Bombe a mano della Seconda Guerra Mondiale

 

Nello studio storico e collezionistico delle armi uno degli aspetti predominanti è dato dalla ricerca di marchi, sigle e punzoni che permettono di riconoscere, in ogni singolo modello il produttore, l’anno o il periodo di produzione e le sue eventuali variati, che ne hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo. Nei sei anni della Seconda Guerra Mondiale vi fu una produzione enorme di nuove armi ed ordigni, che si andarono ad affiancare ad altre già esistenti e di volta in volta migliorate per le necessità tattiche e strategiche del conflitto.
Riconoscere in un’arma la sua esatta versione, le sue particolari caratteristiche, risalire a chi la produsse e, talvolta, quale reparto la impiegò sono l’obiettivo dello storico e del collezionista.
Come per le pistole ed i fucili, anche le bombe a mano utilizzate nella Seconda Guerra Mondiale, recavano su di esse dei marchi e delle sigle che distinguevano i vari modelli e le varie versioni. Una particolarità che appare piuttosto paradossale in un oggetto che per sua natura va poi completamente distrutto nell’usarlo. Eppure questi piccoli ma micidiali ordigni si contraddistinguono tra loro al pari di altre armi più conosciute e rinomate, ma destinate a perdurare nel loro impiego.
Quest’opera, di 382 pagine, raccoglie oltre 200 modelli di bombe a mano progettate ed utilizzate nella Seconda Guerra Mondiale non solo dai paesi belligeranti, ma anche dalle nazioni rimaste neutrali al conflitto. Ogni ordigno viene descritto nelle sue caratteristiche, nella sua storia produttiva e del suo impiego, nonché vengono indicati i marchi e le sigle che lo hanno contraddistinto durante la sua “vita” operativa, sino al termine del suo utilizzo e della sua produzione. Per certi modelli la descrizione inizia prima dello scatenarsi del conflitto, in certi casi si risale alla Prima Guerra Mondiale e si protrae sino ai nostri giorni. Con oltre 500 disegni e fotografie, quasi tutte a colori, non solo vengono mostrate le bombe a mano e le relative spolette nelle loro variati, ma anche nei loro particolari più interessanti. Non sono state tralasciate neanche le successive evoluzioni che alcune di queste armi hanno avuto al di fuori dei paesi e dagli eserciti di origine, in tempi anche lontani dalla fine del conflitto.
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Feltrinelli