EREDITA'

come fare

  • 14 lug. 2015

Circolare sull'eredità
559/C.16082/10179 (3) del 11 aprile 1995
Avv. Giorgio G. - Cessione di armi "mortis causa"

- Quesito -

Il nominato in oggetto, con la nota di cui ad ogni buon fine si unisce copia, ha chiesto di conoscere se il detentore di armi comuni da sparo, ereditate, deve richiedere all'Autorità di P.S. competente il nulla osta all'acquisto delle armi stesse, dui all'art. 35 del T.U.L.P.S. e se la detenzione, di cui trattasi, è subordinata all'accertamento della idoneità al maneggio delle armi che, com'è noto, è presunta nei confronti di chi è già in possesso di porto d'armi oppure ha prestato servizio militare nelle Forze Armate. - Colui il quale eredita arma comuni da sparo, detenute legittimamente dal 'de cuius' é tenuto solo a denunciarne il possesso a suo nome, ai sensi dell'art. 38 TULPS. - L'erede, per detenere le armi ricevute in ereditá non deve necessariamente dimostrare l'idoneitá al maneggio delle armi (art.62 regolamento al TULPS), potendo l'autoritá di P.S. autorizzare la detenzione delle stesse vietando, con apposita prescrizione ai sensi dell'art. 9 del TULPS, il relativo munizionamento.

Circolare chiara, l'erede (che non possiede alcuna licenza di porto d'armi) ma abita nella stessa casa del defunto quindi ha o ha avuto disponibilità delle armi da tempo, chiederne il nulla osta perchè sia ora lui il legittimo proprietario è assurdo, tanto più che la Questura ne può comunque vietare la detenzione delle relative munizioni (come per le armi in collezione).

L'erede deve solamente provvedere a redarre una nuova denuncia sulla falsa riga della denuncia del deceduto. Solo dopo queste formalità di rito può cedere le armi ad altre persone purchè queste ultime siano in regola con le norme in vigore sulla cessione di armi.

L'erede può altresi rifiutare di entrare in possesso delle armi e richiedere che siano riversate presso la locale unità di PS per essere avviate alla demolizione.