LA LEGITTIMA DIFESA E' SALVA

MA INTANTO RICONSEGNATE TUTTE LE ARMI E LE LICENZE

  • 26/04/2019


Questa che possiamo legge è una delle mille e mille domande che da molto tempo affluiscono nelle caselle di tutte le associazioni che si occupano di armi.

Non troverà risposta, o almeno non troverà la risposta che cercava o che sperava. Ben poco ormai c'è da fare, sempre più spesso anche i ricorsi ai TAR sono diventati funesti, mentre in un primo tempo i Giudici erano benevoli verso chi perdeva una licenza senza un giustificabile e comprovabile motivo, da tempo questa dottrina di pesiero si è capovolta e la tendenza è quella di dare sempre più ragione all'Amministrazione dello Stato. Inoltre anche quando i tribunali amministrativi danno per qualche astratto motivo ragione a chi ha perso armi o licenze lo Stato è sempre pronto a fare ricorso fino ai massimi gradi di giudizio, così chi ha perso le armi inizia anche a perdere soldi per combattere un nemico che lo combatte con i soldi delle sue tasse. Una barzelletta se non fosse invece la pura verità.

LA LEGITTIMA DIFESA
Ho già scritto di quanto i possessori di armi siano stati presi in giro dalle associazioni che si sono presentate come le fautrici principali della vittoria di questo decreto, un decreto che non decreta granchè ma ancor peggio che aumenta il rischio di farvi perdere armi e licenze.

Si, perchè chiunque usi un arma per difendersi ma anche, chi usi violenza difendendosi (pur possedendo armi ma senza usarle), comunque vedrà sequestrate tutte le sue armi e ritirate tutte le sue licenze motivo: potrebbe abusarne in futuro, frase semplice e senza possibilità di fuga, processo all'intenzione (solo in Italia avviene ... e forse in qualche dittatura), avallato dalla maggior parte dei Giudici del Paese.

Il decreto sulla legittima difesa va benissimo per chi armi non ne possiede, potrà difendersi con un coltello preso in cucina, un mazzuolo, un martello, un randello, una catena insomma una di quelle armi che è vietato portare fuori casa. Gli verrano sicuramente sequestrate ma che importa, potrà acquistarne altre, più nuove, più belle. Così non è per chi possiede armi, anche dovesse difendersi da un aggressore in casa, usando un pesante randello e mandando il poveretto all'ospedale, (poveretto prendiamolo come doveroso da scrivere pubblicamente in Italia) il Prefetto farebbe immediatamente scattare la tagliola del sequestro di armi e munizioni e la revoca di tutte le sue licenze: bel colpo !

LE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Ormai sulla piazza da decenni a tuttoggi non hanno mai migliorato di una virgola la situazione dello sport del tiro in Italia (naturalmente mi riferisco alla situazione legislativa), tutte diciarano di battersi per il bene dei tiratori ma stranamente i tiratori continuano a sentirsi peggio. Certo qualcuno dirà che se non ci fossero state sarebbe stato peggio, io vi dico che se non ci fossero state sarebbe stato lo stesso tanto le prove dell'una o dell'altra ragione non ci sono o...... per lo meno, sono solo sotto gli occhi di tutti. Totò diceva: "carta canta" qui invece è la situazione che si stà creando a dirla a chiare lettere, è sempre peggiorata. Non voglo fare politica ne mai ne ho fatta, ma Salvini che guarda un fucile dei Carabinieri è diventato per i media nostrani un fascista guerrafondaio.
Che strano non abbiano detto lo stesso di Macron che è stato fotografato con un arma anti droni presso il campo militare Mourmelon and Suippes, nella regione della Marne, ma ancor più la Regina Elisabetta, che ha addirittura sparato, anche se l'arma era saldamente fissata a un supporto. In Italia possedere armi, usarle, intenderle come attrezzo sportivo, ormai va fuori dal pensiero sociale della maggior parte dei cittadini e ancor più dei giovani che spesso un tiratore (padre, zio, nonno) lo hanno in casa.

Un tempo il cacciatore sapeva che il figlio avrebbe ereditato la sua doppietta e ne sarebbe stato fiero, oggi sa che la stessa doppietta ereditata già da suo padre finirà distrutta in qualche arsenale militare e fusa per farne chiodi da legno. Le associazionisi guardano bene dal divulgare l'attività di tiro con le armi, non è buona pubblicità e poi attira occhi indiscreti su un lavoro già di per se troppo difficile e sempre sul filo della legalità, meglio rimanere in quella piccola nicchia di mercato che consente a pochi soci fondatori di pagarsi le vacanze ogni estate o le gare in giro per l'Europa. Si, perchè per l'Europa ci vanno i tiratori Italiani mentre dall'Europa in Italia i tiratori non vengono volentieri, certo, dopo tante battaglie il 9x19 in gara è ancora un tabù e mentre il 12,7 è consentito in Francia, guai a parlarne in Italia.

E' notizia della settimana scorsa di altre tre associazioni di tiro chiuse. Ormai anche i controlli alle società private di tiro iniziano a dare frutti inaspettati; ma come, le associazioni si sono tanto battute per non avere una legge sui poligoni privati e adesso i controllori hanno piena libertà di inventarsi leggi e prescrizioni per salvaguardare l'incolumità pubblica e chi non si aggiorna è fuori. Ma guarda com'è strano il mondo ....... (ci vorrebbe una faccina che ride ma qui c'è da piangere)

PERCHE' IN ITALIA NON FUNZIONA

In Italia manca l'istinto di gruppo, non solo l'Italiano ha iniziato a correre da solo ma con la crisi ha iniziato a correre contro gli altri. Il detto: "morte tua vita mia" trova radici perfette proprio nel mondo del tiro, dove lo sportivo e sempre più portato alla vittoria personale. In questo senso rimpiango il povero e vecchio TSN dove almeno un minimo di rapporto di squadra veniva fatto con i tiratori professionisti, che dovevano migliorarsi non solo per se stessi ma per portare punti alla squadra e al nome della sezione sportiva. Il resto non funziona per la deferenza che da sempre hanno i possessori di armi verso l'Amministrazione dello Stato. Supini a ogni volere degli uffici hanno fatto in modo che giorno dopo giorno gli uffuciali comandati ai controlli acquisissero poteri infiniti, imponendo ogni tipo di prescrizione a chi vuole detenere armi.
Anche qui sono tantissime le domande di cittadini che chiedono come avviene un controllo delle armi in casa ma non perchè chi possiede armi in Italia non sia in regola ma semplicemente perchè ormai sanno che ad un controllo possono trovarti scuse su tutto pur di trasformarti in un possessore illegale di armi, che oggi fa tanto notizia; non gli va bene dove tieni le armi o dove tieni le munizioni, non gli piace l'armadio blindato, la porta di casa, le finestre o l'antifurto. Basta poco per mettere un possessore di armi in ginocchio e togliergli tutto. A poco vale affermare che la legge parla chiaro e che le autorità devono rispetarla, sappiamo bene che in questi casi, il mero dubbio, può far scattare tutta una serie di limitazioni contro cui l'accusato potrà solo fare ricorso, ma con i nostri tempi della giustizia probabilmente le armi faranno troppa ruggine perchè valga la pena di salvarle. E le associazioni dove sono state quando acadeva tutto questo ?

Che Edoardo Mori avesse capito che le armi in Italia non erano più di moda oltre 10 anni or sono è un dato di fatto, che le associazioni non facciano nulla è ancora più un dato di fatto, dato che nessuna denuncia è mai pubblicamente stata fatta in tal senso, che in tutto questo caos qualcuno trovi anche il modo di guadagnare è chiarissimo.
Una cosa bella dell'UE è la possibilità di avere un P.d A. in un altra nazione, ecco che molti cacciatori e tiratori che hanno perso licenze e armi nel nostro Paese hanno trovato nuova vita oltrefrontiera. Per altri forse la soluzione sarà il bracconaggio e il possesso di armi illegali, ma all'amministrazione dello Stato sembra non importare nulla delle armi illegali, delle quali non si preoccupa nemmeno di dare una statistica. Del resto se non si conosce il numero di armi illegali sul territorio è forse solo perchè non ce ne sono.