LETTERA APERTA AI SENATORI

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  • 19 AGOSTO 2015

Prendendo spunto da una mail di risposta che i nostri Senatori hanno inviato a un tiratore che ha protestato contro la loro proposta, ecco la nostra "lettera aperta" con le verità che chiunque può vagliare, definire, confutare ma che a noi sembrano essere chiare ma ancor più dovrebbero esserlo per i nostri Politici che invece, per loro stessa ammissione, dello sport del tiro non sanno assolutamente nulla.

AI NOSTRI SENATORI

Illustri Senatori;
siamo a conoscenza della V.s. mozione con riferimento ad una precedente proposta denominata "Granaiola - Amati" che impone non solo pesanti e costose visite mediche a carico di contribuenti e istituti per il rilascio dei porto d'armi e i successivi rinnovi ma anche una non meno individuata modalità per detenere le armi di tipo sportivo.
Molte lettere sono state rivolte alle S.v. contenenti, nei modi più svariati e nel lessico tipico Italiano, disagio e contrarietà a tale mozione. La rabbia spesso fa rappresentare chi la espone, persona ignorante ma non vorremmo che lor Signori possano credere di aver a che fare con una "lobby" di "ultras" del tiro sportivo, incapaci di autocontrollo.
Il tiro sportivo e gli sportivi sono tutt'altro.

Come tutt'altro è il mondo del tiro sportivo che Voi avete espressamente dichiarato di non conoscere e sfortunatamente, essendo uno sport di nicchia, non è conosciuto nemmeno dai media che però non si risparmiano nello scrivere dei nostri campioni che vincono anche quando il calcio perde la "coppa". Ecco che allora anche questi sportivi, che portano fior di medaglie, vanno bene.

Polemizzare è inutile ed è la solita tiritera all'Italiana, quindi passiamo invece alle verità esposte dagli enti di questo Stato.
Mentre l'Illustre M.Morgoni cosi si esprime in una mail: "Ma lei comprenderà che l' idea di una società dove ognuno si difende da solo , non è certo un' opportunità ma una vera sciagura. Consideri anche che la Commissione Europea, ha reso noto in una comunicazione al Parlamento dell' ottobre 2013, che in Italia si registra il più alto tasso di omicidi commessi con armi da fuoco" capiamo come lo stesso non abbia verificato se ciò che dice la C.E. è esatto.
Vogiamo vedere ?

Gli omicidi univocabilmente vengono indicati per 100.000 abitanti, cioè la classifica delle Nazioni in cui avvengono più omicidi viene stilata assumento la quantità di omicidi avvenuti ogni 100.000 abitanti come cifra assoluta.
Esiste un Ente internazionale riconosciuto da tutti i Paesi, United Nations Office on Drugs and Crime esso riporta tutte le statistiche mondiali, semplice quindi verificare, (cosa che forse l'U.E. non ha fatto, oppure vuole prenderci in giro).
Ecco qui i risultati delle ultime stime, (l'Ente è naturalmente contro le armi):
Italia 0,71 omicidi per 100.000 abitanti
Francia 0,06
Grecia 0,19
Germania 0,26
Lussemburgo 0,62
certo a vederli così i dati sembriamo il peggio (ammesso che il Lussemburgo con lo 0,62 non sia veramente peggio), ma andiamo avanti e allarghiamo le vedute, visto che la U.E. probabilmente si è fermata qui:
Albania 1,76
Liechtenstein2,82
Macedonia 1,21
Svizzera 0,77 evitiamo di riportare i dati del resto del mondo ... ma vogliamo riportare quanto anche l'ISTAT ha ammesso, che dal 2000 gli omicidi sono un contina diminuzione, ciò vuol dire che presto raggiungeremo quei Paesi Europei che ci hanno indicato come Paese con il più alto tasso di omicidi. Altro fattore di attenzione: questi studi non prendono in considerazione se si tratta di omicidi o suicidi. In Italia ultimamente questi si sono verificati in modo esponenziale, ma di ciò i media non parlano.

Come si può vedere non siamo, certo il Paese degli omicidi ma se mai siamo a confine con la fascia dei paesi che maggiormente soffrono dell'incapacità di combattere le armi clandestine. Infatti la statistica non differenzia gli omicidi commessi con armi regolarmente detenute da quelli commessi con armi clandestine o rubate, del resto le cronache sono piene di omicidi commessi con armi detenute illegalmente e quindi di provenienza illecita. Al di la di ciò che afferma il Senatore, le armi clandestine, quelle usate dalla delinquenza, sono ancora oggi le principali cause degli omicidi in Italia. Con la caduta poi delle frontiere, le armi clandestine sul territorio si sono moltiplicate tanto che oggi potremmo affermare che se la politica volesse eliminare le armi dalle case degli Italiani, questo non modificherebbe affatto la quantità di armi presenti, di fatto chi vorrà riarmarsi lo potrà fare facilmente e a basso prezzo (e senza licenza).
Questo dovrebbe aver fatto comprendere che il problema non è quello di chiudere le armi in un luogo comune da cui non possano uscire, ma se mai eliminare le armi che vengono utilizzate per gli omicidi, quelle clandestine.

Sfortunatamente questo è impossibile, dato che di esse non si sa nulla la politica nulla sa fare, più semplice limitare per ora coloro che fanno lo sport del tiro e anzichè emanare una norma che tolga ogni licenza e ogni arma (in eterno) a chi commette un certo tipo di reato, si spara a zero e si colpiscono tutti indiscriminatamente (più semplice), imponendogli il deposito delle armi in luoghi controlati, armi che spesso hanno il valore di un utilitaria. Chi terrà in custodia queste armi avrà anche una grande responsabilità se dovesse detenere centinaia di pezzi di valore.
La verità è ben altra, e sembra che la politica faccia finta di non vedere, la verità stà nel fatto che non vi è alcun contatto tra Enti, ASL, Polizia, Carabinieri, Enti Pubblici per cui lo sportivo armato che finisce in cura per malattie mentali troppo spesso non finisce nei registri del Ministero che potrebbe in quel caso prendere provvedimenti prima che lo stesso possa fare danni. Ne abbiamo le prove con gli omicidi avvenuti, dove perone in cura per problemi psitici continuavano ad avere la loro licenza di porto d'armi e le loro armi in casa. Cosa cambierebbe questa vostra norma, un pazzo potrebbe sempre armarsi e uccidere anche se le sue armi sono chiuse in un poligono di tiro e poi gli omicidi commessi con coltelli sono in numero superiore. Sarebbe opportuno forse chiudere in armeria anche tutti i coltelli da cucina ?.
E' inutile nasconderci dietro a un dito, il sistema della burocrazia Italiana a scompartimenti stagni esiste ancora ed è utile la dove si vogliano nascondere i fatti al pubblico ma sfortunatamente produce questi avvenimenti drammatici. Voi, Egregi senatori, anzichè correggere l'errore, colpite i singoli sicuramente per favorire altri ma in modo ingiusto verso un singolo mondo sportivo che nulla può a ciò che accade.
Su dieci milioni di famiglie armate (a detta dei media sempre ben informati) quante famiglie hanno sofferto un lutto a causa di un arma ? E quante lo hanno subito a causa di un arma clandestina ? A Secondigliano, lo sparatore che si mise a sparare dalla finestra aveva dei fucili clandestini, anche se aveva un regolare porto d'armi per tiro a volo avrebbe potuto usarli comunque in ogni caso, dato che di quei fucili nessuno sapeva nulla.

Pensate di ritirare le armi agli Italiani ? Ma quanti detengono armi come lo sparatore di Secondigliano ? Perchè non vengono perquisite le grandi ville videosorvegliate delle famiglie mafiose dove tutto viene deciso, omicidi compresi ? Perchè non chiedere anche a loro di depositare le armi nei poligoni ?

Ci chiediamo se i killer di Brescia, il Pakistano e l'Indiano avevano acquistato e denunciato il fucile come fanno tutti gli sportivi e se frequentavano un poligono, ci chiadiamo inoltre se la V.s. proposta fermerà gli altri Pakistani e Indiani o chiunque voglia ripetere l'esperienza !? Ci chiediamo quanto pesano sulle statistiche Italiane gli omicidi commessi da stranieri in territorio nostro ?! Ci chiediamo, se veramente fare visite mirate appesantendo il già traballante sistema sanitario possa far scoprire pazzi esaltati più di quanto un medico di famiglia già non sappia o un qualsiasi comando dei Carabinieri, se possa far scoprire la presenza di un arma clandestina o la volontà di farla finita; se chiudere le armi sportive nei poligoni possa ridurre veramente gli omicidi, anche quelli di mafia naturalmente, (se così fosse saremo i primi ad appoggiare la V.s. proposta) ma se così non fosse, come non è ... e voi sapete bene, capiamo subito che si tratta di un colpo mirato agli onesti sportivi solo per cavalcare l'onda dei media che su queste notizie troppo spesso riescono a riempire le loro pagine di carta e i minuti in tv, carta e minuti con cui si pagano lo stipendio.

Noi in verità speriamo in una modifica alle norme già in atto, a quelle norme che impediscono verifiche e controlli, ma ancor più la comunicazione tra Enti. Vi ricordo che mentre vi è un database Nazionale delle auto, dei contribuenti e dei possessori di yacht, non vi è delle armi chiaro indice che è utile sia così; del resto in Italia nell'acqua torbida si pesca bene, ma sfotunatamente mentre voi volete colpire gli sportivi a galla sotto a pescare saranno sempre altri individui, tra cui gli stranieri a Brescia.

Sicuri che vaglierete con estrema attenzione questa nostra, con l'occasione ci onoriamo di porgere i nostri più sinceri saluti e auguri di buon lavoro.