Insegnare a sparare
da queste pagine sarebbe arduo come vincere una gara senza cartucce,
quello che voglio però dirVi sono solo piccoli trucchetti che aiutano sensibilmente
a capire dove sta l'errore che ci fa sempre fare qualche buco nel bianco,
già perché a noi, per il momento, basta stare almeno nel nero con tutti
i colpi....................quanti essi siano !! In futuro, col tempo e l'allenamento,
sicuramente potremo migliorarci.
S.Bruno Istruttore Federale di Pistola
Tutti sappiamo come
deve essere posto il mirino nella tacca di mira, perfettamente al centro
e alla giusta altezza, ne sporgente ne all'interno dell'incavo della tacca. Non è facile specialmente se ci si distrae e anziché guardare la tacca si mette a fuoco il bersaglio, cosi facendo si perde d'occhio il mirino e tutto finisce per andare fuori asse, il tiro risulta errato e il colpo va fuori bersalio mirato. Quindi la parola d'ordine è:"guardare sempre e solo il mirino".

Ecco però due modi
di portare l'insieme di tacca e mirino nel bersaglio: nel primo caso l'arma
è tarata per il tiro sportivo (tiro a segno), si mantiene tutto al di sotto
del nero del bersaglio, perchè i riferimenti bianchi che compaiono tra mirino
e tacca sono più evidenti, mentre nel secondo rimangono fortemente oscurati
anche se però in questo caso è più istintivo (quando andiamo a mirare un
bersaglio tendiamo sempre a tagliarlo con il mirino), con questo ricordiamo
che molte armi sono tarate come nella prima figura ma moltissime altre come
nella seconda specialmente quelle nate espressamente per difesa. La differenza non è essenziale, io mi sono sempre abituato
a sparare con mirino a tagliare il bersaglio anche in gara e non ho mai avuto problemi,
anzi i problemi sorgono quando con l'arma tarata sotto il nero dobbiamo
colpire qualcosa che non è della dimensione del cerchio TSN classico ma ad esempio
un birillo, un barattolo, una carta da gioco: quanto sotto gli miriamo ? Nelle gare di grosso calibro i bersagli
per il tiro mirato sono diversi da quelli per il tiro celere ecco allora
torna utile mirare al centro.
E ora la cosa più
importante: l'impugnatura e la pressione sul grilletto.
L'arma con la sua
impugnatura deve cadere nell'incavo tra pollice e indice e quando tendiamo
il braccio deve essere in asse con questo, cioè la linea immaginaria che
parte dalla spalla finisce senza curve sul mirino. Il dito indice preme
sul grilletto appena dopo l'inizio dell'ultima falange e il muscolo che
tende a gonfiare durante la pressione nel nostro palmo della mano, proprio
all'inizio del dito indice non dovrebbe toccare l'impugnatura, gonfiando
con lo sforzo tende a spostare l'asse di tiro, la presa sarà ferma ma non
forzata, le dita che tengono l'arma saranno solo parte del pollice, il medio
e l'anulare; inutile dire che la pressione deve essere graduale senza strappi
e non bisogna mai distogliere lo sguardo dalle mire (il bersaglio resterà
sfocato sullo sfondo). Teoricamente il grilletto dovrebbe essere premuto
da uno sconosciuto, mentre noi ci concentriamo a mantenere l'arma esattamente
in posizione prima dello sparo che per altro non dobbiamo sapere quando
avverrà, se saremo stati attenti e verremo sorpresi dallo sparo il colpo
sicuramente andrà a segno. Forzare volontariamente la pressione sul grilletto
non porta a buoni risultati.
La posizione del
corpo deve essere comoda, un semplice modo per trovare la posizione è il
seguente: nella piazzola di tiro di fronte al bersaglio impugnate l'arma,
guardate il bersaglio poi chiudete gli occhi e puntate l'arma verso il bersaglio;
ora aprite gli occhi e controllate se l'arma è a sinistra o a destra del
bersaglio e ruotate il corpo, compresi i piedi portando l'arma al punto
giusto, ripetete due o tre volte la manovra fino ad essere nella posizione
cercata......dovreste riuscire ad alzare l'arma entrando almeno nel nero
con le mire.
Assicuratevi che
l'arma sia tarata per voi, spesso lasciamo che altri ci tarino l'arma ma
se questi portano occhiali o lenti a contatto, se hanno una vista diversa
dalla nostra, l'arma potrebbe non sparare dove noi miriamo. Teniamo ferma
l'arma appoggiata sul banco e proviamo così, se facciamo centro l'arma è
a posto, altrimenti basterà regolare la tacca di mira. Ricordiamo inoltre
che alle distanze a cui spariamo con un'arma corta la taratura fatta a 25
mt. va bene anche a 10 come a 40 o 50, solo per tiro oltre questa distanza
potrebbe essere necessario regolare nuovamente la tacca di mira.
Vi sono anche periodi
in cui è più o meno semplice colpire un bersaglio, i mesi caldi contribuiscono
al tiro mentre quelli più rigidi costringono ad una concentrazione maggiore,
lo stato d'animo, le stesse scarpe se strette e alte, il vicino di piazzola
un po' chiassoso, le gare poi fuori casa riducono il punteggio anche del
20%, il sole sui bersagli o troppa luce sulle mire delle armi, ci alleniamo spesso con le stesse situazioni di luce e temperatura e ogni variazione incide sui risultati.
Il tiro con armi
ad aria compressa è molto utile per avere un'idea dell'errore durante lo
sparo, queste non avendo rinculo permettono di vedere l'errore anche da
parte dello stesso tiratore senza bisogno di istruttore, strappi e scatti sbagliati si notano a colpo d'occhio.
Ecco un'idea di come
avvengono gli errori di mira e come si scoprono guardando il punto di rosata:

Mirare è tutto.
Nel tiro, sia esso di precisione
sia esso istintivo o per difesa e nella caccia, poche sono le cose essenziali perché il
colpo sia portato a segno: una di queste, la principale, è sicuramente il
mirare con la massima cura possibile il bersaglio, sia questo fermo o in
movimento.
Lo so che spesso non è cosi
facile fare ciò che si dice, specialmente in quei momenti in cui non c'è
tempo per mirare ... eppure, questo tempo bisogna trovarlo, se ci si allena
sufficientemente esso diverrà veramente esiguo e il mirare sarà cosa naturale tanto
da non essere più percepita dal tiratore.
Deve diventare "cosa
fatta" il mirare prima di lasciare partire il colpo. Abbiamo visto
spesso, specialmente sui campi di tiro a volo, tiratori sparare rapidamente
ai bersagli sembra con il solo atto di seguire la direzione della canna.
Questo modo di sparare è per molti raggiungibile con l'intensivo allenamento
e lo sparare assiduo, ma è fuori dalla portata di coloro che non hanno la possibilità
di allenarsi più volte la settimana ed in modalità diverse dal solito tiro
statico perseguito nei campi di tiro a segno nazionale. Quindi per noi comuni
mortali, è d'obbligo collimare gli organi di mira prima di eseguire il tiro
vero e proprio.
Ciò di cui si ha più bisogno
è l'assoluta calma, per poter assicurare un preciso tiro al bersaglio è
d'obbligo avere sufficiente calma e tempo per eseguire quei pochi movimenti
atti ad acquisire il bersaglio ma ancor prima gli organi di mira. Certo
l'uso di armi quali quelle a canna liscia con munizione spezzata rendono
tutto più semplice, prima perchè l'organo di mira è uno solo (il mirino)
e poi perchè il diametro della rosa dei proietti è molto ampio.
Un ottimo allenamento consiste
nello sparare alle sagome mobili, quelle usate nelle gare di PGC nel tiro
a segno partendo sempre dalla posizione con l'arma puntata verso terra,
una volta raggiunto un ottimo livello si dovrebbe abbassare il tempo di
apertura delle sagome costringendosi cosi ad un impegno maggiore. Non si
arriverà mai allo zero assoluto, forse nemmeno a colpire in un secondo ma
tutto ciò servirebbe comunque a farci acquistare un'ottima capacità di "tiro
rapido" e l'abitudine a mirare rapidamente, già dalle fasi preliminari
del tiro, quelle in cui l'arma non è ancora allineata al bersaglio, l'occhio
ha già messo in atto il suo lavoro mandando i propri segnali al cervello
che darà le giuste direttive al braccio e alla mano per collimare con esattezza
l'arma, anzi, la canna con il bersaglio.
Non saremo forse mai dei "Billy
the Kid" capaci di alzare una pistola all'altezza della cintola e colpire
cinque barattoli posti su una palizzata, ma il tempo per farlo sarà certamente
molto ridotto. Del resto anche Billy doveva mirare e non credo sparasse
tenendo la pistola cosi bassa !!!
Un bell'esercizio è quello indicato da Pino Giorgio nel suo articolo, consiste nel tenere una moneta in mano, quindi dopo averla lasciata cadere si afferra l'arma e si spara al bersaglio prima che la moneta tocchi il terreno. Se pur la cosa sia quasi impossibile da fare, lo stesso Pino consiglia di iniziare l'allenamento usando una banconota di carta. Io aggiungo che è possibile migliorarsi ripiegando la banconota sempre più, in modo da accellerare la sua velocità di caduta e obbligarci ad accellerare i movimenti di conseguenza.
PER TIRARE MEGLIO:
Ci sono alcuni piccoli trucchi
che ci aiutano a fare qualche centro in più, spesso alcuni errori non presi in considerazione
con il dovuto impegno provocano errori di tiro che sembrano causati dall'arma ma cosi non è: proviamo allora in questa pagina a capire e sicuramente alla prossima sessione di tiro riusciremo a fare qualche
centro in più.

Per prima cosa iniziamo con l'impugnare correttamente
l'arma, la parte posteriore alta della stessa deve cadere esattamente tra
il pollice e l'indice, l'impugnatura stessa riporta un comodo incavo che dovrebbe adattarsi alla vostra mano, la canna dovrà risultare cosi perfettamente in asse
con il braccio steso in linea di mira. Le buone armi da tiro oltre che ha essere dotate di un impugnatura anatomica adatta alla vostra mano, spesso fatta su misura, hanno la possibilità
di regolare il grilletto non solo nel peso di scatto ma anche la sua distanza
dall'impugnatura, questo permette di portare lo stesso a misura di dito. Questa
perfetta regolazione evita strappi e movimenti durante l'azione di trazione
che il dito compie sul grilletto, ricordiamo inoltre (cosa spesso dimenticata)
che durante questo sforzo, il muscolo posto all'interno della mano all'altezza
della prima falange dell'indice, si gonfia in conseguenza al lavoro svolto,
se esso appoggia sull'impugnatura avverrà un impercettibile movimento dell'arma
capace di peggiorare il tiro. E' utile in questo caso provvedere ad asportare
un po' di legno in modo che il muscolo non tocchi.

Importante è il movimento
che si da al proprio dito durante la trazione sul grilletto. Proviamo per
un attimo a fare la stessa manovra osservando la propria mano (senza arma),
nella maggior parte dei casi se non ci concentriamo, mentre il nostro indice
arretra il polso ha un impercettibile movimento verso l'interno, questo deleterio
movimento si ripercuote sulla precisione del tiro, impariamo quindi già d'ora
a far si che sia unicamente l'indice e la sua parte più estrema a muoversi
e non altri muscoli, questo si raggiunge con un po' di allenamento e concentrazione.

Una volta risolo il problema
dell'impugnatura controlliamo la nostra posizione, molti dicono che il corpo
eretto deve trovarsi a 45° rispetto al bersaglio, io consiglio di porsi di
fronte al bersaglio in posizione comoda ma per trovare la giusta posizione
ecco come fare: osserviamo bene il bersaglio e puntiamo qualche volta l'arma
al centro. Chiudiamo gli occhi e torniamo a mirare il bersaglio, apriamo
gli occhi mantenendo l'arma in mira, controlliamo ora dove si trova il mirino.
Se esso è a destra del bersaglio ruotiamo l'intero corpo compresi i piedi
fino a portare il mirino nella giusta posizione e lo stesso se il mirino si
trovasse a sinistra del bersaglio, ruotiamo sui piedi verso destra fino ad avere il mirino nel bersaglio. Riproviamo più volte fino ad eseguire
perfettamente questa operazione, al termine della quale saremo nella giusta
posizione per sparare comodamente e con precisione. Questa operazione può
essere compiuta prima di ogni gara ma anche ogni volta che ci spostiamo dalla
posizione di tiro. L'arma deve andare quasi naturalmente nel bersaglio, ottima cosa per chi esegue il tiro rapido.

Ecco disegnati qui sopra gli
errori da ricondurre alla posizione dell'arma nella mano, è essenziale mantenere
l'arma in piano rispetto al terreno, la parabola del proiettile, anche se
minima, può farsi sentire se incliniamo lateralmente l'arma durante il tiro.
E' importante anche capire dai colpi errati sul bersaglio la causa che li
produce, solitamente i colpi in basso sono provocati da strappi della nostra
mano, i colpi più alti sono attribuibili ad una impugnatura errata.

Ecco un ultimo ma essenziale punto per
la precisione del tiro, il tempo per mirare e colpire il bersaglio, sollevato
il braccio all'altezza degli occhi, in un tempo che varia da 4 a 7 secondi
il tiratore dovrà acquisire le mire e quindi far partire il colpo; (ricordiamo
che il colpo deve partire da solo e sorprendere il tiratore), in questo breve
lasso di tempo, indicato nel disegno in verde, il corpo rimane stabile e quasi
immobile, prima e dopo di esso intervengono movimenti che possono alterare
gravemente il tiro. Gonfiare i polmoni d'aria per mantenere l'assoluta immobilità non giova, la tensione provoca spasmi e movimenti involontari spesso impercettibili. Si deve iniziare ad alzare il braccio e mirare respirando normalmente per arrestare la respirazione mantenendo i polmoni in una posizione intermedia ma rilassata, che ci permette almeno 10 secondi di apnea (cosa possibilissima anche a polmoni vuoti), per fare partire il colpo. Per allenare il braccio alle lunghe gare, è possibile fare un semplice esercizio ogni sera anche davanti alla tv. Riempite una bottiglia di acqua iniziando con l'introdurvi solo 1/4 di litro e poi tenendo la bottiglia per il collo come un impugnatura di pistola, sollevatela all'ltezza del viso e tenetela in quella posizione per un certo tempo. Giorno dopo giorno aumentate il tempo e il peso della bottiglia arrivando a superare di poco quello che è il peso dell'arma e il tempo che una gara impegna il vostro braccio. Questo allenamento elimina lo stress muscolare che deteriore il tiro con il passare del tempo durante una gara. Un muscolo ben allenato supera con più facilità ogni sforzo.
Queste poche ed essenziali cose
permettono al tiratore di migliorare i colpi portati al bersaglio e spesso di
eliminare fastidiosi errori di tiro.
S.Bruno