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CALCOLO DELLA VELOCITA' OTTIMALE DI UN PROETTILE
(stabilità balistica seconda parte)

Abbiamo visto come possiamo misurare il passo di rigatura di una canna, molti si saranno chiesti a quale scopo ? Bene ora riveleremo il perchè di tanto lavoro.

Iniziamo con il precisare che per ogni munizione e quindi ogni calibro commercializzato, ogni singolo tipo di cartuccia, per forma, velocità, potenza, vengono offerti diversi proiettili per ricarica, diversi sia per forma che per peso, adatti a secondo della caratteristica, alla caccia o al tiro sia esso di precisione o per plinking, per tiro dinamico, ecc. Al variare della forma e del peso di un proiettile si avrà cosi non solo un effetto diverso sul bersaglio ma anche una traiettoria diversa e in molti casi anche una diversa precisione. Questo lo sanno bene tutti, ed usano per questo proiettili diversi per ogni diverso tipo di tiro.

Per chi ricarica le munizioni in casa, ad ogni tipo di proiettile non solo si provvede alla modifica della dose di polvere ma la stessa balistica, sia essa di volo o terminale, subisce variazioni notevoli come detto pocanzi. Per ovviare il più possibile e migliorare il tiro per quanto sia a noi possibile con calcoli teorici, si prende in considerazione la stabilità del proiettile data dalla sua rotazione in volo; sappiamo tutti che essa viene impressa dalle rigature della canna, la torsione di queste e la velocità del proiettile determinano una rotazione (giri/minuto) costante se la velocità è costante, ma in diminuzione con lo scorrere del tempo di volo e quindi dello spazio percorso, si perchè il proiettile, frenato dall'aria, rallenta e anche se non in modo concatenato, anche la sua rotazione intorno all'asse di tiro, rallenta gradualmente. Ecco perchè più il bersaglio da colpire è distante e più si richiede una precisione nei vari componenti dell'arma e della munizione.

Torniamo alla velocità di rotazione "iniziale", quella che il passo di rigatura imprime al proiettile. Essa rimane costante anche se variamo il tipo di proiettile ma varia al variare della velocità in canna dello stesso, cioè per la stessa arma in nostro possesso, (che noi ricarichiamo) sia che usiamo un proiettile corto di tipo RN o lungo di tipo affusolato (spitzer), a parità di velocità essi ruoteranno allo stesso numero di giri. In verità ogni proiettile per la sua forma e peso, dovrebbe avere una propria velocità di canna e quindi di rotazione che ne dovrebbe garantire stabilità e precisione ed ecco perchè si dovrebbe spingere ogni proiettile alla sua giusta velocità, perchè la sua forma varia e, varia cosi il baricentro variando anche molte caratteristiche tra cui il coefficiente balistico, dovrebbe variare allora in modo ottimale anche la sua rotazione giroscopica stabilizzatrice.

Il problema è però molto più complesso e dobbiamo per molti motivi semplificarlo il più possibile, pensiamo solo che un proiettile "match" non può ruotare alla stessa velocità di un proiettile "flat noise" (dello stesso calibro naturalmente). Arrivati a questo punto vi chiederete come si fa se le canne sono costruite per far fare sempre gli stessi giri al proiettile ?! In verità si dovrebbe scegliere per ogni tipo di proiettile usato una giusta velocità perchè è questa che ne garantisce la miglior rotazione e stabilità. La velocità quindi varia in rapporto alla forma del proiettile e al passo di rigatura. A questo punto capirete anche che due armi che camerano la stessa munizione potrebbero avere risposte balistiche ben diverse proprio a causa del diverso passo di rigatura che possiedono. In una di esse la munizione potrebbe andare benissimo ma nell'altra no.

Come detto il calcolo richiede molte variabili complesse spesso difficili da reperire, noi prenderemo in considerazione solo quelle a portata di mano del tiratore classico, cioè il calibro della canna, il peso del proiettile e la sua lunghezza totale nonchè il passo di rigatura della canna che abbiamo già calcolato.

Ripassiamo un po' di balistica tratta dai manuali in commercio: Stabilità del proietto sulla traiettoria.

Si consideri un proietto che percorre la sua traiettoria. Se in tutte le sezioni trasversali di esso la traiettoria passa per il centro, la forza ritardatrice dovuta alla resistenza dell’aria sarà applicata al centro di gravità, e direttamente opposta alla direzione della velocità.  È questo è il caso dei proiettili sferici. In tal caso la resistenza dell’aria dicesi resistenza diretta.

Se invece le sezioni fatte nel proietto con un piano normale alla traiettoria ed al piano di proiezione non contengono nel centro la traiettoria, allora la forza ritardatrice non si applica più al centro di gravità; e siccome la direzione della resistenza non è in generale direttamente opposta a quella della velocità, ma forma con essa un certo angolo, la resistenza viene detta obliqua. È questo il caso dei proiettili oblunghi, cilindrici, cilindro ogivali, acuminati: perché all’uscita della bocca il proietto conserva sempre la stessa inclinazione del suo asse, mentre l’inclinazione della traiettoria varia continuamente. Quindi, l’asse del proietto non coincide con la traiettoria né con la tangente a questa; ma forma con essa un angolo continuamente variabile.

Pensiamo al proiettile sparato perfettamente vertivale, grazie alla stabilità impressa dalle righe esso mantiene sempre la punta in avanti. Una volta arrivato al massimo della sua traiettoria (altezza), tornerà indietro ma mantenendo la punta sempre verso il cielo. Al contrario un proiettile stabilizzato male, finirà per ricadere ruotando in modo "confuso" su se stesso. A molti è capitato di sentir "frullare" i proiettili per l'aria, la loro errata stabilizzazione fa si che essi impennino la punta e la ruotino tutt'attorno provocando il classico rumore nell'aria, sintomo di proiettili non stabilizzati a dovere.

Naturalmente tutto questo discorso ha valore per proiettili "lunghi", non certo quelli per pistola sempre di lunghezza limitata rispetto al calibro e per tiri estremamente lunghi, dove ogni minimo difetto o imprecisione salta subito all'occhio e rende il tiro sempre più impreciso allungandone la traiettoria.

Per chi ama leggere le formule, questa pagina del sito di E.Mori è molto interessante: STABILITA' BALISTICA

Tornando a noi, ora non resta che calcolare la miglior velocità da imprimere al nostro proiettile perchè questo risulti ben stabilizzato, per questo, prima di impazzire, il nostro Collaboratore Mario Bove, esperto di pc, ha provveduto a progettare questo semplice programmino che risolve il problema in pochi secondi. La sua precisione è comunque limitata a proiettili per carabina, cioè di tipo lungo ed è poco indicata per quelli per pistola, troppo corti e tozzi, usati in canne il cui passo non è calcolato per diri di precisione a lunga distanza.

Su alcuni manuali come quello della Hornady e quello della Speer, i proiettili raffigurati sono a grandezza naturale, con un semplice righello potete avere la misura quasi perfetta degli stessi senza inpazzire per cercarla su internet.

 

PROGRAMMA DI CALCOLO
DELLA STABILITA' BALISTICA

 

 


 

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