Farsi un poligono sotto casa
di: Spadi Bruno
NORMATIVA
artt. 19 e 20 (abbrogato) della Legge 11 febbraio 2005, n. 15. Gazzetta Ufficiale n. 42 del 21 febbraio 2005 .
art. 57 del T.U.L.P.S. -
art. 16 del Regolamento del T.U.L.P.S.
Farsi
un poligono privato non è semplice certo, oggi però per le società di tiro sportivo ma anche per un privato che possiede spazio a sufficienza è divenuto possibile. Individuato un luogo adatto, si può esercitare l'attività di tiro con la sola comunicazione al Sindaco dell'inizio di attività sportiva di tiro, (il privato nemmeno quella). Chi possiede uno spazio sufficientemente
ampio all'aperto vicino a casa, un giardino, un appezzameto di terra oppure può sfruttare
i sotterranei della propria casa, può realizzare il proprio poligono privato
garantendo naturalmente, l'incolumità non solo delle persone che possano
trovarsi all'esterno, ma anche per quelle in visita all'interno e se stesso: (si intende naturalemnte figli, amici e altre persone che possono accedere alla struttura durante l'uso).
Nessuna legge, norma o circolare proibisce la costruzione di un poligono
privato fatte salve le norme urbanistiche sulle costruzioni e quelle sulla
sicurezza di queste ultime, l'inquinamento anche acustico e derivante dai residui di piombo e dai gas di sparo, (se in luogo in cui possono arrecare danno a terzi), ecc.. Sembra stupido eppure molti sono stati denunciati non per aver sparato in un proprio poligono ma per aver inquinato oppure provocato fastidio ai vicini, per non parlare del tiro in campagna aperta dove si può essere denunciati per il solo fatto che si arreca danno alla natura (piante) o si spaventa la fauna. Su questo sorvoliamo ma si potrebbe scrivere un libro.
Molte sono le differenze che contraddistinguono i poligoni pubblici, per intenderci, quelli del Tiro A Segno Nazionale, essenzialmente
diciamo le due principali:
1) a cielo aperto
2) chiusi (tunnel)
essi sono regolati dalle norme emanate e tutt'ora in vigore che nulla hanno a che fare con gli altri impianti di tiro, di qualsiasi natura essi siano.
Cercheremo
quindi di seguito di far conoscere quali sono le principali caratteristiche
costruttive per la realizzazione di un buon poligono funzionale, sia realizzato
all'aperto che al chiuso. Naturalmente parleremo di strutture prettamente
ad uso personale o privato, il proprietario provvederà a costruire il poligono
nelle appartenenze della propria "abitazione", superando così
il problema dell'uso e trasporto delle armi che non verrà trattato in queste
pagine. Per le Società sportive la semplice preparazione di una cava dismessa basta allo scopo, mentre per le sezioni di TSN il poligono deve sottoporsi
a ben altri controlli indicati nella direttiva dell' UITS (www.uits.it), cioè una perizia da parte di un apposita commissione dell'UITS e spesso anche del Banco di Prova di Gardone VT e quindi un collaudo del Genio Militare (Direzione Artiglieria). Le società private di tiro devono comunque avere l'accortezza, visti i recenti fatti, di regolarizzare tutte le questioni burocratiche con il comune di appartenenza, per quanto riguarda l'eventuale movimento terra, posa in opera di fabbricati anche solo momentanei, scarichi, taglio verde pubblico e permessi vari, sempre per scritto. Ultimamente molte società si sono viste chiudere le aree di tiro per la mancanza di documenti, quindi meglio sempre avere tutto ben scritto nero su bianco.
Ma perchè allora un poligono privato sembra dover essere un complicato aggravio di precauzioni a cui attenersi ? Semplicemente perchè si dovranno evitare in assoluto, denunce da parte di vicini o passanti allarmati da spari o altro, essendo il poligono sotto la responsabilità di una persona fisica ben definita e non di una società, questa rischia maggiormente sulla sua pelle eventuali interventi delle autorità spinte da terzi ad un controllo. Oggi il rischio è sempre quello di perdere, anche se momentaneamente, ogni licenza in materia d'armi e il sequestro di armi e immobili o comunque di dover sborsare molti denari per rendere ragione del proprio operato.
Per
chi vuole correre subito alla costruzione può visitare i seguenti siti:
La MIKRA e
la E.T.E.M. sono societa’ specializzate da anni nella progettazione e costruzione
di poligoni in galleria. "In tutti questi
anni, il continuo dialogo con clienti quali Polizia, Carabinieri, Guardia
di Finanza, militari, privati, ha portato a soluzioni innovative confluite
nel brevetto di un sistema di fermaproiettili rivoluzionario : il Fermapalle
Mod. MK192."

Poligoni di tiro della
MIKRA in conteiner trasportabili
"Un
Poligono di Tiro MIKRA e’ il risultato di approfondite ricerche nel settore
e del continuo dialogo con il personale operativo più a rischio, (dichiara la Mikra), per cercare di
capire quali siano le reali esigenze. A tale proposito, all'interno di dette
strutture, vi sono molteplici sistemi di controllo e rilevamento per avere
la situazione sempre sotto controllo e quindi intervenire immediatamente,
per eliminare eventuali anomalie che potrebbero mettere in pericolo gli
operatori addetti. Tutti i componenti installati nell'area di esercitazioni
di tiro sono tali da assorbire i colpi accidentalmente sparati, senza creare
rimbalzi anomali verso i tiratori e comunque a trattenere o deviare la pallottola
verso la zona fermapalle sita all'estremità opposta della galleria
di tiro e dei tiratori. Gli acciai balistici applicati alle pareti e soffitto
hanno resistenza non inferiore ai 360HB, affinchè non siano penetrati
da pallottole che con lo sfondamento creerebbero danni agli equipaggiamenti
ed impianti. I
poligoni progettati e realizzati secondo la Direttiva Tecnica- P1 hanno
un elevato coefficiente di sicurezza. "
La Mikra costruisce poligoni anche in prefabbricato
"MODULRANGE
POLIGONO PREFRABBRICATO IN ACCIAIO AD ANELLI ACCOPPIABILI
Modulrange e’ un poligono prefabbricato in acciaio ad anelli modulari per
tiro fino a 100 metri, con pari se non maggiori sicurezze balistiche e di
insonorizzazione dei poligoni tradizionali e idoneo a soddisfare ogni esigenza
di addestramento al tiro delle Forze Armate. Permette un addestramento intensivo
con armi da fuoco portatili, in condizioni di assoluta sicurezza sia sotto
il profilo BALISTICO che AMBIENTALE. Il controllo e l’abbattimento dei gas
nocivi avviene mediante l’impianto di controllo del tasso di concentrazione
di monossido di carbonio nell’area di tiro, l’impianto di ventilazione realizzato
secondo le Direttive Tecniche ISPEGENIO con una velocita’ dell’aria da 0,3
a 0,6 m/sec e mediante l’impianto di depurazione aria corredato di sensori
di segnalazione intasamento filtri collegati alla consolle, che garantisce
la fuoriuscita di aria non inquinata secondo le norme vigenti. Il rumore
all’esterno del poligono contenuto nei limiti di legge, e’ garantito dall’insonorizzazione
degli anelli modulari, mentre il contenimento dell’inquinamento acustico
nell’area istruttori, tiratori e box direttore, e’ assicurato dall’utilizzo
di idoneo materiali ad alto potere di abbattimento ed assorbimento."
La più recente espressione della maturità
tecnica di queste ditte nel settore degli equipaggiamenti e delle apparecchiature
specialistiche per l’addestramento al tiro, è costituita da un sistema a
sagoma mobile con controllo rapido dell’esito di tiro, venduto anch'esso
in kit con istruzioni di montaggio o con fornitura e posa.
foto tratte dal sito della Mikra
"Ferma-Proiettili
In passato, il fermapalle veniva costruito in acciaio balistico di spessore
non inferiore ai 10mm. e durezza superiore ai 400HB che con adeguate inclinazioni
all'angolo di tiro, era atto a deviare e convogliare le palle in appositi
contenitori posti alla base. Tale sistema pero’, comportava il rischio ed
il problema della sublimazione del piombo all'impatto sulle lamiere, provocando
l'inquinamento dell'ambiente interno ed esterno. Ciò risultava altamente
nocivo per il personale preposto a lavorare per lunghi periodi in detti
locali, con casi verificati di saturnismo, o piombemia (avvelenamento del
sangue). Per porre fine a tutti questi inconvenienti, si e’ pensato allora
di condurre uno studio approfondito per riuscire a recuperare le pallottole
senza alcuna deformazione, integre così come escono dalle canne,
in modo tale da garantire sia la salute del personale preposto al poligono
di tiro, sia l’ambiente interno e circostante.
Nasce cosi’ FERMAPARAPROIETTILI ad abbattimento, brevetto depositato.
FERMAPARAPROIETTILI
AD ABBATTIMENTO MK192 UNITA’ MODULARE PER GALLERIE O POLIGONI DI TIRO
Il
FERMAPALLE MK192 e’ un’unita’ modulare paraproiettili ad abbattimento per
gallerie o poligoni di tiro, costituita da una struttura parallelepipeda
di larghezza sufficiente a coprire la zona terminale della galleria di tiro
e alla cui sommità è previsto un gruppo motorizzato di supporto
e di movimentazione degli elementi di abbattimento (strisce). Le strisce
verticali sono poste di piatto rispetto a chi spara e appese alle vie di
corsa correnti su un piano orizzontale; seguono un percorso alterno su una
pluralita’ di file parallele, in un senso o nell’altro a seconda del senso
di rotazione dato dal gruppo motorizzato di movimentazione. 
Costituite da una mescola di gomma, para e PVC coperte da segreto industriale,
hanno una durezza superiore o almeno uguale agli 80 Shore. Dette strisce
verticali sono di sezione trasversale leggermente curva, ad arco di corona
circolare e sono poste a ridosso una sull’altra in modo da costituire una
pluralita’ di elementi accostati. Di fronte al tiratore si presentano cosi’
una pluralita’ di spigoli, determinati dall’angolo con cui e’ tagliato l’arco
di corona circolare che li costituisce, atta a ricevere, smorzare e deviare
le pallottole che la colpiscono. Dopo aver attraversato un determinato numero
di file ( variabile a seconda dei casi specifici e dei poligoni di tiro
) i proiettili, privati della loro energia cinetica possono essere recuperati
immediatamente, integri o quasi, così come escono dalle armi da cui
vengono sparati, SENZA INQUINARE L’AMBIENTE ED EVITANDO COSI’ LA FORMAZIONE
DI POLVERE DI PIOMBO. I proiettili vengono recuperati integri per abbattimento
in un vano posto a terra sotto le strisce verticali a rotazione continua
affinché l’usura dei materiali sia totale e uniforme. Una manutenzione
periodica permette di valutare lo stato di usura delle strisce di abbattimento
ed eventualmente sostituire le più danneggiate. Il fermapalle MK
192 puo’ essere allocato in spazi estremamente ridotti ed essere ampliato
a secondo del tipo di munizionamento riuscendo ad arrestare proiettili sino
a 4200 Joule.
Fermapalle
Tradizionale Metallico
 
Puo’essere
“a scivolo“ e “a persiana”.
Questi tipi di parapalle, sono sostanzialmente costituiti da piani inclinati,
realizzati con pannelli intercambiabili di acciaio balistico, sorretti da
un’apposita struttura. Tutte le pallottole incidenti su detti piani, qualunque
sia il loro angolo di impatto, dopo essersi deformate e/o frantumate, sono
convogliate verso la parte posteriore del parapalle. Rispetto altri parapalle,
questo tipo risulta molto piu’ costoso e richiede un’area parapalle notevolmente
piu’ ampia in quanto, oltre ad essere piu’ ingombrante occorre prevedere
anche uno spazio per l’ispezione della sua parte posteriore. Per contro,
e’ senz’altro piu’ duraturo e richiede interventi meno frequenti per la
manutenzione. Pertanto, la sua installazione e’ da prevedere nei poligoni
di maggiore potenzialita’, dove viene svolta una maggiore e piu’ intensa
attivita’ addestrativa (circa 600 colpi/giorno per ogni linea).
Munizionamento ed armi impiegabili: con
energie sino a 80 Kgm , nei poligoni da 25m ; con energie da 80 a 130 Kgm,
nei poligoni di lunghezza uguale o maggiore di 50m.
Fermapalle con setti abbattitori di energia
Il
fermapalle con setti abbattitori e’ costituito da una parete di idoneo materiale
che, anteposta ad un parapalle tradizionale, consente di abbattere le energie
dei proiettili. In questo modo, e’ possibile valutare l’opportunita’ di
eliminare il sistema filtraggio. Tuttavia, poiche’ la necessita’ del sistema
di filtraggio non dipende solamente dall’inquinamento prodotto dall’impatto
dei proiettili sul parapalle, ma anche dai colpi che impattano sugli elementi
rigidi presenti nella galleria, dalla accensione della carica di lancio,
dalla frequenza dei tiri, dalle caratteristiche dell’impianto di ventilazione
etc., la sua necessita’ andra’ verificata caso per caso. In pratica, il
setto abbattitore deve consentire un abbattimento d’energia tale da eliminare
la deformazione delle pallottole e conseguentemente la formazione di polveri
da piombo.
Fermapalle
ad assorbimento : PARABULLET AD ASSORBIMENTO X-Y
Questo
tipo di parapalle consente di assorbire totalmente l’energia delle pallottole.
Si basa sul principio che se le pallottole dopo l’impatto con il parapallle
non sono deformate, non si possono formare polveri
di piombo e, pertanto, e’ anche assicurata la sicurezza ambientale. Un apposito
contenitore in acciaio balistico, racchiude un volume di materiale di assorbimento
adatto a frenare ed arrestare proiettili sino a 4200 Joule. Il piombo delle
palle, viene recuperato sostituendo il solo contenitore di assortimento
a saturazione avvenuta. Le palle si arrestano nel materiale di assorbimento
attraversando il foro di un tromboncino applicato sulla parete anteriore
in acciaio blindato e con interposta una camera d’aria e una parete antirimbalzo.
Il contenitore di assorbimento è movimentato su due assi selezionando
la modalita’ (Manuale, Semiautomatico, Automatico) in modo tale che la massa
venga riempita uniformemente, senza concentrare i tiri in un unico posto. (dal
sito della MIKRA)

Bersagli
La
sagoma mobile a soffitto del sistema SM 50 consiste in un’apparecchiatura,
che si sposta per tutta la lunghezza della galleria di tiro su di una monorotaia
rigida ancorata alle schermature di sicurezza od al soffitto della galleria
di tiro. Il movimento è velocissimo e consente un addestramento al tiro
con notevole risparmio dei tempi morti: dalla piazzola di tiro in posizione frontale, il bersaglio raggiunge la distanza prescelta, si arresta per il
tempo programmato o voluto e ritorna per il controllo dei colpi e per la
sostituzione del bersaglio. La sagoma mobile può essere comandata in manuale
dal quadro comando tiratori oppure in automatico, semiautomatico e manuale
tramite la consolle comando dell’istruttore o direttore di tiro. E garantita
per resistere ad eventuali colpi vaganti di armi portatili sino al calibro
9 Parabellum ed al 44 Magnum, con l’esclusione dei tiri con palle perforanti.
Gli altri elementi del sistema, che ne costituiscono poi la configurazione
minima per una sola galleria di tiro, tutti blindati, sono la monorotaia
rigida (la monorotaia base è lunga 10 m, ed è estensibile fino a 50 m con
multipli di 5 metri), le apparecchiature elettromagnetiche di traino ed
il carrello di traslazione corredato di supporto-bersaglio e fine-corsa.
Ogni
sistema è progettato in varie tipologie, per tutte le armi, con varie combinazioni
(sagome mobili, rotanti, ribaltabili, pivotanti, combat), da una sola linea
di tiro fino a numeri molto elevati, senza nessun limite di sorta, per rispondere
ad ogni possibile esigenza dei clienti.
Per
ulteriori informazioni: Mikra srl - Via Camillo Riccio 64 - 10135 Torino
E.T.E.M. - via XXV Aprile,
7 - 27010 Valle Salimbene (Pavia)
Torniamo al
nostro poligono privato:
Per avere un idea di come "arredare" il nostro poligono possiamo tenere conto anche delle
" DIRETTIVE TECNICHE PER POLIGONI DI TIRO IN GALLERIA E A CIELO APERTO"
D.T- P1 e P2 dello Stato Maggiore dell'Esercito Ispettorato dell'Arma del
Genio (Uff. Infrastrutture) edita nel 1988 e nel 1993 unica reperibile a tutt'oggi i
cui stralci più salienti appariranno in queste pagine, questa direttiva
ci da un idea essenziale della forma delle linee di tiro e di come proteggere
noi stessi e gli altri da proiettili vaganti, se pur nate per il tiro a segno, è un ottimo spunto che però nella pratica nulla ha a che fare con i campi di tiro e il tiro che vi si compie.

Copia della Direttiva
del Genio è scaricabile in formato .pdf da questo sito cliccando sulle figure
sopra.
Partiamo dal disegno base del primo poligono, interrato: quello che possiamo costruire sotto casa o scavando
una trincea nella campagna adiacente. E' un disegno di base da cui estrapoleremo
in seguito tutti i dati e i dettagli utili per comprendere come deve essere
concepita per un ottimo utilizzo la "linea di tiro" e il poligono
in sé.

 |
La pianta
schematica di questo tunnel indica la disposizione base dei muri di
contenimento, delle quinte e del parapalle, il tunnel interrato in realtà
non ha bisogno dei muri in cemento armato per protezione al parapalle
ma questo potrebbe essere costituito da sabbia adagiata direttamente
contro la terra in fondo alla linea di tiro; il poligono avrebbe in
questo caso solo 5 pareti in cemento (compreso il tetto) anzichè 6. |
Osservando il disegno possiamo vedere che
la linea di tiro può essere suddivisa in tre parti principali: la zona riservata
al tiratore, la linea di tiro o corridoio di tiro e la zona bersagli con
il parapalle. Il Genio Militare suddivide il poligono in 5 settori che sono:
1) area di parcheggio esterna alla costruzione, 2) edificio
servizi dove trovano posto armerie, uffici, servizi igienici, sale
di ritrovo, 3) sezione di tiro, con area tiratori, box di tiro
e di controllo, 4) galleria di tiro che comprende le linee e i
bersagli 5) area parapalle con il parapalle stesso ma si tratta di poligoni pubblici mentre il nostro sarà strettamente privato ad uso e consumo del solo proprietario.
Partiamo subito
dall'entrata, cioè l'accesso al poligono di tiro. Questo non deve dare direttamente
alla linea di tiro ma deve essere protetto in modo che chiunque entrando
in qualsiasi momento non possa essere colpito da proiettili diretti o di
rimbalzo esplosi da un tiratore già presente in linea. Sarà quindi opportuno
frapporre una paratia parapalle tra la porta d'ingresso e la zona di tiro
anche, di cristallo antiproiettile. Più sicura sarà una porta ad apertura
elettrica azionabile dalla postazione di tiro, il tiratore in linea sarà
costretto ad interrompere il tiro per aprire la porta cessando così ogni
possibile pericolo. (l'eventuale visitatore dovrà attendere l'apertura
della porta per avere accesso all'interno, questa comunque è una protezione facoltativa).
Il G.M. (Genio Militare) divide i poligoni in 3 Categorie che sono:
1a Cat. per armi con Energia Cinetica non superiore a 80
Kgm.
2a Cat. per armi con E. C. non superiore a 130 Kgm.
3a Cat. per armi con E. C. superiore a 130 Kgm
Puntualizziamo ancora una volta che le Direttive del G.M.
riguardano poligoni di uso pubblico o militare (quelli del TSN)
e che quindi possono essere solo tenute in considerazione quelle norme che
riguardano la sicurezza delle zone di tiro e dei parapalle, il resto poco
può influenzare la costruzione di un poligono privato non soggetto a collaudo.
Cerchiamo sempre di avere una adeguata sicurezza interna, questo non solo
per la nostra salute ma anche per chi sarà con noi durante le sessioni
di tiro, magari figli o nipoti, il fatto che il poligono sia nostro e privato non ci salva in caso di incidente.
Ritornando al nostro poligono, le pareti
possono essere costruite in blocchetti autoportanti di cemento o cemento armato molto
compatto se fuori terra, il soffitto sarà in cemento vibrato, possibilmente portante se il poligono è interrato, per ricoprirlo
poi di terra e vegetazione, il pavimento dalle spalle del tiratore fino
a 5 mt. oltre la linea di tiro dovranno essere rivestite/i di materiale
balistico assorbente che eviterà rimbalzi accidentali nella zona tiratori,
la classica gomma balistica applicata con colle e al di sotto tavole di
legno da 25 mm. di spessore sono sufficienti ad arrestare qualsiasi proietto
d'arma corta e molti di fucile e comunque tutti i rimbalzi almeno con un
angolo di incidenza di 150°/160°. E' possibile però anche predisporre
il solo calpestio nella zona tiratori in legno morbido, ricoprendo il pavimento
con tavoloni spessi, lasciando tutta la zona oltre il bancone in sabbia
fine, come una spiaggia dove ogni proiettile può affondare e arrestarsi senza rimbalzo.

Qui a fianco si nota un tipo di accesso
ad una linea di tiro sotteranea con paratie di protezione, queste possono
essere in cemento rivestito o legno con anima in acciaio balistico.
La porta blu da accesso alle linee da
qui aggirando il separè si giunge al tavolo punto di origine del tiro,
subito sopra abbiamo le prime quinte di protezione in legno. |
Pavimento
in gomma per poligoni di tiro.
"Quadrotte"
(piastrelle) calandrate e stampate composte da una mescola omogenea di gomma
naturale e sintetica, cariche minerali, vulcanizzanti, stabilizzanti,
pigmenti coloranti, retro liscio smerigliato o a peduncoli, per la
protezione e sicurezza dei locali adibiti a poligono di tiro.
Questo
pavimento ha superato il test di determinazione del comportamento di rimbalzo
di colpi da arma da fuoco presso l’ ente "Banco Nazionale di Prova
per le Armi da Fuoco Portatili e per le munizioni commerciali"
di Gardone Val Trompia (BS) – Italia.
Dati
tecnici.
| Superficie |
In
rilievo( BB h 0.6mm. - Ø 26mm.) o liscia |
| Rovescio |
smerigliato
per il fixing adesivo o a peduncoli per la posa libera |
| Peso |
20
mm. 25 kg / m² - 30 mm. 36 kg. / m² |
| Durezza |
80±5
Shore A -DIN 53505 |
| Resistenza
al fuoco |
classe
1 |
| Resistenza
all' abrasione |
<190-
DIN 53516 |
| Improntabilità |
mm
0.200-DIN 51955 |
| Stabilità
al colore |
5-7-DIN
53389 |
| Conducibilità
elettrica |
1010 Ohm -DIN 53596 |
| Carica
elettrostatica da calpestio |
Kv<2
antistatico DIN 54345 |
| Effetto
bruciatura da sigaretta |
nessuna
bruciatura DIN 51961 |
| Resistenza
agli agenti chimici |
resiste
ai prodotti usati per la pulizia DIN 51958 |
| Esente
da amianto e formaldeide |
|
Certo
l'uso di questo materiale è costoso ma spesso è meglio usarlo
al posto di altro, la sabbia tende a fare polvere, che in una galleria non
è sempre gradita, il legno si frantuma con produzone di schegge deve
essere sostituito, il cemento vibrato e il metallo disintegrano il piombo che emana polveri e vapori poco salubri.
Anche il tavolino o banco di tiro sarà in
legno, l'altezza da terra varierà dai 700 mm. ai 1050 mm., la larghezza
tra 300 mm. e 500 mm. occupando parte della linea lascerà comunque uno spazio
laterale libero per poter eseguire il tiro da sdraiati o l'estrazione rapida.
(Il tiro da sdraiati può essere fatto anche sdraiandosi sul tavolino ma
questo dovrà allora essere di larghezza più confortevole).
Interessante per chi ricarica e sperimenta è l'adozione di un particolare pilastro in cemento che verrà ricoperto
in legno o gomma balistica su cui sarà affogata una morsa particolare, utile
per la prova di precisione di armi o canne, questa senza occupare poi troppo
spazio, potrebbe essere parte del citato tavolino.
Le luci in questa zona sono molto importanti
ed importante il modo in cui saranno poste in essere. Le sorgenti si troveranno
tutte dietro il tiratore, ma se dirette su di lui sarà difficile per lui
inquadrare bene il mirino che brillerà a causa della troppa luce. Le luci
saranno quindi dirette verso il soffitto (dipinto in bianco), la luce diffusa
così creata dovrà apparire anche di intensità minore a quella che
illumina i bersagli, questi dovranno apparire più in luce di tutto il resto,
risaltando dal fondale. Provvedete a riparare le luci e le tubazioni elettriche
da possibili perforazioni, ricavate delle nicchie durante la costruzione
in cui inserire i fari.
Altro impianto importante, specilmente
per la vostra salute, è quello dell'aspirazione dei fumi di sparo, aspirati
direttamente sopra l'arma saranno espulsi all'esterno attraverso una semplice
ventola sufficientemente capace (Ricordiamo che i fumi cosi creati dovranno
essere ripuliti da scorie e vapori di piombo e polveri varie), se il parapalle
è metallico si dovranno aspirare anche le polveri che si svilupperanno
per impatto dei proiettili su di esso. L'aria dovrebbe circolare dalle spalle
del tiratore verso i bersagli, sarà allora possibile aspirare l'aria sopra i bersagli lasciando che essa entri pulita attraverso una grata posta dietro il tiratore.
 
Linee di tiro viste
in sezione GM
Le norme richiedono quindi la protezione
dei tiratori, del pubblico e di terze persone nei poligoni pubblici di TSN ma è buona norma farlo anche in questi casi per evitare di rispondere di grave negligenza. (cose e persone devono essere protette sempre all'esterno
del poligono, contro la fuga di proiettili ma anche il loro rimbalzo
tra le pareti interne.)

La
direttiva del G.M. prevede per quelle zone di tiro in cui si esercitano
più tiratori contemporaneamente, di inserire dei "séparé" tra
gli stessi composti da: partendo dal tiratore e andando verso il tiratore
successivo, foglio di alluminio traforato da 1 mm., masonite o similare
10 mm., truciolato da 20 mm., lamiera in acciaio da 5 mm., truciolato da
20 mm., masonite o similare 10 mm., foglio di alluminio traforato da 1 mm.
Il pannello sarà sospeso al soffitto restando così flottante con la possibilità
di essere spostato lateralmente. Quanto stiamo presentando può non
interessare il singolo tiratore che si vuole costruire la propria linea
privata, ma questo non preclude che a leggere queste pagine non possano
esserci gruppi di tiratori intenzionati a proteggersi reciprocamente con separè.

(Secondo le norme sui poligoni di TSN): La zona che si trova tra il tiratore e i
bersagli, (linea o corridoio di tiro), potrà essere rivestita in tavole
da 25-40 mm. oppure lasciata grezza (in cemento a vista se questo è liscio
e compatto), in quanto ogni eventuale rimbalzo avrà sempre come direzione
quella dei bersagli. Di norma (G.M.) le gallerie saranno larghe come misura
minima: 6 mt. se lunghi fino a 10 mt. dalla linea di tiro, 10 mt. se lunghi
fino a 18 mt. dalla linea di tiro, 12 mt. se lunghi fino a 21 mt. dalla
linea di tiro; oltre queste misure la linea dovrebbe aprirsi ad una larghezza
maggiore, cioè partendo dal punto del tiratore la linea va ad essere sempre
più larga verso i bersagli come in un cono. In alto sul soffitto saranno
poste alcune "quinte", traverse in legno e metallo che serviranno
per lo più a proteggere le luci poste sul soffitto, l'inclinazione dovrà
essere sufficiente a indirizzare un proiettile che le colpisce, sempre verso
il basso e verso i bersagli, calcolando l'origine del tiro non solo dal
punto del tavolo ma anche da terra si deve prevedere un inclinazione di
30° per tavole in abete da 40 mm. o diaframmi in acciaio da 6 mm. Per evitare
che parti di proietto possano colpire le lampade d'illuminazione dopo un
rimbalzo accidentale sul terreno, può essere utilizzata della sabbia fine
che verrà posta per uno spessore di almeno 50 mm. e ricoprirà il pavimento
dai 5 mt. dopo il tiratore fino ai bersagli. (La sabbia però ha la caratteristica
di fare polvere se colpita e diminuire la visibilità interna del poligono,
la gomma balistica è sicuramente la soluzione migliore anche se più cara) e comunque per inclinazioni molto basse, il rimbalzo è sempre prevedibile, quindi le lampade poste a soffitto devono essere protette da proiettili provenienti dal basso. In un poligono privato la rottura di una lampada o di un tubo elettrico, se l'impianto è ben protetto, comporta l'intervento del salvavita, ma è sempre meglio prevedere e riparare prima una lampada che spendere denaro e tempo dopo.

Le immagini sono visibili
anche nelle direttive tecniche da scaricare da questo sito.
L'intensità luminosa quì, lungo la linea (corridoio) non è importante,
anzi molti preferiscono il buio per esaltare la luce sui bersagli, consiglio
di fornire l'impianto di interruttori che possano comandare ogni singola
lampada per regolare la luce al meglio secondo le proprie esigenze dovute
anche alla capacità visiva personale.
Applicare dei regolatori di intensità luminosa sarebbe un'ulteriore miglioramento
tecnico.

In
questo disegno potete vedere il tavolo nella zona di tiro, sopra di esso,
subito avanti, la prima luce al neon riparata da tavole e acciaio,
poi dopo poco un'altro illuminatore sempre protetto, al centro della linea
il terzo illuminatore e prima dei bersagli l'ultimo sempre protetti.
Le distanze di tiro, cioè le distanze tra
tiratore e bersaglio sono: per armi corte e per il tiro rapido, da 7 mt.
a 15 mt., per il tiro a segno classico, 25 mt., per il tiro di precisione,
50 mt. Per armi lunghe e per tiro a segno 50 mt. (cal. 22), 100 mt., 300
mt. per grosso calibro. (Per le armi ad aria compressa la distanza è sempre
10 mt. sia che siano lunghe o corte - regole UITS). La distanza si misura dal bordo esterno
del tavolino, al centro del bersaglio la cui misura da terra è tra
155 e 160 cm.
Passiamo ora la zona parapalle, questa richiede
un occhio di riguardo in più: esistono diversi tipi di parapalle e li abbiamo
visti all'inizio di questo articolo, ora ne esaminiamo altri sottolineando
che tutti troveranno posto in una zona delimitata al fondo della linea di
tiro di forma quadrangolare leggermente più larga della linea stessa, protetta
verso il fondo da due muri in cemento armato distanti tra loro almeno 400
mm. il primo di 100 mm. di spessore sulla cui facciata anteriore (quella
verso il tiratore) verranno poste tavole in legno da 250-400 mm. fino a
ricoprirlo completamente e il secondo di 150/200 mm.

Il primo parapalle che presento è costituito
da tronchi in legno di diametro medio tra i 100 mm. e i 200 mm. lunghi almeno
300 mm. impilati perpendicolarmente alla linea di tiro, in modo da dare
la faccia più tonda e liscia verso il tiratore e coprire l'intero muro di
protezione. Con il tempo colpiti dai proiettili verranno sostituiti quei
tronchi che non garantiranno più la protezione sufficiente ne la sicurezza
della linea semplicemente sfilando i vecchi e reintroducendone dei nuovi.
Questo parapalle è consigliato dal Genio Militare sez. Poligoni e dall'UITS.
Questo sistema è costoso ma sporca poco e occupa pochissimo spazio pur garantendo
perfetta ritenuta contro i proiettili.

Il secondo più semplice, richiede semplicemente
di disporre un cumolo di sabbia fine contro il muro di protezione dietro
i bersagli. Era il vecchio sistema parapalle utilizzato fino a pochi anni
fa nei poligoni di TSN. Questo sistema è poco costoso, facile da predisporre
ma occupa molto spazio e la sabbia produce polvere se non preventivamente
inumidita, richiede di essere spesso setacciata e risistemata, permette
facilmente però il recupero del piombo sparato (setacciando la sabbia con
un retino si recuperano i proiettili sparati che possono essere rifusi e
rigenerati superando cosi anche le problematiche dello smaltimento del piombo).

Terzo tipo, quello metallico a piastre inclinate.
Il G.M. individua vari sistemi detti "a scivolo",
"a persiana", "a chiocciola",
o con "setti abbattitori di energia". Anche se
più costoso come allestimento questi parapalle richiedono meno impegno di
gestione e il piombo che viene ad accumularsi alla base di esso è immediatamente
riutilizzabile, previa rifusione, senza bisogno di essere ripulito da scorie
di sabbia o legno oppure smaltito (così andrebbe fatto) attraverso ditte
specializzate per lo smaltimento di prodotti inquinanti. Questo parapalle
produce polvere di piombo, quindi l'aria in zona deve essere aspirata e purificata.
In seguito vedremo come realizzare questo
tipo di protezione.


Parapalle a scivolo o persiana. Distribuito
dalla Ballistic Steel (Germania)
In Francia alcuni parapalle sono realizzati
con cumuli di vecchi copertoni. Questi spesso perchè di mescola dura
o perchè vecchi e con le tele metalliche scoperte, permettono ai proiettili
di rimbalzare verso il tiratore che si vede letteralmente arrivare addosso
il proietto appena sparato che non è pericoloso ma se preso in testa garantisco
che non è affatto piacevole, così come usare vecchie traversine da ferrovia;
quelle puzzolenti traversine in legno che oltre ad emanare un odore sgradevole
per un tunnel chiuso, sono così dure che alcuni proiettili è proprio come
spararli contro un muro, con il risultato di riaverli indietro.........
Per ovviare però a questi inconvenienti è possibile appendere subito dietro
i bersagli e prima dell'impianto parapalle dei pesanti tendoni, come quelli
all'entrata dei cinema, che perforati in un senso rendono però impossibile
al proiettile che rimbalza di riperforarli di ritroso e quindi tornare all'origine
del tiro.
Voglio accennare ad un ultimo sistema parapalle,
quello realizzato dalla ditta FRASA srl (VIA DELL'UMANESIMO 306/308 - 00144
Roma - tel-06.5921537), un parapalle a terrapieno, in cui al posto della sabbia viene
usata una mescola granulare elastometrica di granuli irregolari che sono
stati provati balisticamente. La penetrazione in questa massa da parte di
un proiettile militare varia da 60 a 90 cm. massimo. Il piombo, per il suo
peso, con il tempo si deposita sul fondo della zona parapalle dove può
essere recuperato perfettamente pulito.
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Questo parapalle invece,
è costituito da diecine di trefoli (corde) in acciaio appese in verticale
e sorrette da un telaio in metallo, esposte in più strati queste permettono
l'arresto di tutte le palle con energia cinetica anche elevata. La sostituzione
delle funi usurate è semplicissima e richiede pochi minuti. Distribuito
dalla IVA (Germania)
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Riassumendo abbiamo: parapalle con tronchi
in legno, parapalle in sabbia, parapalle in metallo, parapalle ad assorbimento,
parapalle con copertoni e tende di protezione, parapalle con traversine
e tendoni o con gomma balistica. Di seguito illustriamo in dettaglio i disegni
forniti dal Genio. La scelta sufficientemente ampia permette di adattare
alle esigenze di spazio e spesa il vostro parapalle.

25 |
Il
parapalle della figura 25 e 24 viene solitamente usato nelle linee
ad aria compressa. Una lastra in piombo è posta sul muro, i
pallini vi si imperniano contribuendo a inspessire la lastra che diviene
via, via sempre più resistente ma pesante. La durata è
quasi infinita per questo tipo di armi.
La
figura 26 presenta un parapalle particolare, usato nelle linee a 50
mt. ( cal. .22) il sistema di chiusura e cambio bersagli evita che
venga colpito il personale per errore. Quando viene il momento di
sostituire il bersaglio, l'operatore per poterlo fare deve movimentare
la sagoma che è imperniata a uno sportello a ghigliottina che
chiude la cornice del bersaglio impedendo la penetrazione di proiettili
sparati per errore, la pensilina si riapre solo quando il portabersaglio
torna nella posizione originaria.
http://www.earmi.it/balistica/default.htm tutte le direttive sono un interessante spunto per il privato e essenziale guida
per chi deve progettare e costruire un poligono per pubblico utilizzo
del TSN, a questo aggiungiamo di considerare il parere espresso dall'Arma
del Genio e l'ufficio poligoni dell'UITS prima di iniziare la costruzione
o richiedere il collaudo (solo poligoni dell'UITS). Spesso sono stati rifiutati benestare di
agibilità per semplici inezzie, come teste di chiodi sporgenti, assi
non in linea, angolazioni troppo accentuate di traverse o terrapieni.
Durante i lavori un preventivo o parere di un addetto (esperto del
Genio o del BPN) costa molto meno che rifare parte del lavoro già messo in opera.
Per
i campi di tiro le associazioni possono coinvolgere il Comando dei
Carabinieri, la Prefettura e la Polizia Provinciale per non avere
sorprese a lavori terminati. In questo caso i permessi vengono concessi
dal Sindaco del comune di appartenenza per la movimentazione di terra e eventualmente per la posa in opera di un prefabbricato da usare come ufficio o sezione della società.
In
Basso, fig.29, un parapalle a chiocciola, i proiettili vengono indirizzati
all'interno di trombe in metallo al cui culmine vi è una chiocciola
in acciaio in cui il proietto finisce ruotando vorticosamente per
perdere energia e finire in un contenitore da cui sarà recuperato
in seguito. I costi di queste strutture rimangono certamente troppo elevati per un semplice privato, la scelta cadrà semplicemente su quelli a sabbia o legno dal costo limitato. |
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Illuminazione: ancora alcuni consigli.
Per illuminare i bersagli basta un semplice
faro alogeno da 150/300 W. posto dietro all'ultima quinta a circa 5 mt.
dal bersaglio e diretto su di esso in modo che lo illumini senza ombre.
Più bersagli più fari sempre ben protetti contro rimbalzi accidentali. Nella
Direttiva D.T. - P1 a pag.67 trovate le modalità costruttive di un diaframma
con faro di illuminazione.
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Ecco la linea
di tiro presso un poligono posto sotto una abitazione in città
lungo 25 mt. circa l'illuminazione si trova protetta dietro le quinte
poste a 5 mt. di distanza tra loro.
La quinta di colore azzurro protegge le
lampade da colpi accidentali verso l'alto |
Bersagli.
I
bersagli possono essere appesi come panni al sole, un cavo in acciaio di
piccole dimensioni attraversa la linea in prossimità del parapalle non produce problemi al tiro,
quì vanno appesi i bersagli con
le mollette, quelle con cui nostra moglie stende i panni, due sopra e altre
due, appesantite con un po' di piombo, sotto per tenere teso il bersaglio.
Se poi siete più esperti una carrucola al soffitto può far correre i bersagli
avanti e indietro, come nei film ma ricordate di proteggere tutto contro
accidentali colpi che potrebbero poi rimbalzarvi contro.
Se colpite il cavo, se non è troppo teso, tenderà a flettere e il proiettile
continuerà la sua corsa lasciando integro il cavo stesso, ma se troppo teso
si spezzerà; se colpite una molletta....bé il costo di questa non pregiudica
nulla.
Fatte
salve leggi, norme e direttive varie, l'importante nella costruzione di
un poligono è che non possano verificarsi incidenti da attribuirsi ad accidentali
rimbalzi o per l'esposizione prolungata a polveri di piombo o esalazioni
di fumi tossici, per l'esposizione a rumore elevato e naturalmente per il
maneggio incauto di un'arma da parte di persone non abilitate. Anche se
il poligono privato non soggiace a tutte le normative che sono state emesse negli anni per i poligoni di TSN, queste restano le
essenziali caratteristiche per garantirsi sicurezza e divertimento. L'obbligo
delle cuffie e degli occhiali protettivi, l'utilizzo di panelli insonorizzanti
e fonoassorbenti, di paratie a prova di "cannone", di entrate
a prova di stupido hanno sempre tenuto distanti incidenti e problemi, seppur
l'accesso al poligono privato è permesso solo al legittimo proprietario,
figli e mogli, amici curiosi sono sempre in agguato.
Ecco
qui sotto però come l'esercito ha risolto il problema dell'addestramento
del personale.
   
La Direttiva tecnica per i poligoni è a
disposizione presso lo Stato Maggiore dell'Esercito, nella fattispecie per
l'Italia Nord Occidentale presso il Comando Regione Militare NordOvest,
Comando Genio RMNO di Torino - E.I. Palazzo dei Comandi Militari di C.so
Matteotti, 18, oppure sul sito di Edoardo
Mori, o in queste pagine. Il collaudo per i poligoni di Tiro A Segno
Nazionale è demandato al Banco Nazionale di Prova di Gardone Val
Trompia.
Ricordate anche che per
la Legge chi impugna un'arma fuori della propria abitazione può essere accusato
di porto o uso abusivo d'arma da fuoco. La classica licenza di porto d'armi per tiro a volo o per caccia, permette il trasporto sul territorio Italiano di armi per giustificato motivo ma non permette il porto (cioè impugnare l'arma carica per sparare) senza la presenza di un direttore di tiro responsabile.
POLIGONI
A CIELO APERTO
Per
quanto riguarda la costruzione o per meglio dire la trasformazione di un
luogo all'aperto in poligono di tiro i problemi si moltiplicano a dismisura.
Il principale è il poter garantire che non possano verificarsi fuoriuscite
di proiettili vaganti dalla zona di tiro. Questo si ottiene solo con il
posizionamento delle già citate "quinte" frapposte tra il tiratore
e i bersagli.
Dalla
piazzola di tiro, guardando verso il cielo, da qualsiasi angolazione e punto
basso o alto che sia, il cielo stesso non si deve vedere. In pratica se un'arma
cadesse lasciando partire un colpo verso l'esterno, il proiettile non deve
trovare una strada libera che lo lasci fuoriuscire dalla zona di tiro. La
zona di tiro è considerata tutta la parte che si trova a vista davanti al
tiratore e se è a vista è anche percorribile da un proiettile sparato volontariamente
o involontariamente, nella costruzione di una linea all'aperto non stancatevi
mai di traguardare da tutti i punti e le angolazioni, sdraiandovi fino al
suolo per vedere eventuali traiettorie pericolose. Ricordiamo che i proiettili
possono rimbalzare, quindi toglieremo dal suolo tutte le pietre o gli oggetti
duri e dove possibile ricopriremo di sabbia fine il suolo e di tavole in
legno gli ostacoli verticali: (comunque i proiettili sparati con grande
angolo rimbalzano anche sull'acqua). La zona quindi dovrà essere cintata
e tabellata con cartelli di pericolo in modo che nessuno possa entrare senza
essere al corrente del pericolo che potrebbe correre. Dietro i bersagli
naturalmente avremo una collina e un terrapieno di sabbia fine per l'arresto
dei proiettili esplosi. Tutta la zona di tiro sarebbe più prudente si trovasse
in un avvallamento al di sotto della linea del terreno circostante questo
ridurrebbe l'acustica verso l'esterno spingendo il suono verso l'alto. Non
dimenticate dietro i tiratori, anche in questa direzione possono sfuggire
dei proiettili. L'uso attuale è di predisporre campi di tiro in ex
cave abbandonate, in questo modo le linee di tiro si trovano spesso al di
sotto del piano del terreno o racchiure in scavi a ferro di cavallo, ottimi
luoghi, che contribuiscono a trattenere suoni e proiettili vaganti e di
rimbalzo.

Se
possibile, erigere dei muri in cemento o blocchetti di cemento autoportanti
a chiusura perimetrale della zona di tiro, in questo caso il parapalle può
essere fatto nello stesso sistema di quelli per tunnel di tiro chiusi così
come le protezioni laterali all'area di tiro. Il poligono sopra disegnato
riproduce molti di quelli del TSN in funzione ancor oggi.

La
direttiva tecnica indica misure minime per la sistemazione dei parapalle
nei campi di tiro aperti dell'Unione.
I
campi completamente aperti come quello nel disegno possono essere contestati
per la scarsa sicurezza che offrono contro la possibilità di lasciarsi sfuggire
proiettili vaganti specialmente verso l'alto, se poi nel campo si utilizzano
armi lunghe rigate, la cui gittata va ben oltre la cinta perimetrale, la
frapposizione delle quinte è di vitale importanza per evitare spiacevoli
incidenti. Ricordare che esistono distanze da rispettare tra zona di tiro
e abitazioni circostanti è superfluo ma ricordate che il rumore prodotto
non deve superare i 65db misurati ad un metro dal confine o dalla cinta
del poligono per impianti in prossimità di zone urbane. Ricordiamo inoltre che per i privati vi è sempre lo spettro del vicino che sporge denuncia per spari molesti se non pericolosi anche se poi in realtà sono totalmente sicuri, con grave danno al tiratore o al padrone di casa. E' allora nostro miglior consiglio invitare chiunque voglia costruirsi un poligono strettamente privato, a farlo utilizzando un sistema chiuso anche interrato, esente da rumore esterno e fuori dalla vista di chiunque.


disegni di L.Golino ed E.Mori

Alcune immagini di poligoni o campi di tiro
In ultimo, ogni gruppo di tiratori che voglia sfruttare un campo di tiro, dovrà procurarsi almeno i permessi riguardanti le opere minime per la realizzazione, evitando di eseguirle senza avere l'autorizzazione scritta (evitare autorizzazioni verbali), sia per il movimento della terra, sia per la posa di toelette, prefabbricati, impianti vari.
Comunicate sempre l'inizio di attività sportiva di tiro al Sindaco, ma prima cercate di coinvolgere anche personale degli uffici amministrativi della locale Questura, Commissarito, Regione Carabinieri, Forestale, ecc. Non lasciate mai nulla al caso, il nemico delle armi e dei tiratori è sempre in agguato.
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