BERSAGLI E PROSPETTIVA

I bersagli per il tiro

  • 29 nov.2015

I bersagli nacquero, dopo le armi, con il tiro, sicuramente fin dall'inizio erano oggetti inanimati di uso comune, pensiamo alla mela di Guglielmo Thell, ancora oggi sono moltissimi i tiratori che si divertono a colpire tutto cio che possa solleticare la loro voglia di mettersi in competizione, chi non ha mai gareggiato a colpire un oggetto piccolo alla massima distanza ? Barattoli, bottiglie, latine, scatole.......

Il bersaglio in carta con i punti contrassegnati nacque essenzialmente per soddisfare le esigenze dei tiratori più competitivi che non si accontentavano di colpire un oggetto che schizzava via appena centrato ma per dimostrare che quel bersaglio erano capaci di colpirlo più al centro di chiunque altro, cosi si sviluppò anche il tiro sportivo e l'agonismo.

Certo la bergamena o la carta dei primi anni era costosissima e riservata solo ai ricchi ma nell'era più moderna anche lo sport del tiro riuscì ad organizzarsi ed avere una propria serie di bersagli. Dapprima questi avevano le forme più bizzarre; dobbiamo dire anche che il forte connubio tra tiro e guerra faceva si che moltissimi dei primi bersagli ricalcassero forme semi umane. Un buon tiratore doveva essere anche un ottimo soldato capace di colpire il nemico al primo colpo. Erano anni costellati dalle guerre, dalle rivoluzioni e si dovette arrivare qualche decennio dopo l'ultima guerra per vedere i bersagli come li vediamo oggi dove, salvo particolari circostanze, le forme circolari e squadrate (romboidali) hanno ormai preso il sopravvento.

 


L'immagine (più grande) di un bersaglio per carabina a 300mt. il cui anello più
grande (punti 1) ha un diametro di un metro, al lato è stato inserito
un bersaglio per carabina a 50mt. Se il bersaglio più grande fosse posto
a 300mt. lo si vedrebbe come il bersaglio piccolo a lato posto
a 50mt. Il diametro del 10 del primo bersaglio è di 100mm. mentre
è di 10,4mm. nel bersaglio più piccolo .

 

I bersagli cosi iniziarono ad essere studiati e calcolati per far si che i gareggianti si trovassero tutti con le stesse difficoltà di tiro sia che sparassero a 10mt. sia che sparassero a 100 anzi, potevano allenarsi a 10mt. con bersagli che hanno ancora oggi lo stesso rapporto visuale di ingrandimento alle distanze più elevate di tiro, 50mt. 100mt. 300mt.

Ma come si può calcolare l'effettiva dimensione di un bersaglio alle varie distanze ? Erroneamente molti duplicano la dimensione del bersaglio al duplicare della distanza ma in verità il rapporto di ingrandimento visuale non viene mantenuto.

Il tiratore nel disegno qui sopra vede i due bersagli esattamente della stessa dimensione eppure il secondo è più del doppio del primo ma si trova a distanza molto superiore.

Un bersaglio che a 50mt. ha un diametro di 16,5cm. a 300mt. secondo alcuni dovrebbe avere un diametro di 66cm. In realtà il bersaglio a 300mt. per avere il giusto rapporto dovrà avere diametro di 50cm.

Il calcolo è un po' complicato dal fatto che si deve misurare con esattezza l'angolo di visuale, le due linee rosse che si vedono nel disegno sopra che formano l'angolo (G). Calcolato questo angolo osservando i bordi estremi del bersaglio possiamo calcolare la dimensione del bersaglio relativo ad un altra distanza.

Immaginiamo che i nostro cerchio sia a 50mt. di 8,25cm. e che l'angolo di visuale sia di 9°. Per calcolare la dimensione del bersaglio a 150mt. dovremo eseguire due calcoli:

G x 3,14 / 180 = F (dove G è l'angolo in gradi)
F x distanza dal bersaglio = dimensione bersaglio

Quindi procediamo 9 x 3,14 / 180 = 0,157 ora calcoliamo la dimensione del bersaglio a 150mt.
0,157 x 150 = 23,55 naturalmente questo si riferisce al cerchio del bersaglio (misura da noi effettuata) e non al bordo esterno del cartone che lo contiene, perchè non tutti i bersagli stampati hanno le stesse distanze dal bordo. Lo stesso bersaglio a 300mt. dovrebbe evere un diametro di 47,1cm e non 49,5cm. come molte volte espresso empiricamente da molti tiratori, se pur a brevi distanze l'errore non sia cosi vistoso, più ci allontaniamo e più l'errore si fa macroscopico.
Sicuramente qualcuno sarà già corso ad "imbracciare" la calcolatrice. Meglio desistere subito se non siete esperti di trigonometria, se poi pensiamo che la tangente dell'angolo visuale di un bersaglio da un metro posto a 300 mt. è di circa 0,00166 ciò vuol dire che l'angolo è al di sotto di un grado e i calcoli si fanno veramente complicati e soggetti a errori. Quindi torniamo al nostro calcolo molto più semplice, misurare un bersaglio posto sufficientemente vicino per calcolare la misura dello stesso se fosse posto a una certa distanza ben più elevata.
Comunque per chi non riesce a misurare l'angolo visuale, anche il sistema empirico del raddoppio della dimensione del bersaglio al raddoppio della distanza è sempre un sistema funzionale e semplice.


Anche la forma attuale dei bersagli oramai è dettata da piaceri dei singoli tiratori, dal tiro a segno con i suoi classici cerchi neri numerati, a cui possono corrispondere punteggi assegnati per ogni singolo colpo, possiamo passare al tiro dinamico con i suoi cartoni monocromatici, suddivisi in settori che possono formare punteggio se colpiti o penalità. Non manca il cinghiale corrente con la tipica sagoma suina, ma ora sono apparsi, venuti dal nuovo continente, i mitici bersagli metallici che cadono sotto la spinta dell'impatto del proiettile. Ci si era allontanati per diverso tempo dalle forme semiumane che poco piacevano ai "perbenisti" ma finalmente il tiro si riprende il suo spazio e i suoi bersagli, appaiono allora paperette, cinghialini, cervidi e pollastri in metallo, simpatici da vedersi e da abbattere al primo colpo, sono le "silouette", piccole sagome in metallo estremamente spesso e pesante, che rimangono in posizione verticale grazie al loro basamento ma un colpo può farli cadere. Questi piccoli bersagli, grazie alla loro grandezza contenuta simulano bersagli a lunghe distanze e come il calcolo sopra riportato, simulano la presenza di animali in posizioni spesso centinaia di metri oltre la reale posizione individuata; difficoltà maggiore per un tiratore alle prime armi, pur trovandosi invece a distanze relativamente vicine e adatte ai nostri campi di tiro sempre limitati negli spazi.

I bersagli sono quindi ciò che rende vivo lo sport del tiro, pensate se fossimo costretti eternamente a sparare su un solo tipo di bersaglio, magari il solito con il cerchio nero, numerato e noiosamente squallido. La possibilità di spaziare, inventare e addirittura stampare in casa i propri bersagli ravviva la voglia di fare di più e da oggi potrete stamparvi i vostri bersagli delle proporzioni adatte a simulare il tiro a distanze impensabili ma mi raccomando: è solo una simulazione.

Qui a destra un bersaglio per il tiro a 300mt. del TSN

Alcuni link utili per chi vuole acquistare bersagli originali:
http://www.oppizzisagome.it - bersagli per tiro dinamico in cartone
http://www.barbarobersagli.it - bersagli omologati per tiro a segno
http://www.ilfiorino.com - stampa bersaglio per tiro

 

 

BERSAGLI MODERNI

Con l'avvento delle nuove tecniche di tiro e nuove Federazioni, molti bersagli nelle loro forme sono cambiati, tanto che è possibile oggi vedere bersagli diversi utilizzati nelle varie categorie di tiro e Federazioni. Esse hanno spesso adottato proprie forme con propri riferimenti e punteggi.

Nel TSN la forma dei bersagli non è variata molto, se non quella del bersaglio per pistola automatica

Sopra a sinistra: bersaglio classico per pistola a 25mt. al centro il nuovo bersaglio per pistola automatica a 25mt. e grosso calibro. A destra il bersaglio per carabina a 50mt. Qui sotto il bersaglio per carabina a 300mt. Questi bersagli sono da sempre adottati dall'Unione Italiana Tiro a Segno
   

Qui sopra a sinistra un bersaglio per avancarica; al centro un bersaglio per ex-ordinanza e a sinistra un bersaglio per Bench-Rest

Qui sopra a sinistra un bersaglio IPDA (INTERNATIONAL DEFENSIVE PISTOL ASSOCIATION), al centro e a sinistra bersagli di IPSC (INTERNATIONAL PRATICAL SHOTING CONFEDERATION). La differenza tra l’I.D.P.A. e l’I.P.S.C.
L'IPDA nel tiro sportivo simula scenari di autodifesa e scontri reali, l'IPSC premia la velocità e richiede armi e buffetterie speciali e modificate sino al limite per avvantaggiare la velocità dell’esecuzione.

Sopra a sinistra un bersaglio per tiro western e al centro un bersaglio IASC (International Action Shooting Confederation). A destra un bersaglio AST