BANCATURA

La bancatura delle armi in Italia

  • 17 giu 2015

Tutte le armi, anche quelle ad aria compressa o gas compressi, con qualsiasi energia del pallino in piombo, devono subire la bancatura Italiana.

Per questo motivo acquistare un arma ad aria compressa anche se di energia inferiore ai 7,5 Joule all'estero, o esportarla sottopone alle stesse problematiche imposte per le armi a fuoco, per le quali ci si deve munire di licenza di importazione qualora si acquisti o di Carta Europea se si esporta momentaneamente.

Le nuove normative prevedono l'importazione di quelle armi bancate presso un banco riconosciuto ma l'arma dovrà essere sottoposta, se non di modello già importato, alla classificazione Italiana presso il BPN.

(Dal sito del Dott. E. Mori)


http://www.earmi.it

Importazione di armi

L’importazione temporanea dall’estero è regolata come l’esportazione; chi entra deve presentare le armi alla polizia e denunziare dove le deterrà. L’importazione con C.E. è regolata come l’esportazione. Le armi non devono recare il numero di catalogo o punzoni di Banchi riconosciuti; è obbligatoria la matricola. Le armi non vanno denunziate se il detentore si sposta per cacciare o per gare di tiro o se riespatria entro 72 ore.
L’importazione definitiva richiede la licenza del questore (del prefetto per il privato che importa oltre tre pezzi nel corso di un anno solare). Le armi moderne devono recare il marchio di un Banco di Prova riconosciuto; se il marchio del Banco non è riconosciuto, vengono inviate a Gardone VT per la regolarizzazione. Talvolta conviene farle transitare per il Banco di un paese europeo meno formalista.
È vietata, salvo che ai collezionisti di armi antiche e rare, l’importazione di armi bianche moderne; ne è (per logica) consentita però l’importazione ai commercianti.

Non è quindi consentito acquistare un arma all'estero, sia essa arma a fuoco o ad aria compressa anche di libera vendita, e di portarla nel nostro Paese senza regolare licenza di importazione.