ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA' ? MAI !

COME LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SE NE LAVA LE MANI

  • 17 lug.2016

Forse nessuno se ne è accorto, forse fanno tutti finta di nulla o forse tacciono, più per paura o per far buon viso a cattivo gioco e solo perchè ne viene del loro buon tornaconto eppure, da lungo tempo, in questo Paese, l'assunzione di responsabilità da parte delle pubbliche amministrazioni e quindi da parte dei suoi pubblici dirigenti e dipendenti, è letteralmente scomparsa.

A dire la verità tutto ha avuto inizio dal momento in cui, per ogni minima omissione o denuncia, il pubblico dipendente e i suoi superiori, sono stati crocefissi con indagini e scandali in tv rivelatisi poi solamente delle vere e proprie "patacche". Ma ormai il danno era fatto.

Voglio però farvi alcuni esempi di ciò che vi vado a spiegare:

Spara con la carabina dalla finestra e ferisce 2 minori: in casa coltelli e spade
Spara con la pistola dalla finestra di casa
SPARA DALLA FINESTRA DI CASA, Giovane patito di Rambo veste i panni del cecchino
Spara dalla finestra e colpisce il televisore del vicino di casa
Monza, spara dalla finestra perché ha litigato con la moglie
Calavino, spara dalla finestra per sfogarsi: "E' un brutto periodo"
Orentano come il far west: troppo rumore, spara da finestra

da notare come i media si scaglino contro le armi negli articoli indicati e come in fondo essi accusino i Prefetti e quindi lo Stato di consentire la detenzione e quindi l'uso indiscriminato delle armi.
"il paese di Orentano allarmato per questo episodio che fa riflettere sulla pericolosità che può rappresentare avere armi in casa." scrive un giornalista, uno dei tanti.
"Ha imbracciato uno dei 9 fucili da caccia che deteneva regolarmente e ha iniziati a sparare dalla finestra," notate come "9 fucili detenuti regolarmente sia scritto in grassetto come a sottolineare che quelle armi, troppe, gli sono state concesse da uno stato che poi lo ha lasciato fare senza controllo.

SPARATORIA A NIMIS - Cassintegrato perde la testa e inizia a sparare dalla finestra
Uccide moglie e vicina, poi si spara

Centinaia di fatti gravi commessi con l'ausilio delle armi a fuoco molto spesso concesse in detenzione e molto spesso da persone in possesso di regolari licenze di porto d'armi. La cosa in questi casi non rende responsabili i singoli cittadini che commettono tali fatti ma finisce per coinvolgere anche le istituzioni che hanno concesso le licenze di detenzione e porto d'armi che alla fine, spinte anche non solo dall'opinione pubblica ma se mai dal peso mediatico che si instaura dopo tali fatti, oggi al minimo sospetto, provvedono immediatamente al ritiro di armi e licenze. (prevenire è meglio che curare)

Gli esempi sono ormai all'ordine del giorno, dalla guida in stato di ubriachezza alla lite con la fidanzata o con il vicino, dalla denuncia per danni a quella per l'eredità contestata. Hanno ritirato il porto d'armi e le armi al contadino che inavvertitamente si è lasciato sfuggire il fuoco di un piccolo falò di sterpaglie. Non parliamo poi di foto apparse su facebook che hanno coinvolto ignari detentori.

RICORSO

Ha nulla vale la minaccia di un ricorso al TAR, del resto è quello che le Autorità vogliono, proprio così, hanno semplicemente il grande desiderio che la responsabilità di rilasciare un porto d'armi se la prenda qualcun'altro, magari un giudice e così dopo aver ritirato armi e licenze, demandano tutto ad altri ma quanto costa al cittadino tutto questo.
Molto, forse troppo; a parte il peso che la giustizia deve sobbarcarsi per ricorsi inutili proprio oggi che si trova al collasso, il costo per il ricorrente è individuabile tra i duemila e i quattromila euro, ammesso che si passi in primo grado e comunque non tutte le sezioni del TAR sono bendisposte verso chi possiede armi, tanto più oggi che queste vengono viste come uno dei mali del mondo.

Negli ultimi anni per altro, si è vista una diminuzione della richiesta di porto d'armi per caccia anche se vi è stata una forte impennata nelle richieste di porto d'armi per uso sportivo contrastata proprio da una vera "morìa" di licenze imposta dai Prefetti che sono intervenuti ad ogni minimo segnale, evitando così in assoluto, di vedere il proprio nome scritto sul giornale in caso di un uso improprio delle armi da parte del cittadino sospettato di poterne abusare.
Ma come sanno, questi Prefetti, a priori che un cittadino può abusare della propria arma ? A dire il vero non lo sanno e per altro, potessero, toglierebbero le armi a tutti, ma per ora possono solo sperare in un passo falso da parte del detentore per poterlo colpire e spogliare di quelle pericolose armi che, malgrado lui, ha concesso di detenere.

Si parla così, un po' a sproposito, di via del disarmo. In verità siamo sulla via della rinuncia dello Stato alla responsabilità di concedere la detenzione di armi ai propri cittadini. Semplice e chiaro, non ci sono scuse, a poco valgono le guerre contro il terrorismo che nulla ha a che vedere con le armi sportive o da caccia, o con le armi regolarmente detenute per lavoro o collezione. La mancanza di un articolo di costituzione che dia il diritto all'essere armati, consente di dimostrare che la nostra Costituzione vuole tutti disarmati e solo per particolari e isolati motivi il cittadino può chiedere di avere un arma, arma che però può essergli tolta in qualsiasi momento.

Naturalmente dove non si possono togliere tutte le armi si passa alla limitazione, Torino, Napoli, Agrigento, Bologna molte città sono sottoposte a limitazioni nell'uso e nella detenzione di armi e munizioni, dall'acquisto consentito di sole poche cartucce ogni anno, all'obbligo di detenere le armi smontate e chiuse in una cassaforte.

A CHE PRO' ?

Avete notato come si facciano spesso calcoli sulla quantità di armi detenute, licenze rilasciate ma mai si parli di armi clandestine ?!
La risposta è semplice e fu data da un Prefetto: "... delle armi clandestine non si sa nulla, nemmeno quante sono e, se non si sa nulla, vuol dire che non esistono !"
Pensiero semplicissimo nel suo senso, lo Stato conosce e sa della presenza di armi nelle case degli Italiani, ma può colpire solo la dove ne conosce l'esistenza. Una volta eliminate queste armi il problema è risolto. Per le armi clandestine ? Per quelle non può certo fare miracoli e così scopriamo che acquistare un AK attraverso le famiglie ROM è cosa semplicissima; non per altro i campi ROM sono stati ribattezzati le armerie della malavita. Ma questi Prefetti si sono mai chiesti cosa pensano tutti coloro a cui hanno ritirato le armi ? Credono forse che rimarranno tutti disarmati dopo decenni di "onorata" detenzione delle armi ?
Una volta che il cittadino ha perso la fiducia nell'istituzione in cui credeva, ha poc'altro a cui aggrapparsi.

Certo, per il momento si continua sulla strada della riduzione delle licenze e del possesso di armi mentre il problema di chi è armato ma non lo dice passa chiaramente in secondo piano ma non perchè sia meno pericoloso ma semplicemente perchè egli si è armato per conto suo e ciò che farà di quell'arma sarà semplicemente un suo problema e non potrà coinvolgere nessuna istituzione, prima di tutto perchè nessuna gli ha concesso di detenere l'arma, secondo perchè quell'arma non è censita e quindi non esiste e se non esiste non è responsabilità dello Stato.

 

E' assolutamente improponibile pensare di fermare un eventuale pazzo semplicemente togliendo le armi a chiunque dia segno di non essere capace di abusarne. Per il pazzo un qualsiasi ferramenta è un'armeria, e che dire dei nuovi super store del fai da te dove puoi trovare tutto, dall'utensile più insidioso, alle vernici ad alto potere pirico ai clorati per piscine, timer nei reparti di elettricità, dispositivi all'avanguardia elettronici o meccanici, tubi, bulloni, chiodi ........ ma come detto, ciò non ha assolutamente alcuna importanza, dato che nell'acquisto di tali sostanze non viene coinvolto lo Stato e i suoi dirigenti che possono così trarsi fuori da ogni addebito in caso di uso improprio di altri oggetti che non siano armi a fuoco.