SONO STANCO

(... pensieri senza capo ne coda)

  • apr. 2018

Ormai sono moltissimi anni che mi trovo, mio malgrado, immerso nel mondo delle armi. Ormai sono troppi anni che spero di vedere un cambiamento che non viene. Ormai ho perso ogni speranza che venga.

A guardare indietro certo qualche cambiamento c'è stato, non c'è che dire, tanti passi sono stati fatti da quando solo il TSN dominava sullo sport del tiro e si sparava solo con il .22; il .32 oppure il .38 e solo proiettili esclusivamente in piombo nudo, per non parlare della limitazione dei cinque colpi nel caricatore.

Ma veramente è cambiato qualcosa ? .... qualcosa si, non si è più costretti a frequentare solo poligoni di TSN ma vi è un ampia scelta di poligoni, campi di tiro e attività sportiva, dal tiro mirato al dinamico fino al tiro a lunga distanza. Si è diventati tutti figli di nessuno, liberi di scegliere o meglio, ognuno è figlio di una madre diversa, niente fratelli ma solo "fratellastri" di uno sport che è nato da un unico seme ma poi ...... Oggi c'è chi è figlio del tiroasegno, chi del dinamico, chi figlio del target, chi dell'operativo; chi è figlio del lungo, del corto, del lento, del veloce e guai a confonderli, a ognuno la sua "squadra" e i suoi colori. E' la foto dell'Italia oggi, in politica, sul lavoro, nell'industria e nello sport; ognuno per se oppure tutti a casa, sarà per questo che in Italia non si va mai a finire da nessuna parte e si resta sostanzialmente sempre al palo. Che noia, dopo tutti questi anni ritrovarsi sempre al punto di partenza, certo in un altro posto, non quello di trenta anni fa ma con gli stessi problemi, le stesse facce e gli stessi dirigenti che hanno le stesse teste e le stesse idee e forse peggio.

Sono stanco,

sono stanco di vedere un Italia sempre più in basso.

Ma sono più stanco nel vedere le cose che ho combattuto ancora al loro posto solo perchè è finanziariamente utile che stiano così, vedere che gli sportivi sono sempre le solite "vacche" da mungere e le società dei centri del latte. Nel mondo dei poligoni privati, nato dopo la metà degli anni '80, si sono formate decine di società di tiro a carattere privatistico iscritte poi in vari registri di federazioni diverse, queste società (secondo un indagine di Armi & Tiro) sono 114 per il tiro dinamico sportivo con un numero di 3783 sportivi (numero che non ha nulla a che vedere con gli oltre 700.000 cacciatori tesserati) sono quasi sempre gestite da piccoli privati che diventano veri imprenditori, puntano per lo più a sfruttare lo spazio gestito ricavandone il massimo introito. Un errore gravissimo, dato che la gestione del campo dovrebbe essere separata sempre dalla gestione dell'attività sportiva. Mettere l'interesse finanziario davanti a quello sportivo svilisce le società così come sono state create e gli da una chiara posizione; quella di attività a scopo di lucro, con il rischio che presto anche queste vengano prese di mira dall'ufficio delle antrate.

I numeri forniti da A&T

Uits 266 società sportive, 74.317 atleti,
Fitav 403 società sportive, 20.421 atleti,
Fidasc 322 società, 7.970 atleti,
Fitds ha 114 società, 3.783 atleti.

Al Ministero hanno già affermato che le società del tiro in Italia non sono rappresentate e ciò perchè esse sono molto frammentate e in questa frammentazione ognuna segue una propria strada, questo anche perchè, come già accennato, ognuna mira al proprio guadagno e non all'interesse collettivo. Così Anna Bonfrisco in un interrogazione parlamentare (http://poligoni-privati-interrogazione-parlamentare) affermava : " nel 2015 una bozza presentata con poca trasparenza sembra dalle sole associazioni di categoria e dalla Associazione nazionale poligoni privati, tutte scarsamente se non affatto rappresentative dei poligoni privati e degli sport del tiro." La Bonfrisco afferma che le associazioni private di tiro e i relativi poligoni non sono rappresentati e quindi hanno scarsa voce in capitolo. Per altro a leggere la bozza di regolamento vengono i brividi, non sembra fatta proprio da qualcuno che vive l'attività del tiro e le problematiche dei poligoni. A leggerla bene si capisce di essere finiti di nuovo in mano alla burocrazia, certamente il modo più rapido per far chiudere la maggior parte delle strutture oggi in funzione.

Uno sport non rappresentato dove, per tenerti stretto il tuo sport, devi chinare la testa a ogni sopruso, essere pollo anzichè leone, stare zitto anche quando hai qualcosa da dire, assorbire anzichè fare muro e solo per non essere depredato della tua licenza e delle armi che hai acquistato con i tuoi soldi ma che in verità non sono tue, visto che un qualsiasi prefetto o magistrato può togliertele da un giorno all'altro. Anche se molti articoli sul web, e solo nei circoli del tiro, spadellino sentenze positive facendole passare per la realtà dei fatti quando queste sentenze sono solo il 5 o 6% tra tutte le altre negative. Perchè su ciò che succede nello sport del tiro e dove andrà a finire da qui a dieci anni nessuno dice nulla. Chi oggi perde il porto d'armi è probabilmente condannato a non riaverlo mai più, salvo rarissimi casi e a costi da capogiro, questa è la verità ed è lo spauracchio che imprigiona tutti gli sportivi in quella gabbia di omertà e silenzio in cui si chiudono tutti.

Perchè tutto questo,

semplicemente perchè le Autorità sono stanche di sentirsi tirate in ballo dai giornalisti che le accusano di rilasciare licenze facili ogni volta che qualcuno usa le armi (di qualsiasi tipo) in modo illegale.

Perchè la Corte Costituzionale li ha messi sull'attenti, dicendogli che rischiano di pagare di tasca se colui a cui rilasciano una licenza in materia di armi con quelle stesse armi commette un omicidio. Così i Prefetti in testa non ci pensano due volte, anche per una cretinata oggi, ... ti ritirano le armi domani; anzi, questa sera stessa. Le associazioni intanto lottano per la legittima difesa ....... che poi nemmeno sappiamo cosa vuole dire dato che è già contemplata dalla Legge, invece di buttarsi a pesce sullo sport e sui suoi valori, sui danni che può fare un ritiro delle licenze e delle armi incauto o affrettato per colui che ama questo sport. Il tiratore è in grande compagnia al poligono ma poi è completamente solo a casa o in prefettura. Certo che non hanno mai limitato più di tanto gli accessi ai campi di calcio, eppure anche li ci sono stati fior di morti ma sarebbero disposti a limitare il fiorire dei poligoni di tiro (come stanno facendo): ma questa è un altra storia è non si può certo mescolare la lana (il tiro) con la seta (il calcio) che ha un giro di affari con cifre a nove zeri mentre il tiro ... "tira" su pochi miseri zeri (per altro le società sportive private le tasse nemmeno le devono pagare).

Colpe

La colpa dei giornalisti è conclamata, ormai sotto gli occhi di tutti, la politica per altro va dove tira il vento della maggioranza. Spesso c'è di mezzo l'Europa con cui siamo legati a filo stretto. Dato che presentarsi come cattivi (vi ricordate le scorse Olimpiadi dove vinsero tiratori, boxer, schermitori ........... i giornali intitolarono "Olimpiadi: vince l'Italia cattiva") ebbene, il tiro non porta voti o simpatie, meglio stare dalla parte dei "pacifisti" anche se poi la domenica si frequenta un tiro a volo. (L'immagine di Staffelli è liberamente reperibile su Google).
Eppure a guardare bene solo l'Italia ha ultimamente dato un giro di vite al mondo delle armi, le norme sulle B7, sui caricatori, che la politica ha dichiarato siano state imposte dalle normative Europee, sembra abbiano colpito solo in nostro Paese, le armi B7 non sono più utilizzabili a caccia e i caricatori sono stati limitati a 5 colpi per le armi lunghe e a 15 per le corte ..... e negli altri Paesi ?? Ma la norma non deve essere uguale per tutti ?? Perchè sempre l'Italia ha la peggio ??
Negli altri Paesi no, i caricatori sono rimasti tali con i limiti a 20 colpi per le armi corte e le armi B7 pur venendo classificate tali ovunque non hanno subito grosse limitazioni.

Apparire è più che essere,

non importa cosa fai o chi sei ma importante è che ti credano qualcuno o qualcosa che probabilmente non sei.

L'Italia è il suo popolo è stato dichiarato tra i più "ignoranti" in Europa, per questo è facile parlare alla sua "pancia" come oggi si suol dire, ancora oggi solo il 60% degli Italiani usa a pieno un computer, accede ai propri spazi, alla propria banca o alle proprie attività. La carta la fa da padrona anche nelle amministrazioni tanto che il database delle armi detenute dagli Italiani è ancora in gran parte su carta in attesa di essere trasferito in formato digitale. Siamo antichi e come tali siamo gli ultimi in Europa nella digitalizzazione ... e forse in tanto altro. Poi ci si chiede: "ma quante armi legali ci sono in Italia ?". La risposta è semplice, basta andare a verificare i computer delle amministrazioni del Governo e i registri delle caserme e dei piccoli Commissariati dove ancora non si è riusciti a digitalizzare tutto, fare la somma, sperando di non ver sbagliato e il gioco è fatto. Vogliamo combattere il terrorismo ma in verità noi ai terroristi, se è vero che si nascondono tra i clandestini immigrati, gli diamo albergo, cellulare e pasti caldi: stiamo tranquilli e arranchiamo la solita vita di tutti i giorni. "... ma chi ci ammazza ?!"

La tv insegna, quando anche lei ci dimostra che infrangere la Legge è possibile e farla franca la normalità. Parlo dell'Isola dei "fumosi" come la chiama "Striscia", uno show in cui ormai hanno confessato tutto e di più. Mi immagino quelle mamme che al mattino rimproverano i loro figli perchè righino dritti e non seguano brutte strade, non fumino cose dannose o peggio e poi, la sera, impazziscono per i "fumosi" dell'isola: cosa penseranno i loro bambini ?

Lo penso anche io,

così penso che finchè ho posseduto armi e licenze sono sempre stato sotto il mirino dei controlli e la paura dei sequestri mentre chi possedeva armi illegalmente è sempre stato libero di muoversi senza controllo.

Oggi sono anche io libero di muovermi senza la paura di controlli, non possiedo armi e non ho licenze quindi non sono più a "registro". Una grande libertà, (se spegnessi il telefonino, togliessi il conto in banca e staccassi l'ADSL) ..... la libertà di litigare col vicino rompiballe, di sbraitare contro il solito prepotente e di spintonare chi mi pare, non ho nulla denunciato e quindi non mi ritirano nulla di ciò che non ho denunciato. Improvvisamente mi trovo in un altro mondo, un futuro di disarmo, è proprio così, uno dei principali fautori del web armato, (io) disarmato, assapora la libertà di fare ciò che vuole senza controllo, quello che potrebbe succedere a tutti se improvvisamente decidessero di disarmare tutti come in Inghilterra: una proliferazione di "disarmati" incontrollabili: bella questa parola..... I N C O N T R O L L A B I L I.
La verità è che ognuno pensa per se è i guai degli altri sono per gli uni un piacere: "eh... vedi quello, gli hanno ritirato tutte le armi ...... ahahahah!" Si gode del male altrui sapendo benissimo che per poco potrebbe toccare a tutti indistintamente, basta una denuncia, un controllo, una parola di troppo, ma così è la cultura di questo Paese. "Morte tua ....vita mia !"
Un noto showman Italiano che ormai ha fatto fortuna in Brasile mi ha detto che torna spesso in Italia perchè è bella, si può fare quel che si vuole tanto non funziona nulla, si mangia bene ed è come stare in quei posti ancora indietro nel tempo. Lui sta in Brasile non a New York. Intanto nemmeno la politica riesce a trovare un accordo, figurarsi i tiratori, rimarranno comodamente seduti sulle loro poltrone, un po' con la paura di perdere tutto un po' divertendosi la domenica al poligono. Misera cosa ma finchè c'è bisogna approfittarne, poi domani si vedrà.

Io ? non so, continuerò a guardare questo mondo, a regalare la mia esperienza ... e poi siamo vicini alla frontiera e molti di noi hanno doppio porto d'armi per cacciare sia in Italia che oltralpe, chissà che un giorno ......

Bruno Tiropratico Lanteri
https://www.facebook.com/Tiropratico.Bruno