POLIGONI E CAMPI DI TIRO

Breve vademecum sul da farsi.

Gen. 2026

Scegliere, preparare, aprire e gestire un poligono o un campo di tiro

  • Prefazione dell'autore

    Prima di pensare alla reale possibilità di costruirsi un poligono, leggete attentamente quanto riportato in questa pagina.
    Prima di impegnarvi in un opera che non sarà mai poco dispendiosa e comunque sempre estremamente impegnativa (non solo fisicamente o finanziariamente) ma anche nel rischio di vedersi vanificare un intero lavoro di mesi proprio quando si è giunti alla conclusione, assicuratevi che essa possa essere portata a termine soddisfacendo le esigenze di intierezza che le Autorità pubbliche di volta in volta potrebbero richiedere. Non sempre avere grandi spazi o grandi fondi è sufficiente per mettere su un opera di questo genere nel labirinto burocratico Italiano. Anche l'operazione che non richieda costruzioni particolari può trasformarsi in un incubo e in ogni caso il fattore burocratico ha un peso non indifferente sul lavoro da svolgersi.

    Il nostro Paese è all'ultimo posto per la sua burocrazia farraginosa e complicata ma anche troppo lenta. A ciò aggiungiamo che in ogni Provincia Italiana il Prefetto, il Questore e il Comandante della Stazione Carabinieri, nonchè Guardie Forestali, ARPAL, ASL e mille altre aziende pubbliche, hanno pieno potere e spesso interpretano le Leggi a modo loro imponendole sul territorio di loro competenza senza che organi superiori possano o meglio, vogliano fare nulla per rimediare. Limitare il possesso e l'uso delle armi è un ordine impartito che pregna ogni amministrazione dello Stato. Costruire un poligono aspettando tutti i documenti necessari può, troppo spesso, portare ad attese estenuanti solo per posare la prima pietra. Le armi non sono nelle priorità delle Amministrazioni pubbliche comprese quelle sportive, per coloro che si accingono a un tale sforzo, questo sarà il muro più alto da superare in confronto a chi desidera aprire un campo da tennis, una piscina, un campo di calcio. Ricordate sempre che possedere e usare armi non è un diritto ma una concessione fatta dallo Stato in deroga al divieto assoluto di possederle e usarle, sulla base di questo pensiero ormai radicato, sappiate che anche usare le proprie armi in una proprietà privata, benchè recintata, benchè distante da altre proprietà, può configurare per le autorità uno qualsiasi dei reati a loro scelta, elencati nel TULPS. Spetta poi all'accusato, reo di aver usato un arma, difendersi di fronte a un Giudice che, anche se gli darà ragione, non lo ripagherà dei danni che subirà, primo dei quali il sequestro di tutte le armi, il ritiro di tutte le licenze e il rischio di vedersi negare ogni ulteriore rinnovo dei successivi porti d'arma. Anche se sembra assurdo, questa è la situazione attuale nel nostro Paese. (vedi: Armi e Tiro )

     

  • Cosa dice il Web

    DOMANDA: "Possiedo un terreno di mia proprietà dove non abito ma mi reco spesso per coltivare qualche ortaggio, vi è anche una casa sempre mia completa di tutti i confort. Al limitare di questo appezzamento vi è un bosco, in parte di mia proprietà. Vorrei utilizzare lo spazio in esso per sparare qualche colpo anche in periodo di caccia chiusa. Ma se arrivano le guardie? Non vi è una vera e propria recinzione ma il terreno e la proprietà è delimitata da cartelli. Un rio divide i miei terreni dalla riserva di caccia. Starei comunque e chiaramente eseguendo del tiro a segno o delle prove di tiro. Cosa Rischio ?"

    DAL SITO: WWW.EARMI.IT

    Dall'insieme della legge si comprende che essa (licenza di porto d'armi per tiro a volo o per caccia) consente il porto solo di fucili a canna liscia e il trasporto di ogni altro tipo di armi. Essa autorizza chiaramente il porto di fucile, ma per prudenza consiglio di limitarsi a trasportare il fucile da tiro a volo perché potrebbe essere considerato illegale il fatto di portarlo al di fuori del  campo di tiro. Non è consigliabile fare tiro a volo in aperta campagna.  Il titolare può sparare con il fucile in qualsiasi poligono, anche privato. Non è consigliabile di sparare ai piattelli in zona non attrezzata a campo di tiro per evitare contestazioni venatorie. Chi ha licenza di porto di un dato tipo di arma può sparare con esse all’aperto, dove gli pare. Non vi sono norme che vietino di aprire poligoni privati e si ritiene (è ormai prassi usuale) che in poligoni chiusi o all’aperto possa sparare con pistola anche chi ha solo la licenza per fucile. Uniche norme da osservare per lo sparo con armi lunghe fuori da poligoni sono quelle venatorie (vedi sopra, sub “licenza di caccia”). È vietato sparare all’aperto in luogo abitato; non è vietato sparare in luogo chiuso, se non si inquina o disturba. Con la licenza per il tiro a volo è consigliabile, per  la legge venatoria, non sparare fuori dai campi attrezzati.
    Lo sparo di armi ad aria compressa non è considerato “sparo pericoloso” ma solo “getto pericoloso di cose” se compiuto dove passano persone.

     

    DAL NOSTRO SITO: www.tiropratico.com


    La legge permette, a chi non possiede alcuna licenza di PdA, il porto dell'arma nella propria abitazione e nelle appartenenze di essa, appartenenze che non sono certo il bosco poco distante o le zone coltivate ma solo i pochi metri oltre l'uscio di casa o la cantina se posta nella stessa costruzione unifamiliare. Quindi l'avere un terreno privato non sempre permette di farne un luogo adatto all'uso di armi, si dovrebbe innanzi tutto impedire che terze persone accedano all'area. Per questo è necessario che il luogo sia fisicamente inaccessibile agli estranei, oltre a rispettare le distanze imposte dalle norme sulla caccia, distanze da luoghi abitati e strade ma non solo, il rumore di spari non dovrebbe attirare l'attenzione, allarmare o infastidire qualcuno che, se espone denuncia o avvisa le autorità, potrebbe mettere in moto un sistema mirato al sanzionare pesantemente l'utilizzatore stesso delle armi.

    La zona in oggetto non è sufficientemente protetta e la possibilità che altre persone possano entrare è palese, vista la vicinanza con il bosco e la mancanza di recinzioni. Chiunque possa essere a funghi ad esempio, potrebbe arrivare alla zona di tiro eludendo ogni cartello di preavviso. Un altro divieto ci viene dalla normativa sulla caccia che limita alla misura di una volta e mezzo la gittata massima per le armi a canna rigata e 150 metri per quelle a canna liscia, la distanza da case e strade. Per una pistola che può anche arrivare a gittate di 1500 mt. le distanze da prendere in considerazione diventano veramente molto elevate. In ogni caso, anche se nessuna norma vieta l'uso dell'arma in un terreno di proprietà, l'autorità di controllo può sempre accedere per i controlli del caso, sia in via amministrativa (articolo 41 Tulps), sia per un accertamento di natura penale (articolo 352 c.p.p. la dove si ipotizzi la flagranza del reato, in special modo se richiamata dagli spari o da passanti allarmati). E' quindi difficile mettersi al riparo da una denuncia anche se si è nella propria abitazione, chiusi a chiave. Ripetiamo che: non è vietato portare e usare l'arma nella propria abitazione o nelle appartenenze di essa e nemmeno in un luogo privato, ma ciò che permette o vieta la normativa non va di pari passo con ciò che a discrezione di un Agente di PG possa apparire un reato. Sono molte le Amministrazioni di Polizia o Carabinieri che impongono ai cittadini in possesso di armi di detenerle scariche, smontate e chiuse a chiave, in questi casi si presuppone che il porto dell'arma in casa sia precluso. Alla luce di ciò possiamo esprimere il parere che oggi è possibile sparare in pace solo scavando un profondo buco nel terreno il cui accesso sia sbarrato da pesanti porte, da dove non può uscire alcunchè, dove il tiratore, da solo, usa le armi senza che nessuno ne sappia nulla e possa vedere o sentire che ciò accade.

    A tal proposito citiamo alcune norme: Il R.D. n. 773 del 1931, art. 41, richiamato dall'art. 225 delle norme di coordinamento c.p.p., attribuisce agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria il potere di perquisizione "in qualsiasi locale pubblico o privato o in qualsiasi abitazione" allorchè "abbiano notizia, anche se per indizio, dell'esistenza... di armi, munizioni o materie esplodenti, non denunziate o non consegnate o comunque abusivamente detenute".
    Ciò non conferisce alla polizia giudiziaria un potere senza limiti e, tanto meno, un potere ad libitum dell'agente che procede, bensì il dovere di immediata attivazione in presenza di un determinato presupposto: la notizia, anche se per indizio, dell'esistenza di armi e nel caso di spari l'intervento immediato, ma con le garanzie per la tutela "libertà personale" (art. 14 Cost., comma 2).
    Pur considerando che la tutela accordata alla libertà di domicilio non è assoluta, ma trova dei limiti stabiliti dalla legge ai fini della tutela di preminenti interessi costituzionalmente protetti, come emerge dalle stesse disposizioni dell'art. 14 Cost., e tenendo in conto l'innegabile esigenza di porre gli organi di polizia giudiziaria in grado di provvedere con prontezza ed efficacia in ordine a situazioni (quali la detenzione clandestina o comunque abusiva di armi, munizioni o materie esplodenti) idonee, per loro stessa natura, a esporre a grave pericolo la sicurezza e l'ordine sociale, va evidenziato che la previsione costituzionale, nell'introdurre la riserva di legge per derogare alla regola dell'inviolabilità del domicilio, in stretto collegamento con la libertà personale, impone all'interprete un'interpretazione rigorosa dell'art. 41 R.D. cit., da cui sia bandita qualsiasi libera iniziativa e valutazione discrezionale degli organi di polizia giudiziaria e negata la possibilità che la perquisizione possa essere effettuata sulla base di un mero sospetto (che può trarre origine anche da un semplice personale convincimento), essendo sempre necessaria l'esistenza di un dato oggettivo che costituisca "notizia, anche per indizio", il quale, per sua natura, deve ricollegarsi ad un fatto obbiettivamente certo o a più fatti certi e concordanti tra loro (v. Corte Cost., in particolare le sentenze nn. 173/1974 e 261/83 e l'ordinanza n. 332/2001). Quindi se pur l'agente di PG non possa a sua discrezione entrare in una proprietà privata per propra iniziativa non avallata da tangenti prove, il rumore di spari in zona vietata o a caccia chiusa è sufficiente allo stesso agente per intervenire secondo l'art. 41.

    Quindi per sparare nella propria campagna si deve essere certi di non essere visti ne sentiti durante l'azione sportiva di tiro, oltre a essere irraggiungibili.

     

  • La Legge

    Di seguito riportiamo le principali norme che regolano o possono richiamare norme sui poligoni di tiro.

     

    Art. 57 R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.) - (art. 56 T.U. 1926)

    Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi ARMI da fuoco nè lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa. E' vietato sparare mortaletti e simili apparecchi. La licenza è altresì richiesta per l’apertura o la gestione di campi di tiro o poligoni privati. Il sindaco deve essere, comunque, sentito per gli aspetti di competenza dell’ente locale, quando non è lo stesso a rilasciare la licenza. Nel regolamento sono definite le modalità di attuazione del presente comma e la relativa disciplina transitoria.
    Aggiornamento del D. Lgs. 26 ottobre 2010, n. 204 (G.U. n. 288 del 10 dicembre 2010).

     

    Art. 38 - (art. 37 T.U. 1926)

    Chiunque detiene ARMI, parti di esse, di cui all'articolo 1-bis, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n 527, MUNIZIONI finite o materie esplodenti di qualsiasi genere, deve farne denuncia entro le 72 ore successive alla acquisizione della loro materiale disponibilità, all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, quando questo manchi, al locale comando dell'Arma dei carabinieri, ovvero anche per via telematica alla questura competente per territorio attraverso trasmissione al relativo indirizzo di posta elettronica certificata.aggiornato DL.121/13. Sono esenti dall'obbligo della denuncia:
    a) i corpi armati, le società di tiro a segno e le altre istituzioni autorizzate, per gli oggetti detenuti nei luoghi espressamente destinati allo scopo;
    b) i possessori di raccolte autorizzate di ARMI artistiche, rare o antiche;
    c) le persone che per la loro qualità permanente hanno diritto ad andare armate, limitatamente però al numero ed alla specie delle ARMI loro consentite.
    La denuncia e' altresi' necessaria per i soli caricatori in grado di contenere un numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe e un numero superiore a 15 colpi per le armi corte, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successivemodificazioni . L'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo anche nei casi contemplati dal capoverso precedente, e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico. Chiunque detiene le ARMI di cui al primo comma, senza essere in possesso di alcuna licenza di porto d'ARMI, deve presentare ogni sei anni la certificazione medica di cui all'articolo 35, comma 7. La mancata presentazione del certificato medico autorizza il prefetto a vietare la detenzione delle ARMI denunciate, ai sensi dell'articolo 39. La denuncia di detenzione di cui al primo comma deve essere ripresentata ogni qual volta il possessore trasferisca l'arma in un luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia. Il detentore delle ARMI deve assicurare che il luogo di custodia offra adeguate garanzie di sicurezza.
    Aggiornamento del D. Lgs. 26 ottobre 2010, n. 204 (G.U. n. 288 del 10 dicembre 2010).

     

    Art. 40 - (art. 39 T.U. 1926)

    Il Prefetto può, per ragioni di ordine pubblico, disporre, in qualunque tempo, che le ARMI, le MUNIZIONI e le materie esplodenti, di cui negli articoli precedenti, siano consegnate, per essere custodite in determinati depositi a cura dell'autorità di pubblica sicurezza o dell'autorità militare.

     

    ART. 16 REGIO DECRETO 6 MAGGIO 1940, n. 635 (GU n. 149 del 26/06/1940)

    In tutti i casi in cui la legge prescrive, per l'esercizio di determinate attivita' soggette ad autorizzazioni di polizia, la tenuta di speciali registri, questi devono essere debitamente bollati, a norma di legge, in ogni foglio, numerati e, ad ogni pagina, vidimati dall'autorita' di pubblica sicurezza che attesta del numero delle pagine nell'ultima di esse. I registri devono essere esibiti ad ogni richiesta degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza, i quali appongono la data e la firma ogni qualvolta procedono al loro esame. I registri di cui al primo comma possono essere tenuti con modalita' informatiche. A tal fine con decreto del Ministro dell'Interno, di concerto con il Ministro delle Finanze e con il Ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le modalita' tecniche di tenuta, vidimazione, assolvimento dell'obbligo di bollo ed esibizione dei registri di cui al primo comma, predisposti con mezzi informatici, osservate, in quanto compatibili, le disposizioni vigenti in materia di formazione, archiviazione e trasmissione di documenti con strumenti informatici o telematici. Con lo stesso decreto puo' prevedersi che idonei supporti informatici, con specifici programmi, siano resi disponibili, anche presso rivendite autorizzate, mediante specifiche convenzioni".

     

    557/PAS.5899-10089(13) Roma 19 Aprile 2006

    Oggetto: Associazione Tiro Dinamico Versilia. Apertura di un campo di tiro nel comune di Massarosa, loc. Quieta

    ALLA QUESTURA DI LUCCA

    In relazione alla nota Cat.23/PAS/06, del 6 marzo 2006, si rappresenta che la problematica relativa all'apertura di poligoni privati non è, al momento, disciplinata da alcuna normativa specifica.
    Al riguardo, è parere di quest'Ufficio che la licenza di cui all'art. 57 del T.U.L.P.S. sia attualmente l'unica norma che possa consentire l'apertura e l'esercizio dei predetti impianti sportivi, soprattutto in considerazione del fatto che, come indicato da codesto Ufficio, la struttura in parola sorge in prossimità di strada pubblica.
    Poiché la norma citata indica quale Autorità di P.S. competente al rilascio quella “locale”, che nel caso specifico è il Sindaco, si deve ritenere corretta la procedura indicata dagli artt. 19 e 20 della legge 15/2005.
    Tanto premesso, in considerazione del fatto che l'attività in questione è, per l'anno in corso, già stata avviata, si possono solo esprimere delle considerazioni che potranno essere utili all'atto del rinnovo annuale della licenza stessa.
    In tale circostanza, l'Autorità locale di P.S. dovrà valutare le necessità connesse al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica in ambito provinciale e, quindi, in relazione alla particolare natura dell'attività svolta, apporre le prescrizioni ritenute utili allo scopo.
    Inoltre, ai fini della corretta determinazione da parte dell'Autorità di P.S. si ritiene necessario che all'istanza dell'interessato sia allegata la seguente documentazione:
    • pianta del sito dove dovrà sorgere il poligono, contenente il progetto delle linee di tiro, con l'indicazione delle variazioni altimetriche dell'area;
    • perizia tecnica sottoscritta da un perito balistico iscritto all'albo del Tribunale, con la quale si dichiari la sicurezza dell'impianto in relazione alla tenuta dei “parapalle”, sia frontali che laterali, nonché in caso di accidentale fuoriuscita di proiettili, tenuto conto delle prestazioni balistiche dei calibri per i quali si intende consentire l'uso;
    • regolamento per l'esercizio del poligono. Esso dovrà individuare sia il responsabile del campo, che le figure dei “Direttori di Tiro”, indicando quali sono le loro funzioni e le qualifiche che essi debbono possedere per esercitare tale attività;
    • dichiarazione di impatto ambientale dell'impianto con indicate le attività ordinarie di bonifica del piombo di risulta.
    Qualora non sia stato già fatto all'atto del rilascio della licenza, è opportuno che in fase di rinnovo sia apposta come prescrizione la tenuta sul campo di un “registro delle presenze”, vidimato dall'Autorità Provinciale di P.S. con le modalità previste dall'art. 16 del Regolamento del T.U.L.P.S..
    Questo deve necessariamente essere presente in ogni poligono, sia per consentire ai tiratori lo “scarico” delle munizioni, sia per permettere alle Forze di Polizia un controllo sui frequentatori dell'impianto.
    Quanto sopra, comunque, non esclude la possibilità da parte di codesta Autorità di P.S. di eseguire controlli sull'esercizio del poligono e sulle persone che lo frequentano, al fine di verificare la regolarità dei titoli di trasporto delle armi e di detenzione delle munizioni.

    IL DIRETTORE
    L'Ufficio per L'Amministrazione Generale
    (CAZZELLA)

  • Norme sui poligoni privati

    La norma Italiana in materia di poligoni di TSN non è mai stata aggiornata ed è ferma ancora agli anni d'oro del tiro a segno nazionale, sempre legata a quella del dopoguerra. Le ultime direttive tecniche riportano la data del 2005 ma al loro interno immagini e testi sono esattamente gli stessi delle vecchie direttive. Sembra più un aggiornamento di copertina che altro. Ogni riferimento in essi contenuto è sempre espresso con un solo soggetto: il TSN; in queste direttive tecniche non sono ricomprese le società di tiro private e i loro luoghi di tiro, cioè campi e poligoni privati non soggetti e non affiliati all'UITS o alla FITaV. Ecco che in questa situazione chi lavora nel campo dei poligoni, sa di non poter contare su norme regolarmente scritte nero su bianco, per cui non avendo una strada ben delineata da seguire, dovrà di volta in volta operare con le Autorità del luogo trovandosi sempre più spesso ad affrontare nuove richieste, che spesso poco hanno a che fare con le regole reali ma sono dettate da volontà politiche del singolo Amministratore locale. Nel caso dei poligoni privati gestiti da società (ma sempre private) o semplicemente da privati cittadini, solo l'esperienza fa la differenza. Se volete aprire un campo di tiro quindi, affidatevi solo a persone di comprovata esperienza, eviterete sicuramente lungaggini inutili e ripetute chiusure e riaperture da cui comunque nessuno è immune nel nostro Paese.

  • Supporto Continuo

    In queste pagine voglio spiegare come costruirsi un poligono che abbia almeno i minimi requisiti per essere chiamato "poligono", ciò non toglie che i costi per realizzare queste opere troppo spesso superano la capacità dei portafogli della maggior parte dei tiratori privati e delle associazioni da essi formate. Quello che è espresso qui però da una completa e perfetta idea di come fare; poi stà a chi vuole realizzare qualcosa, seguire per intero o solo in parte il progetto, ciò dettato anche dagli obblighi imposti dall'Autorità locale, dal terreno su cui sorgerà il poligono e dalle dimensioni di esso. Naturalmente le idee sono qui a disposizione e saranno sicuramente utili a tutti coloro che vogliono realizzare qualcosa che abbia valore, che sia sicuro e che possa rendere ciò che vale. Lo scopo è anche poter superare le restrizioni che esistono in questo campo dettate dalla sicurezza pubblica, dal rumore, dall'inquinamento, ecc..

    POLIGONO: come detto, farsi un poligono privato oggi non è certo semplice, si devono ormai seguire regole e norme che spesso hanno poco a che fare con lo sport del tiro, esse coinvolgono innanzi tutto ogni attività di costruzione e installazione di manufatti, anche la più semplice copertura ombreggiante ormai è sottoposta a vincoli e permessi. Movimentare la terra, scavare, spostare, tagliare sembra essere diventato un "affare si stato" dove i Comuni devono avere l'ultima parola anche se il terreno è di un privato. Se poi aggiungiamo che ogni Comune, Provincia o Regione ha i propri vincoli e le proprie norme interne, quanto vado a scrivere diventa quasi inutile, perchè dove questo scritto sia veramente valido nella sua intierezza e difficile da dire, può essere che un campo posto in un dato Comune venga ritenuto a norma, ma lo stesso non lo sia nel Comune limitrofo e, sfortunatamente ormai la situazione si è radicata.
    Seguendo comunque alcune semplici regole e facendo i passi giusti presso le Amministrazioni Pubbliche molte piccole società di tiro sono riuscite nell'intento, peccato che spesso la burocrazia sia sfiancante. In questo caso ci si deve armare di grande pazienza e tempo. Poi i buoni amici nei posti giusti sono sempre una manna dal cielo, specialmente nel nostro Paese. Altresì dopo aver finalmente aperto il vostro campo di tiro o poligono, si dovranno sempre seguire le linee qui dettate, una volta in attività non si è esanti da controlli e chiusure forzate dovute anche a denunce di privati, enti e società che vivono intorno a voi. Attenzione e sicurezza devono essere la parola d'ordine, sempre.

     

  • Testi

    Un vecchio scritto di Gianfranco Fortunati riportava alcune linee guida degli inizi del XXI° secolo, lo ripropongo come paragone di partenza, aggornandolo in questo mio testo: "individuato il luogo adatto, prima di affittarlo o acquistarlo, verificare subito il piano regolatore di zona e la destinazione d'uso del terreno", (ad esempio non si può costruire quasi nulla su terreni agricoli ne' fare attività sportiva); interpellare un buon geometra che si occupi della cosa, magari lo stesso dell'ufficio comunale. Come accennato, il terreno può essere di proprietà della società o di un socio o in affitto conto terzi, certamente deve dare sufficienti garanzie di sicurezza nell'uso di armi a fuoco. Possibilmente che non sia complicato delimitarne l'area, perchè comunque la zona va delimitata interamente, o con una cinta in rete (altezza 1,80mt.) o con nastratura delimitante ben segnalata con appositi cartelli per evitare (in assoluto) intrusioni esterne. Un perito esperto nel settore può essere utile a tale scopo.

    Ora si può iniziare a pensare seriamente alla progettazione e messa in opera di un campo o poligono di tiro. E' di utile, come detto, contattare un perito balistico esperto nel campo, che possa consigliarvi su come dare forma al campo o al poligono, impostare le linee di tiro e apportare le giuste modifiche e protezioni. In ogni caso il perito è d'obbligo, egli dovrà asseverare con propria perizia, la sicurezza dell'impianto presso il tribunale. Quindi tanto vale contattarlo fin dai primi passi. (L'elenco dei periti Italiani è reperibile sempre in questo sito.)
    Anche se si può esercitare l'attività di tiro con la sola comunicazione al Sindaco (inizio di "attività sportiva di tiro", il privato in casa sua nemmeno quella), non crediate che sia semplice come aver scritto questa frase per poter usare un arma a fuoco in un tale ambito; per farlo si devono superare ben altri ostacoli. Chi possiede uno spazio sufficientemente ampio all'aperto può realizzare il proprio poligono privato purchè possa garantire l'incolumità non solo delle persone che eserciteranno lo sport del tiro al suo interno ma anche all'esterno e intorno ad esso (addirittura fuori dai suoi confini), non solo, la sicurezza coinvolge anche i presenti all'interno di esso come pubblico o visitatori: (si intende in questo caso anche i propri figli e parenti, amici e loro figli e altre persone che potrebbero accedere alla struttura durante l'uso).

    Certo, quello che accade all'interno è semplicemente sotto la responsabilità del proprietario, o del responsabile o del Presidente della società di tiro ma, le conseguenze in caso di incidente sono sempre le solite: perdita di ogni licenza, armi e danni da pagare oltre a processi e parcelle per gli avvocati; multe e sanzioni varie. In caso di incidente infatti, lo Stato è coinvolto, quale responsabile dell'incolumità pubblica (che è anche privata) e si sente parte lesa quale concessionario della licenza di porto d'armi con la quale le stesse armi sono state utilizzate in deroga. Lo Stato quindi limiterà comunque ogni attività di tiro che possa coinvolgere una licenza di tiro da lui concessa. (Per assurdo, rischia meno chi licenza non ne ha). Anche il Sindaco potrebbe essere chiamato in causa in caso di incidente dato che è responsabile delle attività che si svolgono sul suo territorio e comunque è ufficiale di PS del il proprio Comune.
    Nessuna legge, norma o circolare proibisce la costruzione di un poligono privato fatte salve le norme urbanistiche sulle costruzioni, quelle sulla sicurezza e l'uso di armi in luoghi abitati e quelle per lo smaltimento dei metalli pesanti come il piombo, ottone e altri manufatti risultanti dallo sparo e dall'impatto del proiettile, il rumore e l'assembramento di persone è poi un ulteriore fattore in causa. Un attenzione va fatta subito al riguardo del terreno sul quale dovrà sorgere l'impianto sportivo, come detto non tutti i terreni possono essere adibiti a tale scopo, ad esempio abbiamo detto che un terreno agricolo non può essere adibito a attività sportiva, quindi non vi può sorgere un campo di tiro se non cambiandone la destinazione d'uso, altrettanto spesso questa cosa non può essere fatta se non spendendo cospique cifre e in tempi spesso molto lunghi. (Prima di spendere qualsiasi cifra, assicuratevi che sul terreno scelto si possa fare attività sportiva di tiro e si possano almeno installare manufatti per tale attività come ad esempio dei prefabbricati). Ma anche per i terreni abilitati ma che sorgono vicino a corsi d'acqua potrebbero sorgere problemi dovuti al probabile inquinamento delle falde e delle acque. Presso i Comuni ci sono appositi uffici preposti a questi controlli, contattateli prima di iniziare qiualsiasi attività.
    E' questo il caso di farsi affiancare da un geometra del Comune che conosca bene la zona e le norme del luogo. Ogni dettato, ogni imposizione, regola, invito, direttiva dovrà essere fatta per scritto: evitate assolutamente di lavorare sulla parola. Le parole valgono come il due di picche nelle carte, iniziare dei lavori solo perchè il tale del tale ufficio ha assicurato che si può fare è spesso un rischio troppo alto da affrontare. In caso di contestazione da parte di un altro Ente, se non si ha in mano la famosa "carta che canta" si finisce per arenarsi e bloccare ogni ulteriore passo avanti.

    Oltre a questo preliminare non da poco, si deve anche avere cura di limitare l'inquinamento acustico e quello derivante dai residui di piombo e dai gas di sparo, come prescrivono le norme in tema di inquinamento. Sembra stupido eppure molti Presidenti di società sono stati denunciati non per aver diretto un proprio poligono a norma ma che ha palesemente inquinato il terreno con bossoli o piombo e addirittura con le gomme d'auto ammassate come parapalle o per altre protezioni non adeguate ritenute inquinanti e (ancora di aver inquinato le falde acquifere con il piombo sparato, oppure di avere provocato fastidioso rumore, disturbo, allarmmato cittadini che spesso hanno la propria abitazione a centinaia di metri dal luogo di sparo e sono solo infastiditi dal rumore, per non parlare del tiro in campagna aperta dove si può essere denunciati per il solo fatto che si arreca danno alla natura (piante) oltre a spaventare la fauna selvatica o limitare la quantità di latte prodotto dagli allevamenti poco distanti dal campo di tiro. Contattate in questi casi anche i Carabinieri della ex Forestale.

    Sorvoliamo su quanto si può raccontare su fatti accaduti a società di tiro negli ultimi anni, ma ne potrei scrivere un intero libro, il solo fatto di sparare all'aperto specialmente in periodo di caccia chiusa (estivo) prevede il reato di "bracconaggio" è quindi necessario che la zona sia ben cintata proprio e anche a tale scopo l'accesso agli animali deve essere impedito. Certo si dovrebbe essere sorpresi con la preda in bocca, ma come spesso avviene qui nel nostro Paese, la denuncia arriva anche la dove la prova di colpevolezza è aleatoria. Quindi, prima di iniziare qualsiasi attività rumorosa di tiro, accertarsi di avere tutte le carte in regola e di essere nei limiti di legge con il rumore prodotto, l'attività svolta, il materiale depositato e utilizzato, i lavori svolti sul terreno, le eventuali costruzzioni fatte o solo posate su di esso. Anche in questo caso avere una perizia asseverata su rumori e inquinamento è d'obbligo.

     

  • Supporto Continuo

    Fissiamo quindi i punti estremamente importanti per non incorrere poi in spiacevoli chiusure o peggio denunce penali. (mi ripeterò speso su queste cose).
    Chi vuole aprire, fondare, costruire un poligono di tiro deve innanzi tutto essere sicuro che il luogo non abbia vincoli particolari che comprometterebbero l'attività di tiro, ciò va fatto con l'aiuto degli uffici del Comune e un buon geometra che conosca bene il proprio lavoro. Ci si deve quindi procurare ogni documento sul terreno in oggetto presso il catasto e il Comune facendo attenzione perchè anche questi uffici spesso non sono così aggiornati come dovrebbero.
    Ci vuole assolutamente una perizia balistica per la sicurezza del sito e una fonometrica. Quest'ultima va fatta montando i sensori a 1 metro dalle finestre dell'abitazione più vicina, (anche se lontana), da eventuali masserie, ovili, stalle, capannoni, ecc. cioè da ogni immobile che possa essere adibito anche in futuro a abitazione o ricovero anche di animali. Il rumore può disturbare animali al pascolo o in stalla, ridurre la produzione di latte (un campo di tiro è stato denunciato per questo motivo), le perizie vanno fatte anche se le abitazioni sono a distanze elevate. Un campo di tiro è stato denunciato dal sindaco del paese che si trovava nella vallata di fronte al campo e oltre il fiume, a circa 7...8 km. in linea d'aria. Il suono di uno sparo percorre grandi spazi, quindi non limitatevi mai a fare perizie per il solo spazio prospiciente il poligono, spesso le vallate incanalano il suono che finisce in posti inimmaginabili con spiacevoli conseguenze. Sull'inquinamento provvedete a fornire il nome della Ditta che procede alla bonifica annuale o semestrale. Producete tutto ciò che garantisca e asseveri la sicurezza dell'impianto. Assicuratevi di averne una copia e di avere la ricevuta di ogni documento presentato.
    Per lo smaltimento dei metalli, come piombo e ottone, rame, zinco, ecc. rivolgetevi a una Ditta specializzata la quale provvede lei stessa a fornire una relazione o certificazione da fornire con tutta la documentazione, comunque assicuratevi di avere, prima di iniziare qualsiasi lavoro, il benestare dell'ufficio tecnico del Comune in forma scritta.
    Non fate mai nulla sulla parola ("il geometra del Comune ha detto di fare..... il dirigente del tale ufficio mi ha assicurato.......), ma siate sempre in possesso di una relazione o benestare scritti. Senza questi principali documenti è praticamente sconsigliato iniziare l'attività preparatoria e tanto meno di tiro e non solo, è sconsigliato muovere anche una sola pietra dal campo. Un esempio chiaro è la sola preparazione di un parapalle formato da cumuli di terra o sabbia. Sia il movimento della terra presente o l'aggiunta di terra o sabbia nuova deve essere avallato dall'ufficio tecnico ed eventuali terre o sabbie aggiunte devono avere le caratteristiche richieste dallo stesso ufficio per la zona in oggetto. Ogni richiesta e ogni certificazione o perizia va sempre e comunque depositata presso il Comune procurandosi la ricevuta di deposito degli atti. Abbiate sempre l'accortezza di farne varie copie e di tenere un registro in cui tutti i documenti siano ben visionabili. Ciò diverrà presto un pesante archivio documentale insieme alla dichiarazione di attività sportiva ma è l'unica cosa che potrà salvarvi dal non riaprire mai più in caso di malaugurata denuncia. (Questo non vi eviterà una chiusura ma serve a garantirvi una riapertura in tempi ragionevoli). Ricordate che i sindaci dei comuni cambiano ogni 4 anni e quello che uno vi concedeva non è detto che verrà concesso per sempre. Le amministrazioni spesso in lotta tra di loro, finiscono per scaricare sulle società esterne le loro frustrazioni. Assicuratevi che le giunte comunali deliberino sempre e avvallino la vostra attività, più persone e politici coinvolgerete meglio è.
    Il tutto però potrebbe non finire qui, ogni costruzione, manufatto, impianto fisso deve essere debitamente accordato con gli uffici del Comune, spesso anticipato da richieste, documenti, perizie, ecc. Ma anche gli impianti mobili come roulotte, camper, conteiner, prefabbricati anche se non di tipo fisso, devono avere la loro concessione prima di essere piazzati su un terreno (benchè privato). Quindi l'aiuto di geometri e commercialisti è quasi d'obbligo, spesso per la sola posa di un piccolo prefabbricato che contenga solo gli utensili d'uso del campo, bersagli, sostegni, attrezzi per la pulizia richiede un progetto, una scia, disegni e domande in carta bollata, nonché il rilascio di permessi. Non stancatevi mai di richiedere, domandare, pretendere concessioni.

  • Poligoni: cosa sono

    Il poligono o il campo di tiro, è un luogo dove si fa attività ludico sportiva di tiro. L'uso (in esso) di armi a fuoco però, ne fa un impianto sportivo atipico. Mentre un capo sportivo o da tennis si possono considerare tali semplicemente quando c'è un piano in terra con reti e servizi, il campo di tiro deve rispettare norme di sicurezza dovute all'attività svolta e agli strumenti usati. Questi, a differenza di altri sport, hanno la capacità di colpire a lunga e lunghissima distanza con effetti catastrofici e quindi indispensabile garantire che lo sport del tiro e quello che ne consegue, rimangano in tutto e per tutto ciroscritto all'interno del perimetro del campo. Sono i responsabili del campo stesso a dover provvedere e garantire la sicurezza di chi si trova nelle adiacenze e in primis il Presidente e il proprietario del campo stesso; essi sono chiamati a vegliare sull'attività. Un campo da cui possono sfuggire proiettili non è un campo sicuro e i responsabili sono chiamati a provvedere, pena gravi conseguenze in caso di incidente ma ancor peggio, il campo verrebbe chiuso nel caso si scoprisse questo difetto. Le armi sportive, se pur non prodotte per uccidere, lo possono fare con estrema facilità anche a grandi distanze. I poligoni e i campi all'aperto hanno la brutta caratteristica proprio dello spazio "aperto", che rende difficoltoso arrestare ogni proiettile vagante sparato per errore o per rimbalzo, eppure si dovranno prendere tutte le misure necessarie a farlo.

    Molte sono le differenze che contraddistinguono i poligoni pubblici dai privati (denominazione non esatta), per intenderci quelli dell'UITS (Unione Italiana Tiro a Segno) vengono definiti pubblici mentre gli altri sono definiti privati, ma che però sono sempre strutture aperte al pubblico e quindi soggette a particolarità, quelle dei club privati ad esempio. Un poligono è privato (come lo intendo) solo se è in casa nostra e solo noi lo possiamo utilizzare. In verità, legalmente, i poligoni sono strutture private aperte al pubblico, gestite in forma di club. Da queste sono escluse le società di TSN che sono enti pubblici. Essenzialmente il fatto che questi (privati aperti al pubblico) non devono essere collaudati da enti appositi, come il Genio Militare, è un fatto positivo, in essi valgono regole diverse, che spesso variano da una provincia ad un'altra a causa della mancanza di una norma specifica, per cui ogni ufficio tecnico, ogni perito, ogni Questura cerca di districarsi a suo modo con proprie idee. Le sole direttive ancora in uso sono sempre quelle del Genio Militare a cui sono soggetti i TSN e ad esse troppo spesso si deve fare fede.

    Ricordiamo che nei poligoni privati non possono essere rilasciate le certificazioni di maneggio armi, esclusività delle società di Tiro A Segno Nazionale; non possono essere vendute armi o munizioni salvo non sia concesso a un armeria di collocare sul posto un proprio punto vendita. (Attività comunque distaccata da quella societaria del poligono).

    Infine: sarebbe opportuno ce la proprietà del terreno o del campo sia disgiunta dalla società che lo gestisce, (per capire): il proprietario del campo, anche se facente parte della socità che lo gestisce, dovrà sempre separare il campo fisico dal suo uso ludico, provvederà ad affittare il terreno o la struttura (se pronta) alla società che la utilizza. E' sempre male che la società sia proprietaria del campo. E' quindi opportuno che ci sia un proprietario del terreno e una società che lo affitta.

     

  • Supporto Sicurezza

    Qui sotto la rappresentazione molto schematicha dei possibili rimbalzi e delle protezioni (quinte) da adottare. Questo tipo di schema (molto semplificato) dovrebbe essere il primo da prendere in considerazione quando si inizia a pensare alla progettazione di un campo di tiro anche all'aperto, avere un idea delle possibili vie di fuga di proiettili e rimbalzi consente di adottare subito quelle opportune precauzioni per la sicurezza di chi è all'interno del poligono ma anche chi è nelle sue adiacenze, in prossimità o in vista del poligono stesso. Ricordiamoci che un campo di tiro non ha barriere verso lo spazio esterno e i colpi possono facilmente superare gli sbarramenti costruiti. Se poi il campo è adiacente a un bosco e in esso possono accedere persone e bambini, si dovrà provvedere non solo a cintare il campo ma anche a tabellare la zona per un ampio spazio, con cartelli di pericolo.

  • Tipologia

    Esistono vari tipi di poligoni: (immagini sotto)

    1) Poligoni a cielo aperto (lo sono in assoluto i campi di tiro). Qui sotto una rappresentazione grafica di un campo di tiro, in uno di essi le costruzioni messe in essere sono molte, dai muri di cinta in terrapieno ai piccoli prefabbricati e alle semplici paratie in legno che delimitano le varie piazzole di tiro.Tutte queste cose non possono essere piazzate se non dopo aver avuto il permesso dagli uffici pubbici preposti. (E per scritto)

  • 2) Poligoni chiusi (tunnel) che possono essere fuori terra o interrati, qui la differenza spesso è proprio data dalla possibilità di costruire fuori o meno. Naturalmente per un poligono chiuso i problemi che sembrano svanire, come quello del rumore, del parapalle e dei proiettili vaganti e vanificato dai problemi dovuti ai gas di sparo da smaltire, l'areazione e all'illuminazione, oltre agli spazi sempre ridotti a confronto degli spazi aperti di un campo.

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  • Direttive tecniche del Genio Militare

    Per le società di Tiro a Segno Nazionale, sono tutt'ora in atto e valide le norme dettate dal genio Militare che nulla hanno a che fare con gli altri impianti di tiro sul territorio, di qualsiasi natura essi siano. Esse possono essere visionate attraverso i manuali qui sotto riportati e da cui si possono prendere ottimi spunti anche per la costruzione di poligoni privati specialmente se interrati o racchiusi tra pareti prefabbricate, per altro essendo le uniche norme non è raro che, anche per i poligoni privati (o campi di tiro), Sindaci e Prefetti vadano a consultarle..... e a loro facciano affidamento.
    Per le società private, ha grande valore la buona volontà delle Amministrazioni Pubbliche che prendono spunto dalle licenze già rilasciate da altre Amministrazioni o avvalendosi delle norme che regolano i poligoni di TSN oltre a quelle sull'inquinamento, ecc. Spesso sono proprio Sindaci e Prefetti di altre zone a dare indicazioni ai colleghi meno esperti. Segnalare a un Sindaco a chi rivolgersi per informarsi non è da escludere. E' buona regola contattare evantuali campi di tiro e società vicine e collaborare.
    Il web è comunque una strada da non escludere.

     

    Direttive Tecniche per poligoni in galleria del Genio Militare - Pare 1

    Direttive Tecniche per poligoni a cielo aperto del Genio Militare - Pare 2

     

  • Supporto

    Cercherò quindi di seguito di far conoscere quali sono le principali caratteristiche costruttive per la realizzazione di un buon poligono funzionale, sia realizzato all'aperto che al chiuso. Naturalmente mi riferisco a strutture prettamente ad uso personale, privato o privato aperto al pubblico, il singolo proprietario o società applicherà tali regole secondo le sue esigenze e in rapporto agli spazi a disposizione, la società di tiratori provvederà a costruire il poligono in un terreno acquistato (meglio affittato). Qui non prenderò in considerazione il problema dell'uso delle armi, il loro trasporto, il porto, ecc. dato che viene pienamente spiegato in altre pagine di questo sito.

    Per le Società sportive di tiro la semplice preparazione di un poligono in una cava dismessa sarebbe l'ideale, naturalmente come accennato c'è bisogno di provvedere ad alcune perizie che garantiscano la sucurezza del luogo per l'uso che se ne farà, che il rumore sia contenuto nei limiti della legge e che eventuali inquinanti come il piombo siano trattati secondo le indicazioni fornite dalle norme in materia, come già spiegato poco sopra. Per i poligoni di TSN invece basta una perizia da parte di un apposita commissione dell'UITS e quindi un collaudo del Genio Militare (Direzione Artiglieria).

    Le società private di tiro devono comunque avere l'accortezza, visti i recenti fatti, di regolarizzare tutte le questioni burocratiche con il Comune di appartenenza, quello in cui si trova il terreno che può non essere il comune dove la società è stata fondata o ha la propria sede. I responsabili della società dovrebbero collaborare a stretto contatto con Forestale (oggi C.Carabinieri), uffici tecnici del Comune e Prefettura o Commissariato di zona. Per quanto riguarda l'eventuale movimento terra, posa in opera di fabbricati anche solo momentanei, scarichi, taglio verde pubblico o privato e permessi vari come detto pocanzi, nulla si deve fare solo perché un ufficiale (anche pubblico) lo ha consentito a voce: tutto va sempre approvato per scritto, in molti casi non è solo il Sindaco ad avere potere sul campo dove avrà ubicazione il poligono ma anche il Corpo Forestale (sia Provinciale che quello dei Carabinieri) potrebbe avere potere in merito sul verde e sulla terra. Ultimamente molte società si sono viste chiudere le aree di tiro per la mancanza di documenti, promessi mai prodotti dall'amministrazione pubblica, quindi meglio sempre avere tutto ben scritto nero su bianco prima di iniziare qualsiasi attività (come noterete su questo stò insistendo moltissimo proprio perchè la maggior parte delle chiusure dei campi di tiro privati è dovuta alla mancanza di documenti o certificazioni, promessi a voce e poi ...). Importantissima (su questo non ci sono dubbi) la perizia balistica che conferma la sicurezza dell'impianto, solleva in parte il Sindaco da responsabilità, invogliandolo ad accettare quello che spesso preferirebbero evitare e lo rende più propenso a avallare l'inizio dell'attività. La perizia deve essere asseverata presso il Tribunale. (oltre alla perizia fonometrica e alle certificazioni per lo smaltimanto dei rifiuti inquinanti prodotte da Ditte abilitate).

    Ma perchè allora un poligono privato sembra dover essere un complicato aggravio di precauzioni a cui attenersi ?

    Innanzi tutto qui si parla dell'uso di armi, armi che spesso hanno grande potere energetico e grande gittata, se pensiamo a molte carabine di ultima generazione e di grossissimo calibro o a revolver come il .500 SWM possiamo capire come molti amministratori che non comprendono la materia, siano propensi a non volersi occupare di tali cose e rifiutarle a priori piuttosto che rischiare di finire sui giornali; quindi la sicurezza dell'impianto è il primo punto inderogabile, poi viene il rumore, perché il rumore prodotto dagli spari non solo raggiunge picchi elevati e grandi distanze o perché può allarmare persone di passaggio, ma perchè la presenza di più tiratori che sparano, magari in giorni festivi, potrebbe infastidire chi, in quei giorni, vorrebbe tranquillità e silenzio. A loro fare un esposto per il rumore non costa nulla ma alla società potrebbe causare una sospensione dell'attività con conseguente perdita di denaro, per non parlare dei ricorsi da fare. Sembra assurdo, ma è così, chi sente sparare vicino a casa ha sempre il terrore di essere colpito da qualche proiettile vagante, terrore ormai inoculato nelle menti della gente dai giornali e dalle tv. E' quindi necessario fare misurazioni fonometriche presso le abitazioni più vecine o più esposte al suono degli spari ed essere pronti a presentarle all'occorrenza. Essendo il poligono sotto la responsabilità di una persona fisica ben definita (il Presidente) e non di una società, oltre che del Sindaco, questi rischiano maggiormente sulla loro pelle eventuali interventi delle autorità spinte da terzi ad un controllo. Per un politico poi, finire sulle prime pagine di un giornale per una questione di armi è il peggiore incubo, mentre per i giornalisti è lo stipendio di fine mese.

    Ricordare: la presenza di un poligono di tiro va segnalata con tabellazioni tutto attorno alla zona di tiro e anche oltre sulle strade e sui sentieri. Il rischio maggiore per il Presidente della società o il proprietario del campo è quello di perdere, anche se momentaneamente, ogni licenza in materia d'armi e il sequestro delle proprie armi private a seguito di un eventuale denuncia anche se amministrativa e comunque di dover sborsare molti denari per rendere ragione del proprio operato. Il Presidente della società di tiro è responsabile in gran parte di ciò che succede sul campo, quindi fate sempre molta attenzione a ciò che state facendo. Anche i lavori per la predisposizione del campo e la messa in opera sono sotto la sua responsabilità. Una denuncia per abuso edilizio o inquinamento viene spesso a costare quanto l'acquisto di decine di fucili da tiro. E' importante che i responsabili del campo si premuniscano di tutti i permessi, di tutte le certificazioni e le perizie che garantiscano tutte le sicurezze e il beneficio dei lavori svolti sempre ... a regola d'arte, rispettando il luogo, la natura, il paesaggio, non solo il giorno dell'apertura ma durante tutto il periodo di funzionamento del campo 24/24. Ricordate poi che "carta canta".

    Esorto qui i Presidenti di società di tiro a soppesare bene coloro che saranno i collaboratori, i direttori di tiro del loro futuro campo.

     

  • Supporto dalle Ditte

     

    http://www.poligonimikra.com Mikra srl - Via Camillo Riccio 64 - 10135 Torino - Tel: 011.3473451 - Fax: 011.3409854.

    http://www.etem.it E.T.E.M. srl - via XXV Aprile, 7 - 27010 Valle Salimbene (Pavia) - 382.485638 - info@etem.it

    http://www.flooring.remprubber.com REMP SpA - Via dell'industria 11 - 48010 Fognano di Brisighella (RA) Italy - Tel +39 0546-81721 - Fax+39 0546-85571 - E-mail remp@remprubber.com - Impianti girasagome per TSN - Prodotti per le società di tiro.

    http://www.carp-shooting.com

    http://www.telecgt.it/galleriaphp/prodotti.html

     

    Edoardo Mori ha di recente pubblicato un proprio manuale sui poligoni scaricabile dalla rete - Edoardo Mori e L.Golino - Manuale dei poligoni di tiro: http://www.earmi.it/download/libri/pol1.zip

     

  • Supporto con attenzione

    Nel paragrafo precedente ho accennato all'attenzione che i responsabili della società devono fare nella scelta dei loro direttori di tiro. Sfortunatamente troppo spesso i direttori finiscono per essere scelti per interesse o per favore dovuto. Molti collaborano gratuitamente alla costruzione del poligono / campo per poi assicurarsi un posto in società. Sfortunatamente poi troviamo esperti "Rambo" che cercano di darci lezioni di tiro. Ricordate sempre che esiste un grande abisso tra un direttore di tiro e un istruttore di tiro. Avvaletevi di questo particolare per separare i semplici uomini di servizio del campo dai veri istruttori. Date compiti precisi e responsabilità pesanti a chi collabora. Evitate che chi è in servizio approfitti per fare la sua attività di tiro quel giorno distraendosi. Siate impassibili, allontanate chi non vi da fiducia.

    Anche le attrezzature in prestito o in affitto dovranno avere un ottimo parametro di sicurezza così come banconi, coperture, sedie, tavolini, ecc. Non lasciate al caso nulla, il caso è spesso quello che produce danno. Fate capire al vostro personale che si usano armi, cioè oggetti che possono uccidere o, nel migliore dei casi, provocare danni permanenti di costi indcibili. Responsabilizzate sempre tutti. Evitate gli spostamenti all'interno del campo / poligono fatti come se ci fossero truppe in assetto di guerra pronte a combattere. Fate sempre entrare tutti nell'ottica dello sport e non del paramilitare. Giocate sulla ricreatività in sicurezza, sulla capacità, la gara, la passione in mezzo alla natura. Oggi la moda del tiro operativo infiamma gli appassionati ma allarma le Autorità. Un basso profilo è spesso la soluzione migliore per far buon gioco di fronte alle Amministrazioni pubbliche. I campi paramilitari sono altre cose, lasciatele fuori.



  • POLIGONO / CAMPO DI TIRO

  • Poligono di tiro o Campo di tiro

    Vediamo qui alcune particolarità che distinguono i poligoni chiusi e i campi aperti destinati al tiro con armi a fuoco. L'uso di queste, come ho detto, rende questi luoghi assai diversi da quelli destinati alle altre attività sportive e quindi soggetti a osservazioni e controlli mirati più intensi e attenti da parte delle Autorità, inoltre il potere dell'Amministrazione di Polizia sull'attività svolta con le armi è praticamente assoluto. Abbiate sempre cura che le stesse Autorità non abbiano dubbi su ciò che fate.

     

     

    Iniziamo con l'osservare qui sopra, il disegno schematico di un campo all'interno di cinta murarie. Esso è contraddistinto da un parcheggio esterno, un unico ingresso controllabile, una zona servivi in cui troveranno posto gli uffici, il magazzino attrezzature e in servizi igienici. Di seguito la zona di tiro, anche'ssa suddivisa in zone specifiche, la zona destinata al pubblico, la zona destinata ai tiratori, la linea di tiro e la zona bersagli con il parapalle.

     

     

    Questo secondo disegno, riporta un campo aperto con la sola delimitazione muraria alle spalle dei tiratori. La conformazione del terreno può essere il confine del campo e anche la sua sicurezza contro le fuoriuscite accidentali di proiettili. Le separazioni tra le varie linee di tiro sono qui riprodotte come paratie composte da tronchi impilati ma possono essere cumuli di terra o sabbia alti a sufficienza perchè non vi siano interferenze tra le linee o i tiratori.

  • Zona tiratori; sorgente del tiro.

    Qui sotto vediamo a sinistra il disegno delle linee in un campo aperto. Si nota subito che manca un particolare espremamente importante. La linea di tiro, dal punto del tiratore non protegge da fughe di proiettili oltre il terrapieno, è quindi necessario aggiungere una tettoia sopra il punto di origine del tiro, (disegno a destra) sufficientemente inclinata perchè il tiro non possa superare il terrapieno o la collina posta dietro i bersagli, di fronte ai tiratori o all'origine del tiro. Queste attenzioni, che verranno sicuramente indicate dal perito, sarebbe meglio prevederle fin da subito, in quanto richiedono, per la loro posa, permessi appositi rilasciati dgli uffici amministrativi del Comune.

     

     

    Anche lateralmente alla linea, si dovrà provvedere a innalzare una barriera che separi sia i tiratori sia l'intera linea di tiro da quella adiacente o da un eventuale passaggio, sentiero, spiazzo che può essere impegnato da persone anche al di fuori dell'attività sportiva.

  • Separazione delle linee

    Qui sotto nel disegno si vede la divisione tra le linee di tiro proposta con separatori composti da tronchi in legno e con cumuli di terra o sabbia (erroneamente colorato in verde) di altezza non inferiore a 1,80 mt. La separazione delle linee di tiro elimina la possibilità di incidenti. I tiratori posti su una linea hanno la possibilità di muoversi senza intralciare il tiro che avviene nella linea adiacente. Il tiro è incanalato nel senso della linea ed eventuali colpi errati o di rimbalzo saranno fermati dal separatore.

     

     

    Nell'accumulare il separatore, specialmente se viene fatto con la stessa terra di riporto del campo, si deve fare estrema attenzione alla presenza di pietre che possono deviare eventuali colpi che fossero diretti verso il separatore. Stessa attenzione dovrebbe essere fatta per il piano della linea di tiro. Pietre, sporgenze anche metalliche sono causa di rimbalzi involontari che potrebbero far fuoriuscire un proiettile lanciandolo in zone esterne al campo, cosa da evitare assolutamente. L'eventuale rimbalzo dovuto a parti metalliche, specialmente quelle dei bersagli, deve sempre essere diretto verso terra, quindi le inclinazioni di parti esposte e dure, devono essere verificate e qualora serva, modificate in tal senso.

    Ricordate sempre di ripulire le linee dopo o prima dell'accesso dei tiratori.

  • Fermapalle o parapalle

     

     

    In passato, il fermapalle era essenzialmente un cumulo di sabbia in cui i proiettili finivano dopo aver attraversato il bersaglio. All'aria aperta questi sistemi erano ottimi ma in un tunnel producevano una polvere fartidiosa e dannosa.

    (Disegno 1 e 2) nei tunnel chiusi è possibile utilizzare tronchi in legno o travetti posti e impilati longitudinalmente (nel senso della lunghezza) alla linea di tiro. Il costo e la facilità di sostituzione delle parti distrutte ne fanno uno dei preferiti.

    (Disegno 3) esistono anche sabbie / granulati in polimero che possono sostituire la vecchia sabbia. Questi non producono polveri sottili con l'impatto del proiettile ma lo rallentano prograssivamente fino a fermarlo senza danno. Il peso del proiettile poi, lo fa affondare col tempo fino a terra cove può essere raccolto con estrema facilità.

    (Disegno 4) infine i parapalle metallici (a persiana o a chiocciola), resistenti e duraturi, quasi esenti da assistenza esterna, costruiti in acciaio balistico di spessore non inferiore ai 10mm. e durezza superiore ai 400HB, con adeguate inclinazioni all'angolo di tiro, deviano le palle in appositi contenitori posti alla base. Tale sistema però, comportava il rischio ed il problema della sublimazione del piombo all'impatto sulle lastre, provocando l'inquinamento dell'ambiente. Ciò risultava altamente nocivo per il personale preposto a lavorare per lunghi periodi in detti locali, con casi verificati di saturnismo, o piombimia (avvelenamento del sangue). In questo caso è assolutamente necessario un sistema di aspirazione dei fumi e delle polveri anche nella parte finale dela tunnel, sopra e dietro i bersagli oltre che a un'aspirazione forzata che comunque e sempre deve essere posta al di sopra dell'origine dello sparo, per allontanare i fumi di questo.

     

    Fermapalle Tradizionale Metallico

    Puo’essere “a scivolo“, "a persiana” o "a chiocciola":
    questi tipi di parapalle, sono sostanzialmente costituiti da piani inclinati, realizzati con pannelli intercambiabili di acciaio balistico, sorretti da un’apposita struttura. Tutte le pallottole incidenti su detti piani, qualunque sia il loro angolo di impatto, dopo essersi deformate e/o frantumate, sono convogliate verso la parte posteriore del parapalle. Rispetto ad altri parapalle, questo tipo risulta molto piu’ costoso e richiede un’area parapalle notevolmente piu’ ampia in quanto, oltre ad essere piu’ ingombrante occorre prevedere anche uno spazio per l’ispezione della sua parte posteriore. E' però piu’ duraturo e richiede interventi meno frequenti per la manutenzione. Pertanto, la sua installazione e’ da prevedere nei poligoni di maggiore potenzialità, dove viene svolta una maggiore e piu’ intensa attività di tiro, (circa 600/1000 colpi/giorno per ogni linea).

     

     

    Parapalle a persiana: composto da varie lastre in acciaio balistico poste a strati "persiana" inclinati.

    Parapalle a scivolo: composto da un unica lastra in acciaio balistico posta dietro ai bersagli e inclinata.

    Parapalle a chiocciola: composto da un imbuto dalle dimensioni adeguate che ha la parte più stretta collegata a una chiocciola metallica capace di disperdere l'energia del proiettile che al termine della corsa vorticosa cade in un contenitore.

  • Terrapieno

    L'utilizzo del terrapieno o della parete finale di una cava è la protezione più utilizzata. Quasi sempre presente in un campo aperto è ottimale e a costo zero ma ha lo svantaggio di trattenere ogni proiettile che vi finisce con conseguente problema di inquinamento. In questi casi è opportuno frapporre tra i bersagli e la parete (fissa), un cumulo di altra terra o sabbia sotto la quale sia stato posto un telo che ne trattenga lo scolo residuo del piombo di risulta degli spari.

    Ciò impedirà in gran parte alle piogge di trasportare inquinante nelle profondità, arrivando allora alle falde acquee. Anche le gomme di auto sono ritenute inquinanti, specialmente quando colpite da proiettili rilasciano plastiche e gomme che possono, con il tempo, penetrare nel terreno. E' ottima cosa rivestire i cumuli di gomme (se usati), con appositi teli di protezione, mentre quelle gomme non coinvolte nel tiro devono semplicemente essere ricoperte di pittura a protezione dalle piogge.

     

     

  • Bersagli e portabersagli

    Nei tunnel chiusi, la sagoma mobile a soffitto consiste in un’apparecchiatura, che si sposta per tutta la lunghezza della galleria di tiro su di una monorotaia rigida ancorata alle schermature di sicurezza od al soffitto della galleria di tiro. Il movimento è velocissimo dalla piazzola di tiro in posizione frontale, il bersaglio raggiunge la distanza prescelta, si arresta per il tempo programmato o voluto e ritorna per il controllo dei colpi e per la sostituzione del bersaglio.

  • Supporto bersagli

    Il campo più semplice può adattare a portabersaglio i classiti travetti in legno appositamente ancorati a un pesante piede resistente. I bersagli metallici, pepper popper, si possono costruire in officina ma soffrono, troppo spesso, non solo del problema inquinante ma anche della ridotta resistenza nel tempo a causa dei numerosi colpi fuori bersaglio che minano la struttura portante con il tempo.

    A ogni socità è comunque lasciata mano libera nella costruzione in proprio del portabersagli ma esistono ditte che li producono e li vendono alle società di tiro.

  • Per "arredare" il poligono chiuso si può tenere conto anche delle " DIRETTIVE TECNICHE PER POLIGONI DI TIRO IN GALLERIA E A CIELO APERTO" D.T- P1 e D.T.-P2 dello Stato Maggiore dell'Esercito Ispettorato dell'Arma del Genio (Uff. Infrastrutture) edita nel 1988, nel 1993 e 2002 unica reperibile a tutt'oggi, queste direttiva ci da un idea essenziale della forma delle linee di tiro e di come proteggere tiratori e gli altri da proiettili vaganti, se pur nate per il tiro a segno, è un ottimo spunto che però nella pratica nulla ha a che fare con i campi di tiro all'aperto (es: in cava) e il tiro che vi si compie (es: tiro dinamico) dato che come abbiamo detto queste norme sono precedenti alla nascita del tiro dinamico (nato come tiro pratico).

    Partiamo dal un disegno base del primo poligono, interrato o delimitato da muri: quello che possiamo costruire sotto casa o scavando una trincea nella campagna adiacente, utilizzando un fabbricato o costruendo direttamente il perimetro in cemento. E' un disegno di base che fu estratto dalle direttive del genio da cui estrapoleremo in seguito tutti i dati e i dettagli utili per comprendere come deve essere concepita per un ottimo utilizzo la "linea di tiro" e il poligono in sé. Molti disegni rappresentano una linea stretta adatta ad un unico tiratore, essa può essere chiaramente ampliata in larghezza e lunghezza a piacimento e secondo gli spazi disponibili.

     

    Osservando il primo disegno possiamo vedere che la linea di tiro può essere suddivisa in tre parti principali: la zona riservata al tiratore, la linea di tiro o corridoio di tiro e la zona bersagli con il parapalle.

    Il Genio Militare suddivide il poligono in 5 settori che sono:
    1) area di parcheggio esterna alla costruzione,
    2) edificio servizi dove trovano posto armerie, uffici, servizi igienici, sale di ritrovo,
    3) sezione di tiro, con area tiratori, box di tiro e di controllo,
    4) galleria di tiro che comprende le linee e i bersagli
    5) area parapalle con il parapalle stesso ma si tratta di poligoni pubblici che devono fornire un vero e proprio servizio mentre il nostro sarà strettamente privato ad uso e consumo del solo proprietario.

    Partiamo subito dall'entrata, cioè l'accesso al poligono di tiro vero e proprio. Questo non deve dare direttamente alla linea di tiro ma deve essere protetto in modo che chiunque entrando in qualsiasi momento non possa essere colpito da proiettili diretti o di rimbalzo esplosi da un tiratore già presente in linea. Sarà quindi opportuno frapporre una paratia parapalle tra la porta d'ingresso e la zona di tiro anche, di cristallo antiproiettile. Più sicura sarà una porta ad apertura elettrica azionabile dalla postazione di tiro, il tiratore in linea sarà costretto ad interrompere il tiro per aprire la porta cessando così ogni possibile pericolo. (l'eventuale visitatore dovrà attendere l'apertura della porta per avere accesso all'interno).

    In un campo a cielo aperto abbiamo:
    1) area di parcheggio esterna alla costruzione,
    2) edificio servizi dove trovano posto armerie, uffici, servizi igienici, sale di ritrovo,
    3) sezione di tiro, con area tiratori, box di tiro e di controllo,
    4) area parapalle con il parapalle stesso ma si tratta di poligoni pubblici mentre il nostro sarà strettamente privato ad uso e consumo del solo proprietario.

    Il G.M. (Genio Militare) divide i poligoni in 3 Categorie che sono:
    1a Cat. per armi con Energia Cinetica non superiore a 80 Kgm.
    2a Cat. per armi con E. C. non superiore a 130 Kgm.
    3a Cat. per armi con E. C. superiore a 130 Kgm

    Puntualizziamo ancora una volta che le Direttive del G.M. riguardano poligoni ad uso pubblico del TSN o militare , quindi teniamo solo in considerazione quelle norme che riguardano la sicurezza delle zone di tiro e dei parapalle, il resto poco può influenzare la costruzione di un poligono privato non soggetto a collaudo. Cerchiamo sempre di avere una adeguata sicurezza interna, questo non solo per la nostra salute ma anche per chi sarà con noi durante le sessioni di tiro, magari figli o nipoti, il fatto che il poligono sia nostro e privato non ci salva in caso di incidente ma salvaguardare la sicurezza e la salute è una sicura priorità da tenere in considerazione; non meno va tenuto conto dell'areazione dell'interno e dell'illuminazione, compresa la cura con cui saranno posate le tubazioni interne, le luci, ecc..

    Ritornando al nostro poligono, le pareti possono essere costruite in blocchetti autoportanti di cemento o cemento armato molto compatto se fuori terra, il soffitto sarà in cemento vibrato, possibilmente portante se il poligono è interrato, per ricoprirlo poi di terra e vegetazione, il pavimento dalle spalle del tiratore fino a 5 mt. e oltre la linea di tiro dovrà essere rivestito di materiale balistico assorbente che eviterà rimbalzi accidentali nella zona tiratori, così anche le pareti e il soffitto. La classica gomma balistica applicata con colle su tavole di legno da 25 mm. di spessore. Ciò è sufficiente ad arrestare qualsiasi proietto d'arma corta e molti di fucile e comunque tutti i rimbalzi almeno con un angolo di incidenza di 150°/160°. E' possibile però anche predisporre il solo calpestio nella zona tiratori in legno, ad esempio vecchio pasquette o tavole ben assemblate, ricoprendo il tutto con moquette leggera o gomma calpestabile, oppure tutta la zona del pavimento oltre il bancone può essere ricoperta da uno strato di sabbia fine, come una spiaggia dove ogni proiettile può affondare e arrestarsi senza rimbalzo. Per tunnel l'uso della sabbia è sconsigliato a causa della polvere eventualmente sollevata.

     

    Esistono in commercio "Quadrotte" (piastrelle) calandrate e stampate composte da una mescola omogenea di gomma naturale e  sintetica, cariche minerali, vulcanizzanti, stabilizzanti, pigmenti coloranti, retro liscio smerigliato  o a peduncoli, per la protezione e sicurezza dei locali adibiti a poligono di tiro. Questo pavimento ha superato il test di determinazione del comportamento di rimbalzo di colpi da arma da fuoco presso l’ ente "Banco Nazionale di Prova per le Armi da Fuoco Portatili e per le munizioni commerciali" di Gardone Val Trompia (BS) – Italia. Certo l'uso di questo materiale è costoso ma spesso è meglio usarlo al posto di altro, ad esempio la sabbia tende a fare polvere, il legno si frantuma con produzione di schegge e deve essere sostituito, il cemento vibrato e il metallo disintegrano il piombo che emana polveri e vapori poco salubri; inoltre non dovendo tappezzare l'intero poligono ma solo la zona di tiro, si può fare lo sforzo.

    Anche il tavolino o banco di tiro sarà in legno, l'altezza da terra varierà dai 70 cm. ai 105 cm., la larghezza tra 30 cm. e 50 cm. occupando parte della linea lascerà comunque uno spazio laterale libero per poter eseguire il tiro da sdraiati o l'estrazione rapida. (Il tiro da sdraiati può essere fatto anche sdraiandosi sul tavolino ma questo dovrà allora essere di larghezza più confortevole).

     

    Le luci in zona sono molto importanti ed importante il modo in cui saranno poste in essere. Le sorgenti si troveranno tutte dietro il tiratore, ma se dirette su di lui sarà difficile per lui inquadrare bene il mirino che brillerà a causa della troppa luce. Le luci saranno quindi dirette verso il soffitto (dipinto in bianco), la luce diffusa così creata dovrà apparire anche di intensità minore a quella che illumina i bersagli, questi dovranno apparire più in luce di tutto il resto, risaltando dal fondale. Le luci andranno tutte messe al riparo da colpi diretti o rimbalzi accidentali, così anche le tubazioni elettriche. Durante la costruzione del poligono ricavate nicchie e corridoi in cui inserire tubature e i fari.

     

     

     

    Impianto estremamente importante per la vostra salute nei poligoni chusi (tunnel), è quello dell'aspirazione dei fumi di sparo, aspirati direttamente sopra l'arma saranno espulsi all'esterno attraverso una semplice ventola sufficientemente capace (Ricordiamo che i fumi cosi creati, secondo le attuali norme, dovranno essere ripuliti da scorie, vapori di piombo e polveri varie prima di essere reimmessi nell'ambiente), se il parapalle è metallico si dovranno aspirare anche le polveri che si svilupperanno per impatto dei proiettili su di esso. L'aria dovrebbe circolare dalle spalle del tiratore verso i bersagli, sarà allora possibile aspirare l'aria sopra i bersagli lasciando che essa entri pulita attraverso una grata posta dietro il tiratore. Per un calcolo della potenza dei ventilatori ci si può rivolgere a un tecnico del settore. Le norme basilari di sicurezza richiedono la protezione dei tiratori, del pubblico e di terze persone ai margini del poligono sia da proiettili vaganti, da schegge ma anche dal rumore e dall'inquinamento da metalli. E' buona norma pensarci per tempo per evitare di rispondere di grave negligenza.

     

    La direttiva del G.M. prevede per quelle zone di tiro in cui si esercitano più tiratori contemporaneamente, di inserire dei "séparé" tra gli stessi composti da: (partendo dal tiratore e andando verso il tiratore successivo), foglio di alluminio traforato da 1 mm., masonite o similare 10 mm., truciolato da 20 mm., lamiera in acciaio da 5 mm., truciolato da 20 mm., masonite o similare 10 mm., foglio di alluminio traforato da 1 mm. Il pannello sarà sospeso al soffitto restando così flottante con la possibilità di essere spostato lateralmente. Quanto stiamo presentando può non interessare il singolo tiratore che si vuole costruire la propria linea privata, ma questo non preclude che a leggere queste pagine non possano esserci gruppi di tiratori intenzionati a proteggersi reciprocamente con separè.

     

    (Secondo le norme sui poligoni di TSN): La zona che si trova tra il tiratore e i bersagli, (linea o corridoio di tiro), potrà essere rivestita in tavole da 25-40 mm. oppure lasciata grezza (in cemento a vista se questo è liscio e compatto), in quanto ogni eventuale rimbalzo avrà sempre come direzione quella dei bersagli. Di norma (G.M.) le gallerie saranno larghe come misura minima: 6 mt. se lunghe fino a 10 mt. dalla linea di tiro, cioè dalla parte sporgente verso i bersagli del tavolo di tiro, 10 mt. se lunghe fino a 18 mt. dalla linea di tiro, 12 mt. se lunghe fino a 21 mt. dalla linea di tiro; oltre queste misure la linea dovrebbe aprirsi ad una larghezza maggiore, cioè partendo dal punto del tiratore la linea va ad essere sempre più larga, a cono, verso i bersagli. In alto sul soffitto saranno poste alcune "quinte", traverse in legno e metallo che serviranno per lo più a proteggere le luci poste sul soffitto, l'inclinazione dovrà essere sufficiente a indirizzare un proiettile che le colpiscono, sempre verso il basso e verso i bersagli, calcolando l'origine del tiro non solo dal punto del tavolo ma anche da terra si deve prevedere un inclinazione di 30° per tavole in abete da 40 mm. o diaframmi in acciaio da 6 mm. Per evitare che parti di proietto possano colpire le lampade d'illuminazione dopo un rimbalzo accidentale sul terreno, può essere utilizzata della sabbia fine che verrà posta per uno spessore di almeno 50 mm. e ricoprirà il pavimento dai 5 mt. dopo il tiratore fino ai bersagli. (La sabbia però ha la caratteristica di fare polvere se colpita e diminuire la visibilità interna del poligono, la gomma balistica è sicuramente la soluzione migliore anche se più cara) e comunque per inclinazioni molto basse, il rimbalzo è sempre prevedibile, quindi le lampade poste a soffitto devono essere protette da proiettili provenienti dal basso. In un poligono privato la rottura di una lampada o di un tubo elettrico, se l'impianto è ben protetto, comporta l'intervento del salvavita, ma è sempre meglio prevedere che spendere denaro e tempo dopo. L'intensità luminosa quì, lungo la linea (corridoio) non è importante, anzi molti preferiscono il buio per esaltare la luce sui bersagli, consiglio di fornire l'impianto di interruttori che possano comandare ogni singola lampada per regolare la luce al meglio secondo le proprie esigenze dovute anche alla capacità visiva personale. Applicare dei regolatori di intensità luminosa sarebbe un'ulteriore miglioramento tecnico.

  • Bersagli: distanza e altezza

    Le distanze di tiro, cioè le distanze tra tiratore e bersaglio sono: per armi corte e per il tiro rapido, da 7 mt. a 15 mt., per il tiro a segno classico, 25 mt., per il tiro di precisione, 50 mt. 100 mt. 300 mt. (Per le armi ad aria compressa la distanza è sempre 10 mt. sia che siano lunghe o corte - regole UITS). La distanza tra tiratore e persaglio si misura dal bordo esterno del tavolino, al centro del bersaglio la cui misura da terra è tra 155 e 160 cm.

  • Ancora sul parapalle

    La zona parapalle secondo il G.M., è di forma quadrangolare leggermente più larga della linea stessa, protetta verso il fondo da due muri in cemento armato distanti tra loro almeno 400 mm. il primo di 100 mm. di spessore sulla cui facciata anteriore (quella verso il tiratore) verranno poste tavole in legno da 250-400 mm. fino a ricoprirlo completamente e il secondo di 150/200 mm. Tra i due muri, nello spazio vuoto, potrà essere colata sabbia fine a riempimento.

    http://www.earmi.it/balistica/default.htm tutte le direttive sono un interessante spunto per il privato e essenziale guida per chi deve progettare e costruire un poligono per pubblico utilizzo del TSN, a questo aggiungiamo di considerare il parere espresso dall'Arma del Genio e l'ufficio poligoni dell'UITS prima di iniziare la costruzione o richiedere il collaudo (solo poligoni dell'UITS). Spesso sono stati rifiutati benestare di agibilità per semplici inezzie, come teste di chiodi sporgenti, assi non in linea, angolazioni troppo accentuate di traverse o terrapieni. Durante i lavori un preventivo o parere di un addetto (esperto del Genio o del BPN) costa molto meno che rifare parte del lavoro già messo in opera.

    Per i campi di tiro le associazioni possono coinvolgere il Comando dei Carabinieri, la Prefettura e la Polizia Provinciale per non avere sorprese a lavori terminati. In questo caso i permessi vengono concessi dal Sindaco del comune di appartenenza per la movimentazione di terra e eventualmente per la posa in opera di un prefabbricato da usare come ufficio o sezione della società.

    La figura qui a destra, un parapalle particolare, usato nelle linee a 50 mt. ( solitamente cal. .22) il sistema "EUREKA" o a ghigliottina si basa su una chiusura di protezione contro i colpi accidentali. Per il cambio dei bersagli che si effettua in fossa, questa chiusura evita che venga colpito il personale per errore. Quando viene il momento di sostituire il bersaglio, l'operatore presente in fossa per poter sostituire il bersaglio in linea deve movimentare la sagoma che è imperniata a uno sportello a ghigliottina, tale movimento chiude la cornice del bersaglio impedendo la penetrazione di proiettili sparati per errore nella zona retrostante, la pensilina si riapre solo quando il portabersaglio torna nella posizione originaria.

    Per parapalle a persana in metallo balistico visionare il sito della CARP

     

  • Supporto Continuo

    Illuminazione: ancora alcuni consigli.

    Per illuminare i bersagli basta un semplice faro led da 50/150 W. posti dietro all'ultima quinta a circa 5 mt. dal bersaglio e diretto su di esso in modo che lo illumini senza ombre. Più bersagli più fari sempre ben protetti contro rimbalzi accidentali. Nella Direttiva D.T. - P1 a pag.67 trovate le modalità costruttive di un diaframma con faro di illuminazione. Non è essenziale illuminare l'intera linea che può rimanere più scura delle due zone principali, zona di tiro e zona dei bersagli.

    La foto qui a fianco è stata ripresa dalla zona bersagli, si nota che questa è più illuminata della postazione del tiratore che si vede in fondo alla linea.

     

  • Supporto bersagli

    I bersagli possono essere appesi come panni al sole, un cavo in acciaio di piccole dimensioni attraversa la linea in prossimità del parapalle non produce problemi al tiro, quì vanno appesi i bersagli con le mollette, quelle con cui nostra moglie stende i panni, due sopra e altre due, appesantite con un po' di piombo, sotto per tenere teso il bersaglio. Se poi siete più esperti una carrucola al soffitto può far correre i bersagli avanti e indietro, come nei film ma ricordate di proteggere tutto contro accidentali colpi che potrebbero poi rimbalzarvi contro.
    Se colpite il cavo, se non è troppo teso, tenderà a flettere e il proiettile continuerà la sua corsa lasciando integro il cavo stesso, ma se troppo teso si spezzerà; se colpite una molletta....bé il costo di questa non pregiudica nulla.

  • Supporto finale

    Affidiamoci a un po' di immagini per capire meglio come fare.

     

  • Struttura privata a cielo aperto con quinte anti rimbalzo e parapalle in tronchi di legno

     

  • Struttura multipla a cielo aperto con quinte e parapalle in legno

     

  • Campo di tiro

  • Tunnel di tiro su piano rialzato

  • Poligono di TSN

  • Area di tiro con quinta e tetto

  • Armi Magazine 2015

  • Poligono in garage

  • Poligono in conteiner

  • Campo di tiro a cielo aperto con separazione delle line in terra

  • Armi Magazine