ARMAMENTO MILITARE

ARMI DA GUERRA: NORME

  • 14 giu 2015
Si è discusso e lo si farà ancora per moltissimi anni sulla questione delle armi derivate da quelle militari, AK; M16; Steyr; Thompson; Beretta e tutte le ex-ordinanza con le quali si svolgono anche delle meravigliose gare di tiro. La stessa Comunità Europea ha spinto per una limitazione di tali armi. L'Italia sulla spinta di fatti criminosi ha nel 2015 emanato alcuni Decreti per ridurre la capacità dei caricatori di tutte le armi con esclusione di quelle classificate sportive e vietare per l'uso venatorio tutte le armi classificate B7 (con somiglianza ad un arma militare automatica).

Ma perchè si è arrivati a questo punto; il problema di tantissime armi sul mercato civile che hanno una benchè minima somiglianza ad armi militari, ma non solo, ad armi che hanno fatto storia anche nei films di guerra, (indimenticabili gli M16 e gli AK dei films sul Vietnam), ha da tempo suscitato nell'opinione pubblica l'idea che queste armi da guerra possano essere acquistate anche nelle armerie civili delle nostre città senza capire che tra esse e quelle in armeria vi è una sostanziale differenza: il sistema meccanico di funzionamento.

Ma l'opinione pubblica e diciamo anche i media, si soffermano spesso solo alle apparenze esteriori, alle forme e le somiglianze, senza sapere che sono da sempre in commercio carabine capaci di sparare munizionamento militare come il 7,62 NATO ( 7.62×51mm o meglio conosciuto come il .308 Winchester) oppure il 5,56 NATO ( 5.56×45mm cosidetto nel campo civile .223 Remington) per non parlare della .30-06 (o 7,63x63 usato nella Browning 1919 raffigurata qui a fianco) apprezzata da tutti i cacciatori nostrani e camerata in tutte le carabine da caccia in commercio.

Si vuole oggi far credere che limitando la capacità dei caricatori o vietando per la caccia le armi B7 e quindi riducendone la possibilità di detenzione, si salvaguardi la sicurezza pubblica; ben sapendo che sono le armi clandestine il problema. Ma in verità sappiamo quali sono le armi da guerra e le loro munizioni ? E quale è il confine che contraddistingue le une dalle altre. La Legge 185 del 9 luglio 1990 doveva stabilire quali armi erano considerate per l'armamento delle nostre truppe e le forze armate in genere, solo nel 2003 ne fu specificato l'elenco. La Legge si esprime in modo inequivocabile e le armi in calibro superiore a 12,7 mm. (.50") sono armi da guerra compreso il loro munizionamento naturalmente, mentre per le armi in questo calibro (12,7 mm.)e al di sotto di esso, solo quelle a meccanica automatica sono sicuramente da guerra mentre per le altre si deve osservare una loro spiccata potenzialità offensiva e di fuoco o devono essere state prodotte per il moderno armamento delle truppe e per l'impiego bellico perchè siano considerate da guerra, ammesso che si possa definire con esattezza la spiccata potenzialità offensiva che misura sia, si riferirà all'energia del proiettile o alla distanza utile di tiro, alla velocità di ripetizione del colpo o al semplice diametro della palla e al suo peso o al contenuto del caricatore. Per ora questa rimane una misura astratta che permette oggi al Banco di Prova Nazionale di decidere unilateralmente quali armi abbiano spiccata potenzialità offensiva e quali no; ma torniamo alla Legge che dichiara da guerra le armi:

1) Armi a fuoco automatiche
2) Armi a fuoco semiauto o a ripetizione manuale espressamente progettate per l'impiego militare in calibro non superiore a 12,7mm. (0,50 pollici).

Possono essere considerate armi comuni quelle in calibro superiore a 12,7 mm. purchè prodotte per la caccia o il tiro sportivo, (ad esempio i fucili express in calibri come il 600 e il 700 cioè 15,4 e 17,78 mm.), per altro in Italia è stato già classificato dal BPN il .600" Nitro Express al n.12_00411 e n.12_02525 e il .700" Nitro Express al n.12_02524 quale calibro maggiore per caccia; questo conferma che il limite del calibro (12,7mm.) è poi solo una mera illusione dato che il suo calibro effettivo è di 17,8mm.
Tutto ciò conferma che le armi che vengono progettate per il mercato civile, quindi per lo sport del tiro e per caccia possono essere commercializzate al di la del loro calibro nominale effettivo.

Ma esiste un chiaro problema nell'individuazione delle caratteristiche che fanno di un arma semiautomatica o a colpo singolo un arma da caccia anzichè da guerra e tanto più la sua munizione anchè prodotta con palla incamiciata. Quante munizioni prodotte per il commercio civile si adattano anche nelle armi militari e quante munizioni militari possono essere usate da un modello civile: i più comuni sono il .308 W.; il .223 Rem.; il 7,62x39, il .30-06 ecc. Cosi in qualche modo le varie commissioni si sono spinte a considerare armi comuni quelle che pur camerando munizioni militari, pur avendo massima somiglianza "fotografica" con armi militari hanno un limitato volume di fuoco. Da qui la norma che proibì l'uso di caricatori con capacità superiore a quella dichiarata dal costruttore (fino alla caduta del catalogo) e che oggi limita gli stessi ad un numero di colpi non superiore a 5 per le armi lunghe e 15 per quelle corte. (Legge 110/75 aggiornata con DL.121/13)

Al punto "F" dell'art. 36 della legge 7 luglio 2009, n. 88 cui fa riferimento il D.L. 204, è scritto: "prevedere speciali procedimenti per la catalogazione e la verifica delle armi semiautomatiche di derivazione militare, anche ai fini dell'autorizzazione per la loro detenzione" in questo modo si limita la possibilità di detenere armi di derivazione militare da parte del cittadino, sarà possibile quindi bloccare l'importazione e la classificazione di armi al di sopra del 12,7 mm e quelle che presentino un elevata capacità di fuoco ma in assoluto quelle capaci di camerare munizionamento militare ... e un chiaro esempio sono tutte le armi corte in cal. 9x19, considerate ad esclusivo uso militare.

Se poi spostiamo l'attenzione sulle munizioni, a parte quelle con palla in biombo nudo, verniciato o ricoperto galvanicamente, espressamente prodotte per uso sportivo o venatorio (quindi anche quelle a espansione), sarà e rimane difficile stabilire quale è una munizione civile o militare se nello stesso calibro usato da un arma automatica o da guerra e civile si utilizzeranno cartucce similari. Del resto il tiratore sportivo può ne più ne meno essere simbolicamente visto come un "cecchino" in ambito militare e quest'ultimo se vuole fare centro deve comportarsi come un tiratore sportivo e alla fine adottare proiettili similari. Ma chi può decidere quale delle munizioni usate debba essere considerata da guerra quando queste sono perfettamente identiche ?

Ci si attiene per ora alla L. 110/75 che distingue le munizioni vietate da quelle permesse in ambito civile:

Articolo 2 Legge 110/1975

Armi e munizioni comuni da sparo.
agg. novembre 2013

Art. 2.

Armi e munizioni comuni da sparo Agli stessi effetti indicati nel primo comma del precedente articolo 1 e salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo stesso sono armi comuni da sparo:
a) i fucili anche semiautomatici con una o piu' canne ad anima liscia;
b) i fucili con due canne ad anima rigata, a caricamento successivo con azione manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce o rigate, a caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili, le carabine ed i moschetti ad una canna ad anima rigata, anche se predisposti per il funzionamento semiautomatico;
e) i fucili e le carabine che impiegano munizioni a percussione anulare, purche' non a funzionamento automatico;
f) le rivoltelle a rotazione;
g) le pistole a funzionamento semiautomatico;
h) le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890 fatta eccezione per quelle a colpo singolo.
Sono altresi' armi comuni da sparo i fucili e le carabine che, pur potendosi prestare all'utilizzazione del munizionamento da guerra, presentino specifiche caratteristiche per l'effettivo impiego per uso di caccia o sportivo, abbiano limitato volume di fuoco e siano destinate ad utilizzare munizioni di tipo diverso da quelle militari. Salvo che siano destinate alle Forze armate o ai Corpi armati dello Stato, ovvero all'esportazione, non e' consentita la fabbricazione, l'introduzione nel territorio dello Stato e la vendita di armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione, che sono camerate per il munizionamento nel calibro 9x19 parabellum, nonche' di armi comuni da sparo, salvo quanto previsto per quelle per uso sportivo, per le armi antiche e per le repliche di armi antiche, con caricatori o serbatoi, fissi o amovibili, contenenti un numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe ed un numero superiore a 15 colpi per le armi corte, nonche' di tali caricatori e di ogni dispositivo progettato o adattato per attenuare il rumore causato da uno sparo. Per le repliche di armi antiche e' ammesso un numero di colpi non superiore a 10 [agg.D.L.121 5 nov.2013]. Nei casi consentiti e' richiesta la licenza di cui all'articolo 31 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.773. Sono infine considerate armi comuni da sparo quelle denominate 'da bersaglio da sala', o ad emissione di gas, nonche' le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte i cui proiettili erogano un'energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali il Banco nazionale di prova escluda, in relazione alle rispettive caratteristiche, l'attitudine a recare offesa alla persona. Non sono armi gli strumenti ad aria compressa o gas compresso a canna liscia e a funzionamento non automatico, destinati al lancio di capsule sferiche marcatrici biodegradabili, prive di sostanze o preparati di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, che erogano una energia cinetica non superiore a 12,7 joule, purche' di calibro non inferiore a 12,7 millimetri e non superiore a 17,27 millimetri. Il Banco nazionale di prova, a spese dell'interessato, procede a verifica di conformita' dei prototipi dei medesimi strumenti. Gli strumenti che erogano una energia cinetica superiore a 7,5 joule possono essere utilizzati esclusivamente per attivita' agonistica. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui al presente comma, si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 17-bis, primo comma, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Con decreto del Ministro dell'interno sono definite le disposizioni per l'acquisto, la detenzione, il trasporto, il porto e l'utilizzo degli strumenti da impiegare per l'attivita' amatoriale e per quella agonistica. [agg.D.L.121 5 nov.2013] Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo comuni non possono comunque essere costituite con pallottole a nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad espansione, autopropellenti, ne' possono essere tali da emettere sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive, o capsule sferiche marcatrici, diverse da quelle consentite a norma del terzo comma ed eccettuate le cartucce che lanciano sostanze e strumenti narcotizzanti destinate a fini scientifici e di zoofilia per le quali venga rilasciata apposita licenza del questore. Le disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con le successive rispettive modificazioni, e della presente legge relative alla detenzione ed al porto delle armi non si applicano nei riguardi degli strumenti lanciarazzi e delle relative munizioni quando il loro impiego e' previsto da disposizioni legislative o regolamentari ovvero quando sono comunque detenuti o portati per essere utilizzati come strumenti di segnalazione per soccorso, salvataggio o attivita' di protezione civile.

Ecco che sappiamo ora che le munizioni da guerra sono tutte quelle che hanno proiettile a nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad espansione, autopropellenti, a emmissione di sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive. In questo senso quindi se si caricasse una 9x21 con palla perforante ci si troverebbe di fronte a una munizione da guerra ma al contrario se si possedesse una 7,65 Nato con proiettile in piombo o semincamiciato saremmo di fronte a una munizione da caccia. In questo modo è possibile detenere armi prodotte per il mercato civile anche se di derivazione militare, che camerano munizionamento da guerra ma in esse useremo solo munizionamento per tiro o caccia e in calibro non superiore a 12,7mm. (.50)