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"LO SCATTO"

 

 

Questo è uno degli argomenti più difficili da affrontare ma uno dei più richiesti. Abbiamo sempre aspettato nel discuterne per i problemi che può creare se affrontato senza le dovute cautele.

Esso è una delle essenzialità nell'arma per la precisione meccanica richiesta nel suo buon funzionamento. Se meccanicamente lo scatto si rompe l'arma non funziona, mentre se la meccanica dello scatto non è sufficientemente precisa o fatta male rende impossibile o molto difficoltoso fare centro.

Tutti coloro che sparano, fanno del tiro sportivo o vanno anche solo a caccia, hanno messo gli occhi sullo scatto della loro arma almeno una volta, magari facendo un pensiero sul da farsi per migliorarlo. Chi è stato più scaltro ci ha provato, i più fortunati ci sono riusciti ma in molti casi si sono verificati veri disastri con armi che non sparavano più o, se andava bene, con uno scatto ben peggiore dell'originario. Cosi molto spesso conviene scegliere armi con scatto sostituibile o regolabile.

Non vogliamo quindi insegnare a modificare, migliorare, alleggerire uno scatto, in altre pagine del sito diamo qualche informazione ma ogni tiratore ha una propria manualità in questi lavori, per cui se pur queste pagine aiutino chi è più portato, potrebbero invogliare chi non è affatto capace di smontare un arma, a cimentarsi in un lavoro di alleggerimento dello scatto, che come già detto, può produrre solo danni difficili da rimediare.

Lasciamo quindi scegliere il tiratore, noi ci limitiamo a esporre i fatti, come si suol dire, senza prenderci responsabilità.

Essenzialmente tutti gli scatti, sia essi di armi corte o lunghe, si compongono di vari pezzi metallici, molle e perni che assemblati permettono di azionare il cane o direttamente il percussore quando si desidera semplicemente premendo il grilletto. Lo scatto quindi, è una serie di leve che muove, blocca e sblocca il cane o il percussore per originare lo sparo.

Come possiamo vedere nel disegno qui a lato, lo scatto più semplice si riduce al semplice grilletto che aziona, o per meglio dire, libera il cane, che una volta armato manualmente si trova a premere su una leva, mentre una molla tende a spingerlo nella posizione originaria (abbattuta), premendo sul grilletto si sposta il suo angolo superiore che trattiene il cane grazie a un risalto su di esso, liberandolo e permettendogli di abbattersi sull'innesco della cartuccia.

La differenza tra questo e tutti gli altri scatti sta solo nella quantità di leve che si frappongono tra il glilletto e il cane, o in qualche caso, se il cane è assente, tra il grilletto e il percussore.

Il numero di leve, molle e regolazioni non fa di uno scatto uno migliore, spesso invece complica a tal punto le cose che lo scatto diventa "intoccabile" a causa del suo sistema complicato di funzionamento.

Vediamo allora lo scatto più semplice e più usato, specialmente dai tiratori di PGC: lo scatto di un revolver Smith & Wesson:


 

Esso si compone di pochissime parti, un cane (B), un grilletto (C), un sistema per la doppia azione (A), un leveraggio per la sicura, un secondo leveraggio per il funzionamento e il movimento del tamburo.

In posizione di riposo le leve del cane e del grilletto si trovano nella posizione che osserviamo nell'immagine a sinistra. Tra cane e grilletto stesso non vi è alcun contatto.

Azionando il grilletto, la sua coda spinge la leva (A) che a sua volta spinge il cane che tende cosi a ruotare e alzarsi, al massimo della corsa la leva scivola dalla coda del grilletto e il cane spinto dalla molla, ricade rapidamente a percuotere l'innesco. Questo sistema, detto "doppia azione" è tipico di molte armi ma non su tutte lo si trova e ancor più spesso molti tiratori hanno asportato la leva (A) per annullare ed eliminare parti inutili dello scatto la dove in gara, questo sistema non serviva. Nell'immagine qui sotto, lo scatto in doppia azione al massimo della corsa oltre la quale il cane scivola e ricade in posizione di riposo.

Armando (alzando) manualmente il cane, si aziona automaticamente anche il grilletto che al massimo della sua estensione, va a puntare con la sua coda estrema, in un risalto del cane stesso, mantenendolo in posizione armata. Questa situazione è assai precaria, sebbene molto sicura nella presa, il cane si trova trattenuto in posizione da una porzione finissima della coda del grilletto, una porzione impercettibile ma grazie a questo lo scatto risulterà molto dolce e pulito.

 

Nella foto ingrandita si nota il punto di contatto tra il cane e il grilletto, in questo caso ancora "grezzo, prima di una rielaborazione che vedrà la lucidatura dei piani di scatto e anche del punto di contatto sopra citato. Possiamo vedere quanto fine sia il risalto ricavato nel piede del cane trattenuto dalla coda del grilletto, più questo è fine più lo scatto è pulito e leggero: ma senza esagerare.

Proprio la finezza di lavorazione, la lucidatura dei piani di contatto e di movimento permette di rendere uno scatto migliore, pulito e senza quelle fastidiose corse che sembrano avvenire su vere e proprie grattuge da "parmigiano".

 


Nello scatto delle armi semiautomatiche interviene una lunga leva che permette di spostare il movimento dal grilletto posto davanti al caricatore, fino al cane posto dietro. Essenzialmente però, il sistema è uguale, un perno appositamente sagomato trattiene il cane in posizione armata finchè premendo il grilletto lo si sposta liberando il cane che si abbatte sul percussore.

Il dente di scatto afferra il cane su un bordo percettibile ricavato lungo la sua base arrotondata, più questo è "fine" più lo scatto appare migliore, esagerando però, si rischia che la forza del cane superi la forza di trattenimento del dente, in questi casi si ha un cane instabile capace di cadere al minimo urto con gravi conseguenze.

Quando controllate un arma, provate sempre ad armare il cane e quindi a fare forza con le dita tentando di spingerlo ad abbattersi senza premere il grilletto ma solo spingendone la cresta. Se il cane rimane in posizione lo scatto è sicuro, se il cane si abbatte, lo scatto è stato sicuramente ritoccato in modo errato ed è pericoloso.

Le armi che non hanno un cane ma solo un percussore lanciato, come molte pistole (es: Glock) e i fucili con otturatore girevole-scorrevole (Bold-Action), basano il loro scatto sugli stessi principi; il percussore caricato (arretrato) e spinto da una molla, viene trattenuto da una leva comandata dal grilletto, quando questa viene spostata il percussore è libero di correre in avanti e percuotere l'innesco della cartuccia. Anche qui si capisce subito che i punti di contatto tra leva e percussore e i punti di sfregamento delle varie leve interne allo scatto stesso, hanno estrema importanza e devono essere molto lucide (levigate a specchio) per rendere lo scatto fluido, morbito e pulito.

Anche i tiratori meno esperti possono sempre cimentarsi sulla lucidatura delle parti di uno scatto, questa può solo migliorare l'insieme, va evitato, dove non vi sia sufficiente esperienza, di toccare i punti di contatto tra cane e leva di scatto.

Dove possibile è comunque consigliato scegliere armi con scatti regolabili, questi solitamente sono più precisi e non hanno bisogno di ulteriori ritocchi, intervenendo sulle viti di regolazione si può avere lo scatto desiderato senza dover smontare meccanicamente tutto.

Lucidare e ritoccare uno scatto, richiede pochi attrezzi, quelli utili a smontare l'arma e quindi una buona serie di fogli di carta abrasiva finissima (oltre il n° 1000) olii, un piano liscio, possibilmente in vetro e tanta pazienza e olio di gomito.

Si deve provvedere a lucidare a specchio ogni superficie di contatto o sfregamento di ogni singolo pezzo dello scatto, rendere ogni parte liscia e lucida è sicuramente la prima operazione da fare, dopo di che lo scatto può essere rimontato e usato per un certo periodo, va quindi nuovamente smontato e controllato per vedere se ci sono ulteriori punti di attrito e in questo caso si può intervenire ulteriormente per migliorarli. Solo dopo si può intervenire direttamente sui punti di contatto tra cane e grilletto o leva di scatto.

Ecco in definitiva come dovrebbe apparire uno scatto, qui in alto due scatti apparentemente uguali, quello a sinistra ha un dente e un risalto del cane molto accentuato, cosa che rende lo scatto "lungo" e rugoso, al contrario a destra, lo scatto ha un dente corto e un risalto appena percettibile, lo scatto apparirà alla pressione, pulito e leggero. Attenzione: questo tipo di lavoro meccanico, costringe ad asportare del metallo dalle parti dello scatto, ma in caso di errore non sarà più possibile rimediare. Eseguite sempre il lavoro gradualmente, asportando poco metallo ogni volta, rimontando lo scatto e utilizzandolo per più sessioni di tiro. Dopo ogni lavorazione lo scatto ha bisogno di assestarsi e ciò avviene dopo almeno 100 colpi. Non abbiate premura quindi di arrivare al limite massimo ma cercate gradualmente il miglior compromesso da bontà di scatto e capacità del tiratore.

Non affogate gli scatti nell'olio: non esagerate mai con la lubrificazione, gli scatti dovrebbero lavorare a "secco" o almeno con un semplice velo di lubrificante. Grasso al teflon o al silicone va benissimo, stendetene solo un sottilissimo velo nei punti di maggior attrito, ricordate di smontarli almeno una volta all'anno per eliminare grassi e olii che si saranno mescolati con le polveri di sparo, pulite ogni singolo pezzo e rimontatelo subrigicandolo lievemente come sempre. Moltissimi scatti per tiro, sono prodotti per lavorare senza lubrificazione.

Per quanto riguarda le molle, esse non vanno toccate, evitate quegli esperti che vi propongono di accorciare le molle: specialmente quella del cane. Questo permette si di alleggerire lo scatto ma di conseguenza vi alleggerisce anche la percussione che troppo spesso diventa insufficiente o nulla, con mancate percussioni e inceppamenti dell'arma. Le sole molle che possono essere accorciate in minima parte e solo in alcuni tipi di scatto sono quelle che permettono il ritorno del grilletto. Queste (come quella della S&W) possono essere accorciate di varie spire e alleggeriscono lo scatto in maniera molto vistosa, quindi procedete sempre a piccoli passi. Ricordate che in gara il peso di scatto ha dei limiti entro cui si deve mantenere e non solo, queste molle spingono spesso anche la leva che trattiene in cane in posizione armata, se alleggerite la sua forza il cane potrebbe vincerne la tenuta e cadere (abbattersi) al minimo urto.

 


Lo scatto di una carabina cal. 22lr.

 

Infine fate molta attenzione a quegli scatti molto elaborati, a quelli sulle armi di pregio (doppiette ed express) i cui punti di contatto degli scatti, tra cane e leva di scatto, sono stati spesso cementati, asportando questa parte di metallo si elimina la cementatura e il metallo malleabile rimasto in superficie limita il buon funzionamento dello scatto stesso, che appare ottimo nei primi mesi e finisce per decadere sempre più, finchè, consumato il dente di per attrito, il cane non si riarma più. Controllate quindi prima il materiale con cui sono state fatte le parti principali dello scatto, se notate linee di indurimento nei punti estremi di contatto, evitate di asportarli.


Pacchetto di scatto di un fucile a canna liscia (foto in alto)

 

Tutti gli scatti (semplici) possono essere migliorati, anche quelli dei fucili a canna liscia con pacco di scatto smontabile.

Anche qui lo scatto si basa sul semplice lavoro del grilletto e del cane che sono legati tra loro da un semplice dente o risalto capaci di accoppiarsi all'atto del riarmo dell'otturatore.

Teniamo presente che queste armi per caccia devono comunque avere uno scatto lievemente più duro di quelle da tiro, dovendosi utilizzari in situazioni diverse.

I denti di scatto sono comunque, nella maggior parte dei casi, sovradimensionati, per cui una riduzione degli stessi non può che migliorare il meccanismo.

In ultimo, chi volesse cimentarsi, ricordi sempre di non variare l'angolazione delle basi di contatto tra i due denti di scatto, le due parti devono trattenersi saldamente e non scivolare via alla minima pressione o urto ne, incastrarsi fermamente rendendo difficile lo sgancio.

Comunque procedere sempre a piccolissimi passi è la cosa migliore, evitando di correre subito alla ricerca del minimo sforzo sul grilletto. In ultimo, l'uso dell'arma deve essere fattore principale che permette di decidere o meno di intervenire su uno scatto, solitamente questo lo si esegue su quelle armi per tiro e quasi mai sulle armi utilizzate per lavoro.

Nelle due foto in alto uno scatto originale (in alto a sinistra) e lo stesso scatto ritoccato (più in basso a destra) in cui si nota come il dente di arresto sia stato accorciato.


 

RITOCCARE GLI SCATTI

 

All'acquisto, le armi classiche, quelle per meglio dire, di fascia medio bassa, per uso di difesa e non comunque espressamente nate per il tiro a segno o dinamico presentano scatti abbastanza duri e rugosi, poco adatti per fare del tiro a segno o comunque, del tiro di precisione. Queste armi ancor più spesso non presentano possibilità di regolazione della corsa e del peso del grilletto o dello scatto; diventa quindi molto difficile poter intervenire per rendere almeno meno difficoltoso l'uso dell'arma nel tiro mirato e di precisione. Ma è possibile in alcuni casi intervenire manualmente sulle parti interne, sui meccanismi della catena di scatto, riuscendo spesso a raggiungere livelli di perfezione comparabili alle migliori armi da tiro in commercio. Un esempio classico lo si può avere con il revolver Smith & Wesson, la sua meccanica molto semplice, sia per la costruzione sia per lo smontaggio, lo rendono il più semplice da elaborare riducendo molto il rischio di sbagliare nell'operazione. Vediamo quindi subito questo sistema:

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Vediamo contrassegnato con (F) il cane e con (C) il grilletto, tutto questo insieme di organi lo si raggiunge svitando le tre viti che si trovano nella parte destra dell'arma e asportando la cartella che li nasconde. (D) è la molla del cane, questa deve restare sempre nella posizione di massimo sforzo, quindi controllate che la vite in basso e davanti all'impugnatura sia sempre completamente avvitata. La (E) è la leva a mezzaluna che arresta il tamburo nella posizione giusta, prima che il cane si abbatte, (A) è la molla di ritorno del grilletto. Per smontare questi elementi è sufficiente allentare e sfilare la molla del cane, quindi estrarlo. Dopodiché basta tirare indietro il grilletto, mantenere con una pinza a becco lungo, la molla (A) in questa posizione ed estrarre il grilletto stesso, rilasciando successivamente la molla che cadrà cosi sul tavolo. La leva (E) può essere lasciata nel suo alloggiamento, non essendo di interesse nella nostra trattazione.
Vedi anche: Smontaggio

Quando tutte queste parti saranno smontate, dovremo provvedere ad una accurata pulizia e in seguito ad una lucidatura a specchio di tutti quei punti in cui il metallo fa frizione, cioè dove avvengono gli sfregamenti da movimento delle varie parti. Si consiglia l'uso di carta abrasiva superiore al n° 600 e in seguito paglietta fine o pasta e panno. Per alleggerire lo scatto sarà sufficiente accorciare di una o due spire la molla (A), in alcuni casi anche più, ricordando che questa deve sempre riportare in posizione il grilletto e cosi facendo riposiziona la sicura al suo posto. Mai intervenire sulla molla del cane, pena il rischio di mancate accensioni a causa di una percussione troppo leggera.

Nessuno dei cambiamenti che faremo, influenzerà in modo negativo la doppia azione, ma potrà unicamente addolcirne il funzionamento che del resto, come si può vedere in figura, coinvolge un'altro elemento del meccanismo che noi non toccheremo, la leva di colore nero ha solo questa funzione, di permettere l'uso del cane e del grilletto in doppia azione. Il solo accorciamento della molla (A) e la lucidatura dei piani di scorrimento ne determina un miglioramento nella fluidità di movimento. Sottolineo che la percussione è determinata unicamente dalla forza della molla (D) che deve sempre essere nella massima tensione durante l'uso dell'arma, molti sono soliti allentarla per alleggerire lo scatto, ma non fanno che alleggerire la percussione rischiando mancate accensioni e quindi inceppamenti in caso di uso specialmente con inneschi un po' duri o in doppia azione.

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Ora passiamo al ritocco finale, lo sgancio del cane che deve essere pulito, senza corsa, gradini, ruvidità.

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L'incocco tra cane e grilletto, il punto cioè in cui i due meccanismi rimangono in equilibrio, ma sono letteralmente puntati l'uno contro l'altro è il punto che riceverà le nostre cure più attente. Il punto (B) in cui il becco posteriore del grilletto si viene ad arrestare in una impalpabile scannellatura o gradino sul becco anteriore del cane è questo punto essenziale. Oltre che a lucidare a specchio questi punti sarà nostro interesse abbassare il gradino fino a raggiungere il punto di minor attrito di sgancio ma facendo si che forzando sul cane armato questo, non si abbatta se non per sola pressione sul grilletto. (Percuotendolo con il manico di un grosso cacciavite la cresta del cane, questo deve rimanere armato e non cadere). Un sistema semplice per abbassare questo gradino prevede di posizionare della carta abrasiva 1000 / 1200 su di un pezzo di vetro e passare sopra di essa il cane con la parte da levigare, meglio ancora umettando la carta con olio per armi o per motori.

Solo a questo punto si avrà uno scatto sicuro e pulito, che permetterà anche di partecipare a gare di tiro con ottimi risultati. Naturalmente raggiungere il miglior livello meccanico non è detto che richieda una sola sessione di lavoro, questo spesso può essere ripetuto più volte dopo aver provato l'arma al poligono ricercando il meglio. Io stesso per la mia 686 ho impiegato circa 3 mesi per raggiungere la perfezione controllando naturalmente, che il peso di scatto non andasse al di sotto dei 1350gr. cosa facilmente regolabile accorciando o aggiungendo uno spessore alla molla (A). Ricordiamo che in gara lo scatto, deve avere un peso ben preciso e non deve scendere al di sotto di questo valore.

Vediamo ancora lo schema di altri scatti, anche questi comunque si basano sullo stesso sistema e con lo stesso sistema si possono rendere eccezionalmente fluidi e precisi nel loro funzionamento. Sotto vediamo il funzionamento di un meccanismo di scatto Walther:

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Scatto in doppia azione

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Scatto in posizione di cane armato.

Come si può vedere  i punti di contatto tra cane e meccanismo del grilletto si basano sullo stesso principio usato nel sistema SW e con lo stesso principio appronteremo il nostro lavoro.

Sotto, sistema usato dalla Beretta nelle sue semiauto.

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La parte in scuro (A) posta nella leva che collega il grilletto con il cane provvede al funzionamento della doppia azione, mentre la leva (B) agganciando il gradino (C) blocca il cane in posizione di armamento, lavorando su questo gradino noi possiamo migliorare la dolcezza di scatto, ridurre la corsa dello sgancio del cane. Lavorare sul dente posto sul cane, permette di preparare ottimi scatti, puliti e sicuri. Naturalmente molta attenzione va fatta a non toccare il gradino riservato alla doppia azione, il dente subito dietro,  riducendo il quale rischiamo di annullare questa modalità di uso dell'arma.

Anche lo scatto delle SW semiauto è simile a quello della Beretta, simile è anche l'approccio che avremo nella lavorazione delle parti componenti la catena di scatto. Vedi semiauto.

Nella figura il meccanismo sta funzionando in doppia azione, ma nel caso della sola singola azione la leva (A) va ad intercettare il gradino posto sul cane arrestandolo in posizione armata, alla pressione sul grilletto si andrà a spostare in avanti la leva liberando cosi il cane che cadrà battendo sul percussore. Anche in questo caso interverremo sul gradino posto sul cane per addolcire lo scatto.

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Un piccolo appunto; smontare un'arma non è cosa poi cosi difficile, se fatta con attenzione può essere interessante e istruttiva, del resto conoscere a fondo il funzionamento della propria arma anche per poter intervenire su di essa in caso di malfunzionamento è veramente utile. Poi imparato su una di esse, le altre sembreranno meno complicate e la pulizia approfondita che, andrebbe eseguita almeno ogni anno, sarà solo un bel passatempo.

 

 

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