Stato e la vendita di armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione, che sono camerate per il munizionamento nel calibro 9x19 parabellum, nonche' di armi comuni da sparo, salvo quanto previsto per quelle per uso sportivo, per le armi antiche e per le repliche di armi antiche, con caricatori o serbatoi, fissi o amovibili, contenenti un numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe ed un numero superiore a 15 colpi per le armi corte, nonche' di tali caricatori e di ogni dispositivo progettato o adattato per attenuare il rumore causato da uno sparo. Per le repliche di armi antiche e' ammesso un numero di colpi non superiore a 10.

ATTENZIONE: alla luce della Legge 110/75 modificata dal DL 121/2013 e dal DL 7/2015 non è vietato l'uso dei caricatori di maggiore capacità a quella indicata dal produttore (ammesso che questa indicazione ci sia), se mai non è consentita la loro vendita al pubblico o la loro cessione e nemmeno l'importazione dall'estero e la produzione salvo che non siano per armi sportive.

Dal 5 novembre 2015, i caricatori per armi comuni potranno essere ceduti solo se conterranno non più di 5 colpi se per armi lunghe comuni e 15 se per armi corte comuni. I caricatori per armi sportive di capacità superiore a quelle menzionate non subiscono invece limitazioni salvo il dovere di denunciarne il possesso e l'eventuale cessione. Ciò obbliga, proprio nel caso della cessione, di aggiungerli in forma scritta insieme alla cessione dell'arma.

Alla luce di tutto questo, da novembre non si troveranno più in commersio in Italia caricatori contenenti più di 15 colpi per armi corte o 5 colpi per armi lunghe comuni, mentre saranno sempre reperibili i caricatori per le armi sportive fino a 29 colpi. I caricatori oltre i 29 colpi sono ancora considerati parte di arma da guerra se hanno lo stesso attacco originario dell'arma stessa (da guerra). Attenzione quindi agli acquisti fatti all'estero (vere importazioni), essi dovranno rispettare le nostre norme.