IL CAVATAPPI

(ALL'ITALIANA)
un sistema che non funziona

  • 10 sett. 2016


E' ormai chiaro a tutti che il sistema radicato del ritiro delle armi e delle relative licenze per qualsiasi motivo, anche il più banale, anche se con le armi non ha nulla a che vedere, (vedi ad esempio la guida in stato di ubriachezza o la discussione con la moglie o il vicino), è mirato a ridurre il possesso di armi agli sportivi e ai cacciatori.
Un riflesso ben condizionato dai media e dalla cosidetta "opinione pubblica" che più che opinione libera è un opinione pilotata dai media stessi .... insomma, politica, media, opinione pubblica, politica: il cavatappi.

A uno mattina, un noto politico affermava: "le armi dovrebbero essere ritirate a chi perde il lavoro e ai disoccupati !" un chiaro segnale della situazione politica ad oggi, in un tempo di crisi e di grandissime disparità sociali i governi da sempre corrono ai ripari cercando di apparire duri con chi (per loro) è o può essere un possibile pericolo per la sicurezza pubblica. Un primo passo che mette in secondo piano la battaglia contro la delinquenza mafiosa o extracomunitaria, con cui per altro molti corrotti e poi arrestati hanno fatto affari e da cui quindi non hanno certo da temere.

Dal sito sicurezzapubblica www.wikidot.com

Divieto di detenzione

L'art. 39 quindi, come novellato dal citato D.Lgs. 29/9/2013, n. 121, da la facoltà agli U.P.S. ed A.P.S. di "surrogare" la funzione del Prefetto, dandone a quest'ultimo, immediata comunicazione. (art. 39 TULPS)
La giurisprudenza ha costantemente affermato che la misura si ricollega ad un giudizio ampiamente discrezionale in ordine alla capacità personale di abuso da parte dei soggetti detentori, e trova giustificazione tutte le volte che, sulla base di un giudizio prognostico “ex ante”, non vi é la certezza della completa affidabilità del soggetto (Tar Campania, Napoli, sez. III, 21 febbraio 2002, n. 1066; Cons. giust. amm. Sicilia, Sez. giurisd., 11/10/1999, n. 429.
Tuttavia la decisione del prefetto deve essere supportata da adeguata istruttoria, a volte con comunicazione di avvio del procedimento, il che fa spesso sorgere la necessità di adottare soluzioni urgenti ora consentite.
Secondo la giurisprudenza ( Tar Puglia sent. n. 5361/04 , TAR Lombardia, sent. 1250 /2008) il pericolo di abuso delle armi richiede un adeguata valutazione non del singolo episodio ma anche della personalità del soggetto sospettato che possa giustificare un giudizio necessariamente prognostico sulla sua sopravvenuta inaffidabilità. Secondo il collegio la mera denuncia all’Autorità giudiziaria non è circostanza che da sola possa giustificare la revoca ovvero il diniego del porto d’armi . Tali cautele sono ancor più necessarie quando l'interessato esercita la professione di guardia particolare giurata.
Il Tar Veneto ( Sez. terza, 15 ottobre 2003, n. 5901), in un caso in cui il prefetto aveva vietato la detenzione delle armi ad un soggetto, la cui convivente aveva segnalato ripetute minacce di suicidio, ha ritenuto che l'urgenza non fosse tale da giustificare l’omissione della comunicazione di avvio del procedimento, tenuto conto del fatto che già i Carabinieri, a titolo cautelativo, avevano ritirato l'arma al ricorrente.
Nella circostanza il TAR non è stato chiamato a valutare il "ritiro cautelare", tuttavia è significativo il fatto che su di esso abbia basato la propria decisione, dando per scontata la legittimità del l'atto operato da un organo di polizia.

Sequestro amministrativo

Il sequestro amministrativo non è possibile.
Infatti, secondo la legge, gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro ….possono procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria. (Art. 13 L. 689/1981)
La confisca amministrativa, ai sensi dell'art. 20 della legge 689/81 è una sanzione amministrativa accessoria. Tuttavia, avendo l'art. 34 della medesima legge ha escluso dalla depenalizzazione le disposizioni concernenti armi, munizioni ed esplosivi, non si rinvengono in materia ipotesi di confisca amministrativa né, conseguentemente, di sequestro amministrativo di iniziativa.

Il sequestro probatorio di iniziativa della P.G.

Il sequestro probatorio presuppone la commissione di un reato: in materia di armi la polizia giudiziaria agisce secondo le regole del Codice di procedura penale.
Se vi è pericolo che le cose, le tracce e i luoghi pertinenti al reato si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria gli Ufficiali di polizia giudiziaria (e gli agenti ex art. 113 N. attuaz) se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti. (Art. 354. c.p.p.).

Il sequestro preventivo di iniziativa della P.G.

Tra le attività che in certi casi la Polizia Giudiziaria è autonomamente legittimata ad effettuare rientra anche il sequestro preventivo. In materia di armi, l'eventualità è piuttosto frequente
Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati , nel corso delle indagini preliminari, se non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, prima dell'intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria. Essi nelle quarantotto ore successive, devono trasmettere il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito .
Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini previsti ovvero se il giudice non emette l'ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta. (art. 321, commi 3-bis e 3-ter c.p.p.)

La convalida del sequestro ha lo scopo di accertare che sussistano le condizioni previste dalla legge e cioè:

  • che un reato sia stato commesso e l'arma (o le armi) sia pertinente al reato
  • che la disponibilità dell'arma possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati.
  • che l'atto di sequestro sia stato urgente ed indifferibile;

Attenzione! Presupposto del sequestro preventivo è la commissione di un reato. Sarebbe quindi illegittimo il sequestro preventivo effettuato prima che il reato sia commesso, sul mero presupposto che l’agente abbia intenzione di commetterlo (Cfr Cass. III, sent. 778 del 30.6.93)

Peraltro, in tema di sequestro preventivo, la nozione di cose pertinenti al reato è piuttosto ampia in quanto comprende non solo il corpo di reato ,ma abbraccia anche tutte le cose legate anche indirettamente alla fattispecie criminosa. Ciò comporta che, in astratto, ogni bene può essere pertinente a reato, salvo verificarne in concreto il legame con quest’ultimo. (Cfr. Cass. V, sent. 1671 del 09.06.98).
In quest'ottica, un'arma legittimamente detenuta può essere sottoposta a sequestro preventivo se è collegabile al reato commesso e se esiste la concreta possibilità che l'arma stessa possa essere usata per aggravare le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati
Non deve trattarsi di una generica ed astratta eventualità, ma di una concreta possibilità, desunta dalla natura del bene e da tutte le circostanze del fatto, che il bene assuma carattere strumentale rispetto all'aggravamento o alla protrazione delle conseguenze del reato ipotizzato o alla agevolazione della commissione di altri reati (.Cfr. Cass. V, sent. 2899 del 27.6.00 ).
Giova rammentare che, per consentire al giudice le valutazioni in ordine alla convalida., nel verbale di sequestro vanno indicate dettagliatamente le motivazioni che hanno imposto l'atto di p.g. in via d'urgenza.

E il c.d. ritiro cautelare da parte degli Ufficiali ed Agenti di P.S.?

E' quindi consentito sulla scorta della modifica intervenuta sull'art. 39 del T.U.L.P.S. dal D.Lgs. 121/2013.
Peraltro l'esigenza, in determinati casi di necessità ed urgenza, di consentire agli stessi l'adozione di le misure necessarie per impedire eventuali abusi nell'uso delle armi, é emersa anche dai lavori della commissione Pioletti conclusisi nel 2005.
La proposta Pioletti prevedeva" All'articolo 39 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono aggiunti i seguenti commi: "Gli ufficiali di pubblica sicurezza possono adottare, in caso di urgenza, le misure occorrenti per impedire che l'abusi si realizzi, informandone il prefetto". Si veda al riguardo Edoardo Mori http://www.earmi/varie/pioletti.htm.
Trattandosi di attività di prevenzione, e non di polizia giudiziaria, si era correttamente pensato di attribuire l'iniziativa agli ufficiali di P.S
A questo prprosito giova ricordare che sono Ufficiali di P.S soltanto i funzionari dirigenti e direttivi della polizia di Stato, gli ufficiali dei Carabinieri e il Sindaco del comune privo di ufficiali di p.s.. La legge, attribuisce altresì la qualifica di Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza ai Sostituti Commissari della Polizia di Stato, ai Luogotenenti dell'Arma dei Carabinieri ed ai Vice Questori Aggiunti Forestali del Corpo Forestale dello Stato nonché ai funzionari (ruolo dei Commissari) della Polizia Penitenziaria (art. 6 e art. 21 D.Lgs. 146/2000).
La proposta è ormai giunta ad essere trasformata in legge.

CRISI

Innanzi tutto con la crisi sociale che ha visto schizzare ancora più in alto alcune classi sociali e ancora più in basso altre, si è visto sempre più lo sfogo della gente trasformarsi in una guerra tra poveri (come viene definita) in cui gli uni cercano di scaricare le colpe sugli altri, altri sollevano polveroni in cui molti si nascondono bene e approfittano della situazione. Spesso sono copioni già visti ma adesso si sta veramente esagerando, dal contadino a cui tolgono le armi perchè si è lasciato sfuggire il fuoco dalla propria campagna e quindi per il Prefetto non è idoneo a detenere armi, all'autista che viene sorpreso alla guida con un tasso alcoolico lievemente più alto. Ogni scusa è buona e ogni ricorso al TAR, perchè solo così si può tentare di riavere tutto indietro, oltre che a essere molto costoso non garantisce affatto di avere ragione, per altro il ricorso si sviluppa su tre gradi di giudizio che sia l'appellante sia il Governo utilizzeranno a loro favore, per cui avere ragione già al primo ricorso non libera dall'incombenza di un nuovo ricorso della parte avversa con ulteriori costi.

"Le armi non sono più di moda" arringava Edoardo Mori già molti anni or sono, ma oggi non è più di moda possedere legalmente armi; (http://www.panorama.it/news/cronaca/sequestri-armi-italia/), naturalmente non esistono possessori illegali d'armi, dato che in Italia non esiste un registro di questi e nemmeno si ha un idea di quanti possano essere e ... se non si sanno ... non esistono.
http://www.lastampa.it/2012/06/29/cultura/domande-e-risposte/quante-armi-nelle-case-degli-italiani-VNNValzNgSOTGJXooKqL5L/pagina.html leggendo quante ............ vengono scritte in questo articolo si capisce subito da che parte tira il vento e a parte qualche rivista di nicchia, nessuna rivista, giornale o sito politico, si espone ritenendo le armi più utili che inutili. Per altro sono molti i politici cacciatori o tiratori, ma anche solo amanti o collezionisti di armi eppure provate a cercarli, provate a scovarne uno; si tengono tutti debitamente al riparo da occhi indiscreti. Si trova qualche elenco dei difensori dei cacciatori (http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/16755/Default.aspx), ma si sa, i cacciatori sono i nostri padri, i nostri nonni, i nostri zii e chi si metterebbe contro il proprio padre ma nessuno nel tiro dinamico, forse qualcuno fa tiro a volo .... sigh!...... ma tutti con una bella scorta armata.

Oggi, malumore, disoccupazione, crisi, disagio sociale e grande differenza sociale tra i ricchi (tra cui i politici) e i poveri (tra cui anche gli operai che un tempo facevano parte del ceto medio), acuisce lo scontro tra chi stà bene in tempi difficili e chi conduce una vita sull'orlo quotidiano del debito e dell'insolvenza. I primi hanno le redini e guidano il sistema e sono loro a decidere se cambiare o meno le regole, in che modo cambiarle e in quale direzione. Le regole comprendono anche quelle sul rilascio delle concessioni di polizia, si, perchè come da sempre diciamo, possedere un arma, avere un porto d'armi non è un diritto come avere una patente ma è una semplice concessione che il Paese da ai propri cittadini e come recita la giurisprudenza oggi, ciò avviene in deroga del divieto assoluto di possedere e portare armi. (cosa non esatta quindi citiamo da una sentenza): ... va in primo luogo premesso, in unisono con la Corte Costituzionale (cfr. sentenza 16 dicembre 1993, n. 440, § 7, che ha condiviso quanto già affermato con la precedente sentenza n. 24 del 1981), che il potere di rilasciare le licenze per porto d’armi “costituisce una deroga al divieto sancito dall’art. 699 del codice penale e dall’art. 4, primo comma, della legge n. 110 del 1975″ e che “il porto d’armi non costituisce un diritto assoluto, rappresentando, invece, eccezione al normale divieto di portare le armi“.
In verità l'art.699 recita: "Chiunque, senza la licenza dell'Autorità , quando la licenza è richiesta, porta un'arma fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, è punito con l'arresto fino a diciotto mesi." ... questo articolo non parla affatto di divieto nel possesso ma del divieto di portare ......... escludendo che il possedere un arma sia vietato dato che dice: "porta un'arma fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa" come (appunto) fosse sancito che in casa si possono avere armi quale diritto del cittadino nella sua proprietà.

Con gli avvenimenti del "Tribunale di Milano" dell'aprile 2015 gli eventi sono precipitati, il passo era già fatto con il DL n.7 e un l'ulteriore modifica dell'aprile 2015 ha consentito di ridurre il possesso di tutte quelle armi che assomigliano ad armi automatiche da guerra e di rendere obbligatoria la denuncia di tutti quei caricatori di grande capienza. Un controllo in più che si sapeva impossibile con il solo Decreto del febbraio 2015. Si nota così come gli avvenimenti vadano solo in un senso, tanto che ciò che è accaduto con il benzinaio di Nanto non ha minimamente scalfito la volontà della politica di disarmare, anche a fronte di un suffragio a favore della difesa armata levatosi in quei giorni.

Non sarà sicuramente l'ultimo passo in questo senso, aspettando il prossimo folle gesto di qualche disperato, mettiamo in pentola visite medico-psichiatriche, limitazioni al porto d'armi, blocchi alle collezioni, vita dura a chi fa tiro dinamico o ancor peggio: tiro operativo.
Chi lo spiega ai nostri politici che ci sono sportivi tiratori più precisi del più preciso "sniper" del loro esercito ?! Più veloci dei loro migliori istruttori e ci sono tiratori che possiedono armi più precise di quelle in dotazione alle forze armate e forze speciali ??!!
Qualcuno che possiede armi, sentitosi colpito nella propria passione ha scritto: "vogliono fermare il terrorismo riducendo le armi agli onesti"; ma in verità chi governa sa bene che queste misure non servono a fermare alcun terrorista, per questo ha spesso dichiarato che la norma emanata è la volontà di togliere le armi a chi finisce per trovarsi in difficoltà e può fare un gesto folle non solo verso se stesso ma contro la comunità. L'Italia, con un debito poco inferiore alla Grecia, la disoccupazione che non cala, il PIL fermo, anzi che arretra, è' in crisi e, in tempo di crisi la democrazia viene sospesa per garantire la vita sociale sul territorio ma è anche vero che il disagio sociale fa esplodere esponenzialmente la delinquenza e la rabbia, oltre alla sensazione di insicurezza: il cavatappi, da una parte si strige mentre dall'altra si esplode, e più si stringe ... più si esplode.

Rischiamo il "cavatappi", un sistema che si avvita su se stesso in cui più il disagio aumenta più i fatti di cronaca sono agghiaccianti; più la politica stringe le "briglie" ai Cittadini e più questi puntano a rendersi "fuorilegge", più fuorilegge più strette da parte della politica, più delinquenza più disagio..... più gente che corre a procurarsi un arma in qualche modo, più fatti delittuosi, più giri di vite dello Stato, più cittadini si sentiranno estranei a esso ... e così via. Aggiungiamo a tutto ciò i tagli alle Forze dell'Ordine, il disastro della sanità pubblica, la burocrazia sempre più caotica, la giustizia sempre più lenta e costosa e il controllo delle armi clandestine pressochè impossibile con le frontiere aperte che non aiutano questo controllo, ognuno può immaginare con grande serenità ad un futuro più o meno "armato". Nel vortice del "cavatappi" procurarsi un arma sarà sempre meno difficile e circolare armati ancora meno. Le armi di categoria B7, quelle che assomigliano ad un arma da guerra non avranno più mercato perchè saranno disponibili le loro sorelle automatiche. Oggi la Norinco produce una copia dell'AK47 che non è nulla di più che una carabina da caccia a cui hanno dato la mitica forma della più nota arma da guerra. Nella teoria del "cavatappi" l'importazione di quest'arma terminerà dato che sarà disponibile sul mercato nero l'originale Russa in tutte le sue forme e con ogni tipo di serbatoio. Nella teoria del cavatappi non rientra il Far west come qualcuno è corso a scrivere sui giornali, il far west era un posto dove la gente lavorava e doveva difendere le sue greggi dagli animali selvatici e dai ladri di bestiame, nel far west lo sceriffo (lo Stato) non era presente e spesso era distante giorni di viaggio. Un arma salvava la vita dagli animali feroci più che dai maleintenzionati e che dire dei duelli a mezzogiorno ?! Mai avvenuti, chi doveva risolvere una questione era più facile lo facesse a mezzanotte. Ciò che sappiamo con certezza è comunque che, gli assalti ai portavalori, non sono stati fatti con armi classificate B7 (quelle che gli sportivi hanno a casa) ma con armi clandestine, acquistabili con estrema facilità, come "striscia" ha già dimostrato più volte. Chiudere gli occhi su tutto questo da un ulteriore giro al cavatappi ma su quel cavatappi ci siamo tutti, politici, delinquenti, operai, dottori, avvocati, ingegneri .......... si salverà chi ha tantissimi soldi e chi avrà un arma con se.

 


SOLUZIONI

Non vi sono soluzioni la dove la politica decide alternativamente, ancor peggio se questa, non votata dal popolo, non deve nulla ad esso. Si chiamano governi tecnici, dovrebbero trovare soluzioni.