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DETENZIONE, ACQUISTO,
PORTO, TRASPORTO


norme

 

DETENZIONE

Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza: Art.38

Chiunque detiene armi, munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere e in qualsiasi quantità deve farne immediata denuncia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei reali carabinieri.

Sono esenti dall'obbligo della denuncia:

a) i corpi armati, le società di tiro a segno e le altre istituzioni autorizzate, per gli oggetti detenuti nei luoghi espressamente destinati allo scopo;

b) i possessori di raccolte autorizzate di armi artistiche, rare o antiche;

c) le persone che per la loro qualità permanente hanno diritto ad andare armate, limitatamente però al numero ed alla specie delle armi loro consentite.

L'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo anche nei casi contemplati dal capoverso precedente, e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico.

E' l'articolo 38 del TULPS che impone a chiunque entri in possesso di un arma di farne denuncia alle autorità di PS entro le successive 72 ore.

Abbiamo illustrato le varie licenze sulle armi, disponibili nel nostro Paese, che permettono di acquistarle mentre il TULPS stabilisce chi può richiederne il rilascio:

Art.42

Il Questore ha facoltà di dare licenza per porto d'armi lunghe da fuoco e il Prefetto ha facoltà di concedere, in caso di dimostrato bisogno, licenza di portare rivoltelle o pistole di qualunque misura o bastoni animati la cui lama non abbia una lunghezza inferiore a centimetri 65.

Art.43

Oltre a quanto è stabilito dall'art. 11 non può essere conceduta la licenza di portare armi:

a) a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;

b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all'autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l'ordine pubblico;

c) a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.

La licenza può essere ricusata ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi.

Art.44

Non può essere conceduta la licenza di porto d'armi al minore non emancipato.

E’ però in facoltà del Prefetto di concedere la licenza per l'arma lunga da fuoco, per solo uso di caccia, al minore che abbia compiuto il sedicesimo anno di età, il quale presenti il consenso scritto di chi esercita la patria potestà o la tutela e dimostri di essere esperto nel maneggio delle armi.

Art.45

Qualora si verifichino in qualche provincia o Comune condizioni anormali di pubblica sicurezza, il Prefetto può revocare, in tutto o in parte, con manifesto pubblico, le licenze di portare armi.


Le licenze di porto d'armi e il nulla osta permettono l'acquisto di armi e di munizioni. Queste devono essere denunciate e detenute con le dovute attenzioni presso la propria dimora o abitazione che ne garantisca la massima custodia.

Una precisazione: le licenze di porto d'armi e il nulla osta permettono l'acquisto di armi e munizioni e non la detenzione, questa deve essere comunicata con apposito modulo e può essere fatta anche se non si è in possesso delle licenze in oggetto, in parole povere si possono detenere armi e munizioni senza porto d'armi ma per acquistarle si deve avere. (se non il porto d'armi almeno il nulla osta di acquisto).

Per la semplice detenzione delle armi (Legge) non sono richieste particolari attenzioni se non la massima cura e attenzione. Qualcuno ha affermato di essersi munito di armadio blindato (non richiesto) solo per la sua tranquillità, "come se di notte le armi si animassero e tentassero di ucciderlo", o solo per evitare che i delinquenti se ne impossessino, cosa più logica ma non sapendo che se questi riescono a penetrare in casa, non sarà certo poi un armadio, benchè blindato, a fermarli, tanto più che sono stati moltissimi gli armadi portati via con l'intero contenuto, a dimostrare che vale più una buona sorveglianza e un buon portone che tanti armadi blindati chiusi dentro casa. In molti casi di furto comunque, il ladro ha puntato agli oggetti preziosi di piccole dimensioni lasciando perdere le armi (specialmente quelle lunghe difficili da nascondere), basta quindi un minimo di accortezza e scaltrezza per evitare il furto dell'arma.

 

LA NORMATIVA VIGENTE
ripassiamo insieme

 

ACQUISTO E DETENZIONE:

Come detto, in Italia l'acquisto di un'arma è possibile per tutti i cittadini che non hanno riportato condanne penali gravi o che non sono soggetti a restrizioni giudiziarie; che non siano obbiettori di coscienza**, che non siano mentalmente incapaci; art. 11 L 35 T.U.L.P.S. e art. 17 L.n° 110/75, ecc. 
Per l'acquisto di armi o muniozioni è sufficiente munirsi di nulla osta o di un porto d'armi rilasciato dall'ufficio competente del Commissariato o dalla Questura della città di residenza, (in mancanza il Comando Carabinieri è l'ente preposto a tale scopo).
Il nulla osta ha la validità di 30 gg. dal rilascio e permette l'acquisto di armi o di munizioni nella quantità indicata su di esso. Il nulla osta decade all'acquisto avvenuto, per un successivo acquisto si deve rifare la trafila da capo.
I possessori di licenza di porto d'armi ( sia essa per difesa personale, per caccia o per tiro a volo (erroneamente detta ad uso sportivo), possono acquistare armi o munizioni esibeno la stessa licenza (purchè valida) all'armiere, che provvede ad espletare le formalità di rito.
La licenza di porto d'armi da caccia deve essere accompagnata dal pagamento della relativa tassa governativa D.M. 28/12/1995
http://www.tuttocamere.it/files/tabelle/TCG_Scheda1.pdf
Legge 11 feb. 92 n° 157
La normativa in materia prevede, il rinnovo automatico del titolo a seguito del pagamento della tassa annuale. In caso di omesso versamento del richiamato tributo, la licenza perde di validità e, quindi, non potrebbe essere più utilizzata anche solo come titolo di acquisto o trasporto. Nel caso in cui, però, non si intenda praticare il prelievo venatorio, potranno omettersi i pagamenti delle tasse regionali e degli altri tributi previsti a favore di Enti Locali necessari per l'esercizio di detta attività, insomma la tassa governativa va pagata, solo se non si va a caccia si può omettere di pagare le tasse Regionali e ATC. Le licenze di porto d'armi per uso venatorio e per tiro a volo hanno validità di sei anni, mentre la licenza di porto d'armi per difesa personale ha validità annuale.


L'arma o le armi con le eventuali munizioni vanno denunciate sull'apposito stampato (file in Open Office) e in caso si possiedano già delle armi la denuncia precedente va sostituita con una nuova riportante la o le nuove armi acquistate. La denuncia depositata presso gli organi competenti entro 72 ore deve essere in duplice copia in quanto una copia debitamente timbrata e datata deve essere riconsegnata al detentore delle armi.

Attenzione, per entrare in possesso del semplice nulla osta di acquisto si deve fare quasi lo stesso iter richiesto per avere una licenza di porto d'armi sportivo (tiro a volo), puntate su questa fin da subito, sarete tranquilli almeno per sei anni, durata di validità della licenza stessa.

Se pur la norma appare cambiare a causa della definitiva eliminazione del catalogo, ad oggi, in attesa che la legge entri a pieno regime e che il Ministero emani le circolari esplicative, le Questure si comportano ancora seguendo i vecchi parametri legislativi, che del resto non sono mai stati aboliti.

Si possono acquistare armi in numero massimo di:
n° 3 armi "comuni":
cioè armi corte classificate non sportive o lunghe classificate non sportive e non da caccia
n° 6 armi classificate "sportive"
(la classificazione dovrebbe sostituire la catalogazione)
un numero illimitato di armi lunghe per uso venatorio (caccia) sia a canna liscia che rigata, (queste ultime sono armi comuni che per le loro caratteristiche possono essere utilizzate per caccia, quindi devono camerare munizioni adatte alla caccia ( Circolare numero 559/C-50.065-E-97 Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.  122  del  28-5-1997 pag. 39 )

n° 8 armi antiche o rare (prodotte prima del 1890)
L'art. 6, comma 3, del D.M. 14 aprile 1982, definisce antiche le armi costruite anteriormente al 1890. Le armi di modello anteriore al 1890, ma fabbricate tra il 1890 e il 1920, rientrano nella definizione di "armi rare di importanza storica".

Le spade con lama tagliente o i coltelli a doppio filo, le baionette, stiletti e coltelli a serramanico compresi, sono considerate armi, quindi per l'acquisto si deve essere maggiorenni e per la detenzione si deve provvedere a farne denuncia di possesso agli uffici preposti.

Le armi ad aria compressa con energia superiore a 7,5 Joule sono considerate armi a tutti gli effetti, per l'acquisto valgono le stesse norme utilizzate per le armi a fuoco: le armi ad aria compressa sono considerate armi sportive e fanno cumulo alle 6 (sei) acquistabili.
Le armi con energia inferiore ai 7,5 Joule sono di libera vendita, (si fa per dire) ma si acquistano esibendo la carta d'identità e si deve essere maggiorenni, non possono essere usate da minorenni non accompagnati e il trasporto è soggetto al giustificato motivo, per cui non si può liberamente circolare con un simil-Kalasnikov di questo tipo a tracolla nella piazza principale in un giorno di festa.

I caricatori non sono parte d'arma e quindi acquistabili e detenibili liberamente. Le nuove norme non hanno modificato le precedenti per cui non è ancora possibile montare un caricatore maggiorato su un arma per cui non ne è definito l'utilizzo o per la quale non sono stati omologati o classificati, (attendiamo le circolari del Ministero).
Ministero dell'Interno - Telex N° 080575559/c25101.10100(1) in data 16.11.2000 - Caricatori non catalogati "E' stato ribadito che i caricatori per armi comuni da sparo sono da considerare quali parti di armi comune purché abbiano la capienza prevista nella catalogazione dell'arma a cui sono destinati. Nel caso invece abbiano capienza superiore detti caricatori sono da qualificare come parti di armi da guerra, ricadendo così sotto la specifica disciplina per queste previste" A causa di questa circolare, come detto sopra, i caricatori liberamente detenibili possono essere usati su un arma solo se questa è stata catalogata, classificata o omologata con quella capienza, montare un caricatore maggiorato è ancora vietato fino all'emanazione di una nuova direttiva. Circolare_26/11/2004 n°557-Pas-50-225-E-04 Sfortunatamente dal novembre del 2015 i caricatori e le armi dovranno avere le caratteristiche riportate dall'art. 2 della Legge 110/1975 aggiornata dal D.L. 121/13

ACQUISTO PER CORRISPONDENZA: Legge 18 aprile 1975, n. 110 Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi. (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 aprile 1975, n. 105) Art. 17. Divieto di compravendita di armi comuni da sparo commissionate per corrispondenza Alle persone residenti nello Stato non e' consentita la compravendita di armi comuni da sparo commissionate per corrispondenza, salvo che l'acquirente sia autorizzato ad esercitare attivita' industriali o commerciali in materia di armi, o che abbia ottenuto apposito nulla osta del prefetto della provincia in cui risiede. Di ogni spedizione la ditta interessata deve dare comunicazione all'ufficio di pubblica sicurezza, o, in mancanza, al comando dei carabinieri del comune in cui risiede il destinatario. I trasgressori sono puniti con la reclusione da uno a sei mesi e con la multa fino a lire centocinquantamila; insomma si deve essere un armiere.

DETENZIONE & CUSTODIA DELLE ARMI E DELLE MUNIZIONI: Legge 18 aprile 1975, n. 110 Art. 20 LEGGE 18 aprile 1975, n. 110 . Custodia delle armi e degli esplosivi: Denunzia di furto, smarrimento o rinvenimento: La custodia delle armi di cui agli articoli 1 e 2 e degli esplosivi deve essere assicurata con ogni diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica. Chi esercita professionalmente attivita' in materia di armi o di esplosivi o e' autorizzato alla raccolta o alla collezione di armi deve adottare e mantenere efficienti difese antifurto secondo le modalita' prescritte dalla autorita' di pubblica sicurezza. Chiunque non osserva le prescrizioni di cui al precedente comma e' punito, se il fatto non costituisce piu' grave reato, con l'arresto da uno a tre mesi o con la ammenda fino a lire cinquecentomila. Dello smarrimento o del Furto di armi o di parti di esse o di esplosivi di qualunque natura deve essere fatta immediata denunzia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al piu' vicino comando dei carabinieri. Il contravventore e' punito con l'ammenda fino a lire cinquecentomila. Chiunque rinvenga un'arma o parti di essa e' tenuto ad effettuarne immediatamente il deposito presso lo ufficio locale di pubblica sicurezza o, in mancanza, presso il piu' vicino comando dei carabinieri che ne rilasciano apposita ricevuta. Chiunque rinvenga esplosivi di qualunque natura o venga a conoscenza di depositi o di rinvenimenti di esplosivi e' tenuto a darne immediata notizia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, in mancanza, al piu' vicino comando dei carabinieri. Salva l'applicazione delle sanzioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di detenzione e porto illegale di armi o di esplosivi di qualunque natura, il contravventore e' punito con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda fino a lire duecentomila. Art. 20-bis (((Omessa custodia di armi). Chiunque consegna a minori degli anni diciotto, che non siano in possesso della licenza dell'autorita', ovvero a persone anche parzialmente incapaci, a tossicodipendenti o a persone imperite nel maneggio, un'arma fra quelle indicate nel primo e secondo comma dell'articolo 2, munizioni o esplosivi diversi dai giocattoli pirici e' punito, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, con l'arresto fino a due anni. Chiunque trascura di adoperare, nella custodia delle armi, munizioni ed esplosivi di cui al comma 1 le cautele necessarie per impedire che alcuna delle persone indicate nel medesimo comma 1 giunga ad impossessarsene agevolmente, e' punito con l'arrresto fino ad un anno o con l'ammenda fino a lire due milioni. Si applica la pena dell'ammenda da lire trecentomila a lire un milione quando il fatto di cui al primo comma e' commesso: a) nei luogi predisposti per il tiro, sempre che non si tratti dell'esercizio consentito di attivita' sportiva; b) nei luoghi in cui puo' svolgersi l'attivita' venatoria. Quando i fatti di cui ai commi precedenti riguardano le armi, le munizioni o gli esplosivi indicati nell'articolo 1 o armi clandestine, la pena e' della reclusione da uno a tre anni.))

Le armi e le munizioni devono essere detenute nel luogo indicato in denuncia usando criteri di massima diligenza perchè le stesse non possano essere rubate, usate o maneggiate anche da persone incapaci (bambini). Si deve anche prevenire che le armi siano maneggiate da persone che non hanno abilitazione o licenza a farlo. Ne' le armi ne' le munizioni possono essere lasciate incustodite in altro luogo al di fuori del luogo di detenzione. Le armi o le munizioni quindi non possono essere lasciate incustodite in auto, in garage, cantina, magazzino salvo che, di stretta appartenenza dell'abitazione e garantiscano la stessa sicurezza. art. 20 E 22 L. 110/75 - art 38 TULPS - I componenti di un unico nucleo familiare possono detenere armi nel numero indicato dalle vigenti leggi e cioè ogni componente, "detentore a se stesso", detiene le armi e munizioni di propria pertinenza nella stessa abitazione ove risiedono altri componenti detentori a loro volta di armi e munizioni. Si ha cosi una detenzione che può essere composta per ogni singolo detentore residente in un massimo di 3 armi comuni, 6 armi sportive e un numero illimitato di armi da caccia oltre che alle munizioni dichiarate in denuncia limitate a 200 cartucce non da caccia e 1500 per uso venatorio. Non è contemplato dalle leggi vigenti ma la Questura può prescrivere particolari modalità per la detenzione di armi e munizioni come quella che prevede che ogni singolo possessore le custodisca separatamente dall'altro, la norma invece prevede che ogni proprietario applichi la massima diligenza nella detenzione delle armi e delle munizioni e nel caso specifico egli è consapevole della presenza delle armi del coniuge o componente del nucleo familiare e sa del divieto di comodato delle armi comuni, (non sportive e non da caccia) delle quali (se del coniuge) non può entrare in possesso se non dopo cessione. Tecnicamente se marito e moglie detengono ognuno una pistola classificata comune, l'uno non può trasportare e usare l'arma dell'altro, al contrario se fossero armi sportive o da caccia ciò sarebbe possibile.

Tecnicamente un arma può essere detenuta in casa, carica e pronta all'uso. La si può nascondere e chiudere in un cassetto qualora ci si allontani ma nessuna norma prescrive particolari cautele oltre a quelle della massima cura nel farlo. Se in casa ci sono bambini è d'obbligo custodirla lontano dalla loro portata, cosi come si farà se in casa verranno amici a trovarci. Lo scopo della detenzione di un arma in casa non è sempre e solo quello sportivo e un arma chiusa e scarica in casa non serve poi a nulla la dove si abiti in aperta campagna in zona agricola distante da altre abitazioni, quando però la si lascia incustodita è opportuno renderne difficoltoso il ritrovamento da parte di eventuali ladri.

CESSIONE DELLE ARMI: art 8 L 110/75 - art 35 TULPS - art 58 Reg. TULPS

I privati possono cedere armi ad altri rispettando le norme vigenti. Per l'acquisto di un arma nuova in armeria si deve essere in regola, cioè avere un nulla osta per l'acquisto o una licenza di porto d'armi valida. Cosi come si acquista un arma in armeria, se la si acquista usata direttamente da altra persona si devono rispettare le stesse regole. Chi cede l'arma deve assicurarsi che chi la riceve sia in possesso dei requisiti di legge, (chi vende non è tenuto ad avere porto d'armi valido ma chi acquista si): quindi chi compra deve possedere un nulla osta o una licenza di porto d'armi valida o licenza di commercio o riparazione (cioè un armiere o un armaiolo).
E' condannato chi vende un arma a chi non è in regola con le normative vigenti.

FACSIMILE DELLA DICHIARAZIONE DI CESSIONE ............................. formato Open Office (programma open-source scaricabile gratuitamente dalla rete)

La cessione si effettua con scrittura privata tra i due arbitrati, chi cede scrive di suo pugno dietro una fotocopia della denuncia la volontà di cedere l'arma (indicando caratteristiche è matricole nonchè dati dell'acquirente e licenze in possesso) alla persona acquirente. L'acquirente riceve l'arma e in breve tempo (72 ore) provvede a fare denuncia di detenzione presso gli uffici preposti consegnando la copia della denuncia con la dichiarazione di cessione e la propria denuncia delle armi, quindi provvede ad espletare le prassi di rito prendendosi in carico l'arma acquistata come se l'avesse acquistata da una qualsiasi armeria. Chi cede, dovrà a sua volta recarsi presso gli uffici preposti per cancellare dalla sua denuncia l'arma appena ceduta. (meglio fare sempre tutto in doppia copia, chi vende ne terrà una per se).

COMODATO DI ARMI: Art. 22 c.p. — Non è consentita la locazione o il comodato delle armi di cui agli articoli 1 e 2, salvo che si tratti di armi per uso scenico ovvero di armi destinate ad uso sportivo o di caccia, ovvero che il conduttore o accomodatario sia munito di autorizzazione per la fabbricazione di armi o munizioni ed il contratto avvenga per esigenze di studio, di esperimento, di collaudo.

Si possono dare in comodato, cioè prestare temporaneamente, solo armi classificate sportive o per uso venatorio. Il comodato deve essere accompagnato da denuncia la dove il periodo superi un certo tempo, cioè se l'arma viene prestata per un solo pomeriggio (ad esempio) non vi sarebbe tempo utile per farne denuncia all'autorità, quindi il comodato avviene prettamente tra i due accomodatari ma sempre meglio per iscritto. Se il comodato prevede lunghi periodi, la denuncia deve essere depositata presso gli uffici preposti. Chi riceve l'arma l'accompagna con la copia della denuncia e la dichiarazione di comodato.

TRASPORTO: LEGGE 25 MARZO 1986, n. 85 (GU n. 077 del 03/04/1986) NORME IN MATERIA DI ARMI PER USO SPORTIVO. 85 ART. 3. DELLE ARMI PER USO SPORTIVO È CONSENTITO IL SOLO TRASPORTO CON APPOSITA LICENZA, VALIDA PER IL TERRITORIO NAZIONALE, RILASCIATA DAL QUESTORE, PREVIO ACCERTAMENTO DELLA IDONEITÀ PSICOFISICA E PREVIA ATTESTAZIONE, DI UNA SEZIONE DEL TIRO A SEGNO NAZIONALE O DI UNA ASSOCIAZIONE DI TIRO ISCRITTA AD UNA FEDERAZIONE SPORTIVA AFFILIATA AL CONI, DA CUI RISULTI LA PARTECIPAZIONE DELL'INTERESSATO ALLA RELATIVA ATTIVITÀ SPORTIVA.

Le armi classificate sportive, si possono solo TRASPORTARE, quindi non si possono portare per difesa o per caccia. Per quanto riguarda le licenze di porto d'armi per tiro a volo, i Questori possono richiedere l'iscrizione a una società di tiro solo per i successivi rinnovi della stessa licenza.

Il trasporto delle armi deve essere fatto trasportando l'arma scarica (non serve smontarla), chiusa in apposita valigia, zaino o bisaccia; le munizioni se presenti vanno trasportate in involucro a parte. L'arma non deve essere nell' immediata disponibilità di chi la trasporta, cioè chi trasporta l'arma non deve poterla impugnare con estrema facilità e caricarla. In auto è meglio trasportare tutto nel bagagliaio. L'arma portata addosso prevede un vero e proprio PORTO, quindi non sono ammessi marsupi, anche se in essi l'arma è scarica.

COMPENSATORI DELLE ARMI: Circolare 557/PAS.50-235/E/04 del 30 ottobre 2006 - Procedura per l’iscrizione in nota a Catalogo di canne intercambiabili dotate di freno di bocca integrale. Sono state presentate istanze all’Ufficio del Catalogo Nazionale delle Armi Comuni da sparo con le quali veniva richiesta l’iscrizione in nota a Catalogo di canne intercambiabili per carabine che si differenziano da quelle originali per la sola presenza di un freno di bocca, realizzato mediante foratura della volata della canna. La suddetta richiesta è stata portata all’esame della Commissione Consultiva Centrale per il controllo delle armi, la quale, nella seduta del 5 ottobre 2006, ha espresso il parere, condiviso da questa Amministrazione, in base al quale si ritiene che la richiesta di iscrizione in nota a Catalogo possa essere accolta solo nei casi in cui siano soddisfatte le seguenti condizioni:
1 - la realizzazione delle canne intercambiabili o la modifica di quelle originali deve essere stata eseguita da soggetti titolari di licenza di fabbricazione armi;
2 - è possibile realizzare tali canne solo se destinate a carabine a ripetizione semplice ordinaria con chiusura ad otturatore girevole – scorrevole;
3 - le canne intercambiabili devono avere la stessa lunghezza e lo stesso calibro di quelle originali;
4 - il freno di bocca deve essere realizzato con la sola foratura della canna, senza possibilità, quindi, di applicarlo tramite filettatura o incastro,
5 - le operazioni eseguite sulla canna originale devono essere certificate da colui che le ha realizzate, che deve produrne apposita certificazione da consegnare al proprietario dell’arma;
6 - come previsto dalla normativa C.I.P., le canne che subiscono la modifica in parola devono essere presentate al Banco Nazionale di Prova (a cura del proprietario dell’arma o del fabbricante che ha realizzato la canna) che provvederà a sottoporle a nuova prova forzata ed alla conseguente punzonatura. Per tutti i casi che non soddisfino le condizioni sopra indicate, non sarà possibile procedere all’inserimento della nota a catalogo, ma si renderà necessario attribuire un nuovo numero di iscrizione nel Catalogo Nazionale delle Armi Comuni da sparo.
7 - L’eventuale realizzazione della modifica in parola non rispondente ai criteri sopra indicati e per la quale non sia stata richiesta ed ottenuta l’iscrizione della nota in Catalogo, pur non potendosi considerare come alterazione d’arma, ex art. 3 della legge 18 aprile 1975, nr. 110 (in tal caso, infatti, le dimensioni dell’arma rimangono invariate e non si ottiene alcun incremento della potenzialità di offesa se l’arma non è a funzionamento semiautomatico), andrebbe, comunque, a modificare il prototipo in origine catalogato, apportando delle variazioni meccaniche e balistiche che, ai sensi dell’art. 7, comma 5, della legge citata, richiederebbero l’iscrizione in Catalogo del diverso modello di arma.
8 - Si rammenta, inoltre, che la canna modificata, pur prevista dalla nota a Catalogo, ma non provvista del punzone di “Riprova”, non sarebbe rispondente ai requisiti previsti dall’art. 11 della legge 18 aprile 1975, nr. 110.

Era prevista la catalogazione delle canne con compensatore, oggi nulla vieta di applicarne uno purchè si rispettino le indicazioni del Ministero e cosa importante non si filetti o modifichi la canna per farlo. La circolare parla unicamente di foratura della canna se pur negli ultimi tempi si stia spingendo per far modificare la circolare, in quanto filettare una canna non ne modifica affatto le caratteristiche.

RINVENIMENTO ARMI: CIRCOLARE 559/C.12224/10100(2) 1 Roma, 21 luglio 1993,rif. n. 0355 div.am.Soc.Cat. F1/93 del 16 aprile 1993, avente per oggetto: rinvenimento di armi comuni da sparo si fa riferimento alla nota sopraindicata con la quale si chiede di conoscere se un'arma comune, rinvenuta da privati cittadini in occasione di lavori di restauro o ristrutturazione di immobili di loro proprietà, possa essere regolarmente detenuta, qualora la stessa non risulti essere stata utilizzata per commettere reati, risulti munita di tutti i dati identificativi e non vengano accertate cause ostative soggettive. Al riguardo, si è dell'avviso che il deposito delle armi, ai sensi dell'art.20 della L. 18 aprile 1975 n°110, presso l'ufficio locale di pubblica sicurezza, da parte del soggetto che le ha rinvenute, comporti un controllo, sia sull'arma, sia sulla persona che dovrà detenerla. Qualora dai suddetti accertamenti si evincesse che non esistono cause ostative soggettive, l'autorità competente, nel momento del ricevimento della denuncia, potrà autorizzare la detenzione dell'arma, ricorrendo, se ne ravvisa l'opportunità, all'esercizio della potestà prescrittiva prevista dall'art.9 del Tulps. Ad esempio, nel caso di soggetti che non posseggano l'idoneità al maneggio delle armi, c.d. capacità tecnica, di cui all'art. 8 della legge 110/75, potrà prescrivere che l'arma stessa possa essere detenuta senza il relativo munizionamento.

EREDITA': Circolare 559/C.16082/10179 (3) del 11 aprile 1995 Colui il quale eredita arma comuni da sparo, detenute legittimamente dal 'de cuius' é tenuto solo a denunciarne il possesso a suo nome, ai sensi dell'art. 38 TULPS. - L'erede, per detenere le armi ricevute in ereditá non deve necessariamente dimostrare l'idoneitá al maneggio delle armi (art.62 regolamento al TULPS), potendo l'autoritá di P.S. autorizzare la detenzione delle stesse vietando, con apposita prescrizione ai sensi dell'art. 9 del TULPS, il relativo munizionamento.
Tecnicamente chi ha vissuto per anni con il genitore poi deceduto e con esso ha avuto disponibilità delle armi anche senza avere licenze di porto d'armi, ha diritto a detenere le armi del genitore senza dover espletare altre formalità se non la presa in carico delle stesse presso le Autorità preposte che però ne inibiranno il possesso delle munizioni.

 

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