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La caduta di un proiettile nell'atmosfera:
IL TIRO VERTICALE.

 

 A quanti di noi è venuta in testa la domanda: "un proiettile che cade dall'alto può essere pericoloso ?", o quanti l'hanno fatta ad altri.
Pensandoci bene se lasciamo cadere un proiettile di pistola dal nostro balcone, siamo sicuri che non ucciderà nessuno, ma quanto danno può arrecare e a che velocità cadrà ? Se cadesse da un elicottero fermo a 1000 metri ?. Possiamo immaginare allora il nostro proiettile fermo a grande altezza, trattenuto tra le nostre dita (quindi con velocità di zero metri/secondo); se lo lasciamo andare esso inizierà a cadere con velocità sempre maggiore, ma non infinita, cioè non continuerà ad accelerare ma raggiungerà una velocità massima oltre la quale non andrà se non interverrà una forza a spingerlo ulteriormente, essa si chiama "velocità limite di caduta nell'atmosfera" velocità dovuta al peso e alla forma del proiettile. E' in torto chi afferma che il proiettile cadrà sempre più veloce, più in alto sarà il suo punto di partenza, se cosi fosse, le navicelle che tornano sulla terra finirebbero tutte per schiantarsi o perforare la terra da parte a parte. Invece no, l'aria frena il moto di caduta rallentando ogni oggetto che cade, anche i paracadutisti cadono a grande velocità ma questa non portrà mai superare la loro velocità limite che sembra essere quella raggiunta in media da coloro che si posizionano con i piedi in basso e riescono a malapena a superare i 300 km/h. Un oggetto che viaggia nell'aria subisce un rallentamento causato dall'attrito che esso fa con l'aria che lo investe, è più accelera più l'attrito aumenta, per questo la grandine non provoca gravissimi danni alle nostre case, al massimo può rompere una tegola se le sue dimensioni sono fuori dal comune, un parabrezza, ma mai perforare e trapassare un corpo umano. In realtà cosa avviene, il corpo che cade libero viene attratto dalla gravità terrestre e segue cosi una linea immaginaria che lo congiunge con il centro della terra stessa, di contro l'aria che incontra lo frena in modo maggiore più la sua velocità aumenta e tanto più la sua areodinamicità è compromessa, ad esempio per due tronchi in legno perfettamente uguali che cadono, quello più appuntito raggiungerà la terra prima di quello sprovvisto di punta, poi avvicinandosi al terreno ogni oggetto troverà sempre maggior consistenza d'aria e sarà sempre più frenato.

Per un proiettile sparato verticalmente, che ricade verso il suolo dopo essersi arrestato al limite della sua traiettoria, la velocità impressa nel salire si esaurisce al limite della traiettoria risultando a quel punto zero (limite massimo della traiettoria), essa riprenderà ad aumentare durante la discesa fino ad un certo punto della sua caduta quando, la forza di attrazione è pari alla forza frenante dell'aria e da questo punto l'oggetto continuerà a cadere con la stessa velocità acquistata fino a toccare terra, abbiamo cosi il risultato che un chicco di grandine scende dall'alto ad una media di 50 metri/secondo, un paracadutista che scenda in piedi per avere meno attrito, può raggiungere al massimo 60 metri/secondo ma aprendo il paracadute e aumentando cosi l'attrito con l'aria frenerà ulteriormente raggiungendo pochi metri al secondo.

L'energia che frena il corpo che viaggia nell'aria si chiama "RITARDAZIONE" e si esprime in metri/secondo tanto è che all'equilibrarsi di queste due forze (ritardazione e velocità) si ha la massima velocità raggiungibile nell'aria da un oggetto in caduta libera. Il calcolo non è semplice ma con un po' di studio è possibile raggiungere buoni risultati. Abbiamo trattato in altre pagine i calcoli balistici, qui sfatiamo il detto che un proiettile che cade dall'alto è mortale, ciò non toglie che non sia vero, se pensiamo a proiettili come quelli del cal. 12" a canna liscia del peso di 32 grammi, certamente uno di questi in testa non è una cosa divertente, o ancor peggio un proiettile da 20 o 30mm. che può pesare centinaia di grammi, ma un proiettile classico da tiro o caccia non può che produrre escoriazioni, se pur profonde, ma senza rischio della vita. I Tedeschi portarono a compimento alcuni studi che dimostrarono che in giornate di assenza di vento, il tiro verticale di un 8x57 produceva una parabola che portava il proiettile a ricadere entro 100 mt. dal punto di sparo e con la punta sempre verso l'alto, ciò garantiva inoffensività dello stesso. Al contrario, parabole che vedevano il proiettile ricadere con la punta in avanti, lo rendevano più pericoloso se pur capace di perforare l'osso del cranio questo non riusciva a penetrare oltre e quindi non era considerato mortale (dubitiamo che per un bambino non possa esserlo).

Il tiro verticale è comunque da evitare proprio per l'impossibilità di dare alla parabola la giusta angolazione per impedire al proiettile di arrivare di punta.

 

 

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