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IL RINCULO DI UN ARMA

Tutti abbiamo avuto modo di provare il rinculo di un'arma, usandola ed abbiamo capito il suo effetto e la sua causa ma sappiamo veramente tutto su questo fenomeno ? Vediamolo in dettaglio.

Tutti sappiamo che questo effetto è parte dello sparare. Chi ricarica utilizza questa sensazione per capire se una munizione è ricaricata bene o meno. Ma il rinculo di un'arma può veramente fornire informazioni attendibili ? Sappiamo che nel momento in cui il proietto lascia la bocca della canna, i gas espulsi a grande velocità provocano un effetto razzo che imprime un'accelerazione all'intera arma, accelerazione chiamata rinculo, a questo dobbiamo aggiungere la legge fisica che dice: "ad ogni avione corrisponde una reazione uguale e contraria", per cui la spinta fisica in avanti della massa del proiettile ha come reazione una spinta all'indietro dell'arma, questo viene inoltre accentuato dalla corsa del carrello/otturatore (nelle armi semiauto o automatiche) che improvvisamente arriva a fondo corsa e si arresta imprimendo all'arma ancora un'ulteriore accelerazione all'indietro come un effetto di contraccolpo, effetto che nella maggior parte dei casi, anzi, quasi sempre è l'effetto che maggiormente rileva l'arma verso l'alto rendendola meno governabile. Ecco che a parità di potenza, peso e calibro un'arma semiauto sembra rinculare con maggior vigore di un'arma a otturatore fisso (revolver compreso). E' quindi veramente possibile capire se una munizione è ottimale e se è stata ricaricata bene "ascoltando" unicamente il rinculo di un'arma ? La risposta non è cosi facile, si potrebbe dire di si, salvo che chi esegue la prova abbia sufficiente esperienza, d'altronde possiamo rispondere no, visto che l'esperienza non può coprire tutti i tipi di armi e munizioni in commercio, aggiungendo poi che molte di esse vengono assemblate con compensatori che ne riducono il rinculo o l'impennaggio, riuscire a "saggiare" una munizione provandone solo l'effetto rinculo è difficile. Pensate che oggi è possibile sparare con fucili in calibro 50BGM, il nostro 12,7 antiaereo della IIa G.M., senza poi ricevere in cambio un forte rinculo grazie a particolari accorgimenti (freni di bocca) che ne riducono il rinculo a poco più di un 300 W.M., ma che sparare quest'ultimo in certe carabine da caccia molto leggere farebbe desistere chiunque dopo solo pochi colpi. Eppure la differenza di energie in gioco è ben intuibile. Un chiaro esempio era il .44 Magnum, quando nacque la Desert Eagle in questo calibro si pensò subito all'arma potente per tutti, ma non fu cosi. La Eagle rinculava più di un cavallo imbizzarrito e la scelta ricadde nuovamente sul classico tamburo, molto più stabile e sicuro. Gli stessi eserciti hanno negli anni optato per munizioni meno pesanti, in tutti i sensi, gli Americani passarono dal .308 (7,62 Nato) al .223 (5,56 Nato) sapendo bene che un'arma meno rinculante era più manovrabile, che i colpi in rapida successione andavano cosi a formare una rosa più stretta, che il peso e l'ingombro ridotto della munizione permetteva di aumentare la quantità di munizionamento personale trasportabile. Un esempio è il famigerato M60, mitragliatore pesante in .308 prodotto anche in una versione .30-06, una raffica di questo arnese è contenibile in un raggio accettabile solo se l'arma è ben posizionata, (fissata a terra), cosa impossibile da eseguire con l'arma al fianco, (alla faccia dei film di Rambo), ma al contrario è possibile concentrare una raffica di .223 con un leggero M16 raggruppando i colpi entro le dimensioni di una porta di casa a 50 mt.

 Chi spara ha imparato a convivere con il rinculo della propria arma e difficilmente apprezza un'arma prestata al primo impatto. Ogni tiratore ha la sua tecnica per contrastare il rinculo, c'è chi saldamente trattiene l'arma e chi lascia che questa scarichi l'energia percorrendo un certo spazio, questo fa sembrare che l'arma sia un cannone. Chi invece in gara è costretto al tiro celere personalizza l'arma con accorgimenti che ne impediscono il rinculo. In tutti i casi è possibile eliminarlo o accentuarlo a seconda che sia utile la sua presenza o che serva smorzarlo il più possibile.

Tornando alla ricarica, la prova delle munizioni col solo sistema della forza del rinculo avrebbe valore solo se venisse condotta con la stessa canna, dello stesso peso e otturatore fisso, ma a poco vale se ogni munizione viene provata su varie armi con vari pesi e sistemi meccanici di chiusura. Allora come fare ? Col tempo si impara anche questo, abbinato ad una serie di altri controlli, deformazione del bossolo, appiattimento dell'innesco, vampa di bocca, residui di sparo, ecc., può farci diventare degli ottimi "intenditori" ad occhio, capaci di rilevare munizioni fuori dei canoni o dei limiti sopportabili dalle armi, capacità utile per gli istruttori che esercitano nei campi e poligoni di tiro dove le munizioni ricaricate fanno ormai parte dello sport del tiro.

 

 

 

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