Attrezzatura:
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Contenitore
in acciaio inox (tassativo) o pirex ( vetro resistente la fuoco)
-
Termometro
-
Fornello a gas o piastra
elettrica
-
Filo di acciaio inox
per sospendere le parti nella soluzione
Ingredienti:
Il primo
problema che si pone quando si vuole fare una fosfatazione è dove poter
reperire gli ingredienti, al momento è molto difficile poter acquistare
le soluzioni pronte dagli Stati Uniti, ma è possibile farsi inviare il biossido
insieme ad uno speciale "attivatore". L’acido è di facile reperibilità
in Italia, specialmente in negozi di prodotti chimici.
Per il biossido
io mi sono rivolto a questa ditta americana http://www.phosphatesolutions.com
Il titolare
Tony è molto disponibile e gentile a dispensare consigli e suggerimenti
per la buona riuscita dell’operazione. Mio consiglio è di acquistare sia
il biossido di manganese sia quello di Zinco. Entrambi i prodotti completi
di "attivatore" costano all’incirca 50$ e si possono fosfatare
molti pezzi.
Il secondo
problema arriva quando volete fosfatare fucili con azione e canna montate,
per cui avete bisogno di un contenitore molto lungo e stretto e di un bruciatore
adatto a scaldare uniformemente la vasca.
La vasca
bisogna costruirsela o acquistarla in america su questo sito www.parkerizingtanks.com , per il bruciatore dovete costruirlo o dovete
reperire un fornello con almeno 3 fuochi di uguale dimensione disposti
in linea. Io ho scelto di costruirmelo partendo da un tubo ed installando
un ugello montato sui fornelli da campeggio, dopo vari tentativi di miscelazione
aria gas sono riuscito ad avere una buona fiamma facilmente regolabile.
Questo
è il mio progetto:

La
mia vasca è lunga circa 95 cm. e può contenere quasi tutte le armi
lunghe, il bruciatore è composto da un tubo di ferro chiuso alle estremità,
dove ho praticato una serie di fori di 2,5 mm, ho installato un ugello di
1 mm ed ho praticato un bel foro di ventilazione in prossimità dell’ugello,
il tutto installato su un supporto dove poi appoggio la vasca.
Una volta
che l’attrezzatura è pronta dovete passare alla preparazione dei pezzi prima
del bagno.
È fondamentale
sgrassare a fondo i pezzi, essi vanno lasciati a bagno per un notte
dentro uno sgrassante.
Potete usare
acetone / diluente nitro / trielina o ancora meglio il solvente usato
per pulire i freni delle macchine, il cosiddetto “brake cleaner”. Bisogna
anche munirsi di uno spazzolino morbido per pulire anche gli angoli più
nascosti.
Dopo che
le parti sono state sgrassate conviene spagliettarle con lo scoth-brite
o anche, usare quelle spugnette verdi per pulire le pentole. Per la fosfatazione
il miglior trattamento ai pezzi prima del bagno è la sabbiatura, che rende
le superfici perfette per la fosfatazione.
Dopo averle
sabbiate bisogna sgrassarle ancora. Da questo punto dovete maneggiare i
pezzi “esclusivamente” con guanti, ottimi quelli in lattice,
in quanto la nostra pelle è unta e toccando i pezzi a mano nuda li ungeremo
di nuovo compromettendo la uniforme “colorazione” delle parti.
Questi sono
i miei pezzi prima e dopo la sabbiatura pronti per il bagno:


Suggerimento: prima di riempire il recipiente con la soluzione, specialmente se si usa
la vasca, conviene preparare a misura il filo di acciaio inox per sospendere
i particolari nel bagno e prendere le debite misure, anche perché i pezzi
non devono toccare il fondo del recipiente ma rimanere sospesi nella soluzione.
Io per i
piccoli pezzi ho costruito due cestelli di rete di acciaio inox da immergere
nella soluzione.
Eccoli qua:

Ora
veniamo alla preparazione della soluzione, questa è la formula “master”
da rispettare:
-
1000
ml. di acqua distillata
-
30 ml.
di acido fosforico
-
14 grammi
di Biossido di Zinco (polvere bianca) o Manganese (polvere marrone scuro)
-
3 grammi
di attivatore
Per
quantità maggiori moltiplicate le dosi.
Attenzione:
aggiungere l’acido all’acqua e mai l’acqua nell’acido
Mettete l’acqua
e l’acido nel recipiente e portate lentamente la soluzione a 180° F.
(82° C.), questa temperatura è quella ottimale, comunque esiste una
temperatura minima da rispettare di 170° F. (76° C.) ed una massima
di 190° F. (87° C.) e queste non vanno mai superate.
A questo
punto aggiungete il biossido e lasciatelo bollire per 10 minuti, dopo aggiungete
l’attivatore e lasciate la soluzione a raffreddarsi fino temperatura ambiente. (Io la lascio una notte).
Quando mettete
il biossido nella soluzione questo cadrà sul fondo della vasca, tutto ciò
è normale, una parte viene assorbita dalla soluzione fino a saturazione,
la quantità di biossido in eccesso si posa sul fondo del recipiente. Quando
immergerete i pezzi nel bagno il biossido passerà dalla soluzione ai pezzi.
A questo punto il biossido posato sul fondo verrà assorbito dalla soluzione
e cosi via.
Quando aggiungerete
l’attivatore ci sarà una piccola reazione nella soluzione che comincerà
a bollire, tutto questo e normale, questo passaggio si chiama attivazione
della soluzione. Fino a questo punto la soluzione era inattiva!
Se
non disponete dell’attivatore potete usare della comune paglietta d’acciaio,
opportunatamente sgrassata. Immergete nel bagno un batuffolo di lana di
acciaio e lasciatela dentro fino a quando non comincia ad arrugginirsi,
dopo toglietela. Al posto della paglietta potete anche usare della limatura
di acciaio.
Dopo aver
lasciato la soluzione a riposare per un bel po’ di tempo è arrivato il momento
di fare la tanto sognata fosfatazione.
Se intendete
fosfatare molti pezzi occorre misurare quanta soluzione avete, questo
serve per poter rimpiazzare l’acqua che evapora.
Io misuro
la distanza fra la superficie della soluzione ed il bordo del recipiente
e la annoto, durante il bagno bisognerà aggiungere acqua per mantenere sempre
lo stesso livello e quantità di soluzione.
(Aggiungere
solo acqua perché l’acido non evapora!)
Riscaldate
la soluzione e portatela lentamente a 180° F
Una volta
che siete riusciti a mantenere costante la temperatura del bagno prendete
le vostre parti e immergetele. Immediatamente vedrete una quantità
enorme di bollicine provenire dai vostri pezzi, questo è normale, significa
che il bagno sta funzionando.
Ecco
la reazione:

Lasciate
in bagno per minimo 10 minuti e mai per più di 20 minuti.
Controllate
spesso le parti per vedere che non subiscano danni da parte dell’acido.
Ogni
acido, anche se 85%, reagisce in modo diverso. Consiglio di immergere prima
un pezzo di poco valore e controllare la reazione per vedere se ci sono
danni sul metallo.
Appena terminato
il bagno, passate i pezzi sotto acqua corrente e sciacquateli molto bene,
asciugateli e cospargeteli di olio antiumidità. Io uso il WD40 che è molto
buono per questo genere di lavori. Lasciate i particolari belli unti per
almeno un giorno.
Ecco il risultato
che ho ottenuto sul mio Garand:


Attenzione:
se immergete nel bagno pezzi molto grossi, come fucili interi, prestate
particolare attenzione alla temperatura che potrebbe abbassarsi notevolmente.
La cosa migliore sarebbe poter scaldare i pezzi per mezzo di un bagno con
acqua bollente prima di immergerli.
Colore
A seconda
del tipo di biossido usato otterrete una differente colorazione del metallo.
Il biossido
di Zinco da un colore grigio scuro (colore
topo)
Il biossido
di manganese da un colore grigio molto scuro, quasi tendente al nero.
Sta a voi
scegliere quello che preferite.
Il Garand
Quando parliamo
di fosfatazione non possiamo non nominare il mitico M1 Garand, tutto il
fucile è fosfato ad eccezione della presa dei gas, costruita di un acciaio
che non si può fosfatare e verniciata con un particolare procedimento. Nel
Garand è stato usato sia il bagno allo zinco sia quello al manganese. Nei
fucile costruiti durante la 2° Guerra mondiale è stato usato il bagno allo
zinco.
Per quelli
post Guerra è stato utilizzato quello al manganese. Oltre al colore, la
differenza fra i due biossidi sta nella diversa resistenza che hanno. Il
manganese è molto più resistente e protettivo rispetto allo zinco.
La domanda sorge spontanea:
come mai tutti i Garand sono di colore verdastro?
La tanto
famigerata colorazione verde si ottiene con il passare del tempo e da una
combinazione di solventi e lubrificanti usati per pulire ed oliare il fucile.
Normalmente il verde viene fuori più marcatamente in quelle armi che sono
state immagazzinate per lungo tempo e ricoperte dal "Cosmoline",
uno speciale di grasso protettivo, usato nel passato. La sua composizione
reagisce con la fosfatazione e trasforma il colore da grigio a verde. Chi
crede che i Garand venissero fosfatati con questo colore è completamente
fuori strada!!
Bisogna anche
precisare che il “ verde” si può ottenere solo sui fucili fosfatati con
lo zinco e non con quelli al manganese. Esistono vari “trucchi”, che io
non ho provato, per poter dare quel colore verdastro al fucile. Il più semplice (anche se non so se funziona) e quello di prendere il fucile appena uscito dal bagno di fosfatazione,
immergerlo in acqua bollente e poi immergerlo in un grasso color verde;
l’unico grasso verde che io conosco e quello per cuscinetti della Fiat.
Seguendo
i vari forum americani sull’argomento, ho appreso che i grassi contenenti
lanolina sono molto indicati per ricreare questa patina. Sono a conoscenza
che sono allo studio bagni di fosfatazione che danno immediatamente questo
risultato, ma credo che difficilmente riusciremo ad averli in Italia.
Spero di
essere riuscito a spiegarvi come poter fare una fosfatazione “casalinga”.
Se deciderete di seguire queste istruzioni ricordate che anche io sono partito
senza nessuna esperienza e sono un autodidatta in questo campo, per cui
declino ogni responsabilità da danni che possono derivare da quanto scritto
sopra.
Cecchi Daniele
Gearmen@yahoo.it