VERGOGNA

In un articolo, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia, risalta quanto l'esportazione di armi Italiane sia stato sostanzialmente stabile nel 2013, ma in forte aumento verso le zone di maggior tensione del mondo come il Medio Oriente e l’Africa, ma sembra che il mercato abbia ceduto terreno la dove (come in Turchia), la produzione di armi su licenza si sia dimostrata migliore di quella di casa nostra mentre sia aumentata la dove gli scontri tra fazioni o etnie hanno dato luogo a una fame di armi rilevante.

COMUNICATO INTEGRALE

Non vogliamo scendere in polemiche sterili, sulla trasparenza delle vendite in Paesi in guerra, come accennato nella stessa relazione, vendute sicuramente a corpi di polizia ed eserciti che poi chissà come le useranno, ma vogliamo sottolineare come l'industria che dovrebbe difendere per prima il mercato Italiano dello sport del tiro e della caccia in verità abbia barattato questo per una maggiore libertà d'esportazione che, a parere dello stesso comitato internazionale di controllo, è in questo modo poco trasparente in Italia.
Ci riferiamo subito all'ultimo Decreto, il n°121 del novembre scorso, per chi non ricordasse il decreto era uscito con non solo la limitazione dei caricatori ma anche con grosse limitazioni sull'esportazione di armi e sul controllo per l'apertura di poligoni privati.
Ebbene, dopo vari incontri con le associazioni dei produttori ed esportatori di armi e con l'Ass. dei poligoni Italiani le limitazioni sono scomparse mentre stranamente quelle sui caricatori sono rimaste: un caso ? Forse, ma una di quelle particolarità che lasciano il dubbio.

Il dubbio si risolve oggi, l'export Italiano vanta 316 milioni di euro di fatturato, 66.600.000 euro d'IVA nelle casse Italiane, non certo la cifra che versano i cacciatori ogni anno nelle casse di Stato e Regioni.
Oltre 121 milioni nelle casse dello Stato per il rinnovo di porti d'armi in sei anni, oltre 20 milioni ogni anno, a cui si aggiungono 164 miloni e mezzo di versamenti annuali alle Regioni, un giro di affari, se si considera l'indotto, ben superiore per il mercato interno Italiano, a quello dell'esportazione che fa si 316 milioni, ma tutti (a parte i 66 milioni) intascati dalle industrie.
Intanto chi possiede armi in Italia si vede sempre più limitato, sempre più additato a possibile pericolo pubblico, un pericolo per cui le industrie produttrici non alzano un dito a sua difesa.

Cosi nasce in rete il comitato di coloro che boicottano il prodotto Italiano per protesta, dalle tessere per la caccia alle armi e le munizioni. Un sentimento sempre più acceso, quando lo sportivo si vede trattato con sufficienza da chi prende i suoi soldi.

Ma questo è solo il giro di affari mosso dallo sport della caccia, ad esso possiamo aggiungere quello degli sportivi tiratori di tutte le discipline, dei semplici appassionati e dei collezionisti, (ma c'è chi con le armi lavora). Intanto l'ISTAT ha da tempo pubblicato i dati per il 2010 che vedono un importazione di armi pari a 2.392.464 (armi) e un esportazione di 11.517.317 armi.

TIPO DI ARMI (dati 2010)
IMPORT
EXPORT
Fucili, carabine e pistole a molla, ad aria compressa o a gas, sfollagente ed altre armi simili 82.410 7.676
Sciabole, spade, baionette, lance ed altre armi bianche, loro parti e foderi 3.187 2.924
Armi da fuoco ad avancarica 59 48.749
Parti ed accessori di rivoltelle e pistole 11.203 271.741
Fucili e carabine da caccia o da tiro sportivo, ad una canna liscia (escl. armi da fuoco caricabili soltanto dalla canna nonchè fucili e carabine a molla, ad aria compressa o a gas) 22.756 532.263
Fucili e carabine da caccia o da tiro sportivo, con una o due canne liscie o con una canna liscia e una canna rigata (escl. doppiette a due canne liscie) 14.918 101.048
Parti ed accessori 65.826 5.353
Cartucce per fucili o carabine a canna liscia 64.713 5.746.165
Cartucce per fucili o carabine da caccia o da tiro sportivo a canna rigata a percussione anulare 7.134 15.479
Fucili e carabine da caccia o da tiro sportivo, diversi da quelli delle voci precedenti 28.635 63.380
Armi da fuoco e congegni simili che utilizzano la deflagrazione della polvere (escl. fucili e carabine da caccia o da tiro sportivo, pistole, rivoltelle, armi da guerra) 4.826 22.497
Parti ed accessori di fucili e carabine a canne lisce 12.499 7.826
Bossoli per fucili o carabine a canna liscia 4.092 2.038.330
Parti di cartucce per fucili a canna liscia; pallini di piombo per carabine e pistole ad aria compressa 1.092.337 1.917.524
Cartucce a loro parti 298.449 25.656
Parti ed accessori di fucili e carabine da caccia o da tiro sportivo (escl. canne lisce) 300.824 314.161
Cartucce per fucili o carabine da caccia o da tiro sportivo a canna rigata a percussione centrale 7.458 184
Munizioni e proiettili, diversi dalle cartucce, e loro parti, esclusi quelli da guerra 360.047 229.603
Rivoltelle e pistole (escl. pistole e rivoltelle per il tiro a salve, pistole a chiodo per mattatoi, pistole a molla, ad aria compressa o a gas, sfollagente,  pistole  mitragliatrici da guerra) 11.091 166.758

 

Al di la di questi dati non si trova una stima della produzione di armi in Italia, si sa che le armi esportate sono un certo numero ma non si riesce a capire quante veramente ne sono state prodotte e quindi quante sono ancora sul territorio Italiano. Secondo una stima dell'ANPAM (2012) sono 10.000 le armi corte prodotte e bancate per il mercato interno e 50.000 quelle lunghe un dato che stride con l'importazione, gli Italiani preferiscono il prodotto estero.