OPERAZIONI PRELIMINARI PER L'APERTURA DI UN CAMPO DI TIRO PRIVATO

estratto dal lavoro dei nostri collaboratori Marinucci A. Fortunati G. Consonni A.

  • 12 lug. 2015

NORMATIVA (sull'attività sportiva)

Le norme e le regole vigenti contemplano le attività di tiro consentite come segue:

a) attività addestrativa e di promozione al tiro, da svolgersi presso le Sezioni di TSN affiliate all'U.I.T.S.;

b) attività sportiva da svolgersi oltre che presso le citate Sez. dell'U.I.T.S. anche presso associazioni di tiro iscritte ad una federazione sportiva affiliata al CONI [FITAV - FIDASC (cfr. art. 3 legge 25.3.1986, n. 85)];

c) attività di caccia, da svolgersi nei luoghi, nei tempi e con le modalità previste dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157;

d) attività di mero intrattenimento, come previsto all’art.121 del Reg. TULPS con riguardo al tiro a volo e tiro con l'arco;

e) nell’attività libera dei privati, con i limiti relativi agli art. 703 C.P., 57 e 110 del T.U.L.P.S.

 

REGIO DECRETO 6 MAGGIO 1940, n. 635 (GU n. 149 del 26/06/1940) ART. 121.

- PER LE GARE SPORTIVE DI OGNI SPECIE, ESEGUITE A SCOPO DI TRATTENIMENTO PUBBLICO, COME QUELLE DEL GIUOCO DELLA PALLA, DEL PALLONE, DEL CALCIO, DEL TIRO A VOLO, DEL PUGILATO (BOXE) DI LOTTA E SIMILI, DEVE ESSERE PREVENTIVAMENTE COMUNICATO ALL'AUTORITÀ DI P.S. L'APPOSITO REGOLAMENTO DEL GIUOCO.

ART. 76.

- I COMPONENTI DELLE SOCIETÀ DI TIRO A SEGNO RICONOSCIUTE SONO AUTORIZZATI A PORTARE L'ARME DI TIRO ESCLUSIVAMENTE PER I GIORNI STABILITI PER LE ESERCITAZIONI SOCIALI, PURCHÈ SIANO MUNITI DI UNA CARTA DI RICONOSCIMENTO, RILASCIATA DAL PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ E VIDIMATA DALLA AUTORITÀ LOCALE DI P.S., CHE HA SEMPRE FACOLTÀ DI RITIRARLA PER RAGIONI DI ORDINE PUBBLICO.
QUESTA DISPOSIZIONE SI APPLICA ANCHE NEL CASO D'INTERVENTO IN CORPO DI UNA SOCIETÀ DI TIRO A SEGNO A TERMINI DELL'ART. 29 DELLA LEGGE.

ART. 78.

- NON È RICHIESTA LICENZA ALLE SEZIONI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE, ISTITUITE A NORMA DEL R. DECRETO-LEGGE 16 DICEMBRE 1935, N. 2430, CONVERTITO IN LEGGE 4 GIUGNO 1936-XIV, N. 1143, PER DETENERE LE ARMI OCCORRENTI PER LE ESERCITAZIONI.

Art.703 del Codice Penale. Accensioni ed esplosioni pericolose.

Chiunque, senza la licenza dell'autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara armi da fuoco [c.p. 704] (2), accende fuochi d'artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme, o, in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l'ammenda fino a euro 103. Se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell'arresto fino a un mese.

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CARATTERISTICHE

Per essere privato il campo deve risultare frequentato da un “unico soggetto”, perciò per renderlo frequentabile da più persone mantenendo la peculiarità di campo privato, è necessario creare una associazione sportiva senza finalità di lucro, quindi chiunque frequenta il campo deve essere associato e quindi munito di tessera e deve essere registrato su un apposito registro soci della associazione. Il campo è allora privato ma aperto al pubblico.

ATTIVITA' PRELIMINARE

  • Deve essere costituita (per il motivo sopra citato, ma non è essenziale), una associazione sportiva senza fini di lucro che preveda nelle sue finalità le attività di tiro con qualsiasi arma comune da sparo (sportive, caccia e difesa) e/o da lancio (archi e balestre), a cui aggiungerei anche le Soft air, i cui soci a qualsiasi titolo potranno svolgere tali attività all’interno del sito; Per creare una associazione basta redigere un atto costitutivo con relativo statuto e registrare il tutto presso l’agenzia delle entrate, operazione questa che può essere effettuata privatamente senza bisogno di notai o commercialisti.

    Trovare un sito dove poter svolgere l’attività di tiro che risponda ai requisiti di sicurezza tali da poter fornire il massimo della copertura del rischio di incidenti provocati da eventuali fuoriuscite dei proiettili: una cava dismessa (in regola con le normative regionali locali per quanto riguarda il recupero ambientale). In natura il luogo ideale e più sicuro è certamente una cava, ma si può ovviare anche con altre morfologie territoriali tipo depressioni, gole ecc.

    L’ubicazione ideale per un campo di tiro è fuori del limite del centro abitato del comune ove sorge. Tale informazione la si può avere rivolgendosi all’ufficio urbanistica del comune e chiedendo la carta topografica dove vi è indicato il limite del centro urbano del territorio comunale, ed accertarsi che il terreno scelto ne sia fuori. La direzione ideale del tiro, deve essere non parallela e non in direzione di una pubblica via, ferrovia, autostrada, ecc..

  • Stipulare un contratto di affitto con il proprietario del sito, va bene anche un contratto di comodato di uso gratuito, nel quale sia chiaramente descritta l’attività per la quale verrà utilizzato il sito. Ancor meglio acquistare l'intero terreno;

  • Procedere alla verifica, con l’aiuto di un tecnico iscritto all’albo (Ingegnere, Architetto o Geometra) dell’eventuale esistenza di vincoli di qualsiasi natura (paesistici, archeologici, idrogeologici, ambientali, architettonici, ecc) al fine di richiedere i relativi nullaosta di competenza;

  • Destinazione d’uso del terreno, o delle varie particelle catastali che compongono il sito, nel caso in cui il Comune, nel quale ricadano i terreni, preveda delle limitazioni per lo svolgimento di talune attività;

  • Eventuale possibilità di creare delle strutture fisse in muratura, per le quali si deve richiedere la relativa licenza di edificabilità, o la possibilità di installare prefabbricati. (Uno di essi dovrà comunque essere posato in loco in cui sarà installato l'ufficio / sede dell'Associazione)

  • Denuncia inizio attività (DIA) nel caso in cui non si prevede nulla da costruire, preparata da un tecnico di cui al punto 4;

  • Inizio lavori rispettando rigorosamente quanto previsto dai relativi permessi e/o nullaosta ottenuti per lo spostamento di terra, per la posa in opera di linee di tiro in campo aperto e di eventuali parapalle composti da cumuli di sabbie; (prestare estrema attenzione all'aventuale taglio di piante, che deve essere concordato con la Polizia Provinciale o Forestale) e per scritto. Qualsiasi materiale depositato, sabbia o terra devono avere l'avallo del Comune di competenza.

  • Preventiva perizia tecnica sull’inquinamento acustico, redatta da un tecnico iscritto all’albo regionale, (o ARPAL), che si dovrà allegare alla richiesta di permesso (DIA o Licenza di edificabilità), nella quale si dovrà misurare il numero dei decibel riscontrati a distanze prestabilite e comunque rilevate nel punto abitato più vicino al campo di tiro. Per punto abitato si intende una civile abitazione, nel caso ve ne siano a distanze tali che si possa presumere un disturbo a coloro che vi abitano ma anche un fabbricato dove si svolgono attività lavorative di qualsiasi natura, una stalla, un magazzino;
    perizia balistica che dimostri la relativa sicurezza del sito adibito all'attività di tiro prodotta da un perito iscritto all'albo.

  • Prima di iniziare le attività per le quali non si ha bisogno delle autorizzazioni, quindi quelle ludiche sportive del tiro, è bene comunicare per iscritto, con raccomandata e ricevuta di ritorno (RR), alle autorità di zona di Pubblica Sicurezza (Sindaco), l'inizio attività sportiva di tiro. Nelle comunicazioni evidenziate che potranno accedere al sito solo le persone in regola con la qualifica di Socio (fondatore, frequentante o altro) dell’associazione che gestisce il sito.

     

    OBBLIGHI

    Le Società non soggette ad autorizzazione (art. 703 c.p. Nonchè 57 e 110 T.U.L.P.S.) non hanno nessun altro tipo di obbligo, compreso quello di tenere un registro delle presenze vidimato dalle Autorità e di conseguenza di non essere soggetti a controlli per la sua tenuta. E' però meglio avere un registro presenze, per permettere al tiratore associato di dimostrare il motivo per cui, in caso di controllo per la strada, ha a bordo del proprio mezzo un’arma, dei proiettili e tutto il resto, nonché una cronologia della sua attività presso il poligono, utile anche alla società stessa.

    In tutti i casi la comunicazione di inizio attività si deve fare al Sindaco del Comune di appartenenza del campo di tiro, in base all’art. 57 TULPS, quale autorità di P.S.


    Per informazioni:

    Gianfranco Fortunati ................ gianfrancofortunati@tiscali.it
    Andrea Marinucci .................... marinito730@hotmail.com
    Aliberto Consonni .................... studio@alibertoconsonni.it


     

    Facsimile della Lettera informativa alle Autorità di Polizia e Giudiziaria


     

    INTESTAZIONE ASSOCIAZIONE

     

     


    Al SINDACO del Comune di......…..........................

    e p.c.

    Alla Questura di ………..........................................

    Al Comando/Stazione Carabinieri di .........…............

    Alla Polizia Municipale di …….................................

    Alla Polizia Provinciale di ……........................…......

     

     

    Oggetto : Apertura di un campo di tiro sportivo a carattere privato


    Con la presente informiamo le Autorità in indirizzo che in località ……............................... sita nel Comune di ………. all’indirizzo …………............................... , è stato allestito un poligono di tiro a carattere privato per lo svolgimento dell’attività di tiro sportivo come previsto nell’atto costitutivo della stessa Associazione ....................(denominazione) .........................

    L’attività svolta all’interno del campo di tiro privato, è esente da autorizzazione art. 57 TULPS in quanto lo stesso si trova fuori dal centro abitato e la direzione del tiro non è parallela e non è in direzione di vie pubbliche e rispetta le attuali normative sulla sicurezza del tiro con armi a fuoco.

    Si comunica che l’attività svolta all’interno del campo di tiro a carattere strettamente privato in quanto accessibile solo ai soci iscritti all'associazione, non è quindi definibile “luogo pubblico”, come le sezioni Tiro a Segno Nazionale, ma “luogo privato” e quindi esente dal rilascio delle licenze di Polizia.

    Per quanto sopra descritto e in assenza di dinieghi da parte delle Autorità in indirizzo entro trenta giorni dalla data di protocollo presso le sedi in indirizzo, l'associazione .......................(denominazione)........................ si riterrà legittimata a svolgere l’attività sportiva per cui è stata creata presso il luogo indicato.

     

    (data)____________ li ___________

     

    Il presidente


    ___________________________


    L'Associazione si riserva di comunicare successivamente le giornate e gli orari di apertura all'attività di tiro del poligono.

    Si allegano alla presente copie delle perizie tecniche svolte in loco accertanti l'indoneità del sito all'attività di tiro con armi a fuoco lunghe e corte di qualsiasi calibro legalmente ammesso dalla normativa vigente.

    Copia mappa catastale della zona di tiro

    Fotografie del sito allestito a campo di tiro

    Disegno schematico della linea di tiro e protezione adottata

     


     

    COME APRIRE
    UN
    CAMPO DI TIRO PRIVATO

     

    a prima cosa da fare è associarsi in un gruppo sportivo di tiro, provvedendo a fondare una società sportiva non a scopo di lucro con proprio statuto ricavato naturalmente dallo statuto federale di tiro dinamico sportivo, è d'obbligo depositare lo statuto e quanto richiesto prosso gli uffici competenti della propria Provincia che a loro volta rilasceranno ricevuta e (se si vuole) il numero di partita iva per le fatturazioni della società (fatturazioni scaricabili in seguito per la richiesta di eventuali sovvenzioni).

    Si dovrà individuare un sito adatto all'esercizio dell'attività (solitamente questo avviene prima della fondazione della società), una cava dismessa, un terreno o un cuneo di terra privata in una gola, sufficientemente sicuro per l'attività di tiro a segno o tiro dinamico. Il terreno dovrà essere di proprietà di un socio che lo offre a titolo gratuito o in affitto alla società o di altra persona o ente.

    In seguito si procede a una perizia eseguita da tecnici riguardante la sicurezza balistica, acustica e ambientale. Se le perizie danno esito favorevole si può dare comunicazione alle autorità Comunali dell'inizio dell'attività di tiro presso la Società e il luogo convenuto nella data indicata.

    Molte società hanno ad oggi iniziato l'attività seguendo queste indicazioni ed è quindi accertato che :

    • se il luogo prescelto è fuori del centro abitato e le linee di tiro non sono rivolte verso una via pubblica o poste parallelamente ad una via pubblica, non trova applicazione l’art 57 TULPS e quindi l’attività di sparo non è soggetta alla autorizzazione richiamata in tale articolo, ma libera .
    • l’associazione sportiva senza scopo di lucro non esercita una attività di tipo pubblicistico come i TSN, ed è un unico soggetto di diritto privato, anche se composta da più associati, che esercita attività di sparo all’interno di luogo privato, quindi non soggetta a licenza di polizia e di conseguenza a nessun obbligo imposto dagli articoli del TULPS alle sezioni dei TSN. Unica precauzione è fare in modo che chiunque frequenta il campo di tiro sia esclusivamente un associato alla associazione, ovvero iscritto come socio frequentatore nel libro dei soci. Altra buona cosa, è tenere un giornale delle presenze sul campo. La tenuta di tale registro, nei campi di tiro privati non è obbligatoria ed in caso si tenga, è esente da vidimazione .
    • è comunque buona diligenza, far fare una perizia balistica da un tecnico che certifichi la sicurezza del luogo oltre ad una perizia acustica che certifichi che non si reca disturbo, se nelle vicinanze ( 300 – 400 mt ) vi sono abitazioni o strutture ricettive .
    • dare comunque notizia alle forze dell’ordine della attività che si svolge nel luogo prescelto.
    • non occorre chiedere alcuna autorizzazione ad alcuna autorità di P.S. , ma darne solo comunicazione .
    • Paradossalmente si può affermare che i luoghi autorizzati dall’art 57 TULPS , sono luoghi non sicuri, dove per svolgere l’attività di sparo occorre una assunzione di responsabilità da parte della Autorità di P.S. che rilascia l’autorizzazione richiesta appunto per alcune situazioni geografiche ben distinte ovvero attività di sparo all’interno di centro abitato, direzione di tiro in direzione di vie pubbliche o parallela ad esse.

    Marinucci Andrea

    Vittorio Balzi, perito balistico.

    ALTRO SULL’APERTURA DI UN CAMPO DI TIRO

    settebre 2008

    Il mito da sfatare, relativo al fatto che sia impossibile sparare con armi da fuoco al di fuori dei poligoni dell’Unione Italiana Tiro a Segno, rimane. Lo affermano innumerevoli sentenze ed è anche scritto sul sito web della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it) nella sezione FAQ alla voce “attività di tiro, dove sono consentite”.

    Nella precedente risposta si affermava quanto segue: “Le norme vigenti contemplano le attività di tiro consentite, inquadrandole: a) nell’attività addestrativa e di promozione al tiro, da svolgersi presso le Sez. U.I.T.S.; b) nell’attività sportiva da svolgersi oltre che presso le citate Sez. U.I.T.S. anche presso associazioni di tiro iscritte ad una federazione sportiva affiliata al CONI [FITAV - FIDASC (cfr. art. 3 legge 25.3.1986, n. 85)]; c) nell’attività di caccia, da svolgersi nei luoghi, nei tempi e con le modalità previste dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157; d) nell’attività di mero intrattenimento,.come previsto all’art.121 del Reg. TULPS con riguardo al tiro al volo; e) nell’attività libera dei privati, con i limiti relativi agli art. 703 c.p., 57 T.U.L.P.S. e 110 reg. T.U.L.P.S. Data: 16-07-2003

    A fronte di questo chiarimento, peraltro rimasto tale rispetto al passato, scendiamo nel dettaglio prendendo in esame i vari passi che si devono compiere per arrivare all’apertura del campo di tiro, evidenziando in grassetto le modifiche apportate rispetto al passato.

    1. Deve essere costituita una associazione senza fini di lucro che preveda nelle sue finalità le attività di tiro con qualsiasi arma comune da sparo (sportive, caccia e difesa) e/o da lancio (archi e balestre), a cui aggiungerei anche le Soft air e i cui soci a qualsiasi titolo potranno svolgere tali attività all’interno del sito;
    2. Trovare un sito dove poter svolgere l’attività di tiro che risponda ai requisiti di sicurezza tali da poter fornire il massimo della copertura del rischio di incidenti provocati da eventuali fuoriuscite dei proiettili: una cava dismessa (in regola con le normative regionali locali per quanto riguarda il recupero ambientale), una depressione naturale oppure un canalone in montagna che garantiscano pari requisiti di sicurezza;
    3. Stipulare un contratto di affitto con il proprietario del sito, va bene anche un contratto di comodato di uso gratuito (se siete fortunati), nel quale sia chiaramente descritta l’attività per la quale usate il sito;
    4. Procedere alla verifica, con l’aiuto di un tecnico iscritto all’albo (Ingegnere, Architetto o Geometra) dell’eventuale esistenza di vincoli di qualsiasi natura (paesistici, archeologici, idrogeologici, ambientali, architettonici, ecc) al fine di richiedere i relativi nullaosta di competenza;
    5. Destinazione (facoltativo) d’uso del terreno, o delle varie particelle catastali che compongono il sito, nel caso in cui il Comune, nel quale ricadano i terreni, preveda delle limitazioni per lo svolgimento di talune attività;
    6. Eventuale possibilità di creare delle strutture fisse in muratura, per le quali si deve richiedere la relativa licenza di edificabilità;
    7. Denuncia inizio attività (DIA) nel caso in cui non si prevede nulla da costruire, preparata da un tecnico di cui al punto 4;
    8. Inizio lavori rispettando rigorosamente quanto previsto dai relativi permessi e/o nullaosta ottenuti;
    9. Preventiva perizia tecnica sull’inquinamento acustico, redatta da un tecnico iscritto all’albo regionale, che si dovrà allegare alla richiesta di permesso (DIA o Licenza di edificabilità), nella quale si dovrà misurare il numero dei decibel riscontrati a distanze prestabilite e comunque rilevate nel punto abitato più vicino al campo di tiro (per punto abitato si intende una civile abitazione, nel caso ve ne siano a distanze tali che si possa presumere un nocumento a coloro che vi abitano, e non un fabbricato dove si svolgono attività lavorative di qualsiasi natura);
    10. Prima di iniziare le attività ludiche sportive del tiro, è bene comunicare per iscritto, con raccomandata con avviso di ricevimento, le autorità di zona di Pubblica Sicurezza (Prefettura, Polizia di Stato, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato), nelle comunicazioni evidenziate che potranno accedere al sito solo le persone in regola con la qualifica di Socio (fondatore, frequentante o altro) dell’associazione che gestisce il sito.

    Vorrei sottolineare come rivesta estrema importanza il fatto che all’interno del sito possano accedere solo i soci dell’associazione e non gli estranei, al fine di evitare che si possa contestare lo svolgimento di una attività aperta a tutti. Non dimentichiamo, inoltre, che, a seguito dell’emanazione e dell’applicazione del Decreto 7 aprile 2008 n° 104 “Regolamento previsto dall'articolo 17, comma 3, della legge 26 marzo 2001, n. 128, recante «Interventi legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini» è consentito agli ufficiali ed agenti di Pubblica Sicurezza accedere nei siti privati dove si svolgono alcune attività che vedono l’uso di armi comuni da sparo, così come è riportato di seguito nel comma 2 dell’articolo 1 del predetto decreto:

    Art. 1. Prevenzione dei delitti concernenti armi ed esplosivi

    2. Per le finalità di cui al comma 1, gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza, fermi restando i poteri già attribuiti dalle norme vigenti, esercitano, altresì, i controlli di cui all'articolo 16 del T.U.L.P.S., nei locali destinati alle attività di tiro a segno e di tiro a volo e ad ogni altra attività di tiro da esercitarsi in campi e poligoni di tiro pubblici, aperti al pubblico e privati, comunque sottoposti a provvedimenti autorizzativi, nonché alle attività di cui all'articolo 99 del regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. ed a quelle ad esse complementari, o svolte dagli organismi notificati in relazione a quanto previsto dal decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7.

    PER OGNI INFORMAZIONE SI PUO’ CONTATTARE L’AUTORE AL SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA: gianfrancofortunati@tiscali.it oppure chiamare il 328-7685548

    Gianfranco Fortunati



     

    Hanno collaborato:    

    A.S. TIRO DINAMICO VERSILIA
    Via C. Piaggia 32
    55049 – Viareggio (LU)
    Tel. Segreteria 329 8615150 fax . 0584 943311
    Presidente : Mazzanti Massimo
    Segretario : Marinucci Andrea

    CAMPO DI TIRO
    Via Sarzanese I° tornante Monte Quiesa 55054 – Mssarosa fraz. Quiesa

    CAMPO DI TIRO "LE MACCHIE "
    SS 17 Km 50,250 Loc. Poggio Picenze (AQ)
    info@lemacchie.aq.it
    Tel 333.6516944 - 333.5317596
    0862.717639
    CUNEO COMBAT CLUB
    12018 Roccavione Fraz.Brignola(CN)- Via Brignola, 3
    Tel./Fax 0171/260708
    Presidente: Ciro Zeno
    http://www.cuneocombatclub.it -
    info@cuneocombatclub.it

         

    SPARARE IN CAMPAGNA I

    oppure in giardino



    E' la domanda più comune: " è possibile per chi possiede una licenza di porto d'arma sparare in campagna o nel proprio giardino di casa ? ".

    Rispondere a questa domanda non è cosi semplice come sembra se pur la norma possa apparire chiara (ma solo apparire.....), ci sono facce della stessa, interpretazioni possibili, che possono portare a spiacevoli situazioni il cui costo spesso non vale "la candela".

    Vediamo allora di dare una risposta definitiva o almeno che possa soddisfare coloro che hanno la possibilità di utilizzare un loro appezzamento di terra per allenarsi al tiro anche saltuariamente. Sottolineo "un loro" perchè è consigliabile utilizzare fondi di proprietà piuttosto che avventurarsi in luoghi la cui proprietà altrui o demaniale apre nuovi conflitti che non vogliamo considerare alla stregua del nostro semplice piacere di sparare due colpi in santa pace. Come primo passo daremo uno sguardo alle norme che possono riguardare il tema di questo articolo, partendo dal primo: la licenza di porto (trasporto) d'armi.


    Sono tre le principali licenze che permettono di portare o trasportare armi sul territorio Italiano:
    (1) Licenza di porto d'armi per difesa personale
    (2) Licenza di porto d'armi per uso di caccia
    (3) Licenza di porto d'armi per tiro a volo
    (i rimanenti permessi, come la carta verde o il permesso di trasporto per uso sportivo, non sono vere e proprie licenze art. 3 della legge 25 marzo 1986 n. 85 e permettono il trasporto solo per recarsi a poligoni di tiro e gare programmate impedendo un più ampio utilizzo dello stesso permesso, non permettono quindi ne l'acquisto di armi ne di munizioni ).

    La prima licenza, (art. 42 TULPS) permette il porto delle armi comuni in ogni situazione e il trasporto delle armi sportive, comuni e da caccia anche prese in comodato; con essa è possibile circolare portando in dosso l'arma catalogata comune carica (salvo nei luoghi dove è assolutamente vietato) e pronta all'uso, trasportare armi catalogate diversamente per altri motivi.
    La seconda licenza, per uso di caccia, permette il porto delle sole armi per la caccia proprie o prese in comodato nei territori e nei tempi stabiliti dalle norme Regionali sulla caccia, il porto sui campi di tiro o poligoni e di trasportare tutte le armi detenute o in comodato su tutto il territorio Italiano.
    La terza licenza (per tiro a volo, legge 323/69) permette il porto delle armi detenute o in comodato nei soli luoghi in cui è ammesso (poligoni, campi di tiro a volo e altri campi di tiro abilitati) e il trasporto delle stesse su tutto il territorio Italiano. Un appunto: il porto con questa licenza è possibile sui campi di tiro dove vi è un responsabile (direttore di tiro).

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    Porto o trasporto ?? La differenza tra questi due modi di condurre o portare un arma è ormai conosciuta ma ricordiamone i parametri essenziali: è un PORTO di arma quando l'arma è portata carica pronta all'uso e immediatamente disponibile (quindi non per forza deve essere indossata). E' pronta e disponibile se la teniamo carica nel porta oggetti dell'auto, nella valigetta 24ore che abbiamo sotto braccio o nel marsupio, nello zaino, sotto la sella del motorino. Si parla di TRASPORTO d'arma quando questa viene portata scarica e non di pronto uso; le munizioni saranno separate da essa ed entrambi si troveranno racchiusi in contenitori separati. E' un trasporto quando l'arma e le munizioni sono nel bagagliaio dell'auto in borse separate, quando nello zaino sono in contenitori separati, quando è chiaro l'impossibile rapido uso di essa. L'aggiunta di lucchetti non è d'obbligo ma spesso certifica l'impossibilità di un uso immediato dell'arma.

    Sfatiamo subito alcuni luoghi comuni: innanzi tutto non è assolutamente vero che si deve andare da casa al poligono per la via più breve, questa dicitura era scritta sulle vecchie carte verdi rilasciate dai poligoni, ed è ancora valida per esse e per i permessi di trasporto sportivi, che per altro non sono nemmeno delle vere e proprie licenze, per questo il trasporto delle armi (per le prime tre licenze sopracitate), può essere fatto illimitatamente su tutto il territorio Nazionale purchè si abbia giustificato motivo per movimentare l'arma. Abbiamo già detto in altre pagine che i motivi plausibili sono molti, per esempio andare da un armiere oltre che al poligono, ma anche da un amico per fargli vendere l'arma (lui vorrà vederla prima di acquistarla), per portarla nella casa di campagna, per non lasciarla incustodita in quella di città, ecc.

    L'arma deve essere trasportata separata dalle munizioni, quindi scarica e chiusa in un contenitore o una bisaccia ma non deve per forza essere smontata (cosa impossibile da fare con un revolver o una carabina) e non deve essere per forza chiusa con lucchetti o serrature a combinazione; si possono allora usare quelle valigette morbide appositamente studiate per le armi sia lunghe che corte complete di cerniera o le stesse scatole anche di cartone con cui le armi sono state acquistate, le classiche "ventiquattrore" vanno anche bene e le cartucce possono trovare posto anche in una scatola delle scarpe. La legge sottolinea che l'arma non deve essere di pronto uso perchè si possa presupporre il trasporto. CIRCOLARE 559/C-3159-10100(1) del 17 febbraio 1998).


    Torniamo alla domanda iniziale: è possibile sparare in campagna o nel proprio giardino ??

    Nessuna norma vieta esplicitamente questa possibilità, vi sono però una serie di limitazioni che nell'insieme rendono quasi impossibile sparare senza incappare in una di esse con il rischio grave di perdere più di ciò che si mette in gioco. Innanzi tutto per sparare in un luogo aperto, esso dovrebbe essere inaccessibile a terze persone per evitare chiaramente di ritrovarsi sulla linea di tiro (cosa peggiore) qualche bambino curioso. Sparare in un bosco, in un campo aperto non potrà mai garantire che qualcuno non si affacci a curiosare. Con licenza per tiro a volo la norma non consente di "portare" l'arma fuori dei poligoni, la licenza per caccia permette il porto di armi lunghe solo la dove la caccia è permessa, solo la licenza per difesa personale permette di portare l'arma quasi ovunque (se pur non da diritto a usarla indiscriminatamente), quindi nei periodi di caccia chiusa (per chi ha licenza di caccia) e sempre (per chi ha licenza di tiro a volo), impugnare l'arma fuori dai luoghi indicati dalla normativa (poligoni e campi di tiro), diventa reato. Allora si dovrebbe avere un luogo privato adiacente l'abitazione o in essa (tunnel chiuso) cercado cosi di evitare il reato di porto abusivo d'arma, in quanto è consentito portare l'arma nella propria abitazione e nelle appartenenze di essa... A questo punto diciamo che la campagna, che si trova ad una certa distanza da essa non può essere considerata sua appartenenza, in quanto questa (l'appartenenza) è limitata all'aia o all'uscio, qualora essa si affacci su una via, al garage sottostante o la cantina, il seminterrato, ecc.


    "Il gatto si è morso la coda", siamo cosi nuovamente da capo, sparare in campagna è impossibile, o quasi, perchè se pur riuscissimo a organizzare un campo sotto casa ci sono altri fattori da considerare prima di poter iniziare a praticare il nostro sport. Non ultimo il rumore, non solo non dovrà infastidire i vicini ma non deve assolutamente allarmare chiunque si trovi a passare casualmente li vicino, il rischio di essere denunciati per procurato allarme, in caso di segnalazione pervenuta alle Forze dell'Ordine, è assai elevato; un semplice passante, un raccoglitore di funghi, gli stessi agenti della Guardia Forestale non devono essere allarmati da colpi d'arma a fuoco. Come accennato, si devono prendere tutte le precauzioni possibili perchè il nostro esercizio sportivo non possa procurare danni altrui o pericolo a cose e persone, compresi noi stessi. La norma sulla caccia prevede, per sparare, il rispetto di distanze da abitazioni e strade. Sarebbe quindi vietato sparare in prossimità della nostra abitazione (per fucili a canna liscia la distanza è di 150 mt.) ..... e cosi il gatto si morde ancora una volta la coda.


    Un altro appunto è doveroso la dove se pur venissero prese tutte le precauzioni possibili, un agente troppo solerte possa comunque inoltrare una denuncia contro di noi per aver usato armi a fuoco e a suo giudizio in modo pericoloso o fastidioso, (ripetiamo a suo semplice e ignorante giudizio) con i tempi che corrono, troverebbe sicuramente un Magistrato o lo stesso Prefetto disposto a sequestrarci non solo il porto d'armi ma anche tutte le armi detenute, con aggravio finanziario e perdita di tempo, per non parlare del probabile linciaggio mediatico che si subirebbe.

    Ma allora quale è la soluzione che da assoluta sicurezza ??

    La sicurezza assoluta (non esiste) sarebbe (forse) quella di poter sparare in casa, ad esempio in garage, nel corridoio in cantina, nell'intercapedine dopo essersi accertati di aver reso la "linea di tiro" sicura contro rimbalzi e fuoriuscite di proiettili e insonorizzata contro i rumori molesti o allarmanti. Scavare un tunnel sotterraneo o allestirlo in superficie non è certo il sistema più economico ma sicuramente l'unico che darebbe la maggiore garanzia contro spiacevoli denunce; ma attenzione al piombo, questo inquina, come inquina l'emissione delle armi nell'atmosfera. Allora che fare ?

    Frequentare un poligono abilitato, oppure...

    Fondare una società di tiro e approntare un campo di tiro . . .

    La fortuna potrebbe venire per quegli appassionati che possono ristrutturare la casa di campagna o costruirsi ex-novo la propria (unifamiliare) in cui possono ricavare facilmente uno spazio interrato e fuori dagli sguardi indiscreti, capace di accogliere almeno una linea di tiro di una quindicina di metri. Anche un ampia intercapedine può diventare un tunnel di tiro se pur le strutture interrate rimangono da preferire in quanto già sicure e insonorizzate grazie alla loro particolare ubicazione.

    Vi sono in vendita strutture prefabbricate in cemento, usate per alvei e scarichi di grandi proporzioni, che assemblate possono facilmente comporre un tunnel di tiro.


    SPARARE IN CAMPAGNA II
    UN ANNO DOPO


    Ne avevamo parlato e ne hanno parlato un poco tutti. Non è più un segreto per nessuno, nel 2008 finalmente associarsi in un gruppo sportivo di tiratori e sparare in un campo privato in aperta campagna non è più un utopia ma una realtà alla portata di tutti.

    La falsa dipatita dell'Unione Italiana di Tiro a Segno dovrebbe aver accellerato, in tutti coloro che covavano l'idea di crearsi un club di tiro tutto personale, la presa di contatti con altri amici amanti dello stesso sport per fondare senza indugio una società di tiro e un campo di tiro con annessi e connessi.

    Se pensiamo solo a quanto era utopistico solo 10 o 15 anni or sono arrivare con poche mosse alla realizzazione di tutto ciò, ci fa capire che al di la delle sempre maggiori restrizioni sulle armi che aleggiano anche nel nostro Paese, in verità la raggiunta libertà su questo tema a fatto si che anche nel mondo del tiro, finalmente, il libero commercio abbia permesso il sorgere di società che forniscono a costo concorrenziale un posto dove poter sparare in piena sicurezza senza doversi "svenare" per 100 colpi in calibro nove o quaranta o trentotto....

    Ma quali sono le aspettative dei tiratori che frequentano un campo di tiro o un poligono e quali dovrebbero essere i comportamenti delle società per garantirsi un ricco successo di affiliati ? Certo non possiamo fare questa domanda ad un dirigente dell'UITS, la risposta sarebbe scontata, tantomeno la si può fare a chi, a tutt'oggi non è riuscito nell'intento. Cosi investiamo di questo il fondatore di Tiropratico.com che nei primi anni '80 prese in mano le redini della sez. di Sanremo del TSN e da un deficit di oltre 50 milioni di lire di quei tempi, lascio la sezione nel 1996 con in cassa utili per oltre 20 milioni di lire. Un vero successo dettato da esperienza e volontà di dedicarsi sempre e solo all'interesse del tiratore prima che a quello della società o della "cassa". Ma sentiamo dalle sue parole come dovrebbe essere gestita una società di tiro: D "cosa arricchisce di soci una società di tiro ?" B "il campo di tiro o il poligono può essere il più brutto mai visto, ma se coloro che lo gestiscono sono persone esperte e capaci nel loro campo, se conoscono bene lo sport e ciò che ne fa parte, se sono affabili, gentili, disponibili, se non abbiamo dei "Rambo" come spesso si vedono in alcune società, se sono capaci ti mantenere l'attività nei limiti della piena sicurezza sempre con un sorriso e mai fare i "poliziotti" dal muso duro, i tiratori potrebbero sentirsi parte di essi, non sentirsi, voglio dire, degli intrusi che devono pagare, sparare e togliere il fastidio"

    D "chi sono i Rambo ?" B " in molte sezioni di tiro tra i direttori c'è qualcuno che vuole strafare, credendo che il direttore sia uno status simbol e che a lui tutto possa e debba essere dovuto, che la sua parola sia sacra per poi scoprire che questi elementi di poco conto spesso non sono capaci di sbloccare un arma inceppata; questo non solo li rende ridicoli, in poco tempo diventano gli zimbelli degli altri tiratori, trascinando in questo "gorgo" anche gli altri direttori e l'intera società che permette a questi individui di sminuire la reale responsabilità dei direttori di tiro. Una sola cosa non si potrà mai contestare all'UITS e a i loro vecchi istruttori, il modo in cui insegnarono a noi come a nostra volda dovevamo insegnare ai giovani tiratori e come con estrema semplicità e umiltà, dovevamo affrontare con loro le problematiche del tiro. Un istruttore è un amico, che con il tempo ti fa fare quel benedetto centro e quando lo fai, lui, è più contento di te che lo hai fatto, lo è perchè sa che il suo lavoro è stato perfetto come il tuo tiro."

    D "come si dovrebbe gestire un poligono perchè sia concorrenziale rispetto agli altri ?" B "Innanzi tutto si dovrebbe fare passare il dovere di cassa in secondo piano, spellare i tiratori con tessere dal costo esorbitante non porta alle società il denaro creduto, il denaro entra dalla frequenza del singolo tiratore, meglio una tessera da 10 euro e 1000 giornate di frequesnza che una sola tessera da 1000 euro e poi solo poche giornate trascorse dal tiratore al poligono. Ma anche la spesa giornaliera per l'uso delle linee non dovrebbe mai pesare sulle tasche dei tiratori, per esperienza sappiamo che se un tiratore (facendo un ipotesi) ha 10 euro e le deve spendere per il tiro, se una sessione di tiro gli costa proprio 10 euro verrà una sola volta per poi rimanere diverso tempo latitante. Se il costo della linea invece, è solo di 5 euro, lo stesso tiratore verrà sicuramente molte più volte e a lungo andare avrà spesso più di quello che si aspettava, ma diluito, non pesando sulle sue tasche, si sarà divertito molto di più, probabilmente porterà altri amici e le prove garantiscono un entrata di cassa maggiore nel tempo. Esiste una gestione sezionale che ritengo stupida e da persone che con lo sport non hanno nulla a che vedere, l'idea che si fa sempre più strada e che vede aumentare sensibilmente i prezzi, per far si che a frequentare i poligoni siano solo quelle persone dal tenore di vita sufficientemente elevato da potersi permettere un tale salasso. Un ottimo sistema per eliminare i "poveretti" che con uno stipendio da operaio devono fare i conti non solo con la busta paga.

    D "consigli per le sezioni Italiane ?" B "smettere subito con l'imporre ogni tipo di tesseramento o corso non richiesto e spesso cosi inutile da apparire anche al più distratto tiratore un sopruso duro da mandare giù, ciò mette già di malumore il socio e fa capire a cosa mira la società prima che all'interesse dei tiratori. I corsi dovrebbero essere liberi, preparati su misura dei tiratori e sulle loro richieste. Non si può certo obbligare ad un corso di tiro chi di tiro ne fa già uno sport da decenni, lo si può e lo si deve organizzare per coloro che hanno difficoltà ad apprendere le tecniche più evolute, per quelli che hanno particolari esigenze ma le sezioni devono metterli a disposizione e non imporli. Lo sport del tiro in realtà possiamo dividerlo in due essenziali branche ben distinte: la prima è quella degli amatori (anche l'unione prevede la tessera "amatoriale") che ogni fine settimana scaricano la nevrosi del lavoro sul proprio bersaglio, questo è un aspetto naturale di ogni sport, c'è chi tira un calcio al pallone, chi si butta con il deltaplano e al termine torna a casa soddisfatto e rilassato; la seconda è quella degli sportivi veri e propri che inseguono ogni settimana il punteggio più alto o la somma dei centri più alta. In ogni sezione di tiro esistono da sempre queste due facce dello sportivo, ogni sezione vive grazie a entrambe ma per esperienza posso assicurare che si fa a meno della seconda ma non della prima, i cosidetti "amatori" sono il reale sostegno delle sezioni, sono spesso quelli che affittano armi, cuffie, occhiali, ecc. che spesso tornano a sparare il sabato e poi anche la domenica (solo se i prezzi lo permettono), cosa che non fanno i professionisti (non si forza mai oltre il braccio, il tiro e la precisione ne risente quindi sarebbe inutile). Cosi i tanto osannati tiratori sportivi (i vecchi tiratori con tessera blu) non sono più importanti dei "poveri" tiratori spesso senza arma e senza storia ma che alla sezione portano sempre buon denaro. Prenderli per il "c...ollo" li allontana spesso dai poligoni, se invece nei poligoni trovano divertimento e calore sono proprio loro a far crescere le sezioni di tiro, genitori che portano i loro figli, uomini le loro signore, gli amici e cosi via in una catena importante per la crescita della società di tiro.

    D " le sezioni sono allora tutte cosi ?" B "fortunatamente no, ci sono in Italia moltissime sezioni di tiro, spesso in zone sconosciute, che offrono ad ogni iscritto sostegno da quando inizia a quando finisce la sessione di tiro, i costi contenuti le rendono appetibili per ogni tasca di sportivo, la gentilezza e la simpatia attrae ogni giorno nuovi iscritti ed è questa la vera ricchezza che fa delle società sportive serie, un passaporto di onestà che dovrebbe essere preso ad esempio dalle altre. Spero di evere presto riscontri a queste mie dichiarazioni per poter segnalare quelle società oneste prossimamente su questo sito.

    Lasciamo cosi Bruno sperando di aver lanciato quel benedetto sasso nello stagno che spesso serve a muovere quelle coscienze sopite che credono ancora nei fantasmi del passato. Le società hanno comunque diritto di replica, ognuno verra pubblicato senza indugio dal nostro sito.


    SPARARE IN CAMPAGNA III

    oppure in giardino


    "Ma è possibile per chi possiede una licenza di porto d'arma sparare in campagna o nel proprio giardino di casa ?"
    E' rimasta la domanda più frequente se pur fiumi di parole siano stati spesi per chiarire la situazione legislativa Italiana sull'argomento, situazione confusa come sempre.

    Prima di inoltrarci nei meandri dei problemi che sorgono nell'eventualità di usare armi a fuoco fuori dei poligoni abilitati, vogliamo consigliare a tutti coloro che avrebbero piacere e possibilità di sparare in "campagna", di prendere in considerazione la fondazione di una società di tiro, la quale avrebbe sicuramente meno problemi a trovare i permessi per utilizzare un campo aperto quale poligono di tiro sportivo che quelli di un singolo privato cittadino che voglia sparare in un proprio appezzamento di terra.


    Facciamo un passo in dietro doveroso:
    sono tre le principali licenze che permettono di portare o trasportare armi sul territorio Italiano:
    (1) Licenza di porto d'armi per difesa personale
    (2) Licenza di porto d'armi per uso di caccia
    (3) Licenza di porto d'armi per tiro a volo
    (i rimanenti permessi, come la carta verde o il permesso di trasporto per uso sportivo, non sono vere e proprie licenze art. 3 della legge 25 marzo 1986 n. 85 e permettono il trasporto solo per recarsi a poligoni di tiro e gare programmate impedendo un più ampio utilizzo dello stesso permesso, non permettono quindi ne l'acquisto di armi ne di munizioni o polveri da sparo ).

    La prima licenza, (art. 42 TULPS) permette il porto delle armi comuni in ogni situazione e il trasporto delle armi sportive, comuni e da caccia anche prese in comodato; con essa è possibile circolare portando in dosso l'arma catalogata comune carica (salvo nei luoghi dove è assolutamente vietato) e pronta all'uso, trasportare armi catalogate diversamente per altri motivi. Fate attenzione alla circolare 559/C-3159-10100(1) del 17 febbraio 1998 che sancisce: "I titolari di licenza di porto d'armi di cui all'art. 42 TULPS (porto di arma corta per difesa personale, porto di bastone animato e porto d'armi lunghe da fuoco, ivi comprese quelle a canna rigata) possono:
    1) portare il tipo o i tipi d'armi indicati nell'autorizzazione,
    2) trasportare e acquistare tutte le armi comuni da sparo "
    quindi se pur in possesso del porto d'armi per difesa, si possono unicamente (interpretando la direttiva indicata), trasportare le armi sportive e anche per loro si presuppone si possano imporre le stesse limitazioni di qualsiasi altro tiratore che voglia sparare in campagna. Non faremo quindi distinzioni sulle tre licenze, chiunque ne è in possesso dovrebbe attenersi a quanto di seguito specifichiamo.

    La seconda licenza, per uso venatorio, permette il porto delle sole armi per la caccia di proprietà o prese in comodato nei territori e nei tempi stabiliti dalle norme Regionali sulla caccia, di portare e quindi usare le armi sui campi di tiro o poligoni e di trasportare tutte le armi detenute o in comodato su tutto il territorio Italiano.

    La terza licenza (per tiro a volo, legge 323/69) permette di portare le proprie armi o altre date in comodato nei soli luoghi in cui è ammesso (poligoni, campi di tiro a volo e altri campi di tiro abilitati) e il trasporto delle stesse su tutto il territorio Italiano.

    Un appunto: il porto con queste licenze (tiro a volo e caccia) è possibile sui campi di tiro dove vi è un responsabile (direttore di tiro) non certo in piena campagna, salvo per il porto ad uso venatorio nei periodi di caccia aperta e nei luoghi dove la caccia è permessa con armi per questa adatte (fucili e carabine di calibro consentito all'uso venatorio).


    Porto o trasporto ?? La differenza tra questi due modi di condurre o portare un arma è ormai conosciuta ma ricordiamone i parametri essenziali: è un PORTO di arma quando l'arma è portata carica pronta all'uso e immediatamente disponibile (quindi non per forza deve essere indossata). E' pronta e disponibile se la teniamo carica nel porta oggetti dell'auto, nella valigetta 24ore che abbiamo sotto braccio o nel marsupio, nello zaino, sotto la sella del motorino. Si parla di TRASPORTO d'arma quando questa viene trasportata scarica e non di pronto uso; le munizioni saranno separate da essa ed entrambe si troveranno racchiuse in contenitori separati. E' un trasporto quando l'arma e le munizioni sono nel bagagliaio dell'auto in borse separate, quando nello zaino sono in contenitori separati, quando è chiaro l'impossibile rapido uso di essa anche solo scarica ma a minaccia verso terzi. L'aggiunta di lucchetti non è d'obbligo ma spesso certifica l'impossibilità di un uso immediato dell'arma, le tipiche valigette per armi vendute in armeria sono sempre corredate di chiusure a combinazione o lucchetti e non certo per impedire il furto, visto che scassinare queste è cosa da bambini, ma per dimostrare l'impossibilità di avere immediato accesso all'arma durante il trasporto.


    Torniamo alla domanda iniziale: è possibile sparare in campagna o nel proprio giardino ??

    Abbiamo già detto che nessuna norma vieta esplicitamente questa possibilità, salvo il divieto di sparare in luogo pubblico o nella pubblica via, in prossimità di case, chiese e ogni luogo in cui ci sia la presenza di persone (non pubblico consapevole dell'azione di tiro che si effettua come nei poligoni di tiro) al lavoro o in festa, riunite o di passaggio.

    Per sparare in un luogo aperto, questo dovrebbe essere inaccessibile a terze persone per evitare chiaramente di ritrovarsi sulla linea di tiro (cosa imperdonabile ) qualche bambino curioso. Sparare in un bosco, in un campo aperto non potrà mai garantire che qualcuno non attraversi la linea di tiro, altri cacciatori, persone a funghi e cittadini a passeggio all'aria aperta possono diventare bersagli inaspettati. Troppo spesso le zone di tiro improvvisate non sono cintate in modo sicuro, cosi queste sono le meno adatte allo scopo. Una cinzione dovrebbe essere invalicabile, e con "invalicabile" vogliamo proprio dire che deve essere insuperabile da chiunque voglia anche volontariamente superarla. Difficile cosa, lo sappiamo, ma questa sarebbe la sola soluzione di tutto.

    Comunque le licenze citate non consentono il "PORTO", cioè l'uso delle armi fuori dei poligoni sempre eccettuata la licenza di caccia e solo con armi da caccia, nei periodi di caccia. Cosi con questa, per pochi mesi ogni anno, possiamo fare del tiro al bersaglio in posti tranquilli, in zone in cui la caccia è permessa ed è quello che molti tiratori fanno ormai da sempre, (quelli in possesso di licenza di caccia naturalmente), fingendo di cacciare sparano ai bersagli che si portano nello zaino.


    Ma per coloro che hanno solo la licenza per tiro a volo ? E nei mesi di caccia chiusa ? La legge permette il PORTO dell'arma senza licenze nella propria abitazione e nelle appartenenze di essa, (l'uscio, l'aia, il tetto, la cantina e il garage collegato ad essa sono le sole appartenenze di una casa), non lo sono le campagne che distano già poche decine di metri, figurarsi se andiamo a centinaia. Già..., dato che è vietato sparare in prossimità di abitazioni... dovremo sicuramente allontanarci dall'abitazione e quindi dalle appartenenze di essa.


    Quindi, o spariamo in cantina o in garage, oppure possiamo appendere la pistola al chiodo. Attenzione però agli spari (rumore), che potrebbero attirare l'attenzione di un Agente troppo solerte, pronto a denunciarci per spari pericolosi o almeno un procurato allarme, con i tempi che corrono un sequestro preventivo delle armi non mancherebbe di certo e i vicini non sono di meno, c'è sempre un vicino poco incline a sopportare che qualcuno abbia un arma in casa, figurarsi se questo si mette a sparare ....

    Soluzione ? Si dovrebbe sparare in un luogo di nostra proprietà cintato a tal punto da impedire l'accesso anche alle forze dell'ordine o alla cavalleria in assetto di battaglia, senza nostro permesso naturalmente, si dovrebbe stare distante da case e strade ma sopratutto da occhi indiscreti, al centro di una valle circondata da alte rocce, dentro a un canyon, la classica cava scavata nella roccia o nella terra. Dove nessuno ci può vedere impugnare armi, dove per arrivare chiunque eccetto noi, dovra chiedere permesso altrimenti resterà fuori senza possibilità di accesso. Ma palizzate e semplici recinzioni, anche se alte due metri, non bastano, queste devono essere assolutamente invalicabili: guardate le recinzioni poste intorno alle vecchie polveriere militari, oppure quelle cinzioni Americane, di rete e filo spinato a sommità inclinata, ottime e difficili da scavalcare. Cartelli di delimitazione della proprietà e avvertenze di "cani feroci" possono essere molto utili. Ricordate che se non vi vedono sparare, potreste sempre dire che usavate mortaretti per divertimento inoltre vi sono alcune situazioni in cui Agenti di PG in servizio e non possono accedere a proprietà private senza permesso, l'uso di armi da parte del proprietario è uno dei casi in cui gli Agenti possono "buttarvi giù" la porta di casa. Quindi recintate bene e tenete i cani slegati, questi sono l'unico deterrente possibile, difficilmente qualcuno sparerebbe a cani in una proprietà cintata solo per eseguire un controllo.


    Non è facile trovare altre soluzioni che non implichino un minimo di pericolo di denuncia, specialmente se avete dei vicini che non amano gli spari e le armi come abbiamo già detto. La principale salvezza consiste nel non farsi vedere e sentire.

    Ma non tutti vivono in campagna o hanno un garage sotterraneo personale lungo almeno 15 metri. Cosi torniamo da capo e scopriamo che sparare in campagna senza pericolo di denuncia è quasi impossibile: si può essere denunciati per avere allarmato i passanti, spaventato bambini, arrecato pericolo per l'incolumità pubblica, esercitato l'attività venatoria senza permesso anche se cosi non è, denunce di questo tipo sono all'ordine del giorno, poi i tiratori improvvisati devono ricorrere ... e sapete bene cosa vuol dire.

    Non vi è soluzione, solo se non vi vedono e vi raggiungono e quindi non possono prendervi in flagranza, potete stare tranquilli, altrimenti se vi sorprendono a sparare, un cavillo qualsiasi possono sempre trovarlo, poi (come già detto), a voi tocca fare ricorso, ma con la lentezza odierna, rischiate di perdere licenze e armi per molti mesi.

    Se pur le leggi siano ambigue e molti esperti (Avvocati e Giudici) confermino la mera possibilità di sparare in luoghi diversi dai poligoni di tiro, la realtà dimostra che tutti quelli sorpresi a sparare in campagna, hanno sempre subito gravi ritorsioni da parte delle Autorità, perchè chi usa disinvoltamente le armi anche solo per sport, è sempre malvisto, (un po' anche a causa degli avvenimenti criminosi che accadono ogni giorno) e perseguito in ogni modo pur di bloccarne l'attività sul nascere. Del resto se tutti sparassimo disinvoltamente in campagna potrebbe veramente prospettarsi il "far west" con gente che spara ai barattoli in ogni spiazzo.

    Il consiglio rimane quello di formare un gruppo di tiratori e associarvi per poi percorrere l'iter burocratico seguito da ogni nuova società di tiro che esegue gli allenamenti presso un proprio campo di tiro abilitato, può sembrare cosa peggiore ma in realtà richiede solo pazienza e un poco di tempo e in fondo è preferibile sparare con gli amici che completamente soli, un gruppo oltre che a essere politicamente e finanziariamente più forte, determina la creazione di un luogo che con il tempo viene riconosciuto come "campo di tiro", luogo che tutti con il tempo riconoscono come tale e automaticamente la gente sopporta come cosa normale. Con il passare degli anni questi campi sono divenuti moltissimi in tutta Italia (se pensate che solo 10/15 anni or sono questo era impossibile), capirete subito che la soluzione dei vostri problemi è questa.


    2010 Spariamo ancora.

    Sul numero di Gennaio di Atmi E Tiro è apparsa questa risposta:

    Non sono tardate le polemiche e il Giudice di Cassazione doardo Mori, illustre Giurista ed esperto in materia, di cui si occupa ormai da sempre, ha subito chiarito quanto segue: Ho letto su Armi e Tiro i consiglio dato dal loro legale su come si crea un poligono di tiro privato e sono rimasto basito. Mi viene in mente quel romanzo intitolato "Il nemico in casa" ! Ecco le perle (fra paretnesi il mio commento):

    - "È necessario fare una associazione" (È opportuno, ma non necessario; un privato può creare un poligono a fini commerciali);

    - "Se non è aperto solo ai soci si applicano gli art. 68 e 80 del TULPS" (non c'entrano assolutamente nulla; essi regolano gli spettacoli pubblici; il fatto che uno paghi 10 euro per entrare in un poligono per sparare non fa diventare il poligono uno stadio! Solo se si organizzano gare come spettacolo si ricade nell'art. 68).

    - "Il poligono non deve avere contiguità con luoghi pubblici o aperti al pubblico" (vuol dire che non si possono fare poligoni perché ogni poligono, anche se in mezzo al deserto, si trova in mezzo ad un luogo pubblico!)

    - "Interessante la nota del ministero in cui si dice che occorre la licenza del sindaco in base all'art. 57 TULPS" (L'art. 57 riguarda solo lo sparo in luoghi abitati o lungo la pubblica via, ove ovviamente nessuno farà mai un poligono; quindi il sindaco non c'entra).

    - "Si deve ritenere corretta la procedura indicata dagli articoli 19 e 20 della legge 15/2005" (peccato che l'art. 15 non dica nulla di concreto e che l'art, 20 sia stato abrogato) - "Per le corrette determinazione dell'autorità di PS bisogna allegare la pianta delle linee di tiro con le altimetria" (l'autorità di PS non deve determinare proprio nulla e il sindaco deve solo applicare le norme edilizie perche in materia la PS non c'entra; le centrali atomiche sono più pericolose di un poligono, ma non sono soggette ai controlli della PS!), "una perizia sottoscritta da un perito balistico" (io in Italia non conosco più di 5 periti in grado di fare una perizia del genere; bel colpo  quello di far buttare soldi per pagare uno che sa smontare un fucile!). "Il sindaco dovrà individuare sia il responsabile del campo, che le figure dei direttori di tiro, indicando quali sono le loro funzioni e le qualifiche che essi debbono possedere per esercitare tale attività"  (ma chi mai ha stabilito che ci voglia un direttore di tiro? È una attività privata lecita, come coltivare le patate e ognuno si assume la responsabilità di ciò che fa; se si fanno sparare persone prive di porto d'armi può essere consigliabile che vi sia una persona abile al maneggio delle armi che le controlli. Forse che in un poligono del TSN il direttore di tiro ha speciali capacità o attestati? No, ha solo l'abilità al maneggio alle armi e ciò che ha imparato di testa sua; e al poligono privato uno ci va proprio per non avere alle spalle un incompetente che gli dà consigli!).

    - "Ci vuole il registro di PS per registrare i visitatori" (è opportuno averlo, ma non è previsto dalla legge) e "per lo scarico delle munizioni? (ma quando mai? dove è scritto questo obbligo?; Cassazione e Ministero sono d'accordo sul fatto che il consumo di munizioni non va mai denunziato!).

    Non mi pare che si renda un gran servizio agli appassionati di armi nell'inventarsi obblighi che fino ad ora neppure il Ministero ha potuto sostenere. Ci ha provaot, ma poi, anche di fronter a sentenze peanli e dei TAR ha dovuto riconoscere che la legge regola solo i poligoni del TSN.

    Noi ci fermiamo qui, queste pagine dovrebbero aver chiarito a tutti come comportarsi.