In primo luogo, c'è la soluzione di un problema tipico del revolver: la sua lentezza di ricaricamento. Le cartucce per pistola rimless e non rimmed, hanno bisognato di un sistema che le mantenga nell'arma: è la clip. Grazie ad una clip circolare, "full moon" luna intera ben differente dalle lunette o mezze lunette conosciute fino ad ora, si può preparare con sei colpi mantenuti in posizione con più di facilità di quanta può procurarne l'uso di un "carichino" veloce per revolver, "speed loader", qualunque siano la sua marca ed il suo sistema.
Si sa come è nata l'idea. La "guerra che doveva mettere fine a tutte le guerre", o meglio la Prima Guerra Mondiale allora il Governo Americano ed il suo arsenale, Springfield Armory, da non confondere con la ditta privata con lo stesso nome, non riusciva a fabbricare sufficienti pistole regolamentari 1911 per rifornire i soldati impegnati in Europa. Da qui l'idea di utilizzare dei revolver camerati per la .45 ACP, prodotti su delle catene di montaggio già esistenti, differenti da quelle delle pistole e che non rallentavano dunque la produzione di queste ultime. Colt e S&W sono stati chiamati a contribuire per la fornitura delle Colt New Service e S&W mod. 1917. L'idea era quella di avere una sola munizione per tutte le armi corte in dotazione. La media potenza del .45 non poneva problemi di solidità alle grosse carcasse dei revolver. Il problema più difficile da risolvere era il mantenimento della cartuccia negli alloggiamenti del tamburo, problemi risolti grazie a S&W che ha proposto una clip a mezzaluna, "half moon", posizionando tre cartucce insieme nel tamburo, con due clip si possono riempire le sei camere delle armi. Col passare del tempo, gli sportivi hanno migliorato il sistema utilizzando delle clip circolari da sei colpi insieme.

È ancora a S&W che si deve un passo successivo, col produrre e camerare revolver in calibro 10 mm Auto o .40 S&W tutto in un unica arma, grazie ai due bossoli sostanzialmente simili. Oltre alla possibilità di utilizzare munizionamento per pistola, si può scegliere tra due diverse cartucce particolarmente interessanti. La "flessibilità" è comparabile con la stessa compatibilità che si aveva nei revolver .44, capaci di usare sia il .44 Magnum che il .44 Speciale

Il modello 310 è l'ultimo avatar di questa stirpe, ottimizzata per la difesa o le competizioni tipo IDPA.
Visto la popolarità dei .40 S&W , ed il valore balistico della 10 mm Auto, si può dire che si tratta di una combinazione molto ispirata. La serie dei revolver Night Guard è realizzata sulla base di carcasse in lega. Un materiale raro e caro che unisce leggerezza e solidità e che ha permesso di camerare dei calibri più potenti dei due considerati oggi in queste pagine. La 310 pesa solamente 794 g, un record per un revolver di grosso calibro. Ua lamina in acciaio protegge i punti dove la lega è più soggetta all'erosione dei gas di sparo. La canna è corta: 69,85 mm, ed l'asta di estrazione è ridotta in proporzione, ciò che ha sempre dato problemi in alcuni casi, visto che i bossoli vuoti uscivano solamente di tre quarti. Il 310 è una felice eccezione, poiché i bossoli del 10 mm sono estratti completamente. Tuttavia, in competizione IDPA utilizzerei più volentieri dei .40 S&W, più corti, questi danno un margine di sicurezza suplementare in materia di estrazione, e anche perchè rincula meno, siamo sinceri.... Tutti i revolver Night Guard sono equipaggiati con le guancette in gomma ella Pachmayr, tipo Compac Custom.

In materia di peso di scatto, si è visto di meglio: la doppia azione parte a 6,23 kg mentre a 2,26 kg abbiamo lo scatto a singola azione ma questa è un arma da difesa. Il cane è a cresta larga, con le stesse proporzioni dei cani "Target" che si trovavano sui grossi S&W degli anni 1960 e 1980. Una chiusura di sicurezza è installata nell'arma, con la sua "serratura" accessibile al di sotto del pulsante di sblocco del tamburo. Tutti i Night Guard mod. 310, ricevono hanno rifinitura nero olivastro.

Novità: il mirino XS Sight che incorpora un punto al trizio in un cerchio in plastica bianca oltre alla la Standard Tritium Dote proposta da S&W, che offre nel suo catalogo una Big Tritium Dote con organi di mira più grossi e più visibili, facendo di quest'arma la migliore sul mercato per l'uso notturno. La tacca di mira standard è stata modificata da Cylinder & Slide, un customer molto rinomato negli USA per la qualità dei suoi lavori sulle armi, rendendola particolarmente solida capace di resistere a condizioni estreme. Viene a sostituire la tacca regolabile classica sui castelli N.

Il 310 è fatto più per le "distanze di conversazione " che per il tiro preciso a 50 metri, l'assenza di regolazioni della tacca non è un handicap. Il punto essenziale è che il tiratore possa vedere il suo mirino anche in condizioni di illuminazione ridotta, anche se la vista non si è ancora adattata alla scarsità di luce, ad esempio entrando in una stanza buia in una giornata di sole ma non solo, questo sistema aiuta chi come me comincia a sentire il peso dell'età e la vista non è più quella di un tempo.

Ogni scolpitura dell'arma è studiata per alleggerirla e per rendere più fluido il suo uso, caricamento compreso.

Un'arma tanto leggera è generalmente faticosa da usare se in grosso calibro, ed il 310 non sfugge alla regola in 10 mm Auto. Invece, in .40 S&W, diventa subito di facile dominio anche per i meno esperti. In materia di difesa, non sono un grande apostolo dei revolver specialmente se usano cartucce da pistola, ma essi hanno tutto il loro senso nelle competizioni di tiro veloce IDPA. La mia reticenza proviene dall'accessorio indispensabile a questo genere di armi, la clip circolare. Formidabile come rapidità quando è in buono stato, ma si trasforma in incubo appena una perde la condizione originale. Una volta piegata, una clip, si può provare a raddrizzarla sull'incudine ed con il martello ma non si arriva a gran che, quindi meglio acquistarne una nuova. Ina clip storta arriva a bloccare il tamburo rendendo inutilizzabile l'arma. Fortunatamente le clip in acciaio sono molto resistenti e difficili da piegare.



 

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