Francesco Zanardi
Istruttore di tiro tecnico operativo.
Bombe a mano della Seconda Guerra Mondiale
Riconoscere in un’arma la sua esatta versione, le sue particolari caratteristiche, risalire a chi la produsse e, talvolta, quale reparto la impiegò sono l’obiettivo dello storico e del collezionista.
Come per le pistole ed i fucili, anche le bombe a mano utilizzate nella Seconda Guerra Mondiale, recavano su di esse dei marchi e delle sigle che distinguevano i vari modelli e le varie versioni. Una particolarità che appare piuttosto paradossale in un oggetto che per sua natura va poi completamente distrutto nell’usarlo. Eppure questi piccoli ma micidiali ordigni si contraddistinguono tra loro al pari di altre armi più conosciute e rinomate, ma destinate a perdurare nel loro impiego.
Quest’opera, di 382 pagine, raccoglie oltre 200 modelli di bombe a mano progettate ed utilizzate nella Seconda Guerra Mondiale non solo dai paesi belligeranti, ma anche dalle nazioni rimaste neutrali al conflitto. Ogni ordigno viene descritto nelle sue caratteristiche, nella sua storia produttiva e del suo impiego, nonché vengono indicati i marchi e le sigle che lo hanno contraddistinto durante la sua “vita” operativa, sino al termine del suo utilizzo e della sua produzione. Per certi modelli la descrizione inizia prima dello scatenarsi del conflitto, in certi casi si risale alla Prima Guerra Mondiale e si protrae sino ai nostri giorni. Con oltre 500 disegni e fotografie, quasi tutte a colori, non solo vengono mostrate le bombe a mano e le relative spolette nelle loro variati, ma anche nei loro particolari più interessanti. Non sono state tralasciate neanche le successive evoluzioni che alcune di queste armi hanno avuto al di fuori dei paesi e dagli eserciti di origine, in tempi anche lontani dalla fine del conflitto.
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