COLLEZZIONARE VECCHI REPERTI
spesso residuati che i non esperti potrebbero portare a casa con grave rischio.
CAPITOLO I°.
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cosa sono:
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Biografiadiunabomba "sito web" ben conosciuto, oggi diventato un "blog", continua da sempre a spiegare a ragione (schegge assassine) che gli ordigni non possono essere rimossi quando vengono trovati, ma devono essere immediatamente informate le Forze dell'Ordine che provvederanno a far rimuovere in sicurezza l'ordigno dal personale qualificato dell'Esercito. La Legge vieta di spostare, prelevare edetenere qualsiasi residuato appartenente a una guerra senza che esso sia stato adeguatamente disattivato e reso un semplice oggetto dimostrativo o da collezione.
In questa mia pagina non vi sollecito ad andare a caccia di ordigni ma se mai ad evitare di farlo o al limite pronti a segnalarne la presenza qual'ora vi trovaste in presenza di oggetti sconosciuti dalle sembianze sospette. Molti giovani oggi, con i prezzi degli strumenti di ricerca ridotti rispetto a quelli di un tempo, si sono improvvisati cercatori di tesori, Tesori che non per forza devono essere bombe o armi, ma c'è chi cerca semplicemente vecchi reperti di ben altro timo come mostrine, bottoni e oggetti appartenuti a soldati di guerre passate. Spesso queste persone finiscono per imbattersi in oggetti che non sono tesori ma pericolosi ordigni.
Prima di mettersi a caccia di "tesori" si dovrebbe avere un minimo di conoscenza per la propria sicurezza e per poter riconoscere a colpo d'occhio un ordigno pericoloso da un semplice pezzo di ferro da trincea. Anche se la caccia a vecchi elmetti, bottoni di divise, scatolette, oggetti metallici vari è spesso divertente e fa passare giornate intere all'aria aperta, i luoghi scandagliati sono troppo spesso ex zone di guerra mai bonificate che possono riservare spiacevoli sorprese.
Scoprirete invece qui, come scegliere e conservare un simulacro bellico reso inoffensivo secondo le attuali regole e poi rivenduto come tale. Acquistare taluni oggetti sulle bancarelle dei mercatini di militaria non è sempre conveniente se non lo si fa con cognizione di causa.La Cassazione ritiene da tempo parti di armi da guerra tutte le parti di armi e armamento, anche i bossoli di cannone, di ordigni o munizioni da guerra ancora efficienti, cioè ancora utilizzabili benchè scariche. E' quindi chiaro che è consentito possedere un oggetto proveniente dalle battaglie passate solo se questo non solo è inoffensivo ma è anche stato ridotto a semplice pezzo di metallo inutilizzabile.
Gli avvenimenti degli ultimi anni che hanno visto coinvolti in vicende giudiziarie famosi collezionisti di reperti delle guerre mondiali, denunciati prima e processati in seguito per detenzione di materiale bellico dovrebbero mettere in guardia i meri collezionisti che pensando di essere tali a tutti gli effetti, si portano a casa oggetti che sono, nella milgiore delle ipotesi, parti di arma da guerra. Questo riporta alla luce un problema che coinvolge moltissimi di coloro che amano lo sport delle armi e con esso, la passione di collezionare qualche vecchio ricordo delle guerre passate trovato in una vecchia cantina o in aperta campagna, o addirittura acquistato in qualche mercatino ma da persone inesperte e senza alcun controllo.
Spesso si è trattato di persone che possedevano semplicemente un guscio di bomba a mano, un frammento di granata, una spoletta o una vecchia cartuccia. In altri casi sono stati tratti in arresto conosciuti collezionisti esperti che vantavano collezioni uniche e ricche di pezzi veramente storici.
CAPITOLO II°
una sentenza positiva su questo argomento:
IL TRIBUNALE DI VICENZA composto dai Signori: Doti. Giuseppe PERILLO Presidente Doti. Giovanni BIONDO Giudice, estensore Dott Cecilia CARRERI Giudice alla pubblica udienza del 12 dicembre 2006, svoltasi con il rito direttissimo, ha pronunciato la seguente SENTENZA nel procedimento a carico di: **** domiciliato presso l’avv. Lucio Zarantonello del Foro di Vicenza; imputato in ordine al reato di cui all'art. 2 L. 895/67 per avere detenuto le armi e le parti di armi da guerra sotto indicate:
1) n. 11 bombe con manico in legno della lunghezza di cm. 35 circa ciascuna;
2) n. 9 bombe, di cui 8 con manico in legno ed 1 senza, della lunghezza di cm. 37 circa ciascuna, con elica metallica direzionale fissata sulla parte superiore;
3) n. 4 cilindri metallici con il congegno di percussione inserito nella parte superiore;
4) n. 1 bomba classicamente definita "ananas";
5) n. 2 cilindri metallici con il congegno di esplosione inserito nella parte superiore, della lunghezza complessiva di cm. 16 circa;
6) n. 2 congegni esplosivi in metallo dorato, della lunghezza di cm. 9 circa;
7) n. 2 caricatori vuoti per mitragliatrice "Fiat", della lunghezza di cm. 16 circa cadauno;
8) n. 1 cilindro metallico entro cui è inserito un supporto in legno con cinque incavi, tre dei quali accolgono n. 3 probabili congegni per l'attivazione di ordigni esplosivi.
A Valdagno il 20.01.2004.
Motivi della decisione In data 20 gennaio 2004 i Carabinieri della Compagnia di Valdagno hanno proceduto presso l'abitazione di *** alla perquisizione ed al sequestro di materiale ritenuto parti di armi illegalmente detenute, specificato nel relativo verbale. I Carabinieri stessi procedevano all'arresto dello *** per il delitto di cui all'art. 2 legge 895/1967. Esaminato il materiale in sequestro in sede di consulenza tecnica, il capitano Lorenzo Di Bella, il maresciallo Rocco Pezzano ed il sergente Diego Ambrogio, all'epoca tutti in forza all'8° Battaglione Genio Guastatori " Folgore ", hanno evidenziato che si trattava di materiale originale risalente alla prima guerra mondiale, del tutto inertizzato. Il maresciallo Rocco Pezzano, attualmente artificiere in forza all'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti di stanza in Legnago, riesaminato in dibattimento il materiale in sequestro, ha fornito le seguenti precisazioni. Le bombe a mano a bastone si presentavano internamente del tutto vuote; per il loro funzionamento era necessaria tutta la catena esplosiva, data dalla carica e dal detonatore con funzionamento a strappo; l'involucro si presentava in buon stato di conservazione, pur essendo arrugginito; esaminato in sé, non presentava nulla di diverso da un qualsiasi contenitore, come una lattina, suscettibile di essere corredato della catena esplosiva. Analoghe considerazioni valevano per le bombe a mano a bastone tipo Tevet di fabbricazione francese ed in uso anche alle truppe italiane, naturalmente durante la prima guerra mondiale. Queste ultime erano state verniciate e la spoletta ad elica sistemata. Analogamente, erano stati riverniciati e sistemati gli involucri, anch'essi privi della catena esplosiva, delle bombe a mano P.O. ( petardo offensivo ) utilizzate dalle truppe Italiane durante la prima guerra mondiale; parimenti per le bombe a mano tipo " ananas ". I due cilindri metallici di sedici centimetri, anch'essi completamente inerti, costituivano verosimilmente prototipi di bombe a mano, possibilmente anche di fabbricazione austriaca. Di tali prototipi non vi era tuttavia traccia nell'archivio ed erano stati pertanto catalogati come semplici tubi. Altro materiale era costituito da spolette con relativa sicura di un ordigno chiamato Stokes, di fabbricazione austriaca. In questo caso, oltre alla catena esplosiva, mancava anche l'involucro dell'ordigno. Altro materiale in sequestro era costituito da serbatoi di fucile mitragliatore Fiat, per proiettili calibro 8, calibro non più in uso; le molle dei serbatoi tendevano ad incastrarsi ed in caso di uso avrebbero determinato l'inceppamento dell'arma. L'ultimo reperto era costituito da un contenitore per spolette a percussione di granate, oggetto di fabbricazione italiana. L'imputato ha dichiarato di essere un " recuperante ", cioè un ricercatore e collezionista di reperti relativi alla prima guerra mondiale, oggetti di vario genere, e non solo parti di armi; i vari reperti, rinvenuti nel corso di quarant’anni sulle montagne del Veneto e del Trentino, erano stati ripuliti, a volte anche riverniciati e stuccati; in alcuni casi, il reperto era formato da parti assemblate rinvenute in luoghi diversi. Taluni reperti o parti di reperti, erano stati acquistati presso una esposizione che si teneva una o due volte l'anno in Milano, esposizione chiamata " Militaria ". Tali oggetti erano stati sistemati in vetrine che occupavano due vani della abitazione. Ha riferito ancora l'imputato di aver fatto una donazione di milleduecento reperti al Comune di Recoaro, che li aveva esposti in una apposita sala e che aveva curato la stampa di un depliant illustrativo intitolato "La vita del soldato nella Grande Guerra ". La difesa ha prodotto una serie di fotografie, scattate l’8 giugno 2006, relative alla oggettistica presente nelle vetrinette allestite presso l'abitazione dell'imputato. Il dato che si ricava, è costituito dalla presenza di oggetti del tutto analoghi a quelli sequestrati ( in particolare involucri di bombe a mano con manico ), oggetti che, per ragioni inspiegabili, sono stati lasciati in possesso dell'imputato. Ha prodotto inoltre una copia del depliant illustrativo del Museo Storico di Recoaro; e l'accordo tra il Comune di Recoaro ed il signor *** per la cessione della oggettistica relativa al primo conflitto mondiale. Ha prodotto ancora alcune fotografie scattate in data 28 maggio 2005, riproducenti merce della esposizione " Militaria ", merce del tutto analoga a quella in sequestro. La difesa ha infine prodotto copia di consulenza tecnica operata dal cap. Lorenzo Di Bella e dai sottufficiali suoi coadiutori mar. Rocco Pezzano e serg, Diego Ambrogio, su reperti oggetto di sequestro a carico di XXXX; tale consulenza riguarda materiale analogo a quello sequestrato al signor ****, solo che si tratta di materiale molto più copioso. Il giudizio espresso dagli esperti, appare del tutto analogo a quello espresso in relazione al materiale sequestrato al signor ****. Proprio sulla base del parere espresso dagli esperti, il Pubblico Ministero ha chiesto ed il G.i.p. ha disposto l'archiviazione del procedimento a carico di XXXX, con restituzione al medesimo del materiale oggetto del sequestro. Il difensore ha posto a disposizione del collegio giudicante due precedenti giurisprudenziali. Il primo è costituito da una sentenza pronunciata in data 11 ottobre 1988 dal Tribunale di Vicenza ( nella nota viene richiamato un precedente analogo del Tribunale di Cremona ), con la quale si è ritenuto che non integra il reato di detenzione illegale di parte di bomba il fatto di chi detiene un involucro di bomba a mano tipo " ananas " privo sia della carica esplosiva che della spoletta. Il secondo precedente è costituito da analoga pronuncia assolutoria ( sentenza 6 marzo 2002 del G.i.p. presso il Tribunale di Trento ), relativa a residuati bellici consistenti in contenitori privi della catena esplosiva.
Così accertati i fatti, e richiamate in diritto le pronunzie del Tribunale di Vicenza e del G.i.p. presso il Tribunale di Trento, che il collegio giudicante condivide pienamente, va emessa nei confronti di **** sentenza assolutoria perché il fatto non sussiste. I reperti in sequestro vanno restituiti all'imputato.
P.Q.M.
visto l'art. 530 c.p.p., assolve *** dal reato ascrittogli perché il fatto non sussiste. Ordina la restituzione all'imputato di quanto in sequestro.
Vicenza, 12-12-2006 .ATTENZIONE: questa sentenza ha ricevuto molte critiche in quanto la norma sottolinea, anche alla luce delle disposizioni EU, che siano armi da guerra, munizioni da guerra o parti di esse tutte quelle prodotte a tale scopo, quindi anche i bossoli marcati NATO (croce nel cerchio) sono considerati parte di munizionamento da guerra.
CAPITOLO III°
L'immagine riporta la scheggia di una bomba a mano trasformata in un portachiavi.La prima norma a cui si deve fare riferimento è la Legge 895 del 2 ott. 1967 che impone il divieto della detenzione di armi, munizioni da guerra e parti di esse, che letto cosi appare proprio un divieto assoluto di detenere ogni pezzo riconducibile ad armi o munizioni utilizzate dai militari. Ad esempio dovrebbe essere vietato detenere un bossolo vuoto di un vecchio Carcano, cosa stupida dato che un bossolo vuoto è semplicemente un cilindro in ottone eppure la norma voleva in questo modo, evitare che chiunque raccogliesse oggetti che potevano essere pericolosi credendoli invece innoqui. E' però vietato, anche alla luce della normativa EU, detenere bossoli con marchio NATO (croce nel cerchio).
Oggi è stato chiarito che sono parti di armi da guerra quei bossoli prodotti per cannone e quelli per armi portatili che fanno ancora parte dell'armamento delle forze armate di Nazioni Europee ed extra Europee. Per molti anni dopo il conflitto, armi utilizzate dell'esercito erano adottate dalle polizie dello Stato, in mancanza ancora, del nuovo armamento. Così le Leggi portarono con se grande ambiguità, l'idea che sia assolutamente vietato detenere qualsiasi pezzo di ferro riconducibile alle guerre o alle armi delle Forze Armate è ormai radicato nella mentalità di molti Dirigenti. Non è semplice quindi rimanere perfettamente immuni da denunce qualora si sia in possesso anche di un piccolo ricordo della guerra, magari recuperato nella soffitta della vecchia casa di campagna, un pezzo che il nonno aveva trovato nel bosco osi era riportato da una spedizione negli anni della seconda G.M. E' però sancito che sono parti di arma da guerra le bombe e parti di esse, i bossoli da cannone e i proiettili e quindi tutte le armi di grande calibro, agenti chimici e per chi come noi fa sport, i bossoli di armi ancora in dotazione agli eserciti, i proiettili traccianti, perforanti, incendiari e a emissione di gas e a ciò si aggiungono i puntatori laser di alta potenza e anche le baionette, le spade per le quali si deve provvedere a farne denuncia di possesso per non incappare in una denuncia.Gli appassionati che si recano nei luoghi dove sono avvenute battaglie, alla ricerca di un vecchio ricordo, dalla fiaschetta al bottone di una divisa, alle mostrine o altri oggetti metallici spesso finiscono per raccogliere anche broiettili, parti di bombe, oggetti da trincea, li riportano a casa insieme a parti esplose (schegge), barattoli, bossoli, caricatori o lastrine e qualche volta pezzi di armi. Ricordiamo che i caricatori contenenti più di 29 colpi che hanno lo stesso attacco dell'arma da guerra originale sono parti di arma da guerra. La prima cosa di cui si devono assicurare prima di raccogliere un residuato è se esso non sia ancora funzionante, integro o carico, ammesso che siano solo pezzi di ferro e non intere bombe. Ma se questi sono oggetti ancora integri anche se arrugginiti, non devono assolutamente essere toccati, il posto va segnalato alle Autorità che provvederanno a identificarli, spostarli e renderli innocui.
CAPITOLO IV°
Evitate di raccogliere bombe o altro che non sia già esploso e quindi visibilmente vuoto, o a pezzi.
LA LEGGE E' CHIARA; CHI TROVA UN ORDIGNO DEVE FARNE SUBITO COMUNICAZIONE ALL'AUTORITA' COMPETENTE.
Per coloro che preferiscono avere un pezzo semi-integro sarebbe opportuno che lo acquistassero sul mercato specializzato assicurandosi che lo stesso sia ispezionabile a vista. Sui mercatini di anticaglie molto spesso si trovano questi oggetti, acquistateli solo se siete sicuri della loro completa disattivazione e se questa si può verificare a vista o sia certificata.
Molti cosidetti " veri collezionisti " si fanno grandi esibendo spesso ordigni integri difficili da esaminare ritenendo che il collezionismo deve lasciare integri tali oggetti anche se vuoti e inoffensivi.
Questi collezionisti "veraci" salteranno sulla sedia a vedere le foto qui esposte, munizioni, bombe, proiettili completamente sezionati e svuotati, spesso riempiti di resina trasparente, resi quindi non solo totalmente inerti, cosa verificabile a colpo d'occhio, ma garantendo lo stato di assoluta inefficenza e impossibilità di riattivazione.
La norma infatti prevede, per gli ordigni inerti, l'impossibilità di riportare l'oggetto che possediamo alle caratteristiche iniziali cioè, di renderlo nuovamente funzionante. L'esempio potrebbe essere quello di un bossolo che pur scarico potrebbe essere nuovamente innescato, riempito della dovuta polvere e completato con un proiettile tornando ad essere un oggetto letale.Ridurne la capacità lesiva, cioè renderlo inattivo e inattivabile va fatto a garanzia di chi lo possiede in modo che nessuno possa dubitare di quell'oggetto che magari fa bella mostra di se sulla scrivania a fianco alla foto della "suocera"; ma non solo, la sicurezza deve essere garantita anche verso i vicini di casa, insomma va garantità l'incolumità pubblica.
Chi acquista involucri di bombe totalmente vuoti, munizioni disattivate, può detenerli purchè non sia ipotizzabile un loro mero riutilizzo e per questo ... quale miglior sistema può essere quello di acquistare solo oggetti sezionati dei quali sia stata asportata una parte essenziale dell'oggetto e per far si che l'ispezione interna sia facilitata e dimostri la sua assoluta e totale disattivazione e conseguente inutilità e l'impossibile riutilizzo anche ai meno esperti.
QUESTA OPERAZIONE DEVE ESSERE PORTATA A TERMINE DA PERSONALE QUALIFICATO. NON ESEGUITE LAVORI DI ALCUN GENERE SU ORDIGNI ANCHE SE LI RITENETE SIANO INERTI. LA CRONACA E' PIENA DI NOTIZIE DI INCIDENTI E DI SCAMPATI PERICOLI. NON DETENETE, NON TOCCATE ORDIGNI IN PROSSIMITA' DI ABITAZIONI: NON SOLO NE VA DELLA VOSTRA INCOLUMITA' MA ANCHE DI QUELLA DELLE PERSONE CHE SONO PRESENTI O CHE VI ABITANO E DI INTERI IMMOBILI. Chi detiene e colleziona queste parti si assicuri che ogniuna di esse sia ispezionabile perchè possa dimostrare ad altri che è assolutamente inerte. Un oggetto chiuso anche se ci assicurano che è vuoto, potrebbe contenere un detonatore attivo capace di uccidere e poi ad un controllo, il personale delle FF.OO non è tenuto a verificare e smontare l'oggetto e quindi il rischio è che proceda a un sequestro preventivo e una successiva denuncia in attesa di una perizia.
Controlliamo quindi sempre che tutto sia smontabile, vuoto e ispezionabile fino al più piccolo spillo, all'ultima molla, semplicemente con l'osservazione esterna.
La spoletta qui nella foto è stata disattivata da personale qualificato e sezionata, quindi non solo è inattiva ma è anche inutilizzabile viste le sue attuali caratteristiche e ciò lo si può vedere ad occhio nudo senza bisogno di toccarla e chiunque può capire che ormai è solo un pezzo di ottone senza alcuna capacità offensiva.
Attenzione: le cartucce interne innescanti, contenute in molti congegni e spesso dimenticate da chi ha provveduto a una disattivazione incompleta, sono parti usate per innescare la bomba stessa, devono essere svuotate, sezionate a loro volta o essere eliminate, (cosa migliore). Qui una spoletta per granata in sezione (in alto è girata sul fianco opposto), mostra come ogni parte sia totalmente vuota.CAPITOLO V°
Più ciò che possediamo non sarà ispezionabile e darà adito a dubbi sulla sua effettiva inoffensività e maggiore sarà per noi il rischio di correre seri guai con la giustizia. Rischiare tanto per mantenere intatto un pezzo di ferro non vale proprio la soddisfazione di averlo integro, inoltre come dimostrano le foto, anche se disattivate con il sistema della sezionatura, queste appaiono sempre belle e spesso più interessanti, se ruotate sembrano integre.
Qui una bomba Kugelhandgranate totalmente inertizzata, molto bella da vedere anche senza la sua spoletta, composta da due gusci che venivano uniti. Sono ormai due semplici semigusci in ferro, possono essere usti come contenitore per piccoli oggetti, caramelle, chivi, pastiglie .... non ha alcun blocco a vite e i due gusci si appoggiano uno sull'altro. Ricordiamo a tutti che gli ordigni di qualsiasi età essi siano, sono sempre pericolosi anche se immersi per anni in acqua, molti esplosivi militari non sono soggetti a deterioramento e sono capaci di esplodere "sempre" (come nuovi) anche dopo 100 anni esposti alle intemperie, inoltre ripetiamo, non è consentito toccare ordigni inesplosi, quindi assicuratevi che ciò che state per raccogliere, ricevere in dono o acquistare sia vuoto, ispezionabile e abbia le caratteristiche che vi abbiamo indicato.
CAPITOLO VI°
Abbiamo visto come detenere un guscio (es: bomba a mano della prima G.M.) senza incorrere in rischi, la spoletta interna collegata al sistema di sicurezza esterno è stata asportata dagli artificieri, il guscio diviso non è cosi nemmeno riutilizzabile, inoltre è perfettamente e facilmente identificabile come un innocuo pezzo di storia.
Qui una nota bomba a mano Americana: anche se si trattava di una granata da addestramento, quindi innocua fin dalla sua produzione, è stato utile sezionarne una parte per dimostrarne l'effettiva impossibilità di arrecare pericolo e tanto meno di poter essere riutilizzata.
Sopra un mobile, se si tiene girata in un modo non sembra affatto sezionata mentre se la si ruota si capisce subito la sua natura, i bordi colorati in rosso poi, sottolineano l'apertura e il taglio che l'ha resa assolutamente innocua.Come detto, attenzione sempre a tutti gli ordigni con cui venite in contatto, un esempio è riportato nella foto in basso, queste cartucce cal. 20mm. sono state raccolte a grande profondità in mare dopo almeno 40 anni di immersione, (questo recupero viene fatto da personale qualificato, materiale residuato di guerra immerso deve essere segnalato alla locale Capitaneria di Porto), esse appaiono in cattivo stato e sono completamente corrose e intrise di acqua di mare. Eppure dopo giorni di asciugatura al sole dell'estate Italiana al loro interno la polvere è stata estratta ed è stato dimostrato che una volta asciugata anche dopo tutti questi anni, la polvere sia in grado di riaccendersi con estrema vivacità.
Sicuramente non sarebbe stata adatta a ricaricare delle cartucce, avendo perso parte delle sue caratteristiche ma se queste munizini fossero finite nel fuoco, sicuramente avrebbero messo a richio la sicurezza potendo non solo provocare esplosioni ma appiccare pericolosi incendi.
Diffidate quindi sempre da quelle che appaiono vecchie munizioni non funzionanti, non toccate cose di cui non sapete provenienza o non sapete cosa sono, nel caso acquistate solo reperti se potete controllarne voi stessi la perfetta disattivazione o fatevi accompagnare da un esperto, evitate il "fai da te" su munizioni d'arma portatile se non avete esperienza nel campo.

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COLLEZIONISMO SUL FILO DELLA LEGGE
Collezionare residuati delle guerre è spesso un rischio, la legge non è del tutto chiara e le Autorità molto rigide, chi detiene parti di bombe anche se inerti, è sempre a rischio denuncia, del resto la Legge l'abbiamo già vista all'inizio dell'articolo, parla chiaro: LEGGE 2 OTTOBRE 1967, n. 895 - (pubblicata nella G. U. 12 ottobre 1967, n. 255).
Chiunque senza licenza dell'autorita' fabbrica o introduce nello Stato o pone in vendita o cede a qualsiasi titolo armi da guerra o tipo guerra, o parti di esse, .........
Ricordate che molti reputano parti di arma da guerra anche i gusci di bombe vuoti, è quindi opportuno che essi siano inutilizzabili e assolutamente irrecuperabili per potersi ritenere inefficienti ma il rischio rimane. Solerti tutori dell'ordine potrebbero pensarla diversamente. Voglio segnalarvi alcuni testi scritti e pubblicato dall'Ex-Giudice E.Mori: https://www.earmi.it/diritto/giurisprudenza/gusci.htm e non meno vi invito a leggere la relazione del Dr Claudio Lo Curto, Magistrato, sugli "Orientamenti giurisprudenziali in tema di bossolame ed “ inerti”, ovvero come allontanare anche per questa via la realtà giuridica dalla sostanza delle cose."Non ci stanchiamo di dire a tutti di evitare assolutamente di raccogliere oggetti che appaiono carichi, integri, pericolosi ma di avvertire le Autorità. Evitate il fai da te specialmente in casa, esplosioni di questo tipo riducono un palazzo in un cumulo di macerie con chiunque vi sia dentro e nelle vicinanze. Acquistate solo alle aste riconosciute o presso rivenditori che forniscano la garanzia per ciò che vendono.
I più accaniti collezionisti "svengono" alla vista di un tale lavoro (foto), eppure il proiettile e il bossolo fotografato qui appare integro alla vista se girato in un senso ma, basta girarlo per capire che esso è totalmente vuoto e inutilizzabile, l'asportazione di parte della corona di forzamento lo garantisce al di la di ogni ragionevole dubbio, limitando le brutte sorprese. Ad un aventuale ispezione, l'oggetto è visibilmente vuoto, inutilizzabile e disattivato, la parte apicale è stata asportata e un cilindro vuoto in metallo al posto della spoletta intriso di resina è anamovibile, impedisce vi sia inserita un altra testa magari integra. Queste caratteristiche devono essere riconosciute subito da chi provvede ai controlli. La parte superiore si può svitare dall'involucro ed è achessa totalmente vuota al suo interno. Non è poi cosi male collezionare questi oggetti in cui è possibile guardare dentro, la dove chiunque ne sarebbe allontanato anche per paura, in questo modo ne viene attratto, se non altro per curiosità di verificare come è fatto uno di questi oggetti. Qui anche il meno esperto capisce che ha a che fare con qualcosa di innoquo e colui che lo detiene non è certo un folle che collezione bombe pericolose. Molti di questi oggetti sono utilizzati nelle scuole della Polizia e dei Carabinieri o per artificeri o sono esposte nei musei della guerra in tutto il mondo. Colorando riso o spaghetti in grigio e inserendoli nel bossolo completando con resina trasparente è anche posibile dare l'idea di come trovava posto la polvere di lancio dentro il bossolo.
CAPITOLO VII°
- Un proiettile da mortaio da 80mm. sezionato e svuotato (PER MUSEO) può fare bella mostra in un angolo di casa, purchè sia completamente svuotato, inutilizzabile (non sia quindi possibile ricaricarlo) e visibilmente inattivo anche agli occhi dei meno esperti. Notate come sia stato asportato il contenuto e l'interno dipinto in bianco, la spoletta (vista poco sopra in questo articolo) è stata sezionata e svuotata, rendendola inattiva e inutilizzabile.
Possedere lo stesso simulacro ma non sezionato potrebbe undurre in equivoci. Come successo, ad un controllo le autorità potrebbero rifiutarsi di toccare l'ogegtto che sembrerebbe integro, quindi investire gli artificeri di far detonare in sicurezza l'oggetto e a quel punto sarebbe impossibile dimostrare che quello era un oggetto inerte.Non date mai per scontato che chi controlla debba sapere tutto su tutti gli ordigni in circolazione e possa riconoscere quelli non attivi.
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Nella foto una flangia di mina navale completa del suo urtante in piombo. All'interno di questi urtanti erano contenute fiale in vetro di acido che una volta rotte provocavano, colando su una batteria a secco posta al di sotto, una scarica elettrica che attivava il detonatore principale della mina. Questi ordigni sono ancora presenti nei nostri mari e troppo spesso finiscono nelle reti dei pescatori.
Ordigni come mine e bombe di aereo sono sempre attivi, al contrario di molti proiettili che rimangono attivi solo in volo e al momento dell'urto. I grossi ordigni hanno spesso più detonatori, più sistemi di sicurezza contro le manomissioni e inoltre contengono quantità di esplosivo che non deteriorano nemmeno immerse per decenni in acqua di mare. Evitare sempre e assolutamente di pensare minimamente di toccare uno di questi oggetti.da: Il Resto del Carlino 25.11.2011 Bomba a mano su una bancarella Paura in piazza VIII agosto
Cittadino chiama la polizia
Attimi di paura per un bolognese in piazza VIII agosto. L'uomo, 36 anni, stava passeggiando quando ha notato una bomba a mano fra gli articoli in vendita su una bancarella. Insospettito, ha subito chiamato la polizia: "Si tratta di un ordigno non disattivato ed è pericoloso". La commerciante che esponeva l'oggetto ha tranquillizzato gli agenti chiarendo che la bomba, acquistata dal marito in un altro mercatino, era inoffensiva in quanto svuotata dell'esplosivo. I poliziotti hanno comunque fatto intervenire gli artificieri per una verifica piu' approfondita. La bomba e' risultata essere un ordigno bellico della seconda guerra mondiale privo di capsula detonante e reso inerte, ma non inoffensivo. Cosi' il marito della donna, un milanese di 54 anni incensurato, e' stato perquisito. Gli accertamenti nella sua casa e nel furgone sono risultati negativi ma per l'uomo e' scattata comunque una denuncia per porto in luogo pubblico di armi.
Altri articoli curiosi:
14.07.2012 - Esplode ordigno bellico: ferito un uomo
MARINA DI GROSSETO - Aveva una passione per le vecchie munizioni del tempo della guerra che cercava nei campi un tempo terreno di battaglia. Un uomo di 53 anni di Marina di Grosseto è rimasto seriamente ferito, nel primo pomeriggio di oggi, mentre, nella sua abitazione stava sistemando la sua collezione di munizioni.
L’uomo è stato trasferito all’Ospedale Misericordia di Grosseto. Sull’incidente sono in corso le indagini dei Carabinieri di Grosseto.
Come detto maneggiare in casa ordigni ritrovati non solo è pericoloso per la propria incolumità ma lo è per l'intero condominio se non si abita in una casa isolata.
28.06.2012 - ROMA - Esplosione in un appartamento a Cinecittà: un operaio romeno di 26 anni è morto dilaniato da una bomba a mano che i proprietari della casa usavano come ferma carte. Sembra che uno dei familiari avesse avuto un passato nell'esercito. La tragedia è avvenuta al primo piano di un palazzo in via Tuscolana, all'altezza della fermata metro Lucio Sestio. Gli operai stavano facendo un lavoro di ristrutturazione. Gli altri due colleghi dell'operaio deceduto si sono salvati perché erano andati a pranzo.
CAPITOLO VIII°
LA FOLLIA
Si potrebbe scrivere che da anni l'Italia è pronta a sbalordire tramite comportamenti talvolta completamente privi di buon senso.
Sabato 5 maggio 2012 più quotidiani lanciano la grave notizia: esplode un residuato bellico probabilmente risalente alla prima guerra mondiale, un colpo da cannone da 149 mm. Il protagonista di questa storia dell'assurdo è un quarantunenne residente a Crosano di Brentonico, provincia di Udine. Sembra a dire delle numerosi fonti che l'uomo fosse intento ad aprire la granata aiutato (sembra) da una lama elettrica (roba da pazzi). L'illegale passione di questa persona era già nota in paese. Infatti il tizio riceve più denunce dalle Forze dell'Ordine competenti nel territorio.
Ma torniamo all'accaduto: L'uomo raccoglie il residuato chissà dove (nel momento che lo raccoglie è già denunciabile per detenzione), lo trasporta nel garage di casa (a discapito della sicurezza di chi incrocia per strada), dove pensa bene di aprire e svuotare la granata del proprio esplosivo ( quale esplosivo…? Cosa intende farne…?). Ma è illuminato dal suo Dio, infatti per compiere tale lavoro decide stringere la bomba tra le gambe…!!!!! (LA FOLLIA). L'esplosione è devastante, l'uomo è proiettato fuori dal garage, ovviamente con numerose ferite sul corpo da far rabbrividire. E' stato soccorso dalla Croce Rossa del paese ed è stato trasportato con un elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Morale della storia:
Questo signore (per non scrivere altro), sicuramente non è mosso dall'amore per la storia, non condivide alcuna passione rivolta ai cimeli dei Caduti in guerra, perché i veri ricercatori storici del settore, al cospetto di un residuato bellico esplodente, allertano le Forze dell'Ordine, non si portano la granata a casa (se poi è un condominio…!!!!!). Giovanni Lafirenze - biografiadiunabombaNon ricordo più da quanti anni biografiadiunabomba "sito web" ben conosciuto continua a spiegare che le granate non possono essere rimosse… e da almeno 25 anni questo articolo continua ad essere pubblicato in rete.
Quanto sopra esposto non vuole invitare gli appassionati a cercare nei campi residuati da smontare ma piuttosto metterli in guardia dal farlo, come scritto sopra, questi oggetti sono pericolosi anche dopo decine di anni di abbandono, l'esplosione di un ordigno in un abitazione può provocare crolli disastrosi, inoltre la Legge vieta di toccare ordigni inesplosi la cui presenza deve essere invece segnalata alle Autorità.
Da "il Messaggero" di Mercoledì 30 Aprile 2014 - Vende online una bomba a mano, agente si presenta all'incontro e l'arresta
Una bomba a mano in vendita a cento euro trattabili sul sito di annunci online Kijiji, con ritiro a Roma o con spedizione. E con tanto di foto dell'ordigno in questione e i recapiti dell'inserzionista. È quanto ha scoperto la polizia della divisione polizia amministrativa e sociale della questura della Capitale, che ha arrestato un 42enne romano. A notare l'oggetto è stato il dirigente della divisione, Edoardo Calabria, che poi fingendosi interessato all'acquisto, ha contattato direttamente il venditore e ha preso appuntamento per il finto acquisto.
Ad aspettare l'inserzionista c'erano gli agenti: l'uomo aveva con sè la bomba con la polvere esplosiva all'interno di una busta. Si tratta di un 42enne che lavora per una ditta di traslochi, il quale agli agenti ha riferito di aver ricevuto in regalo l'ordigno, proprio durante un trasloco, da un'anziana vedova in passato sposata con un ex militare. La bomba è del tipo Scrm: un ordigno di natura bellica, la cui messa in vendita, cessione, detenzione e trasporto in luogo pubblico o aperto al pubblico sono espressamente vietati dalla legge.Conclusioni
Se pur la raccolta e la collezione di vecchi residuati (o ricordi di guerra) attiri molti sportivi e possessori di armi che vengono attratti da questo hobby, farlo per gioco non è consigliabile ma farlo responsabilmente, raccogliendo oggetti e ricordi utili al mantenimento di una storia passata, come le piastrine con i nomi dei soldati, loro foto oppure oggetti personali, può dare grande soddisfazione, più che raccolgiere oggetti troppo spesso pericolosi più di quanto si possa credere.
