COLLEZIONE

norme Legge 110 del 18 aprile 1975 art. 10 TULPS art.31 e 32 DPR 311/2001

  • 2 lug. 2015
Abbiamo visto come le norme in vigore limitino la detenzione delle armi e delle munizioni. Le prime in special modo sono circoscritte a sole tre armi classificate comuni non da caccia e sei classificate sportive. Chi voglia detenere un maggiore quantitativo di queste armi deve per forza richiedere il rilascio della licenza di collezione.

La licenza di collezione di armi, nata per coloro che volevano collezzionare vecchie armi di interesse storico oggi è un valido aiuto per tutti coloro che amano le armi e vogliono collezionarne vari tipi anche se non di grande interesse o anzianità ma solo per semplice passione. La licenza di collezione diventa cosi un escamotage utile a superare il vincolo dei limiti alla detenzione delle armi. La licenza non permette alcun trasporto o porto delle armi ne la detenzione delle munizioni relative alle armi iscritte in collezione. DPR 311 del 28-05-2001 ma come dice il DPR 311 si può richiedere anche per una sola arma.

Delle armi antiche, cioè quelle prodotte prima del 1890 o riproducenti armi prima dello stesso anno ma prodotte entro il 1920, ne è consentita la detenzione fino ad otto, quindi la collezione può essere richiesta per queste solo se in numero superiore. Lo stesso vale per le armi sportive e quelle comuni non da caccia Ma il collezionista può richiedere la licenza di collezione anche senza avere alcuna arma denunciata e detenuta. Le armi da caccia invece possono essere detenute in numero illimitato, spesso è inutile richiedere la licenza di collezione per quelle armi (ad es: le ex ordinanza) in quanto sono anche esse armi per uso venatorio quindi detenibili in numero illimitato. Nulla però vieta di chiedere la licenza di collezione e farvi inserire tali armi.

La validità della licenza di collezione è permanente: DPR 28 maggio 2001, n. 311, ma può essere ritirata dal Prefetto per ragioni di bubblica sicurezza.

Nel 2005 l'allora Direttore G.Aliquò emanò una circolare che avrebbe finalmente liberato tutti dalla gabella del bollo:

Dipartimento della pubblica sicurezza
Ufficio per l'amministrazione generale
Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale
Area armi ed esplosivi

557/PAS.16121-10171(18)

Roma, 24 novembre 2005


Con la nota del 31 ottobre scorso, codesto studio legale ha richiesto una copia della nota ministeriale V/10/653/97 afferente la questione dei bolli da applicare sulla licenza di collezione di armi. Al riguardo siamo spiacenti di dover comunicare che le indicazioni fornite non sono sufficienti a individuare il documento di interesse.
Sull'argomento in parola, risulta, invece, essere stata diramata una sola circolare, la 559/C.25372.10171 (3), del 15 maggio 1995, della quale se ne trasmette copia.
Si tenga, però, presente che quanto in essa previsto circa la durata della licenza in questione è oggi superato, in quanto il nuovo testo dell'articolo 47 del regolamento del Tulps, così come modificato dal Dpr 311/2001, stabilisce che la licenza di collezione di armi ha carattere permanente.
Ne consegue che, in base a quanto previsto dal DM 20.8.1992, recante "approvazione della tariffa dell'imposta sul bollo", sono soggetti al pagamento di tale imposta sia l'istanza indirizzata alla pubblica amministrazione che il successivo atto adottato dall'autorità di ps.
Non sono, invece, da sottoporsi a imposta di bollo le successive comunicazioni inerenti la variazione dei pezzi tenuti in collezione, alla stregua della denuncia di armi prevista dall'articolo 38 Tulps, in quanto tali atti non possono essere equiparati alle istanze, non dando origine a un procedimento amministrativo, bensì a una mera presa d'atto da parte della pubblica amministrazione.

Firmato: per il direttore dell'area armi ed esplosivi (Giovanni Aliquò):
Vice questore aggiunto Pierluigi Borgioni

Finalmente ne sappiamo qualcosa di più, il bollo è dovuto solo al primo silascio, essendo questa una vera e propria richiesta di licenza di collezione, ma non per le successive modifiche in quanto queste sono solo comunicazioni di variazione. Ma tutto dura una manciata di mesi.

Bollo: con circolare Circolare 557/PAS.755-10171(3) del 13.02.2006 il Ministero ha stabilito che al primo rilascio della licenza di collezione sia dovuto il pagamento del bollo, quindi sia la richiesta che la copia devono essere accompagnate da una marca da bollo da xx,xx €. Si intende per copia quella dichiarazione che verrà rilasciata dall'ufficio armi e che sarà in effetti la licenza vera e propria. E' stato inoltre richiesto all'Agenzia delle Entrate se alle variazioni in diminuzione delle armi in collezione si deve applicare il bollo, in attesa esso va applicato la dove la variazione della licenza veda un aumento delle armi inserite in collezione e la dove venga richiesto anche su quelle in diminuzione.

RISPOSTA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Relativamente ai chiarimenti chiesti si ritiene che la soluzione interpretativa prospettata dal Ministero dell'Interno non e' condivisibile.

Per quanto concerne il documento evidenziato al punto 1), la scrivente, considerato che gli articoli 35 e 55 del T.U.L.P.S. vietano di vendere o cedere rispettivamente armi o materie esplodenti di qualsiasi genere a privati che non siano in possesso di nulla osta rilasciato dal Questore, osserva che la disposizione degli articoli richiamati che esenta da ogni tributo il nulla osta e prevede la redazione in carta libera della richiesta per ottenerne il rilascio, non e' applicabile. Infatti l'articolo 42 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 dispone: "Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate e cessano di avere applicazione le disposizioni concernenti esenzioni e agevolazioni tributarie, anche sotto forma di regimi fiscali sostitutivi, diverse da quelle considerate nel decreto stesso o in altri decreti emanati in attuazione della legge 9 ottobre 1971, n. 825 ...". Inoltre, il nulla osta in questione non e' riconducibile all'articolo 3 della tabella allegata al D.P.R. del 26 ottobre 1972, n. 642 che prevede l'esenzione dall'imposta di bollo in modo assoluto per "gli atti, documenti e provvedimenti dei procedimenti in materia penale, di pubblica sicurezza e disciplinare ...". Infatti a parere di questa direzione centrale i procedimenti di pubblica sicurezza sono quelli individuati dal titolo I, capo I (Delle attribuzioni dell'autorita' di pubblica sicurezza e dei provvedimenti d'urgenza o per grave necessita' pubblica) e capo II (Della esecuzione dei provvedimenti di polizia) del T.U.L.P.S., risultano quindi escluse le autorizzazioni di polizia di cui al capo III (Delle autorizzazioni di polizia) che rientrano, infatti, tra le attivita' di polizia amministrativa.

Il nulla osta in argomento ha lo scopo di rimuovere il limite genericamente imposto all'acquisto di armi o materie esplodenti; si tratta quindi di un atto amministrativo che permette ad un soggetto l'esercizio di un diritto che il legislatore, per motivi di sicurezza pubblica, ha inibito in assenza di determinate contingenze.
Da cio' consegue l'assoggettamento del nulla osta all'imposta di bollo, nella misura di Euro 10,33 per ogni foglio, ai sensi dell'articolo 4 della tariffa allegata al D.P.R. n. 642 del 1972: "atti e provvedimenti degli organi dell'amministrazione dello Stato ...".   Anche la domanda volta ad ottenere il rilascio del nulla osta e' soggetta all'imposta di bollo, nella misura di Euro 10,33 per ogni foglio, ai sensi dell'articolo 3 della citata tariffa allegata al D.P.R. n. 642 del 1972, "... istanze, petizioni, ricorsi (...) diretti agli uffici (...) dell'Amministrazione dello St ato (...) tendenti ad ottenere l'emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, estratti, copie e simili".
In merito al documento evidenziato al punto 2), preliminarmente si osserva che il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527, emanato in attuazione della direttiva CEE 91/477 del 18 giugno 1991, disciplina le modalita' di rilascio della carta europea d'arma da fuoco definita all'articolo 1, comma 4, della citata direttiva CEE come "un documento rilasciato dalle autorita' degli stati membri alla persona che diviene detentore e utilizzatore legittimo di un'arma da fuoco, su richiesta della stessa".

Il rilascio della carta europea, pur non avendo carattere di "discrezionalita'" - connotato tipico delle autorizzazioni di polizia - e' da configurarsi, a parere di questa Direzione Centrale, come un documento necessario, rilasciato a seguito d'istanza del privato; infatti "tale carta deve essere sempre in possesso di chi utilizza l'arma"(art. 1, comma 4, della ripetuta direttiva CEE). Pertanto, questo documento e' soggetto all'imposta di bollo ai sensi del gia' citato articolo 4 della tariffa allegata al D.P.R. n. 642 del 1972.
Vale la pena precisare che anche l'istanza per ottenerne il rilascio deve essere presentata in bollo ai sensi dell'articolo 3 della citata tariffa. In merito al documento riportato al punto 3) si osserva che la notifica all'interessato dell'avvenuta iscrizione, ovvero del rifiuto dell'iscrizione delle armi nel "catalogo delle armi comuni da sparo", seppur "esatto adempimento di un obbligo procedurale", si configura come atto conclusivo di un procedimento avviato su istanza di parte. Pertanto, la copia dell'avvenuta iscrizione o del rifiuto consegnata per notifica e' soggetta all'imposta di bollo ai sensi dell' articolo 4 della tariffa allegata al D.P.R. n. 642 del 1972, "atti e provvedimenti degli organi dell'amministrazione dello Stato (...) rilasciati anche in estratto o in copia dichiarata conforme all'originale ...".

La presente risoluzione viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 5, del decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209, in risposta all'istanza d'interpello presentata alla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dal Ministero dell'Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

In pratica anche l'Agenzia delle Entrate sancisce che il rilascio di nulla osta, licenze e quant'altro sia soggetto a tassazione da parte dello Stato. Però lo stesso Aliquò disse che le variazioni sulla licenza sono semplici comunicazioni e quindi non soggette a bollo.

In verità poi si finisce per dover pagare il bollo ogni qualvolta alla variazione sulla licenza si è costretti a produrre una nuova copia della stessa con le dovute modifiche. Le Questure naturalmente ritengono tale nuova copia come una licenza ex novo a cui va applicato il bollo.
Possiamo quindi affermare che la dove si possa in caso di diminuzione della quantità di armi in licenza, tirare semplicemente una riga sopra tali armi iscritte, non si deve applicare il bollo sulla licenza perchè già presente ma se si deve aggiungere una nuova arma e quindi riscrivere da capo la licenza, questa va accompagnata da nuovo bollo da applicarvi sopra.


La citata circolare del Ministero Circolare 557/PAS.755-10171(3) chiarisce inoltre l'esistenza di due ben distinte licenze di collezione: una per armi antiche, artistiche o rare, l'art. 6, comma 3, del D.M. 14 aprile 1982, questo definisce antiche le armi costruite anteriormente al 1890. Le armi di modello anteriore al 1890, ma fabbricate tra il 1890 e il 1920, rientrano nella definizione di "armi rare di importanza storica".

Una seconda licenza per armi comuni è quella tra cui rientrano tutte le armi prodotte dopo il 1890 che non siano repliche anteriori al 1920. Per questa ultima ogni variazione in aumento del numero di armi in collezione deve avere preventiva approvazione del Questore, perchè come spiegato nella circolare possa controllare che sia effettivamente un arma comune, che non sia un "doppione" di altra già in collezione e che i dispositivi di sicurezza adottati siano idonei alla quantità di armi detenute. Come detto sopra ogni Questura adotta un proprio modo operandi a cui ci si deve attenere, seguendo le disposizioni del Ministero si dovrebbe innanzi tutto scegliere l'arma presso l'armiere, quindi richiederne l'inserimento in collezione e solo dopo aver avuto il benestare, provvedere a inserire fisicamente l'arma insieme alle altre. E' però impossibile chiedere la detenzione in collezione di un arma che ancora non si possiede, visto che le denunce di detenzione sono comunicazioni e che le armi elencate nelle licenze di collezione sono anche già detenute è prassi più comune acquistare l'arma ed entro le 72 ore imposte dalla legge, denunciarne il possesso e la volontà di inserirla in collezione. La denuncia, grazie alle ultime disposizioni "Monti" può essere inviata all'ufficio competente via posta ordinaria per raccomandata o per via telematica con posta certificata (sfortunatamente non tutti gli uffici del territorio hanno a disposizione questa ultima innovazione). E' opportuno allora recarsi di persona presso l'ufficio.

La richiesta di rilascio deve essere accompagnata dai documenti comprovanti l'idoneità a detenere armi (porto d'armi valido o altro documento similare), la collezione è soggetta a prescrizioni di sicurezza dettate dalla Questura locale che si basano sul quantitativo di armi denunciate, il luogo di detenzione, ecc. In base a questi parametri la Questura impone l'uso di particolari accorgimenti per la detenzione della collezione in sicurezza, ad esempio antifurti, armadi blindati, ecc.. Per evitare che al crescere della collezione ci si trovi di fronte a delle obbiezioni da parte del Questore, sarebbe opportuno richiedere le prescrizioni per un numero di armi sufficiente anche se non ancora in essere nella collezione.
FACSIMILE DELLA DENUNCIA DI COLLEZIONE ........................... formato Open Office (programma open-source scaricabile gratuitamente dalla rete)

Nessuna norma vieta di trasportare e usare in un poligono le armi che sono elencate e regolarmente detenute in una collezione anche se è opinione di alcune Questure che le stesse non possano essere spostate senza preventivo avviso all'ufficio preposto. (Prima di trasportare le armi e usarle in un poligono accertarsi presso la propria Questura).

Il ultimo abbiamo visto come sia vietato detenere in collezione più di un arma dello stesso modello ma: con circolare del 15.10.96 Piot. 559/C-50.64 39-E-85 il Ministero esprime quanto segue:

Premesso quanto sopra, Questo ministero, sentito anche il parere della Commissione consultiva centrale delle armi e tenuto conto del disposto dell'art. 10, comma VI, della legge 18 aprile 1975, n. 110, che consente la detenzione in collezione di non più di un esemplare per ogni modello d'arma, ritiene che pur trattandosi di più esemplari di armi dello stesso modello, ne possa essere consentita la detenzione in quanto i punzoni e i marchi impressi sugli stessi determinano un diverso indirizzo storico-culturale di detti esemplari, tanto da costituire elementi di differenziazione tali da poterli considerare modelli diversi della stessa arma.
■ Prot. 559/C-50.64 39-E-S5

Data Roma 15.10.96

è quindi possibile detenere più armi dello stesso modello purchè abbiano differenze che ne determinino una specie di modello a se perchè ha marchi distintivi diversi.

AL QUESTORE DELLA PROVINCIA DI …..........................










Vista l’istanza con la quale il Sig. __________________________, nato a _________________ (___)
il _______________, residente in _______________ (___) ________________, ____
chiede la licenza per tenere nella propria abitazione una COLLEZIONE DI ARMI COMUNI così composta:










1
FUCILE
MOD.
MATR.
CAL.
2
PISTOLA
MOD.
MATR.
CAL.
3
REVOLVER
MOD.
MATR.
CAL.
4
CARABINA
MOD.
MATR.
CAL.
5
BAIONETTA
MOD.
MATR.
CAL.
6
SCIABOLA
MOD.
MATR.
CAL.
7
 
MOD.
MATR.
CAL.
8


MOD.
MATR.
CAL.
9


MOD.
MATR.
CAL.
10


MOD.
MATR.
CAL.




















Visto l'Art. 10 della Legge 18.4.1975 n° 110 e gli Artt. 9-10-31 e 32 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. del 18.6.1931 n° 773, nonché l'Art. 47 del relativo Regolamento di Esecuzione 6.5.1940 n° 635

 

DA LICENZA
AL Sig. _______________________ nato a ___________ il ___________ per detenere nella propria abitazione sita il ______________ (___) - via _____________________, n° ___, le armi sopraelencate sotto l'osservanza delle vigenti disposizioni in materia, a condizione che si provveda A custodire le stesse in apposito armadio blindato con chiusura di sicurezza e installazione di idoneo sistema d'allarme, significando che è fatto assoluto divieto di detenere munizioni per dette armi.
La presente licenza può essere revocata per motivi di ordine e sicurezza pubblica o per abuso da parte del titolare.












li_________________












P. IL QUESTORE








________________
























Legge 18 aprile 1975, n. 110 Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi. (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 aprile 1975, n. 105) Articolo 10 Divieto di detenzione e raccolta di armi da guerra. Collezione di armi comuni da sparo.

A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, non possono rilasciarsi licenze per la detenzione o la raccolta di armi da guerra, o tipo guerra, o di parti di esse, o di munizioni da guerra. Le armi di cui sia stata autorizzata la detenzione o la raccolta ai sensi dell'articolo 28 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, possono essere trasferite soltanto per successione a causa di morte, per versamento ai competenti organi del Ministero della difesa, per cessione agli enti pubblici di cui al quinto comma ed ai soggetti muniti di autorizzazione per la fabbricazione di armi da guerra o tipo guerra o di munizioni da guerra ovvero per cessione, con l'osservanza delle norme vigenti per l'esportazione di tali armi, ad enti o persone residenti all'estero. L'erede, il privato o l'ente pubblico cui pervengono, in tutto o in parte, tali armi e' tenuto a darne immediato avviso al Ministero dell'interno ed a chiedere il rilascio di apposita autorizzazione a conservarle. In quanto applicabili si osservano le disposizioni dei precedenti articoli 8 e 9. Chiunque trasferisce le armi di cui all'articolo 28 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per cause diverse da quelle indicate nel precedente comma e' punito con la reclusione da due a sei anni e la multa da lire duecentomila a lire due milioni.

E' punito con l'ammenda fino a lire centomila chiunque, essendone obbligato, omette di dare l'avviso previsto nel secondo comma del presente articolo.

Salva la normativa concernente la dotazione di armi alle Forze armate ed ai Corpi armati dello Stato, e' consentita la detenzione e la raccolta delle armi e dei materiali indicati nel primo comma allo Stato e, nell'ambito delle loro competenze, agli enti pubblici in relazione all'esercizio di attivita' di carattere storico o culturale nonche' ai soggetti muniti di autorizzazioni per la fabbricazione di armi da guerra o tipo guerra o di munizioni da guerra per esigenze di studio, di esperimento, di collaudo. La detenzione di armi comuni da sparo per fini diversi da quelli previsti dall'articolo 31 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e' consentita nel numero di tre per le armi comuni da sparo. La detenzione di armi comuni da sparo in misura superiore e' subordinata al rilascio di apposita licenza di collezione da parte del questore, nel limite di un esemplare per ogni modello del catalogo nazionale; il limite di un esemplare per ogni modello non si applica ai fucili da caccia ad anima liscia ed alle repliche di armi ad avancarica. e di sei per le armi di uso sportivo. Per le armi da caccia resta valido il disposto dell'articolo 37, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.

Restano ferme le disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, per le armi antiche. Sono armi antiche quelle ad avancarica e quelle fabbricate anteriormente al 1890. Per le armi antiche, artistiche o rare di importanza storica di modelli anteriori al 1890 sara' disposto un apposito regolamento da emanarsi di concerto tra il Ministro per l'interno e il Ministro per i beni culturali entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. Dette armi non si computano ai fini di cui al sesto comma. La richiesta della licenza al questore deve essere effettuata da parte di coloro che gia' detengono armi comuni da sparo in quantita' superiori a quelle indicate nel sesto comma entro il termine di centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

Per la raccolta e la collezione di armi di qualsiasi tipo e' esclusa la detenzione del relativo munizionamento. Il divieto non si applica alle raccolte per ragioni di commercio e di industria. Chiunque non osserva gli obblighi o i divieti di cui al sesto, ottavo e nono comma e' punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da lire duecentomila a lire un milione. agg.2014 .